{"id":18713,"date":"2026-08-09T17:43:31","date_gmt":"2026-08-09T15:43:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=18713"},"modified":"2026-08-09T17:43:31","modified_gmt":"2026-08-09T15:43:31","slug":"linedita-coppia-anci-e-ance-vuole-mandare-allaria-il-piano-di-ripristino-della-natura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2026\/08\/linedita-coppia-anci-e-ance-vuole-mandare-allaria-il-piano-di-ripristino-della-natura\/","title":{"rendered":"L\u2019inedita coppia Anci e Ance vuole mandare all\u2019aria il Piano di ripristino della natura"},"content":{"rendered":"\n<p><em>di Paolo Pileri.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-highlight-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-aa49339f1b03cc6074f83ae39440ff2e\"><strong><em>Mentre il governo si appresta a ultimare il Piano di ripristino della natura, emanazione dell\u2019epocale regolamento europeo, l\u2019Associazione dei Comuni ne demolisce il contenuto, rifiutando qualsiasi riforma ambiziosa dell\u2019urbanistica, con il favore dei costruttori. Ma avere citt\u00e0 abitabili e dove non si muore per gli eccessi di caldo o per le alluvioni \u00e8 un\u2019urgenza oltrech\u00e9 un diritto. \u201cSindaci che siete dalla parte del suolo e della natura fate sentire la vostra voce\u201d\u2026<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In queste settimane bollenti il ministero dell\u2019Ambiente sta confezionando il Piano di ripristino della natura (Pnr), ovvero il pacchetto di misure raccolte nei mesi passati dalle Regioni e integrate dal lavoro dell\u2019Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra). Azioni che saranno offerte ai 2.761 Comuni italiani obbligati ad attuare in pieno il regolamento europeo per il ripristino della natura, (Nrr, 2024\/1991). \u00c8 una sfida epocale e lo abbiamo <a href=\"https:\/\/altreconomia.it\/ecco-il-piano-nazionale-di-ripristino-della-natura-unoccasione-storica-per-attuare-la-costituzione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">gi\u00e0 scritto<\/a> su <em>Altreconomia<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019urbanistica deve cambiare pelle, senza indugi, tentennamenti e finzioni. Ridare alla natura lo spazio che le \u00e8 stato tolto significa seriamente fermare il consumo di suolo e avviare azioni di deimpermeabilizzazione e depavimentazione in modo esteso e intenso. Se questa occasione epocale non viene colta, le cose potranno solo peggiorare e noi rimanere gli irresponsabili di sempre. Le citt\u00e0 diverranno sempre pi\u00f9 bollenti e sempre pi\u00f9 incapaci in autunno di affrontare piogge violenti e alluvioni sempre pi\u00f9 frequenti. \u00c8 questo il momento di cambiare, pur nella piena consapevolezza che non \u00e8 facile. Ma non \u00e8 la facilit\u00e0 che ci muove, bens\u00ec la responsabilit\u00e0 e la possibilit\u00e0. Ed \u00e8 per questo che senza avere un attimo di ripensamento la Societ\u00e0 italiana degli urbanisti ha abbracciato Nrr e la bozza del Pnr all\u2019art. 8, quello riguardante la parte urbana. Ma tutto questo non basta. Il virus dell\u2019irresponsabilit\u00e0 non molla.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 3 agosto l\u2019Associazione nazionale dei comuni italiani (Anci) ha pubblicato&nbsp;un <a href=\"https:\/\/www.anci.it\/piano-nazionale-di-ripristino-della-natura-le-proposte-di-modifica-di-anci-alla-bozza-del-piano\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">comunicato<\/a> in cui, con fierezza, rivela la sua posizione di merito, che va a demolire il Piano di ripristino della natura basandosi sostanzialmente sull\u2019evitare \u201cl\u2019introduzione di prescrizioni immediatamente operative o di nuovi vincoli non previsti dalla normativa europea\u201d. Nell\u2019introduzione al documento si legge che \u201cle modifiche proposte perseguono l\u2019obiettivo di evitare che il Piano introduca direttamente prescrizioni operative, vincoli o effetti conformativi non espressamente previsti dal Regolamento europeo, demandando l\u2019individuazione delle misure e degli interventi agli esiti del processo di ricognizione, verifica, programmazione, pianificazione e monitoraggio, sviluppato con il coinvolgimento delle Regioni, delle Province autonome e dei Comuni e attuato attraverso gli strumenti ordinari previsti dalla normativa vigente\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>In poche parole, togliendo di mezzo ogni obbligatoriet\u00e0 per le misure del Pnr, Anci svuota il piano, annullando una per una le misure che puntavano a tracciare una nuova rotta per i comuni italiani. Ad esempio, ha stralciato la misura \u201cISPRA01\u201d che prevedeva di non approvare varianti difformi dal regolamento europeo a partire dal primo settembre 2026; idem per la misura \u201cISPRA02\u201d che prevedeva di sospendere le previsioni dei piani laddove vanno a consumare aree verdi; idem per la misura \u201cISPRA03\u201d che ricordava l\u2019intoccabilit\u00e0 delle aree verdi urbane alla stregua di vincoli urbanistici che non possono essere oggetto neppure di indici di edificabilit\u00e0; idem per la misura \u201cISPRA06\u201d che obbligava i comuni a redigere un regolamento della natura urbana coerente con il Pnr e il regolamento europeo; idem per la misura \u201cISPRA08\u201d che dava la possibilit\u00e0 di aggiornare i piani prevedendo annullamento o riduzione delle aree trasformabili e il vincolo di non successiva trasformabilit\u00e0 delle aree ripristinate; idem per la misura \u201cISPRA09\u201d che vincolava la approvazione dei piani urbanistici alla verifica del bilancio netto pari a zero di spazi verdi e copertura della volta arborea; idem per la misura \u201cISPRA12\u201d che prevedeva la depavimentazione e cos\u00ec via.<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre a questo l\u2019Anci si \u00e8 autonominata soggetto che co-predispone il rapporto periodico sullo stato di attuazione delle misure per gli ecosistemi urbani, mettendo fuori dalla porta l\u2019Ispra che ha un curriculum indiscutibile a riguardo; ha annacquato la misura che prevedeva un preciso e rapido censimento delle aree dismesse al fine di destinarle a interventi di depavimentazione e cos\u00ec via.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto questo \u00e8 stato motivato pi\u00f9 o meno sempre con la stessa motivazione: \u201cLa misura introduce prescrizioni che non trovano fondamento nel Regolamento (Ue) 2024\/1991 e che, per le modalit\u00e0 con cui sono formulate, producono effetti anche su situazioni pianificate, autorizzate o consolidate, determinando profili di retroattivit\u00e0 e potenziali ricadute sull\u2019assetto della pianificazione urbanistica, dell\u2019attivit\u00e0 edilizia e dei procedimenti amministrativi gi\u00e0 disciplinati dall\u2019ordinamento vigente. Tali effetti possono determinare rilevanti conseguenze operative per i Comuni, nonch\u00e9 significativi impatti nei confronti dei cittadini e delle imprese, introducendo elementi di incertezza nella gestione delle trasformazioni territoriali\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Francamente una motivazione che non coglie l\u2019urgenza di questo momento storico; getta dalla finestra l\u2019opportunit\u00e0 che il regolamento europeo per il ripristino della natura offre per riformare l\u2019urbanistica lungo un percorso necessario che fino a oggi nessuna forza politica (e neppure Anci) \u00e8 stata in grado di fare; considera che il bene dei cittadini sia solo quello di non vedersi stravolgere i potenziali diritti edificatori che alcuni di loro (non tutti) hanno in tasca, quando i diritti dei cittadini (tutti a partire dai pi\u00f9 fragili) sarebbero quelli di avere citt\u00e0 abitabili e dove non si muore per gli eccessi di caldo o per le alluvioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi chiedo davvero come si possa frenare sull\u2019ambizione di un piano che traccia un futuro per l\u2019urbanistica sostenibile del Paese, dando in cambio immobilismo e arroccamenti sullo status quo. Dove hanno preso il coraggio per respingere il cambiamento proposto?<\/p>\n\n\n\n<p>Gli emendamenti di Anci ci restituiscono un orizzonte pallido che non potr\u00e0 mai reggere la sfida di Nrr, condannandoci di nuovo a vedere le nostre citt\u00e0 inondarsi di cemento per rimanere ad applaudire a miseri interventi di verde che abilmente verranno comunicati come forieri di chiss\u00e0 quale cambiamento, che non sar\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa certosina rimozione di tutte le ambizioni delle misure del Pnr produce un piano che girer\u00e0 a vuoto, disegnato su norme incancrenite sul fronte della sfida ecologica e climatica ma funzionanti su quello del diritto e delle abitudini urbanistiche, le stesse che ci hanno portato nella situazione insostenibile in cui siamo.<\/p>\n\n\n\n<p>Non posso che riconoscere in questa posizione di Anci un esercizio ribassista che dannegger\u00e0 il Paese, accorcer\u00e0 gli orizzonti dei Comuni e delle future generazioni. Non vedo in questa Associazione nazionale dei Comuni italiani quella descritta nella sua <a href=\"https:\/\/www.anci.it\/anci-e\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>homepage<\/em><\/a>, ovvero l\u2019associazione che storicamente \u201cha saputo interpretare, e qualche volta ha anticipato, i mutamenti socio-economici, politici e culturali che hanno contribuito all\u2019innovazione del mondo delle Autonomie locali\u201d. Qui non sta n\u00e9 interpretando n\u00e9 anticipando nulla, anzi sta portandoci indietro.<\/p>\n\n\n\n<p>I cambiamenti non si fanno con azioni pallide, con le retromarce e stralciando ogni dose di coraggio. Potremmo dire ad Anci quello che dicono alle associazioni ambientaliste, quando le accusano di essere le signore del \u201cNo\u201d. Piuttosto Anci aiuti a traghettare le misure del Pnr in un orizzonte possibile, incalzando i comuni, disseminando i principi innovativi del regolamento europeo per il ripristino della natura. Cose mai fatte dal 2024 a oggi, purtroppo. Tradurre le prescrizioni in possibilit\u00e0 -i \u201cdevono\u201d in \u201cpossono\u201d-, come Anci ha proposto in vari passaggi dei suoi emendamenti, significa -lo sappiamo bene- rendere innocuo qualsiasi piano.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019urbanistica dell\u2019adattamento climatico non si fa con i \u201cpossono\u201d, ma con i \u201cdevono\u201d. Peraltro, \u00e8 pi\u00f9 probabile che siano i \u201cpossono\u201d ad aprire a infiniti ricorsi, mentre i \u201cdevono\u201d con le loro regolazioni chiare li limitano, al contrario di quel che vogliono farci pensare.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi rendo perfettamente conto che oggi questi \u201cdevono\u201d sono graffianti e possono anche danneggiare le abitudini dei titolari (alcuni cittadini, imprese e fondi finanziari) di potenzialit\u00e0 trasformative, ma oggi c\u2019\u00e8 in gioco l\u2019adattamento dei luoghi abitati da tutti a un profilo ecologico delle citt\u00e0 che consente a tutti di vivere senza morire o ammalarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Stralciare il riferimento all\u2019approccio \u201cOne Health\u201d (anche questo hanno fatto) \u00e8 un atto grave che ci fa perdere una opportunit\u00e0 di crescita culturale e politica importantissima e che aiuta a dimenticare una responsabilit\u00e0 ben precisa dei sindaci, quella di essere loro stessi i primi garanti della salute di tutti i cittadini. Salute che non migliora aumentando le aree cementificate, non migliora evitando di asciugare i piani da previsioni urbanistiche inutili e pericolose, non migliora lasciando cementificare le aree verdi gi\u00e0 previste nei piani, non migliora con ragionamenti da \u201cmanuale Cencelli\u201d che si asserraglia sullo status quo.<\/p>\n\n\n\n<p>Per tutto questo, e altro, trovo particolarmente grave, culturalmente parlando, l\u2019iniziativa obliterante di Anci. Non \u00e8 un caso che l\u2019Associazione nazionale dei costruttori edili (Ance) abbia diffuso&nbsp;un <a href=\"https:\/\/ance.it\/2026\/08\/piano-nazionale-di-ripristino-della-natura-condivise-dallanci-molte-delle-osservazioni-avanzate-da-ance\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">comunicato<\/a> di piena soddisfazione del documento di Anci: \u201cContiene numerose considerazioni che riprendono le osservazioni gi\u00e0 evidenziate da Ance nel corso delle interlocuzioni con il ministero\u201d. Un matrimonio inedito.<\/p>\n\n\n\n<p>Un blocco unico quello tra Ance e Anci che non si vedeva da decenni. Dai costruttori ci aspettiamo contrariet\u00e0 a un Pnr dalla parte del verde e non del cemento. Ad Ance probabilmente il regolamento europeo \u00e8 sempre andato di traverso. D\u2019altronde lei difende i costruttori, non come l\u2019Anci il cui obiettivo fondamentale \u00e8 \u201crappresentare e tutelare gli interessi dei Comuni\u201d, che al mio paese significa difendere l\u2019interesse comune ovvero di tutti i cittadini presenti e futuri ben al di l\u00e0 degli interessi particolari e privati di una categoria, quella dei detentori di potenziali di variazione d\u2019uso del suolo o quella degli investitori immobiliari, per dire. Non pu\u00f2, quindi, che sorprendere, fino alle lacrime, la convergenza cos\u00ec millimetrica tra Anci e Ance.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiudo chiedendomi se davvero i Comuni sono al corrente della demolizione del Pnr da parte della loro associazione. Se lo sono, sono pregati di dirlo e confermare il loro pieno consenso. Al contrario, se non sono stati interpellati davanti a un fatto epocale di tale importanza, li pregherei di uscire allo scoperto, lamentarsi, esprimere il loro dissenso.<\/p>\n\n\n\n<p>I sindaci e assessori (tanti) che ho incontrato in questi mesi mi hanno sempre detto di non essere stati messi al corrente di nulla, di non aver ricevuto nemmeno una <em>mail<\/em>, di non essere stati convocati da nessuna parte, di non aver appreso da Anci neppure dell\u2019esistenza del Regolamento europeo. \u00c8 talmente alta la posta in gioco che credo sia giunto il momento di giocare a carte scoperte. I sindaci e le sindache che hanno ragionevoli dubbi su questo stato di cose alzino la voce, dicano da che parte stanno, blocchino questa iniziativa. Non dimentichiamoci che non esprimere dissenso, significa dare taciti assensi, come ci ha insegnato Hannah Arendt.<\/p>\n\n\n\n<p>Approfitto anche per dire che all\u2019audizione indetta dal ministero dell\u2019Ambiente il 23 luglio per ascoltare le rappresentanze delle associazioni e delle societ\u00e0 scientifiche urbanistiche, Anci era convocata ma non si \u00e8 presentata. Chi di noi era presente non ha quindi avuto modo di sentire le ragioni dell\u2019Associazione nazionale dei Comuni italiani e di conoscere chi la rappresentava a quel tavolo (Sindaci? Tecnici? A seguito di un mandato ricevuto da una qualche assemblea interna?). Peraltro in quell\u2019occasione importante la maggior parte delle associazioni e societ\u00e0 scientifiche era favorevole al Piano nazionale di ripristino della natura cos\u00ec come era formulato, a meno di lievi modifiche (tranne i costruttori dell\u2019Ance, che hanno dichiarato la propria contrariet\u00e0).<\/p>\n\n\n\n<p>Spero che il ministero dell\u2019Ambiente rigetti le proposte di Anci e di Ance. Ma temo che questo non avverr\u00e0. Se le accoglier\u00e0, a mio parere, il Piano di ripristino della natura si trasformer\u00e0 in qualcosa di talmente debole che sar\u00e0 (me lo auguro) respinto dalla Commissione europea, condannandoci all\u2019ennesima figuraccia (che volentieri eviterei), precludendoci dai fondi che saranno messi a disposizione e rendendo tutto ancor pi\u00f9 complicato per i Comuni.<\/p>\n\n\n\n<p>Torno a dire che siamo sulla soglia di un potenziale percorso ambizioso. Incerto perch\u00e9 i nostri riferimenti giuridici sono vetusti, ma ambizioso perch\u00e9 d\u00e0 nuova aria all\u2019urbanistica. Un percorso dove siamo pronti -lo abbiamo detto anche come Siu- a tiraci su le maniche per aiutare i Comuni a stare dalla parte del Regolamento europeo senza se e senza ma. Siamo pronti ad aiutarli nella relazione con i cittadini. Personalmente respingo ogni rinuncia a precluderci queste ambizioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Non abbiamo nessuna intenzione di perdere questo treno e di accontentarci di un Pnr ribassista, che ripristiner\u00e0 il cemento e non la natura, nei fatti. Per favore, non gettate via l\u2019ambizione in cambio di una certezza asfittica. Sindache e sindaci che siete dalla parte del suolo e della natura fate sentire la vostra voce.<\/p>\n\n\n\n<p>Finisco con una celebre frase di Franco Cassano (1996, \u201cIl Pensiero Meridiano\u201d) che porto sempre con me e che si adatta perfettamente al momento in cui siamo: \u201cSiamo poveri di beni pubblici perch\u00e9 essi possono vivere solo se sono diffuse piccole dosi di coraggio, di rispetto per la bellezza e di riguardo per i luoghi da cui non si possono escludere gli altri. Saremo tutti pi\u00f9 ricchi non quando avremo ulteriormente incrementato il nostro bottino privato ma quando avremmo restituito a tutti le strade, le spiagge i giardini, quando saremo guariti dalla ricerca ossessiva della separazione e della distinzione. Allora la bellezza torner\u00e0 visitarci. Non \u00e8 possibile togliere il potere ai piazzisti se non si scopre la differenza tra esperienza del mondo e il suo acquisto in offerta speciale\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Paolo Pileri \u00e8 ordinario di Pianificazione territoriale e ambientale al Politecnico di Milano. Il suo ultimo libro \u00e8 \u201cDalla parte del suolo\u201d (Laterza, 2024)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Tratto da: <a href=\"https:\/\/altreconomia.it\/linedita-coppia-anci-e-ance-vuole-mandare-allaria-il-piano-di-ripristino-della-natura\/\">https:\/\/altreconomia.it\/linedita-coppia-anci-e-ance-vuole-mandare-allaria-il-piano-di-ripristino-della-natura\/<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Paolo Pileri. 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