{"id":18769,"date":"2026-09-04T06:00:00","date_gmt":"2026-09-04T04:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=18769"},"modified":"2026-08-31T23:47:55","modified_gmt":"2026-08-31T21:47:55","slug":"turismo-cafone-ma-i-veri-cafoni-chi-sono","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2026\/09\/turismo-cafone-ma-i-veri-cafoni-chi-sono\/","title":{"rendered":"Turismo cafone: ma i veri cafoni chi sono?"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><em>Il dibattito sull\u2019overtourism troppo spesso si concentra sui comportamenti pi\u00f9 plateali del turista di massa, assolvendo invece chi inquina, deturpa, privatizza e consuma i beni comuni<\/em>.<\/h2>\n\n\n\n<p>di <em>Mountain Wilderness<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Anche quest\u2019estate si \u00e8 parlato molto di turismo cafone: in montagna, al mare come nelle citt\u00e0. E anche Mountain Wilderness \u00e8 stata chiamata a dire la propria, dalle colonne del <em>Fatto Quotidiano<\/em>, in un <strong>dibattito che troppo spesso si concentra sui comportamenti pi\u00f9 plateali del turista di massa<\/strong>: cambiarsi o farsi la doccia in un parcheggio, bivaccare sui gradini di un monumento, mettersi in coda per la fotografia pi\u00f9 instagrammabile, affrontare la montagna con calzature del tutto inadatte.<br>Sono comportamenti certamente discutibili, e in alcuni casi anche pericolosi. Ma \u00e8 fin troppo facile definire \u201ccafone\u201d chi compie queste azioni, soprattutto quando si tratta di persone che non possono permettersi migliaia di euro per una camera d\u2019albergo di lusso, un volo turistico in elicottero o una settimana al mare su uno yacht.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 <strong>forse i veri cafoni sono altri. Sono quelli che inquinano, deturpano, privatizzano e consumano i beni comuni, convinti che il denaro dia loro il diritto di comprare tutto: paesaggi, montagne, spiagge, cieli. <\/strong>Comportamenti spesso molto pi\u00f9 impattanti di una doccia fatta in un parcheggio, ma che trovano comprensione e complicit\u00e0 perch\u00e9 portano profitti ad albergatori, operatori turistici e amministratori.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 questa la riflessione proposta da Mountain Wilderness nell\u2019articolo pubblicato dal <em>Fatto Quotidiano<\/em>, che riproponiamo qui. Una riflessione che affronta alcuni dei nodi centrali del turismo contemporaneo: l\u2019overtourism e la trasformazione dei territori in prodotti turistici, la mercificazione della montagna, il consumo di suolo e di risorse, la privatizzazione dei beni comuni e il ruolo delle amministrazioni nel favorire modelli di sviluppo sempre pi\u00f9 impattanti. Perch\u00e9 il problema non \u00e8 soltanto l\u2019educazione del singolo turista, ma il modello di turismo che scegliamo di promuovere e, soprattutto, chi ne paga davvero i costi.<\/p>\n\n\n\n<p><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-accent-color\"><strong>Dal Blog a cura di Mountain Wilderness su Il Fatto Quotidiano:<\/strong><\/mark><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Contro il turismo cafone in montagna basterebbe un minimo di civilt\u00e0.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta con tutta evidenza di un problema culturale che riguarda la societ\u00e0 nel suo complesso Di&nbsp;<strong>overtourism<\/strong>&nbsp;avevamo gi\u00e0 parlato un anno fa&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2025\/07\/15\/overtourism-anche-in-montagna-secondo-mountain-wilderness-non-bastano-i-sentieri-a-pedaggio\/8060707\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">sulla newsletter Fatto For Future<\/a>. Il problema puntualmente si ripropone e sar\u00e0 cos\u00ec anche per il futuro, perch\u00e9 ben poco si \u00e8 fatto e si sta facendo per cambiare.<\/p>\n\n\n\n<p>Da un anno a questa parte intanto \u00e8 cambiato il Ministro del Turismo, Daniela Santanch\u00e8 ha rassegnato le proprie dimissioni nel marzo 2026 e al suo posto \u00e8 subentrato&nbsp;<strong>Gianmarco Mazzi<\/strong>. Diciamolo, non era affatto facile sostituire un personaggio cos\u00ec mediaticamente esposto. Le prime dichiarazioni del neo ministro hanno da subito affrontato un tema importante come quello del sovraffollamento turistico: \u201cBisogna&nbsp;<strong>bandire<\/strong>&nbsp;il termine overtourism dal vocabolario del turismo italiano, danneggia il settore e rischia di scoraggiare i turisti internazionali\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Qualcuno ha voluto leggere in queste parole il tentativo di nascondere il problema semplicemente non evocandolo; in realt\u00e0 parrebbe solo una ricerca lessicale per dargli un altro nome, individuare una&nbsp;<strong>nuova terminologia<\/strong>&nbsp;utile a definire un fenomeno che comunque esiste, viene messo in grande evidenza dalla viralit\u00e0 dei social media e non appartiene solo al turismo italiano ma si riscontra in tante altre parti del mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Come&nbsp;<strong>contrastare<\/strong>&nbsp;questa tendenza? Per chi come noi si interessa all\u2019ambiente di montagna, appare chiaro che pi\u00f9 che organizzarsi per gestire e \u201cspalmare\u201d i flussi turistici sul territorio si sta puntando a&nbsp;<strong>monetizzare<\/strong>&nbsp;la situazione contingente, fedeli al principio \u201codio il turista, ma lo voglio perch\u00e9 porta soldi\u201d. La montagna non \u00e8 come la citt\u00e0: l\u2019arrivo di tanta gente vuol dire strade di valle&nbsp;<strong>intasate<\/strong>, baccano in aree votate al silenzio, infrastrutture e risorse che diventano&nbsp;<strong>insufficienti<\/strong>&nbsp;in alcuni mesi dell\u2019anno e negli altri periodi restano inutilizzate.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma invece di mirare a soluzioni volte a porre dei limiti come la&nbsp;<strong>regolamentazione<\/strong>&nbsp;degli accessi, che pure sono state elaborate, si preferisce far pagare pedaggi e costruire nuovi parcheggi a pagamento, adottare tornelli e ticket di ingresso sui sentieri, convinti che l\u2019aumento dei costi per i villeggianti&nbsp;<strong>scoraggi<\/strong>&nbsp;le grandi masse dal raggiungere le mete instagrammabili. Ma evidentemente non \u00e8 cos\u00ec, visti i risultati.Uno degli effetti collaterali di questa politica di sviluppo turistico \u00e8 quello del cosiddetto<strong>&nbsp;\u201cturismo cafone\u201d<\/strong>, un concetto secondo il quale avendo pagato ci si pu\u00f2 permettere qualunque libert\u00e0 (lavoro-guadagno-pago-pretendo) anche a discapito di quella altrui.<br>Ovviamente la cafonaggine si riscontra ovunque, sulle spiagge come nelle citt\u00e0, ma anche in montagna le cronache di questa estate sono piene di esempi: dai servizi di&nbsp;<strong>elisoccorso<\/strong>&nbsp;sfruttati come taxi, ai bivacchi in quota utilizzati senza necessit\u00e0 e poi vandalizzati come fossero discariche, fino a casi \u201cestremi\u201d come prendere il sole sulla piazzola di atterraggio dell\u2019elicottero o percorrere un sentiero affollato e non banale conducendo automobiline radiocomandate perch\u00e9 \u201cla montagna \u00e8 libera\u201d, senza parlare ovviamente dei soliti&nbsp;<strong>rifiuti abbandonati.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta con tutta evidenza di un problema culturale che riguarda la societ\u00e0 nel suo complesso ma che in un ambiente come quello della montagna, sconosciuto alla maggior parte dei suoi frequentatori improvvisati, amplifica i suoi effetti e a volte provoca situazioni che vanno<strong>&nbsp;dal ridicolo al pericoloso<\/strong>. Magari solo per qualche \u201clike\u201d in pi\u00f9.Basterebbe avere un minimo di civilt\u00e0, quell\u2019antico buon senso che oggi pare merce rara e preziosa ma che non si pu\u00f2 comprare n\u00e9 vendere. Compito di associazioni come la nostra \u00e8 non solo di vigilare sul territorio come e quando si pu\u00f2, ma di&nbsp;<strong>promuovere<\/strong>&nbsp;cultura e conoscenza, stimolare discussioni e riflessioni, suggerire punti di vista diversi.<\/p>\n\n\n\n<p>Chi dice che l\u2019ambientalismo dice \u201cno\u201d a tutto dice una&nbsp;<strong>falsit\u00e0<\/strong>, certo non manca la denuncia ma si cerca sempre il dialogo con le amministrazioni e si avanzano proposte, si appoggiano scelte reputate positive e si cercano alternative laddove non c\u2019\u00e8 condivisione anche se il pi\u00f9 delle volte questo impegno non fa notizia, si resta inascoltati ed \u00e8 davvero una magra consolazione constatare in seguito che \u201cnoi l\u2019avevamo detto\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Esempi&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2026\/08\/18\/basta-con-i-rifugi-di-lusso-qui-non-ce-sauna-ne-piatti-gourmet-o-champagne-abbiamo-tagliato-20-posti-letto-e-a-tavola-si-mangera-tutti-insieme-la-trasformazione-del-rifugio-sesvenna\/8481673\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">come quello del&nbsp;<strong>rifugio Sesvenna<\/strong><\/a>&nbsp;possono indicare una strada e noi la sosteniamo, magari non tutti vorranno seguirla ed \u00e8 anche giusto diversificare l\u2019offerta, ma poi non bisogna piangere sul latte versato: causa ed effetto si rincorrono e a volte si confondono. Chi oggi si lamenta dei cafoni spesso non ha fatto nulla per scoraggiarli ieri, \u00e8 il famoso monito della ninfea.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il dibattito sull\u2019overtourism troppo spesso si concentra sui comportamenti pi\u00f9 plateali del turista di massa, assolvendo invece chi inquina, deturpa, privatizza e consuma i beni [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":18770,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[3824],"tags":[],"class_list":["post-18769","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-montagne"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18769","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18769"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18769\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/18770"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18769"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18769"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18769"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}