{"id":18795,"date":"2026-09-11T15:24:24","date_gmt":"2026-09-11T13:24:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=18795"},"modified":"2026-09-11T15:24:26","modified_gmt":"2026-09-11T13:24:26","slug":"estate-2026-tremenda-per-le-alpi-e-i-suoi-ghiacciai-a-causa-della-crisi-climatica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2026\/09\/estate-2026-tremenda-per-le-alpi-e-i-suoi-ghiacciai-a-causa-della-crisi-climatica\/","title":{"rendered":"Estate 2026\u00a0tremenda\u00a0per le Alpi e i suoi ghiacciai, a causa della crisi climatica"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>Sette i ghiacciai simbolo di una crisi climatica che accelera il passo e che non risparmia nessuno.<\/em><\/strong><em> <strong>Dall&#8217;Adamello alla Grande Motte, dal Monte Bianco\u00a0al Monviso passando dal ghiacciaio dei Forni a quello del Montasio, tutti registrano un forte arretramento e diversi crolli in quota. Quest&#8217;estate le instabilit\u00e0 pi\u00f9 importanti sulla parete nordest\u00a0del Monviso<\/strong> <strong>e nella cavit\u00e0 superiore del ghiacciaio del Montasio. Dove i ghiacciai arretrano, cresce nuova vegetazione e si diffondono specie pioniere. <\/strong><\/em><strong><em>Il viaggio di Carovana dei Ghiacciai 2026 di Legambiente.<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Estate 2026\u00a0<em>horribilis<\/em>\u00a0per le Alpi e i suoi ghiacciai, sempre pi\u00f9 sofferenti e instabili a causa della crisi climatica; di questo passo si rischia di superare in peggio quelle del 2022 e del\u00a02023.\u00a0Lo denuncia la <strong><u><a href=\"https:\/\/www.legambiente.it\/campagne-e-progetti\/carovana-dei-ghiacciai\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Carovana dei ghiacciai di Legambiente<\/a><\/u><\/strong>, campagna internazionale realizzata in collaborazione con CIPRA ITALIA e la partnership scientifica della Fondazione Glaciologica Italiana,\u00a0partner principale [ comfort zone ] e partner sostenitore FRoSTA Italia, che oggi presenta i dati di bilancio della sua campagna frutto del viaggio di quest&#8217;estate lungo l&#8217;arco alpino, portando allo stesso tempo in primo piano anche un pacchetto di interventi da mettere rapidamente in campo.<\/p>\n\n\n\n<p>A pesare sullo stato di salute di Alpi e ghiacciai, in questi mesi del 2026, sono&nbsp;le alte temperature e lo zero&nbsp;termico stabilmente sopra i 4.800-5.000 metri, le scarse precipitazioni nevose unite alla siccit\u00e0 a valle, e&nbsp;gli oltre 70 eventi meteo estremi che hanno colpito le regioni alpine da gennaio fine agosto 2026&nbsp;(dati Osservatorio Citt\u00e0Clima Legambiente), rendendo la montagna pi\u00f9 fragile.&nbsp;<strong>La conferma arriva anche dallo stato di salute dei sette ghiacciai simbolo&nbsp;<\/strong>(Adamello, Grande Motte, ghiacciai del Miage e Planpincieux sul Monte Bianco, ghiacciaio dei Forni, del Montasio e quello del Coolidge superiore sul Monviso)<strong>&nbsp;scelti e osservati quest&#8217;estate dalla settima edizione di Carovana dei ghiacciai e che testimoniano come la crisi climatica abbia accelerato il passo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tutti i ghiacciai osservati arretrano e sono segnati da fenomeni di instabilit\u00e0. Aumentano le colate detritiche e le morene si deformano.&nbsp;<\/strong>In particolare,&nbsp;<strong>quest&#8217;estate, i crolli pi\u00f9 importanti sono stati osservati sul Monviso<\/strong>, dopo la tappa&nbsp;del 1\u00b0 settembre sulla parete nordest,<strong>&nbsp;e sul Montasio&nbsp;<\/strong>dove a fine agosto \u00e8 crollata una parte della cavit\u00e0 superiore del ghiacciaio, mentre Carovana dei ghiacciai era in quota. Dove i ghiacciai indietreggiano cresce nuova vegetazione e si diffondono specie pioniere, fenomeni su cui bisogna aprire una riflessione in termini&nbsp;di gestione del territorio montano.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Caldo a settembre<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Preoccupano le\u00a0temperature estive sempre pi\u00f9 elevate e lo zero termico in quota che si stanno protraendo\u00a0anche ad inizio settembre 2026,\u00a0in coincidenza della sesta ondata di calore,\u00a0determinando una <strong>fusione senza soste\u00a0dei ghiacciai<\/strong>. Un campanello d&#8217;allarme che indica la gravit\u00e0 della situazione in alta quota,\u00a0i cui effetti si ripercuotono anche a valle e sulle comunit\u00e0 locali. Secondo gli studi scientifici pi\u00f9 recenti, dalla met\u00e0 dell&#8217;Ottocento al 2015 le Alpi hanno perso circa il 57% della superficie glaciale e il 64% del volume (The Cryosphere, Reinthaler e Paul, 2025). Ma \u00e8 soprattutto la velocit\u00e0 della trasformazione a preoccupare: dopo il 2000 il tasso di abbassamento della superficie dei ghiacciai \u00e8 triplicato (The Cryosphere, 2025) e tra il 2000 e il 2023 l&#8217;Europa centrale, regione dominata dalle Alpi, ha perso circa il 39% della propria massa glaciale (GlaMBIE Team, Nature, 2025).<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Dati sui sette ghiacciai simbolo<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>A sostegno di ci\u00f2,&nbsp;le osservazioni fatte in quota da Carovana dei ghiacciai sui sette ghiacciai simbolo di questa sofferenza<strong>,&nbsp;<\/strong>accompagnata dagli esperti di INRAE- Group de glaciologie, di Fondazione Montagna Sicura, del Servizio Glaciologico Lombardo, del Corpo Forestale Friuli Venezia Giulia, del CAI, di ARPA Piemonte, e da ricercatori etecnici di Parchi e Universit\u00e0 (Le Parc National de la Vanoise, Parco Nazionale dello Stelvio, Ente di gestione delle aree protette del Monviso, progetto Water Wise, Universit\u00e0 di Milano, Udine, Torino e Bergamo).<\/p>\n\n\n\n<p>Entrando nel merito dei dati, sull&#8217;<strong><u><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=pAbPqbLS2aA&amp;list=PLTtztAt2xMaI&amp;index=1\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Adamello<\/a><\/u><\/strong>, il ghiacciaio pi\u00f9 grande delle Alpi Italiane, aumenta la velocit\u00e0 del ritiro della fronte: 265 metri nel solo triennio 2023-2025.&nbsp;<strong>In Francia&nbsp;<\/strong><strong><u><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=R4x3i5gpTuk&amp;list=PLTtztAt2xMaI&amp;index=2\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">il ghiacciaio della Grande Motte<\/a><\/u><\/strong>, nel comprensorio di Tignes e situato a oltre 3mila metri, ha perso il 70% del volume dal 1982, generando nell&#8217;ultimo decennio un lago glaciale (Lac de Rosolin), monitorato per rischio esondazione. Sul versante italiano del&nbsp;<strong>Monte Bianco<\/strong>, il tetto d&#8217;Europa, il lobo frontale del&nbsp;<strong><u><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=R2wmW-vfK5k&amp;list=PLTtztAt2xMaI&amp;index=3\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">ghiacciaio del Miage<\/a><\/u><\/strong><strong>&nbsp;<\/strong>si \u00e8 abbassato di 15 metri in sei anni, mentre&nbsp;<strong><u><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=IqSPSpfJ5jw&amp;list=PLTtztAt2xMaI&amp;index=4\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">il Planpincieux<\/a><\/u><\/strong>&nbsp;ha raggiunto due metri al giorno di movimento. In Lombardia,&nbsp;<strong><u><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=g6svgDZyG0Q&amp;list=PLTtztAt2xMaI&amp;index=5\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">il ghiacciaio dei Forni<\/a><\/u><\/strong>, secondo i dati del Servizio Glaciologico Lombardo e dell&#8217;Universit\u00e0 Statale di Milano, dall&#8217;inizio del secolo ad oggi \u00e8 arretrato di 3 km e nelle giornate pi\u00f9 calde arriva a perdere 10 cm di spessore. Il ghiacciaio dei Forni non racconta soltanto la perdita di ghiaccio: nei periodi estivi il suo contributo pu\u00f2 arrivare a rappresentare circa il 50% della portata dell&#8217;Adda, mostrando quanto la deglaciazione possa incidere anche sulla disponibilit\u00e0 d&#8217;acqua a valle. (Progetto IDROSTELVIO Universit\u00e0 Statale di Milano e Parco dello Stelvio).&nbsp;Anche il&nbsp;<strong><u><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=HvqfStqzYNU&amp;list=PLTtztAt2xMaI&amp;index=6\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Montasio<\/a><\/u><\/strong>, in Friuli Venezia Giulia, storicamente il ghiacciaio pi\u00f9 resiliente, ha ceduto con il crollo parziale della sua cavit\u00e0 superiore. In Piemonte sul&nbsp;<strong><u><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=4ostn5tLT_Y&amp;list=PLTtztAt2xMaI&amp;index=7\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Monviso, il ghiacciaio superiore del Coolidge<\/a><\/u><\/strong>&nbsp;\u00e8 ormai declassato a glacionevato, mentre cresce l&#8217;instabilit\u00e0 delle pareti rocciose e soffre il fiume Po, che diminuisce la sua portata a valle. Intanto in diverse localit\u00e0, come quella francese di Tignes, dove Carovana dei ghiacciai \u00e8 stata per la sua prima tappa, un tempo si sciava anche in estate ora non si scia pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Cosa serve mettere in campo<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Una fotografia preoccupante quella scattata da Carovana dei ghiacciai 2026,&nbsp;la quale ha realizzato diversi flash mob in quota&nbsp;srotolando anche lo striscione &#8220;<em>Non \u00e8 caldo, \u00e8 crisi climatica<\/em>&#8220;, sia ai piedi del Montasio, in Friuli Venezia Giulia per ricordare che anche il ghiacciaio pi\u00f9 resiliente delle Alpi \u00e8 in difficolt\u00e0, sia sul Monviso alle sorgenti del Po, a Pian del Re a 2.000 metri di quota, per ribadire che montagna e pianura sono accumunate dallo stesso destino.<\/p>\n\n\n\n<p>Da qui l&#8217;appello a mettere urgentemente&nbsp;in campo<strong>&nbsp;concrete<\/strong>&nbsp;<strong>politiche di mitigazione e di adattamento, monitoraggi continui in quota, e una governance europea che tenga conto dei ghiacciai e delle risorse connesse a partire dall&#8217;acqua<\/strong>, una risorsa che non \u00e8 infinita. Temi al centro del&nbsp;<em><u><a href=\"https:\/\/www.legambiente.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Governace-Ghiacciai_manifesto.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Manifesto europeo per una governance dei ghiacciai e delle risorse connesse<\/a><\/u><\/em><em>&nbsp;<\/em>e della piattaforma politica culturale, la prima nata in Italia, &#8220;<em><u><a href=\"https:\/\/www.legambiente.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Manifesto-europeo-2026_documento.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Governarne le Alpi che cambiano<\/a><\/u><\/em>&#8220;, entrambi promossi da Legambiente insieme a CAI, CIPRA ITALIA,&nbsp;Fondazione Glaciologica Italiana e rilanciati pi\u00f9 volte nel corso delle tappe. Allo stesso tempo Carovana dei ghiacciai \u00e8 tornata a ribadire che&nbsp;<strong>i ghiacciai sono beni comuni&nbsp;<\/strong>da tutelare in quanto patrimonio di tutti&nbsp;e<strong>&nbsp;a sottolineare l&#8217;importanza di una maggiore consapevolezza e fruizione dell&#8217;andare in montagna a<\/strong>lla luce dei continui cambiamenti in corso che si ripercuotono anche sulla sentieristica. Senza dimenticare che la&nbsp;<strong>montagna ci chiede rispetto, da qui l&#8217;appello di&nbsp;<\/strong><strong><u><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=R2wmW-vfK5k&amp;list=PLTtztAt2xMaI&amp;index=3\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Carovana dei ghiacciai e Puliamo il Mondo<\/a><\/u><\/strong><strong>&nbsp;che insieme hanno promosso una giornata di clean up in quota<\/strong>&nbsp;lungo il sentiero che porta al ghiacciaio del Miage, sul versante del Monte Bianco, raccogliendo i rifiuti trovati in quota.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;<em>Le Alpi<\/em> &#8211; dichiara&nbsp;<strong>Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente<\/strong>&nbsp;\u2013 s<em>ono una delle sentinelle della crisi climatica in atto. Questa estate, segnata da caldo record, ondate di calore ed eventi meteo estremi, ci ricorda che non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 tempo da perdere. La crisi climatica si contrasta in primis con pi\u00f9 politiche di mitigazione e adattamento da mettere in campo in montagna, a valle cos\u00ec come nelle aree urbane. Lo abbiamo chiesto nel corso di questa settimana edizione di Carovana dei ghiacciai&nbsp;e lo rilanciamo oggi indirizzando un chiaro appello al Governo insieme ad una governance europea dei ghiacciai e delle risorse connesse<\/em>&#8220;.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;<em>Quest&#8217;anno con Carovana dei ghiacciai<\/em> \u2013 commenta&nbsp;<strong>Vanda Bonardo, responsabile nazionale Alpi Legambiente e Presidente di CIPRA ITALIA<\/strong>&nbsp;\u2013 <em>abbiamo osservato l&#8217;accelerazione dei cambiamenti in quota e degli effetti sempre pi\u00f9 evidenti della crisi climatica. Anche quanto accaduto in Nepal deve essere un monito su quello che potrebbe verificarsi in altre parti del mondo. \u00c8 dunque necessario una governance europea della montagna connessa con quella della pianura, monitoraggi costanti dell&#8217;alta quota, uniti a campagne di informazione e sensibilizzazione rivolte a cittadini e comunit\u00e0 locali, ricordando che c&#8217;\u00e8 un unico filo conduttore che \u00e8 l&#8217;acqua, risorsa fondamentale per il benessere degli ecosistemi e per la nostra societ\u00e0<\/em>&#8220;.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;<em>Le osservazioni della Carovana dei Ghiacciai 2026<\/em> \u2013 dichiarano&nbsp;<strong>Valter Maggi e Marco Giardino, rispettivamente presidente e vicepresidente della Fondazione Glaciologica Italiana<\/strong>&nbsp;&#8211; <em>convergono su un&#8217;unica lettura: non si tratta di episodi isolati di instabilit\u00e0 o regresso glaciale, ma di un processo di deglaciazione ormai strutturale, alimentato da un riscaldamento climatico che sulle Alpi corre molto velocemente, al doppio della media globale. Lo zero termico stabilmente sopra i 4.800-5.000 metri e lo scarso innevamento residuo hanno eliminato il margine protettivo che finora attutiva l&#8217;impatto delle estati calde anche sui ghiacciai pi\u00f9 resistenti. Il 2026 segna dunque una svolta: la deglaciazione \u00e8 osservabile in tempo reale, con effetti evidenti sul paesaggio anche nell&#8217;arco di poche settimane, e impone alla scienza un monitoraggio continuo capace di anticipare gli scenari dell&#8217;instabilit\u00e0 imminente<\/em>&#8220;.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il viaggio di Carovana dei ghiacciai 2026<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Giunta alla settima edizione, Carovana dei ghiacciai 2026, dopo l&#8217;anteprima a inizio agosto sull&#8217;Adamello, ha iniziato il suo viaggio lungo l&#8217;alpino dal 17 agosto al 3 settembre. Cinque le tappe in programma: in\u00a0<strong>Francia\u00a0<\/strong>(dal 17 al 20 agosto) sui\u00a0<strong>ghiacciai della Vanoise,\u00a0<\/strong>in<strong>\u00a0Valle D&#8217;Aosta\u00a0<\/strong>(dal 20 al 24 agosto) sui ghiacciai del Monte Bianco versante italiano, in Lombardia (dal 24 al 26 agosto) sul ghiacciaio dei Forni, in Friuli Venezia Giulia (dal 26 al 29 agosto) sul ghiacciaio del Montasio, e\u00a0<strong>in Piemonte (dal 31 agosto al 3 settembre) sul ghiacciaio di Coolidge del Monviso.\u00a0<\/strong>Diversi i testimonial e gli artisti che hanno accompagnato Carovana dei ghiacciai in questo viaggio: i runner Bernard e Martin Dematteis, Roberto Ghezzi, pittore, Giusi Quarenghi, scrittrice per ragazze e ragazzi. Per il saluto al ghiacciaio e le musiche si ringraziano: Collettivo Lattea, Valerio Zacchetti, Marco Colombo, Paolo Forte, Martin Mayes, Philipp Charpit, Sabrina Boarino.<br><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Il viaggio di Carovana dei ghiacciai 2026 \u00e8 stato raccontato<\/em> <em>sui canali social di\u00a0<u><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/legambiente.alpi\/?locale=it_IT\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Legambiente Alpi<\/a><\/u>\u00a0e di Legambiente: Facebook | Instagram | YouTube<\/em><\/strong><br><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sette i ghiacciai simbolo di una crisi climatica che accelera il passo e che non risparmia nessuno. 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