{"id":18832,"date":"2026-09-22T16:28:42","date_gmt":"2026-09-22T14:28:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=18832"},"modified":"2026-09-22T18:29:20","modified_gmt":"2026-09-22T16:29:20","slug":"rapporto-unep-e-morto-il-grado-e-mezzo-lunga-vita-al-grado-e-mezzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2026\/09\/rapporto-unep-e-morto-il-grado-e-mezzo-lunga-vita-al-grado-e-mezzo\/","title":{"rendered":"Rapporto UNEP: \u00e8 morto il grado e mezzo, lunga vita al grado e mezzo!"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>Secondo l\u2019ultimo Rapporto del Programma Ambientale delle Nazioni Unite (United Nations Environment Programme) il superamento, <strong><em>entro il prossimo decennio<\/em><\/strong>, della temperatura globale della soglia di 1,5 \u00b0C rispetto all&#8217;epoca preindustriale \u00e8 ormai inevitabile. L\u2019UNEP certifica quindi il fallimento delle politiche sul clima adottate fino ad oggi, ma chiarisce che il superamento non deve essere un motivo di rassegnazione, ma piuttosto un invito all\u2019urgenza di agire in modo pi\u00f9 incisivo, per tornare in linea con tale obiettivo. Il Rapporto indica i percorsi di mitigazione necessari per limitare il pi\u00f9 possibile il picco di riscaldamento e consentire un rapido calo delle temperature.<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>di <em>Francesco Suman (Il Bo Live &#8211; Universit\u00e0 di Padova)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Sebbene la comunit\u00e0 internazionale abbia fatto progressi nel contrasto al <strong>cambiamento climatico<\/strong>, <strong>non \u00e8 riuscita a fare abbastanza per evitare il superamento di quella soglia di sicurezza rappresentata da <\/strong><strong>1,5\u00b0C<\/strong> di aumento rispetto a due secoli fa.<\/p>\n\n\n\n<p>Il rapporto <a href=\"https:\/\/www.unep.org\/resources\/limiting-overshoot-navigating-exceedance\"><em>Limiting overshoot<\/em><\/a><em>, <\/em>pubblicato a inizio settembre dal<strong> Programma Ambientale delle Nazioni Unite <\/strong>(<em>United Nations Environment Programme<\/em> &#8211; UNEP) da un lato certifica un <strong>fallimento<\/strong> ampiamente anticipato negli anni passati sia dalla <a href=\"https:\/\/ilbolive.unipd.it\/it\/news\/scienza-ricerca\/addio-allobiettivo-15degc-colpa-politiche-lente\">ricerca scientifica<\/a> sia dalle ultime <a href=\"https:\/\/ilbolive.unipd.it\/it\/news\/societa\/sforamento-15degc-viene-usato-come-leva\">COP sul clima<\/a>, dall\u2019altro <strong>rilancia l\u2019impegno<\/strong> a mantenere il piede sull\u2019acceleratore della transizione energetica ed ecologica: frenare non farebbe altro che aggravare il <strong>bilancio emissivo<\/strong>, il riscaldamento globale e con esso i <strong>costi<\/strong> che ne derivano, tanto economici quanto esistenziali.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un nuovo obiettivo<\/h2>\n\n\n\n<p>Se finora nelle conferenze, nei rapporti e negli accordi internazionali, su tutti quello di <strong>Parigi<\/strong> del 2015, il grado e mezzo ha rappresentato le <strong>colonne d\u2019Ercole<\/strong> da non superare, d\u2019ora in poi diventa il <strong>porto sicuro<\/strong> dove far ritorno. Il nuovo scenario \u00e8 quello dell\u2019<em>overshoot, peak and decline pathway<\/em>: <strong>sforamento<\/strong>, <strong>picco<\/strong> e <strong>discesa<\/strong>. \u201cQuesto percorso non \u00e8 in alcun modo accettabile o preferibile\u201d puntualizza il rapporto: \u201c\u00e8 semplicemente la <strong>migliore opzione rimasta<\/strong>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il massimo che oggi possiamo ottenere \u00e8 un riscaldamento globale che raggiunge il picco di <strong>1,8\u00b0C<\/strong> per poi calare gradualmente e tornare, a fine secolo, al di sotto di 1,5\u00b0C. Si tratta per\u00f2 ancora di uno scenario estremamente <strong>ottimistico<\/strong> e, a ben vedere, poco realistico. Per concretizzarlo, il<strong> taglio delle emissioni globali<\/strong> (che finora sono sempre e solo salite, anno dopo anno), dovrebbe fare un rapidissimo <strong>salto di scala<\/strong>. Ancora da solo non basterebbe per abbassare la colonnina di mercurio del pianeta: sarebbe indispensabile <strong>rimuovere i gas serra<\/strong> in eccesso <strong>dall\u2019atmosfera<\/strong> e farlo in modo permanente.<\/p>\n\n\n\n<p>Serviranno sicuramente approcci naturali come la <strong>riforestazione<\/strong> e il<strong> ripristino di quegli ecosistemi<\/strong> che sono in grado di assorbire anidride carbonica, ma serviranno anche<strong> tecnologie<\/strong> come la cattura diretta dell\u2019aria (<em>Direct Air Capture <\/em>\u2013 <strong>DAC<\/strong> ) o la bioenergia associata alla cattura e allo stoccaggio di anidride carbonica: l\u2019acronimo in questo caso \u00e8 <strong>BECCS<\/strong> (<em>BioEnergy with Carbon Capture and Storage<\/em>) e l\u2019idea \u00e8 quella di far assorbire alle piante la CO<sub>2<\/sub> atmosferica, utilizzarle per creare bioenergia e catturare i gas serra prodotti dalla combustione in modo che non finiscano in atmosfera. In linea teorica questo approccio potrebbe portare a un <strong>bilancio emissivo negativo<\/strong>, ma nella realt\u00e0 dei fatti le tecnologie di cattura del carbonio non sono affatto <strong>mature a sufficienza<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"A new UNEP report explores how to limit overshoot of 1.5\u00b0C and pathways towards return\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/BApT3l8m-eU?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La rimozione del carbonio<\/h2>\n\n\n\n<p>Di anidride carbonica in atmosfera ce n\u2019\u00e8 abbastanza da trattenere la radiazione luminosa e far <strong>accumulare calore<\/strong> al pianeta, ma non ce n\u2019\u00e8 abbastanza in un metro cubo di aria da permettere a un impianto artificiale di<strong> catturarla agevolmente<\/strong>. Di conseguenza, le tecnologie di rimozione del carbonio (<em>Carbon Dioxide Removal<\/em> \u2013 <strong>CDR<\/strong>) sono <strong>troppo costose<\/strong> e richiedono <strong>troppa energia<\/strong> per funzionare su larga scala.<\/p>\n\n\n\n<p>Un <a href=\"https:\/\/www.europarl.europa.eu\/thinktank\/en\/document\/ECTI_STU(2025)772474\">rapporto<\/a> commissionato l\u2019anno scorso dal Parlamento Europeo stima che per raggiungere con l\u2019approccio della DAC l\u2019obiettivo di rimozione di <strong>40 milioni di tonnellate<\/strong> (Mt) di CO<sub>2<\/sub> dall\u2019atmosfera, servirebbe una cifra compresa tra i <strong>12 e i 24 miliardi di euro<\/strong>, a seconda dello sviluppo tecnologico del settore nei prossimi anni. Tuttavia, la quantit\u00e0 di anidride carbonica che dovremmo rimuovere dall\u2019atmosfera per rientrare in una zona termodinamica pi\u00f9 sicura sarebbe maggiore di almeno 4 ordini di grandezza: parliamo di circa <strong>400 miliardi di tonnellate di CO<sub>2<\/sub><\/strong>. Fino a oggi gli impianti pilota in funzione in tutto il mondo <a href=\"https:\/\/www.stateofcdr.org\/\">sono riusciti<\/a> ad assorbire <strong>meno di 1 Mt<\/strong> di CO<sub>2<\/sub>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il rapporto UNEP sottolinea con fermezza i limiti della CDR, che non pu\u00f2 venire considerata la bacchetta magica-tecnologica che ci tirer\u00e0 fuori dal problema climatico: \u201cla rimozione dell\u2019anidride carbonica (CDR) pu\u00f2 contribuire in modo credibile a riportare la temperatura al di sotto di 1,5 \u00b0C solo se il riscaldamento massimo rimane <strong>ben al di sotto dei 2 \u00b0C <\/strong>e <strong>tutte le emissioni residue vengono ridotte<\/strong>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Mitigazione e adattamento restano la priorit\u00e0<\/h2>\n\n\n\n<p>\u00c8 per questo che la priorit\u00e0 assoluta, anche e soprattutto in una situazione di <em>overshoot<\/em>, resta l\u2019<strong>abbattimento di nuove emissioni<\/strong>. Per quanto possa sembrare controintuitivo, il rapporto dell\u2019UNEP annunciando la <strong>morte del grado e mezzo<\/strong> ribadisce che la <strong>mitigazione<\/strong> e l\u2019<strong>adattamento<\/strong> sono, ancora pi\u00f9 di prima, una questione di vera e propria <strong>sopravvivenza<\/strong>. Tornare al di sotto di 1,5\u00b0C sar\u00e0 tutt\u2019altro che semplice e forse non avverr\u00e0 mai. Ciononostante, la direzione da seguire non pu\u00f2 che essere quella: tutte le <strong>alternative<\/strong> dipingono<strong> scenari peggiori<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando sono nate le convenzioni ambientali delle Nazioni Unite (clima, biodiversit\u00e0 e desertificazione) gli scenari futuri pi\u00f9 pessimistici restituivano un mondo pi\u00f9 caldo anche di <strong>5\u00b0C<\/strong> o pi\u00f9. Oggi quell\u2019eventualit\u00e0 \u00e8 stata tolta dal tavolo, \u00e8 ritenuta <strong>altamente improbabile<\/strong>, non perch\u00e9 gli scienziati si fossero sbagliati nel fare le loro previsioni (come <a href=\"https:\/\/www.carbonbrief.org\/factcheck-trumps-false-claims-about-the-ipcc-and-rcp8-5-climate-scenario\">ha sostenuto<\/a> Trump), ma perch\u00e9 le nazioni negli <strong>ultimi 3 decenni<\/strong> hanno fatto <strong>progressi<\/strong> nella <strong>riduzione delle emissioni<\/strong>. Ciononostante, oggi ci troviamo su una traiettoria che ci porterebbe in una fascia di temperatura globale compresa <strong>tra i 2.5\u00b0C e i 3\u00b0C<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0 avendo superato il grado e mezzo ci troviamo a navigare un mare in burrasca. Ci siamo gi\u00e0 vincolati a convivere con <strong>lunghe siccit\u00e0<\/strong> e <strong>alluvioni ricorrenti<\/strong>, ma al di sopra di questa soglia dobbiamo misurarci con rischi ancora maggiori. Gli <strong>ecosistemi <\/strong>sono sottoposti a uno stress che ne pregiudica il normale funzionamento: il cruscotto del pianeta \u00e8 tempestato di <strong>spie di allarme<\/strong> e se non interveniamo in fretta finiamo per fondere il motore, o meglio diversi<strong> motori planetari<\/strong> fondamentali. In gergo si parla di<em> tipping points<\/em>,<strong> punti di non ritorno<\/strong>: la Circolazione Meridionale Atlantica (<strong>AMOC<\/strong>) potrebbe indebolirsi fino ad arrestarsi, con conseguenze sconvolgenti sulle nostre latitudini. La <strong>foresta amazzonica<\/strong> inizierebbe una lunga trasformazione in savana, le <strong>calotte glaciali<\/strong> di Antartide e Groenlandia si fonderebbero nei mari, alzandone ancora di pi\u00f9 il livello.<\/p>\n\n\n\n<p>Se abbandonassimo gli impegni climatici e continuassimo a bruciare gas, petrolio e carbone come in passato, non solo lasceremmo andare la <strong>societ\u00e0 umana alla deriva<\/strong>, ma la indirizzeremmo l\u00ec dove la tempesta \u00e8 pi\u00f9 violenta. Se era vero prima che <strong>ogni decimo di grado<\/strong> fa la differenza tra un mondo pi\u00f9 o meno vivibile, ora che ci troviamo ad abitare una zona di rischio climatico elevato, vale ancora pi\u00f9 di prima.<\/p>\n\n\n\n<p><em>14.09.2026<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Articolo pubblicato su <a href=\"https:\/\/ilbolive.unipd.it\/it\/news\/societa\/rrapporto-unep-overshoot-clima-grado-e-mezzo\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/ilbolive.unipd.it\/it\/news\/societa\/rrapporto-unep-overshoot-clima-grado-e-mezzo\">ilBoLive.UniPd.it<\/a>.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo l\u2019ultimo Rapporto del Programma Ambientale delle Nazioni Unite (United Nations Environment Programme) il superamento, entro il prossimo decennio, della temperatura globale della soglia di [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":18833,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[4039,3864],"tags":[],"class_list":["post-18832","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cambiamenti-climatici","category-rapporti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18832","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18832"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18832\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/18833"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18832"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18832"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18832"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}