{"id":18837,"date":"2026-09-23T22:14:11","date_gmt":"2026-09-23T20:14:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=18837"},"modified":"2026-09-23T22:14:14","modified_gmt":"2026-09-23T20:14:14","slug":"dissesto-idrogeologico-fondi-disponibili-per-la-difesa-del-suolo-ma-opere-in-ritardo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2026\/09\/dissesto-idrogeologico-fondi-disponibili-per-la-difesa-del-suolo-ma-opere-in-ritardo\/","title":{"rendered":"Dissesto idrogeologico: fondi disponibili per la difesa del suolo, ma opere in ritardo"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>La Sezione delle autonomie della Corte dei conti ha approvato, con Delibera n. 14\/SEZAUT\/FRG\/2026 depositata il 23 luglio 2026, il Referto sulla gestione territoriale della prevenzione, mitigazione e contrasto del dissesto idrogeologico, nel quale si ricostruisce, tramite l&#8217;integrazione delle principali banche dati pubbliche disponibili, il quadro degli interventi programmati sul territorio nazionale e il loro stato di avanzamento. Il documento analizza lo stato dei finanziamenti, della spesa e dei cantieri in Italia dedicati alla difesa del suolo. Tra i punti chiave del documento emergono le risorse presenti e cantieri bloccati. La Corte sottolinea che la vera criticit\u00e0 non \u00e8 la carenza di denaro, ma l&#8217;incapacit\u00e0 amministrativa del sistema di trasformare velocemente i fondi stanziati in opere pubbliche concluse.<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>A cura di <em>Patrizia Pezzuoli (Salviamo il Paesaggio \u2013 Modena)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Per la prima volta vengono messe in relazione le informazioni provenienti dalla piattaforma ISPRA-IdroGEO, dal Repertorio nazionale degli interventi per la difesa del suolo (ReNDiS), dalla banca dati BDAP-MOP e dalla piattaforma ReGiS dedicata al monitoraggio del PNRR.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 stato cos\u00ec possibile seguire gli interventi lungo l&#8217;intero ciclo della politica pubblica, dalla localizzazione del rischio all&#8217;avanzamento finanziario e procedurale.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;analisi conferma che il dissesto idrogeologico \u00e8 una condizione strutturale del territorio italiano. Oltre la met\u00e0 dei Comuni (si legge nel documento) \u00e8 esposta sia al rischio idraulico sia a quello da frana. Per la programmazione degli investimenti assume, tuttavia, rilievo non solo l\u2019entit\u00e0 del rischio stesso ma, soprattutto, l&#8217;intensit\u00e0 dell&#8217;esposizione di popolazione, edifici, imprese e beni culturali.<\/p>\n\n\n\n<p>Il report evidenzia che il <strong>93% dei Comuni italiani<\/strong> <strong>\u00e8 esposto a rischio idrogeologico<\/strong> (il 56,8% presenta sia rischio da frana sia idraulico, con picchi di oltre il 72% nel Centro-Sud e nelle Isole). Solo il 7% dei Comuni non presenta alcuna delle due criticit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo l&#8217;analisi della Corte dei conti dei dati di spesa e avanzamento (ReNDiS, BDAP-MOP e PNRR), su un totale di 28.276 interventi-lotto censiti nel ReNDiS (Repertorio Nazionale degli interventi per la Difesa del Suolo), <strong>solo il 27% risulta effettivamente ultimato a fronte del forte aumento delle risorse economiche<\/strong> introdotte negli ultimi anni (programma <em>ProteggItalia<\/em> e fondi del <em>PNRR<\/em>),e la capacit\u00e0 amministrativa di tradurre i finanziamenti in cantieri chiusi \u00e8 fortemente rallentata<strong>.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Circa il 32% delle opere deve ancora partire o non \u00e8 nemmeno tracciata correttamente<\/strong>: ilNord del paese assorbe la quota maggiore dei progetti (46%) e delle risorse (40%), seguito da Sud (31%), Centro (16%) e Isole (13%). Le opere si concentrano soprattutto nei piccoli Comuni.<\/p>\n\n\n\n<p>Un dato, che emerge dal documento, evidenzia una <strong>forte criticit\u00e0 nel flusso di cassa e nella capacit\u00e0 di spesa con ritardi nei pagamenti<\/strong> (BDAP-MOP): Su un campione di oltre 3,17 miliardi di euro monitorati, \u00e8 stato <strong>erogato solo il 41,3% dei pagamenti<\/strong> (circa 1,31 miliardi), mentre gli enti locali hanno dovuto anticipare 298 milioni di euro di tasca propria.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019attuazione del PNRR (ReGiS) rimane ferma al 44,4% a fronte di un 79% di risorse gi\u00e0 impegnate. &nbsp;Su 1.350 progetti analizzati (misura M2C4I2.1 per il rischio idrogeologico, pari a 1,89 miliardi di euro), a fronte di un 79% di risorse impegnate, <strong>i pagamenti si fermano al 44,4%<\/strong>. Inoltre circa <strong>369 progetti con tassi di avanzamento bassissimi sono spariti dal sistema di monitoraggio<\/strong>: tra febbraio e giugno 2026, i progetti monitorati sono scesi da 1.704 a 1.335. I 369 interventi usciti dal sistema ReGiS (concentrati in Emilia Romagna, Marche, Calabria e Toscana) avevano percentuali di pagamento bassissime (0,3%-19,4%), segnalando blocchi o definanziamenti piuttosto che completamenti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tra le cause dei ritardi il report evidenzia: governance frammentata, la carenza nei comuni minori, emergenza\/programmazione, banche dati che non dialogano.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Le competenze sono frazionate tra una moltitudine di soggetti (Ministeri, Regioni, Commissari straordinari, Autorit\u00e0 di bacino, Protezione civile e Comuni) che generano burocrazia e rallentano i processi decisionali.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nei piccoli Comuni si soffre una grave mancanza di competenze tecniche e risorse umane<\/strong> necessarie per la progettazione e la gestione delle gare: un problema reale e molto sentito a causa della <strong>carenza di personale qualificato<\/strong> (ingegneri, architetti e progettisti) e della <strong>complessit\u00e0 burocratica legata al Nuovo Codice dei Contratti Pubblici<\/strong> <strong>e alla gestione dei fondi<\/strong>, in particolare quelli del PNRR.&nbsp; <strong>Le piante organiche ridotte all&#8217;osso e il blocco del turnover<\/strong> degli anni passati hanno creato un vero e proprio imbuto operativo, rendendo difficile sia la progettazione sia la gestione delle gare d&#8217;appalto.<\/p>\n\n\n\n<p>Una grave carenza emersa, inoltre, \u00e8 dovuta alla <strong>mancanza di interoperabilit\u00e0 tra i registri nazionali <\/strong>(<strong>ReNDiS, BDAP-MOP, ReGiS<\/strong>), che rende difficile tracciare il reale ciclo di vita delle opere creando frammentazione del dato, rischio di errori e disallineamenti, aggiornamenti tardivi o parziali su una piattaforma con discrepanze tra lo stato reale dell&#8217;opera e quello visualizzato dai diversi Ministeri vigilanti.&nbsp; Nel report si evidenziano <strong>banche dati inaffidabili:<\/strong> l&#8217;efficacia dei monitoraggi \u00e8 fortemente limitata da errori di compilazione, codici mancanti e scarsa tracciabilit\u00e0 (oltre 9.000 interventi hanno la tipologia di dissesto &#8220;non definita&#8221;).<\/p>\n\n\n\n<p>Tra le raccomandazioni finali per la Corte dei conti, l&#8217;assegnazione dei fondi non deve basarsi solo sulla presenza del rischio, ma sull&#8217;<strong>effettiva esposizione di popolazione, edifici, imprese e patrimonio culturale<\/strong> con l\u2019obiettivo di passare da un&#8217;inefficace gestione dell&#8217;emergenza a una programmazione ordinaria e stabile, in grado di trasformare i finanziamenti in opere effettivamente concluse.<\/p>\n\n\n\n<p>Tratto da:<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.edilportale.com\/news\/2026\/08\/ambiente\/dissesto-idrogeologico-opere-e-spesa-in-ritardo_111398_52.html\">Dissesto idrogeologico, fondi disponibili ma opere in ritardo<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.corteconti.it\/HOME\/StampaMedia\/ComunicatiStampa\/DettaglioComunicati?Id=795a1a11-df2c-46a7-ba71-332ac32b08b6\">Dissesto idrogeologico, Corte dei Conti: ciclo degli interventi pubblici e stato di attuazione<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Sezione delle autonomie della Corte dei conti ha approvato, con Delibera n. 14\/SEZAUT\/FRG\/2026 depositata il 23 luglio 2026, il Referto sulla gestione territoriale della [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":18838,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[106],"tags":[],"class_list":["post-18837","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-dissesto-idrogeologico"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18837","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18837"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18837\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/18838"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18837"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18837"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18837"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}