{"id":18904,"date":"2026-10-09T23:34:20","date_gmt":"2026-10-09T21:34:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=18904"},"modified":"2026-10-09T23:34:23","modified_gmt":"2026-10-09T21:34:23","slug":"i-dati-di-ecomafia-2026-sulle-illegalita-ambientali-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2026\/10\/i-dati-di-ecomafia-2026-sulle-illegalita-ambientali-in-italia\/","title":{"rendered":"I dati di Ecomafia 2026 sulle illegalit\u00e0 ambientali in Italia"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>In Italia le ecomafie continuano a lasciare il segno sull\u2019ambiente e a incrementare il loro business. Nel 2025 calano lievemente i reati ambientali (35.735, \u201312% rispetto al 2024) ma aumentano gli illeciti amministrativi (77.895, +11,4%). In crescita i reati degli incendi boschivi e di vegetazione, con oltre 90mila ettari andati in fumo. Il primato dei reati nella gestione illecita dei rifiuti. Al secondo posto i reati nel ciclo del cemento: abusivismo edilizio, violazioni penali in materia di urbanistica, cave illegali, tutela del paesaggio e appalti pubblici. Nel Mezzogiorno su 100 case costruite 42 sono illegali: tra le proposte di Legambiente l\u2019approvazione di un Piano nazionale di lotta all\u2019abusivismo.<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>di<em> Legambiente<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Comunicato del 01.10.2026<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>In Italia nel 2025 calano, dopo due anni di crescita, i reati ambientali, ma le ecomafie continuano a lasciare il segno sull\u2019ambiente e a incrementare il loro business.<\/p>\n\n\n\n<p>Quattro i segnali principali che indicano questo andamento fatto di luci e ombre. A confermarlo i <strong>dati del nuovo report di <\/strong><strong>Legambiente<\/strong><strong> <a href=\"https:\/\/noecomafia.legambiente.it\/\">\u201cEcomafia 2026. I numeri e le storie delle illegalit\u00e0 ambientali in Italia\u201d<\/a><\/strong> (Edizioni Ambiente).<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0);color:#955d61\" class=\"has-inline-color\">Sul sito <a href=\"https:\/\/noecomafia.legambiente.it\/\">Noecomafia<\/a> tutti i dati del rapporto.<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Calano i reati ambientali ma aumentano gli illeciti amministrativi<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p><strong>Nel 2025 nella Penisola scendono a 35.735 i reati ambientali accertati<\/strong>, <strong>\u201312% rispetto al 2024<\/strong>, <strong>a fronte dei 1.460.611 controlli effettuati (+0,4%).<\/strong> Parliamo di una media di 98 reati al giorno, 4,1 ogni ora con un ritorno ai livelli del 2023.<\/p>\n\n\n\n<p>Al calo dei reati ambientali, su cui non bisogna abbassare la guardia, si affianca per\u00f2 l\u2019aumento degli <strong>illeciti amministrativi che raggiungono quota 77.895,<\/strong> con un +11,4% rispetto al 2024. Sommati ai 35.735 reati ambientali si arriva ad un totale di 113.630 violazioni (alla media di 311 al giorno, 13 ogni ora).<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Primato nella gestione illecita dei rifiuti<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p><strong>A questi due segnali, si aggiunge il primato dei reati nella gestione illecita dei rifiuti,<\/strong> su cui le ecomafie puntano nel 2025 mani e interessi. Sono <strong>10.914 gli illeciti (una media di quasi 30 al giorno) accertati in questa filiera che torna a guidare nel 2025 la classifica dei reati pi\u00f9 commessi<\/strong>, non accadeva dal 2018. In forte crescita anche gli <strong>incendi agli impianti di gestione (76 nel 2025, +24,7%)<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Al secondo posto i <strong>reati nel ciclo cemento<\/strong> (abusivismo edilizio, violazioni penali in materia di urbanistica, cave illegali, tutela del paesaggio e appalti pubblici) <strong>con 8.034 illeciti<\/strong> (-41% rispetto al 2024, con una flessione dovuta anche alla forte contrazione del mercato dell\u2019edilizia) e quelli <strong>contro gli animali<\/strong> che confermano il terzo posto (dal bracconaggio alla pesca illegale, dai traffici di specie protette a quelli di animali da affezione fino agli allevamenti) <strong>con 6.930 reati accertati<\/strong> (-4%).<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Crescono gli incendi boschivi<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>In crescita nel 2025 i reati degli incendi boschivi e di vegetazione (<strong>3.586, +10,7%<\/strong>), con oltre 90mila ettari andati in fumo. Diminuiscono i reati contro il patrimonio culturale (2.276 quelli accertati, -23%), una flessione che si ripercuote anche sui controlli (-8,5%) ma crescono in maniera esponenziale gli arresti per i traffici di opere d\u2019arte e reperti archeologici (34 nel 2025 contro i 2 registrati nel 2024).<\/p>\n\n\n\n<p>In <strong>aumento l\u2019illegalit\u00e0 nella filiera agroalimentare: 67.677 i reati e gli illeciti amministrativi (+46% rispetto al 2024), con una crescita del 109,1% del valore economico<\/strong> di sequestri e sanzioni, per 968 milioni di euro.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Vola il business illegale<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p><strong>Il quarto segnale riguarda il business illegale delle ecomafie, che nel 2025 vola a ben 11,5 miliardi di euro, contro i 9,3 miliardi del 2024, registrando un aumento del +2.2 miliardi<\/strong>, dovuto alla crescita della gestione illecita dei rifiuti, delle filiere agroalimentari e del mercato di specie protette.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Geografia dei reati<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Questa fotografia piena di chiaroscuri scattata dal nuovo rapporto <strong>Ecomafia di Legambiente<\/strong>, presentato oggi a Roma presso la sede dell\u2019associazione ambientalista, <strong>\u00e8 frutto dell\u2019elaborazione dei reati accertati dalle forze dell\u2019ordine e dalle Capitanerie di porto nel 2025<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il sud l&#8217;area pi\u00f9 colpita<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>A livello territoriale <strong>il Mezzogiorno si conferma l\u2019area del Paese pi\u00f9 colpita<\/strong>, con <strong>Campania, Puglia, Calabria e Sicilia le regioni pi\u00f9 colpite. Qui, nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa, l\u2019incidenza dei reati accertati nel 2025 sale al 44,3%.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Clan mafiosi e corruzione<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Preoccupa anche la crescita del numero dei clan mafiosi coinvolti e il fenomeno della corruzione. <strong>Sono 393 i clan censiti nella Penisola dal 1995 al 2025 da Legambiente in Italia.<\/strong> <strong>Riguardo la <\/strong><em><strong>green corruption<\/strong><\/em><strong>, dal 1\u00b0 maggio 2025 al 30 aprile 2026, l\u2019associazione ambientalista ha censito 75 inchieste giudiziarie su fenomeni di corruzione connessi ad attivit\u00e0 con impatto ambientale<\/strong>, 1.066 le persone denunciate, 307 gli arresti e 151 i sequestri. Oltre la met\u00e0 delle indagini, il 53,3%, ha riguardato le quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Legge 68 del 2015 sugli ecoreati<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>L\u2019applicazione della legge 68 del 2015, che ha introdotto i delitti ambientali nel Codice penale, continua a dare risultati significativi. Accanto a una riduzione complessiva del numero di reati si registra la crescita dei casi in cui viene contestato il delitto di inquinamento ambientale (303, pari al 35% di tutte le fattispecie) e quello di attivit\u00e0 organizzata di traffico illecito di rifiuti (115 casi, pari al 13,3% del totale).<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Dieci proposte<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Oltre ai dati, il rapporto Ecomafia raccoglie anche <strong>10 proposte che Legambiente indirizza oggi al Governo<\/strong> Meloni per contrastare le illegalit\u00e0 ambientali e rafforzare norme e controlli.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra le proposte avanzate l\u2019associazione ambientalista chiede in primis che:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>l\u2019Italia completi il recepimento nel Codice penale dei quattro delitti<\/strong> (uccisione e commercio di specie animali e vegetali selvatiche protette, il saccheggio delle acque superficiali o sotterranee, la commercializzazione di materie prime e prodotti derivati dalla deforestazione, la produzione e i commercio illegale di F-gas, quest\u2019ultimo ora solo di natura contravvenzionale) <strong>previsti dalla Direttiva\u00a0 europea per la tutela penale dell\u2019ambiente<\/strong> ma non inseriti nel decreto legislativo n. 81 del 21 aprile 2026;<\/li>\n\n\n\n<li><strong>l\u2019estensione del delitto di produzione e commercio di prodotti inquinanti (art. 452 bis del Codice penale) ai fitofarmaci illegali<\/strong>;<\/li>\n\n\n\n<li>l\u2019approvazione di <strong>un Piano nazionale di lotta all\u2019abusivismo<\/strong> che preveda adeguate risorse dei Fondi presso il Ministero delle infrastrutture e la Cassa depositi e prestiti per gli abbattimenti degli immobili costruiti illegalmente, da destinare, oltre che ai Comuni, all\u2019autorit\u00e0 giudiziaria e alle Prefetture e la modifica dell\u2019art. 10-<em>bis<\/em> della legge 120\/2020 per stabilire l\u2019estensione del potere sostitutivo delle Prefetture alle ordinanze di demolizione emanate e non eseguite dai Comuni prima dell\u2019approvazione della norma; approvare i decreti attuativi della legge 132\/2016 che ha istituito il Sistema nazionale di protezione ambientale.<\/li>\n\n\n\n<li>Inoltre, tra gli altri interventi urgenti Legambiente chiedere di <strong>rivedere il meccanismo del cosiddetto subappalto \u201ca cascata\u201d e reintrodurre il delitto di abuso d\u2019ufficio<\/strong>, come previsto dalla nuova Direttiva europea contro la corruzione, per contrastare l\u2019illegalit\u00e0 negli appalti pubblici; e di <strong>estendere le pene previste per il reato di incendio boschivo a qualunque incendio di vegetazione<\/strong> e aggravare la fattispecie colposa.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>I commenti<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>\u201cIl 2025 \u2013 commenta <strong>Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente<\/strong> \u2013 \u00e8 stato un anno caratterizzato da diverse norme in difesa dell\u2019ambiente che abbiamo giudicato positivamente come ad esempio l\u2019inasprimento delle sanzioni previste per i reati nella gestione dei rifiuti, dalle discariche abusive alle spedizioni illegali, diventati delitti e l\u2019introduzione di quelli contro gli animali nel Codice penale. Anche il decreto legislativo di recepimento della Direttiva europea per la tutela penale dell\u2019ambiente, approvato dal governo nel mese di dicembre ed entrato in vigore lo scorso 2 giugno, contiene scelte importanti, come il nuovo delitto di commercio di prodotti inquinanti; ma ci sono ancora molto norme che attendono di essere approvate e riviste, insieme al rafforzamento dei controlli ambientali e al contrasto all\u2019abusivismo edilizio, che continua a essere un fenomeno grave e diffuso. Per questo torniamo a ribadire l\u2019urgenza di un Piano nazionale di lotta all\u2019abusivismo edilizio non pi\u00f9 rinviabile, il cemento illegale si contrasta con gli abbattimenti\u201d.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il punto sull&#8217;abusivismo<\/h2>\n\n\n\n<p>Legambiente ricorda che secondo l\u2019ultima stima sull\u2019abusivismo elaborata dall\u2019Istat, in collaborazione con il Cresme, che risale al 2022, <strong>nel Mezzogiorno d\u2019Italia si costruiscono 42,1 case illegali ogni 100 realizzate rispettando la legalit\u00e0.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cI reiterati tentativi, finora fortunatamente falliti, di rilanciare nel nostro Paese una stagione di condoni edilizi&nbsp; &#8211; <strong>commenta Enrico Fontana responsabile Osservatorio Ambiente e legalit\u00e0 di Legambiente &#8211;<\/strong> non favoriscono l\u2019indispensabile innalzamento delle attivit\u00e0 preventive e repressive su un tema cos\u00ec delicato e annoso di tutela ambientale, che riguarda da vicino anche la sicurezza dei territori e delle comunit\u00e0 che li abitano e l\u2019economia legale, incidendo pesantemente nelle regioni del Sud ma non solo. Per questo chiediamo con forza norme pi\u00f9 efficaci, a cominciare dal potere sostitutivo dei Prefetti, pi\u00f9 controlli e pi\u00f9 risorse per le demolizioni. Lo stesso approccio deve caratterizzare la lotta agli incendi boschivi e di vegetazione, cresciti drammaticamente nel 2025 e nel 2026. Cos\u00ec come il contrasto del fenomeno della corruzione, l\u2019altra piaga del nostro Paese. Urgente che l\u2019Italia recepisca al pi\u00f9 presto la Direttiva europea anticorruzione, reinserendo il delitto di abuso d\u2019ufficio. Legambiente vigiler\u00e0 perch\u00e9 sia coerente con le nuove regole dettate dell\u2019Unione europea\u201d.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Classifica regionale illegalit\u00e0 ambientali<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Anche quest\u2019anno la <strong>Campania si conferma la regione pi\u00f9 colpita con 5.636 reati contestati, pari al 15,8% del totale nazionale<\/strong>. Al secondo posto la <strong>Sicilia<\/strong>, con 3.726 reati ambientali, pari al 10,4% del totale nazionale, che soprassa la Puglia (3.601 illeciti) seguita dalla Calabria (2.862 reati). <strong>Al quinto posto il Lazio, prima regione del centro Italia<\/strong> con 2.358 reati. La Toscana (2.123 reati) viene, invece, superata dalla <strong>Sardegna, che si colloca al sesto posto con 2.240 reati, confermando il trend in crescita iniziato nel 2022 (quando era solo quindicesima).<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019isola fa registrare anche 6.067 illeciti amministrativi.&nbsp; A occupare la prima posizione come regione del Nord con il maggior numero di reati ambientali non \u00e8 pi\u00f9 la Lombardia, ferma al nono posto con 1.822 reati, bens\u00ec la Liguria, ottava con 1.863 illeciti penali contestati, in aumento rispetto al 2024. Segue al decimo posto l\u2019Emilia-Romagna, con 1.434 reati.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Classifica provinciale<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p><strong>Napoli si conferma alla guida della classifica provinciale dell\u2019illegalit\u00e0 ambientale, con 2.512 reati, in aumento del +8,6% rispetto al 2024<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo posto per Salerno con 1.472 illeciti penali, anche qui in lieve rialzo <strong>(+11,4%)<\/strong>, seguita da Palermo con 1.235 reati accertati e una crescita impressionante del +59,6%. Roma resta stabile al quarto posto (1.113), seguita da Cosenza (1.092) e Bari (985). Genova sale in settima posizione e si conferma la prima provincia del nord per numero di reati ambientali (963).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tra le novit\u00e0, nella top ten di quest\u2019anno si segnala l\u2019ingresso di Lecce tra le prime dieci province (847 reati),<\/strong> mentre mantengono <strong>le loro rispettive posizioni in classifica Foggia e Ancona, con 838 e 671 illeciti penali accertati.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Classifica corruzione green<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>La Campania si colloca al primo posto con 15 inchieste, seguita da Sicilia (13), Lombardia (9), dalla Puglia (7), Lazio (6), Calabria (5), Piemonte (4) e via via tutte le altre regioni. In termini di arresti, \u00e8 in testa la Sicilia, a quota 96, seguita da Campania (85), Puglia (53) e Lombardia (32). Il Mezzogiorno \u00e8 l\u2019area pi\u00f9 colpita, con 27 inchieste.<em>Legambiente<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>01.10.2026<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Italia le ecomafie continuano a lasciare il segno sull\u2019ambiente e a incrementare il loro business. 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