{"id":18918,"date":"2026-10-15T00:05:05","date_gmt":"2026-10-14T22:05:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=18918"},"modified":"2026-10-15T00:05:46","modified_gmt":"2026-10-14T22:05:46","slug":"altro-che-depavimentare-le-citta-il-governo-ha-asfaltato-il-piano-di-ripristino-della-natura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2026\/10\/altro-che-depavimentare-le-citta-il-governo-ha-asfaltato-il-piano-di-ripristino-della-natura\/","title":{"rendered":"Altro che depavimentare le citt\u00e0: il governo ha asfaltato il Piano di ripristino della natura"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>Il 7 ottobre il ministero dell\u2019Ambiente e della sicurezza energetica ha pubblicato la proposta di Piano di ripristino della natura (Pnr) che l\u2019esecutivo ha presentato, in ritardo, a Bruxelles. Per quanto riguarda l\u2019Articolo 8, quello sul ripristino degli ecosistemi urbani, il testo \u00e8 stato svuotato. Gli obblighi hanno lasciato spazio ai suggerimenti e i tempi fatti slittare. \u201cUna situazione davanti alla quale non dobbiamo tenerci le parole in gola\u201d, denuncia il prof. Paolo Pileri<\/em><\/strong>.<\/h2>\n\n\n\n<p>di <em>Paolo Pileri<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Articolo pubblicato su <a href=\"https:\/\/altreconomia.it\/altro-che-depavimentare-le-citta-il-governo-ha-asfaltato-il-piano-di-ripristino-della-natura\/\">Altreconomia<\/a> del 13.10.2026<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La saga dell\u2019irresponsabilit\u00e0 ecologica procede con il vento del governo in poppa. Il 7 ottobre \u00e8 stata <strong>pubblicata sul sito del ministero dell\u2019Ambiente e della sicurezza energetica (Mase) la <a href=\"https:\/\/www.mase.gov.it\/portale\/il-piano-nazionale-di-ripristino-pnr-dell-italia\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">proposta di piano di ripristino della natura (Pnr)<\/a><\/strong> che il nostro governo ha <strong>presentato, in ritardo, a Bruxelles<\/strong>, in perfetta coerenza con il voto contrario al Regolamento europeo per il ripristino della natura (Nrr) del ministro Gilberto Pichetto Fratin in Europa, ma che poi fu comunque approvato grazie all\u2019atto eroico e responsabile, lo ricordiamo, di <a href=\"https:\/\/altreconomia.it\/ecco-il-piano-nazionale-di-ripristino-della-natura-unoccasione-storica-per-attuare-la-costituzione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Leonore Gewessler<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Pnr inviato alla Commissione \u00e8 un piano <strong>svuotato come un calzino per quanto riguarda l\u2019Articolo 8<\/strong>, <strong>quello sul ripristino degli ecosistemi urbani<\/strong>, di cui abbiamo ripetutamente parlato quest\u2019estate. Quello che era un forte sospetto ora \u00e8 realt\u00e0. Delle 23 misure del Pnr valide per tutti i Comuni e proposte dall\u2019Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) dopo varie consultazioni con un\u2019ampia compagine di associazioni, edilizia-Comuni-ambiente e con esperti di pianificazione urbanistica e di ambiente, ben <strong>15 sono state completamente cancellate<\/strong>, senza nessuna proposta alternativa.<\/p>\n\n\n\n<p>Tanto per essere chiari, \u00e8 stata cancellata la misura che prevedeva un registro delle perdite di aree verdi dall\u2019entrata in vigore del Nrr; quella che minimizzava il consumo di suolo; quella che prevedeva di localizzare gli interventi compensativi entro il proprio confine comunale e non altrove; quella che prevedeva oneri urbanistici supplementari per sostenere un po\u2019 gli interventi di ripristino; quella del principio di precauzione per il quale si chiedeva di sospendere le previsioni e gli interventi che generavano riduzione degli spazi verdi fino alla pubblicazione del monitoraggio ufficiale al 2030. Ma anche quella che limitava gli interventi su suoli urbani non artificializzati; quella di integrare i piani urbanistici esistenti con i principi Nrr e Pnr; quella di integrare e aggiornare le valutazioni di impatto ambientale e strategiche con i principi Nrr e Pnr; quella di integrare e aggiornare i regolamenti edilizi comunali (come gi\u00e0 fatto da Genova); quella di fare un monitoraggio annuale delle aree verdi legandolo a un rendiconto da pubblicare; quella di depavimentare con contestuale ricostituzione dei suoli ed equipaggiamento ecologico delle superfici. <strong>Le misure di depavimentazione che sono rimaste sono state un po\u2019 declassate a deimpermeabilizzazioni e un po\u2019 trasformate in suggerimenti assieme alle poche altre superstiti: non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 nulla di praticamente obbligatorio<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Non pi\u00f9 indirizzi sfidanti ma \u201cconsiglietti\u201d che -lo sappiamo a menadito- in urbanistica sono inutili nel 95% dei casi. Non si impone ma si promuove. Non si richiede ma si favorisce. Non si chiede ma si auspica. Non di deve ma si dovrebbe. I devono sono stati imbavagliati e trasformati in possono. Non si obbliga a usare soluzioni basate sulla natura ma solo viene consigliato (assurdo). <strong>Parole scelte per generare degli incompiuti e non cambiare nulla<\/strong>. Perfino gli abbattimenti degli alberi si possono continuare a fare se debitamente documentati (ma da chi? Da chi vuole abbatterli, non mi stupirei).<\/p>\n\n\n\n<p>I tempi sono stati fatti slittare attaccandosi ad aggiornamenti tecnici che mai si faranno. Le <strong>misure sono state agganciate a non ben chiari meccanismi prestazionali<\/strong> che, a loro volta, richiederanno burocrazia ingessante. Si lasciano sulle spalle dei Comuni <strong>censimenti di aree idonee<\/strong> quando sarebbe un compito delle Regioni, visto che queste hanno<em> staff<\/em> e competenze pi\u00f9 adeguate e sarebbero pi\u00f9 rapide. Un piano di misure che i Comuni gi\u00e0 virtuosi per i fatti loro potranno usare, mentre gli altri potranno largamente disimpegnarsi. <strong>Speriamo ovviamente che Bruxelles bocci questa proposta<\/strong>, ma anche questo fa parte del piano \u201chorribilis\u201d che gioca a costruire ritardi a tavolino, consentendo a chi vuole continuare a consumare suolo e aree verdi, di prendere tempo e andare avanti a stendere altro asfalto.<\/p>\n\n\n\n<p>E cos\u00ec il nostro Paese si trover\u00e0 in una situazione sempre pi\u00f9 compromessa perch\u00e9 nessuno riuscir\u00e0 a ripristinare le migliaia di ettari di aree verdi che continueranno a sparire. Non \u00e8 che quel che scompare prima della approvazione del Pnr non dovr\u00e0 essere ripristinato. Tutt\u2019altro: <strong>il regolamento europeo rimane vigente e vincolante (per fortuna) a partire dal 18 agosto 2024, anche senza il Pnr<\/strong>: \u00e8 bene ricordarlo al governo, ai Comuni italiani e ai sindaci.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>E fioccheranno sanzioni milionarie<\/strong> che il governo sta lasciando sulle spalle dei Comuni visto che il decreto legislativo 80\/2026 ha indicato loro come attuatori del Nrr. <strong>La cancellazione delle misure del Pnr lascia i Comuni allo sbando<\/strong> e gli taglia il ramo sul quale sono seduti. I sindaci rimarranno intrappolati senza riuscire a raggiungere gli obiettivi entro il 2030 e dovranno pagare di tasca loro (nostra) le sanzioni. E a noi, ignari cittadini, ci toccher\u00e0 assistere all\u2019incrudimento della crisi ecologica, all\u2019aumento delle temperature nelle citt\u00e0 dove abitiamo, ad alluvioni sempre pi\u00f9 distruttive come quelle appena accadute in Campania e a Napoli, dove abita il presidente dei Comuni italiani, il sindaco Gaetano Manfredi.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla fine, <strong>la <a href=\"https:\/\/altreconomia.it\/linedita-coppia-anci-e-ance-vuole-mandare-allaria-il-piano-di-ripristino-della-natura\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">strana alleanza tra l\u2019Associazione nazionale dei Comuni italiani e quella dei costruttori edili (Anci&amp;Ance)<\/a> ce l\u2019ha fatta ad affondare l\u2019Articolo 8<\/strong> del Pnr. <strong>Un aiutino di retrovia l\u2019ha ricevuto anche dall\u2019Istituto nazionale di urbanistica (Inu)<\/strong> che non se l\u2019\u00e8 sentito di \u201cgettare il cuore oltre l\u2019ostacolo\u201d preferendo usare l\u2019ostacolo -l\u2019inadeguata normativa urbanistica italiana- per rallentare il Pnr, contribuendo a fermarlo. Questo volevano, questo hanno dichiarato negli incontri che si sono tenuti nelle fasi di consultazione e questo hanno ottenuto. Il nostro Paese va in Europa con un piano che ci render\u00e0 ridicoli e irresponsabili. I nostri politici non vengano a farci lezioni sull\u2019arte del compromesso perch\u00e9 <strong>qui non c\u2019\u00e8 stato nessun compromesso, ma solo cancellazione e respingimento<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Non c\u2019\u00e8 una sola azione tra quelle dell\u2019Articolo 8, rivolte a tutti i Comuni, che sia rimasta in piedi con la forza con cui era stata scritta. <strong>Prendiamo quindi atto che i Comuni non ne vogliono sapere di cambiare la loro azione urbanistica. Si vede che i sindaci, tranne poche eccezioni, preferiscono continuare a indossare la divisa dei consumatori di suolo e aree verdi<\/strong>. Altro che discorsetti sulla responsabilit\u00e0 e l\u2019attenzione alle prossime generazioni. Le loro parole sono enunciati che innescano la retromarcia appena devono passare all\u2019azione concreta. In un dibattito a cui ho partecipato presso l\u2019ordine degli architetti di Padova lo scorso 8 ottobre, il vicepresidente dell\u2019Anci, <strong>Massimo Cavazzana, ha confermato che proprio l\u2019Associazione dei Comuni ha svuotato la bozza del Pnr<\/strong>. Tra le motivazioni che ha portato, l\u2019accusa allo Stato per non aver fatto formazione sul Nrr ai sindaci e ai tecnici comunali.<\/p>\n\n\n\n<p>Pare che questo sia stato un valido motivo per non imbarcarsi nella sfida del Pnr (<strong>peccato che la formazione ai sindaci e agli uffici tecnici \u00e8 uno dei compiti che l\u2019Anci si \u00e8 assunta da decenni che per\u00f2 non ha svolto<\/strong>, non mandando neppure una striminzita mail ai Comuni per dire che era stato approvato Nrr nel 2024). <strong>Ha detto che non c\u2019\u00e8 stato un tempo sufficiente per lavorare al Pnr (peccato che l\u2019Associazione non ha incalzato il governo a non perdere tempo <\/strong>e avviare subito i lavori del piano; e comunque nei sei mesi di intenso lavoro tecnico condotto dall\u2019Ispra, non mi risulta che l\u2019Anci abbia messo in piedi un folto gruppo di sindaci per lavorarci n\u00e9 che abbia chiesto aiuto a esperti).<\/p>\n\n\n\n<p>Ha detto che il Pnr avrebbe fatto piovere un sacco di ricorsi perch\u00e9 i <strong>privati<\/strong> che hanno aspettative di volumetrie da realizzare non possono ricevere uno stop (frasi del genere mi confondono sempre perch\u00e9 penso sempre che i sindaci sono innanzitutto degli strenui protettori dell\u2019interesse generale e non gli alfieri che difendono per prima cosa le pretese di quanti vogliono urbanizzare sui propri terreni). Ha detto che non si poteva approvare un Pnr senza <strong>finanziamenti<\/strong> (ma l\u2019Anci non ha mai pubblicamente alzato la voce chiedendo al governo di appostare soldi proprio per non perdere questa sfida). Ha detto che comunque nulla \u00e8 perso perch\u00e9 ora la <strong>commissione<\/strong> lo reinvier\u00e0 e ci saranno altri sei mesi per sistemarlo, senza rendersi conto (o rendendosene eccome, valutate voi) che nel tempo che passer\u00e0 senza un Pnr i Comuni non se ne staranno con le mani in mano e tantomeno avranno strumenti nuovi per frenare le <strong>richieste di trasformazione che fioccheranno<\/strong> e che poi sar\u00e0 impossibile compensare.<\/p>\n\n\n\n<p>Ha poi detto che l\u2019applicazione del regolamento a solo 2.761 Comuni, come indicato dall\u2019Ue, avrebbe scatenato una <strong>asimmetria<\/strong> ingiusta e sperequativa. Peccato che l\u2019Anci non ha mai proposto di allargare a tutti i Comuni o a un numero maggiore, ma ha fatto l\u2019esatto contrario: ha chiesto di ridurre il numero e si \u00e8 opposta alla proposta dell\u2019Ispra di prevedere l\u2019adesione volontaria dei Comuni non appartenenti alla lista Ue.<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma, tutte affermazioni che non rispondono alla cronaca degli ultimi mesi, ma che piuttosto <strong>lasciano pensare a una imbarazzante prossimit\u00e0 con le posizioni dell\u2019Ance (l\u2019associazione dei costruttori) e alla debolezza dei meccanismi di condivisione interna alla associazione dei Comuni<\/strong>. Se quelle cancellature le ha decise un\u2019ampia e autorevole assemblea dei sindaci (di cui non abbiamo avuto notizia) o un tavolo ristretto di uno o due di loro fa certamente differenza e spero ne discutano con franchezza alla prossima assemblea Anci a Verona. Nel frattempo, ricordiamo ai 2.761 Comuni che devono applicare in toto il regolamento europeo che, <strong>solo nel 2024, entro i loro confini sono spariti 595 ettari di coperture arboree e quattromila ettari di aree verdi<\/strong>, pari al 48% del consumo di suolo nazionale annuo. Una cifra da brivido che dimostra la responsabilit\u00e0 dei Comuni e\/o la loro incapacit\u00e0 a frenare una urbanistica ancora ingorda di suolo e verde.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019affossamento del Pnr ci catapulta in una vicenda di cui <strong>questo tempo di crisi ecologica<\/strong> non ha bisogno e rende tutti noi, volenti e nolenti, complici. Una situazione davanti alla quale non dobbiamo tenerci le parole in gola. <strong>Eppure, nessun sindaco, tranne Silvia Salis di Genova, ha formalmente inviato una lettera all\u2019Anci prendendo posizione<\/strong> <strong>per difendere quello che era il Pnr<\/strong> prima del grande taglio. Gli altri? Il sindaco di Milano? Di Roma? Di Bologna? Di Rimini? Di Crotone? Di Isernia? Di Palermo? Di Catania? Di Bari? Di Firenze? Di Pesaro? Di Venezia? Di Matera? Di Cagliari? Di Udine? Di Trento? Di Bolzano? Di Aosta? Di Torino? Di Padova? Di Perugia? Di Chieti? Di Reggio Emilia dove si \u00e8 consumato il grande e ignobile ecocidio di <a href=\"https:\/\/altreconomia.it\/boschi-orti-urbani-cemento-e-conflitti-la-storia-del-rifugio-climatico-di-livorno\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Bosco Ospizio<\/a>?. Evito di inserire nella lista il sindaco di Napoli, presidente dell\u2019Anci. <strong>E i deputati? E i senatori? Nazionali ed europei? <\/strong>Il 95% di loro \u00e8 stato colto da improvvisi ascessi e non ha potuto parlare? <strong>Il silenzio di tutti coloro che hanno responsabilit\u00e0 politiche \u00e8 pesante come una pietra tombale.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Mi tornano alla mente le parole di Hannah Arendt: \u201c<strong>Chi sa di poter dissentire sa anche che, in qualche modo, quando non dissente esprime un tacito assenso<\/strong>\u201d. La <a href=\"https:\/\/altreconomia.it\/la-societa-italiana-degli-urbanisti-sostiene-il-piano-nazionale-di-ripristino-della-natura\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>Societ\u00e0 italiana degli urbanisti<\/strong> ha dissentito e ha preso posizione lo scorso maggio<\/a>: ne siamo fieri. Lo ribadiremo con convinzione il prossimo 27 novembre proprio a Napoli: sappiamo che \u00e8 difficile fare cambiamenti, ma non vogliamo essere complici di un clima urbanistico che si arrende. Vogliamo insistentemente alimentare l\u2019ambizione e stare dalla parte di un progetto urbanistico che sposa in pieno il ripristino della natura.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Paolo Pileri \u00e8 ordinario di Pianificazione territoriale e ambientale al Politecnico di Milano. Il suo ultimo libro \u00e8 \u201cDalla parte del suolo\u201d (Laterza, 2024)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 7 ottobre il ministero dell\u2019Ambiente e della sicurezza energetica ha pubblicato la proposta di Piano di ripristino della natura (Pnr) che l\u2019esecutivo ha presentato, [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":18919,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":true,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[41],"tags":[4002],"class_list":["post-18918","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-opinioni","tag-piano-nazionale-di-ripristino-della-natura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18918","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18918"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18918\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/18919"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18918"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18918"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18918"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}