{"id":18961,"date":"2026-10-23T07:00:00","date_gmt":"2026-10-23T05:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=18961"},"modified":"2026-10-22T23:57:05","modified_gmt":"2026-10-22T21:57:05","slug":"edoardo-salzano-la-buona-urbanistica-e-la-passione-civile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2026\/10\/edoardo-salzano-la-buona-urbanistica-e-la-passione-civile\/","title":{"rendered":"Edoardo Salzano: la buona urbanistica e la passione civile"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>Attraverso saggi, testimonianze e documenti inediti, il nuovo volume della Bordeaux Edizioni ricostruisce il percorso umano, culturale e politico di Edoardo Salzano, uno dei protagonisti pi\u00f9 autorevoli dell\u2019urbanistica italiana del Novecento. Docente, amministratore, direttore di Urbanistica Informazioni, presidente dell\u2019INU, fondatore di Eddyburg, instancabile animatore del dibattito civile: una vita spesa a difendere la citt\u00e0 come bene comune contro la rendita, la speculazione e la cancellazione dell\u2019interesse pubblico.<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>di <em>Stefano Nutini<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Articolo pubblicato su <a href=\"https:\/\/www.ideeinformazione.org\/2026\/10\/14\/edoardo-salzano-la-buona-urbanistica-e-la-passione-civile\/\">ideeinformazione.org<\/a><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Edoardo Salzano (1930-2019) \u00e8 stato un urbanista di grande spessore culturale, politico ed etico. Ha saputo coniugare \u2013 come pochi altri \u2013 dimensioni diverse, come la passione politica, l\u2019impegno sociale, la competenza scientifica, la presenza istituzionale, l\u2019attivit\u00e0 accademica, la militanza nei movimenti per il diritto alla citt\u00e0, il legame coi centri urbani (Venezia, in primis) in cui ha operato e vissuto.<\/p>\n\n\n\n<p>Un libro collettivo recente (<strong><a href=\"https:\/\/www.bordeauxedizioni.it\/prodotto\/edoardo-salzano-la-buona-urbanistica-e-la-passione-civile\/\">Edoardo Salzano. La buona urbanistica e la passione civile<\/a><\/strong>), curato da amici, compagni e allievi (Mauro Baioni, Paolo Berdini, Ilaria Boniburini, Vezio De Lucia, Francesco Erbani, Maria Pia Guermandi, Daniele Iacovone, Giancarlo Storto, Giulio Tamburini e Giuseppina Tonet) e introdotto da Tomaso Montanari, gli rende un sobrio e prezioso omaggio, <strong>frutto di un incontro organizzato nell\u2019ottobre 2024 \u2013 a cinque anni dalla sua scomparsa \u2013 <\/strong>dall\u2019Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli in collaborazione con la Soprintendenza per la provincia di Viterbo e per l\u2019Etruria meridionale, Carteinregola, Eddyburg, Emergenza Cultura e Italia Nostra.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli interventi dei vari ospiti si snodano lungo l\u2019<strong>arco professionale, culturale e politico della vita<\/strong> di \u201cEddy\u201d, ricostruendone i passaggi e gli impegni che le conferiscono colore e carattere, per poi dare spazio, nella seconda parte del testo, a un\u2019<strong>antologia<\/strong> (un brano all\u2019anno) dei suoi interventi comparsi in un ventennio (1972-1992) su Urbanistica Informazioni, la rivista che l\u2019Istituto nazionale di urbanistica (Inu) \u2013 di cui Salzano fu presidente dal 1983 al 1991 \u2013 volle avviare per corroborare con una maggior tempestivit\u00e0 e diffusione la propria presenza culturale anche in ambiti meno strettamente professionali, come quelli delle forze sociali e politiche e degli enti locali.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo la laurea nel 1957, Salzano ottiene la libera <strong>docenza in Urbanistica<\/strong> nel 1967, confermata nel 1972, anno in cui inizia l\u2019attivit\u00e0 didattica presso il Corso di laurea in Urbanistica dell\u2019Istituto universitario di architettura di Venezia, dove dal 1976, da professore ordinario, insegna Urbanistica e dal 1979 Pianificazione del territorio, con successivi incarichi di presidente di Corso di laurea e di preside di Facolt\u00e0. L\u2019attivit\u00e0 universitaria s\u2019intreccia con quella <strong>politica e amministrativa di consigliere comunale del Pci a Roma<\/strong> (1966-1975) e, a seguire, di <strong>assessore all\u2019Urbanistica a Venezia<\/strong> fino a circa met\u00e0 degli anni Ottanta. Partecipa alla redazione di piani territoriali e strumenti urbanistici per molti Comuni italiani e stimola i colleghi a una forte attenzione nei confronti dell\u2019attivit\u00e0 programmatoria degli enti locali, anche dirigendo collane editoriali.<\/p>\n\n\n\n<p>Se questo, sia pur riassunto in breve, \u00e8 il fitto tragitto professionale e politico di Salzano, ci\u00f2 che pi\u00f9 importa, e che il libro contribuisce bene a mettere in evidenza, sono appunto i passaggi, le transizioni e le interazioni tra tali dimensioni e gli atteggiamenti che \u201cEddy\u201d mostra nell\u2019approccio a questi mondi. A partire, per esempio, dalla sua formazione culturale e dall\u2019avvicinamento alla politica, temi ricordati da Giulio Tamburini nel suo contributo: dai primi anni Cinquanta, nell\u2019impegno di base nelle periferie di Roma, maturato in un collettivo di giovani cattolici che tentano di coniugare Mounier, Gramsci e Maritain, con le prime prove di \u201cdialogo\u201d tra credenti e non credenti (in particolare marxisti) e l\u2019avvio dei contatti con Rodano e poi Napoleoni, che resteranno in seguito tra i suoi principali riferimenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Da l\u00ec inizia il suo rapporto con il Pci, che passa sia da iniziative culturali come la collaborazione alla Rivista trimestrale, grazie alla quale Salzano entra con autorevolezza e determinazione politica nelle questioni della \u201ccapitale corrotta\u201d e partecipa alle lotte popolari per il miglioramento dell\u2019ambiente urbano, sia da un pi\u00f9 diretto e coinvolgente impegno politico-amministrativo, che lo porta, come gi\u00e0 detto, a essere eletto consigliere comunale nel 1966, come indipendente nelle liste del Pci.<\/p>\n\n\n\n<p>A seguire, lo si \u00e8 detto, comincia ai primi degli anni Settanta la sua collaborazione con <strong>Urbanistica Informazion<\/strong>i: nell\u2019antologia riportata nel libro, si trovano le tracce tangibili del suo impegno e del suo giudizio etico-politico rispetto all\u2019atteggiarsi della disciplina urbanistica a fronte delle esigenze della societ\u00e0 italiana, sempre in una prospettiva di radicale cambiamento. Il diagramma che ne emerge, per\u00f2, evidenzia un <strong>progressivo e deliberato declino delle politiche pubbliche<\/strong> in tema di citt\u00e0, davanti alla \u201creazione proprietaria\u201d e immobiliaristico-speculativa, oltre che un rattrappimento corporativo della propensione pubblica e democratica della disciplina urbanistica. Anche solo a scorrere i titoli di questi interventi, si nota come Salzano colga nel segno e individui il senso di queste dinamiche.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Si parte, nel 1972, con l\u2019editoriale di apertura della rivista, con una titolazione inequivocabile, \u201cPer un\u2019urbanistica al servizio della societ\u00e0\u201d<\/strong>, e con dichiarazioni altrettanto significative rispetto al ruolo e ai compiti dell\u2019Inu: \u201cin primo luogo, il rifiuto di un collegamento con le forze dirigenti del Paese che si riduca alla ricerca di accordi ai vertici governativi e ministeriali e l\u2019impegno, invece, a porsi come strumento di stimolo e di servizio nei confronti delle classi lavoratrici, delle forze popolari, delle organizzazioni che le esprimono e le rappresentano, delle istanze di base. In secondo luogo il rifiuto di ogni collegamento \u2013 che non sia quello della critica e dello scontro aperto \u2013 con le forze, i gruppi, e le persone che tendono a utilizzare il territorio come luogo sul quale operare, in forme vecchie e nuove, per lo sfruttamento sull\u2019uomo, per l\u2019appropriazione individualistica o aziendalistica, o per la dilapidazione delle risorse della collettivit\u00e0. In terzo luogo, il superamento della tradizionale concezione \u2018liberal-professionistica\u2019 del ruolo dell\u2019urbanista e quindi la sollecitazione e il sostegno al formarsi di strutture tecniche pubbliche democraticamente controllate per la gestione del territorio, a livello dei comuni, dei comprensori, delle regioni e degli organi centrali dello stato. In quarto luogo, infine, l\u2019impegno all\u2019approfondimento dell\u2019analisi scientifica dei fenomeni che i manifestano sul territorio, delle forze che li determinano, delle alternative proponibili\u201d. Dove \u00e8 perentoria e chiara la gerarchia tra i vari piani: si parte dall\u2019assunzione di un mandato pubblico, democratico, alternativo ai poteri privati, per poi scendere ai doveri sociali connessi alla professione e alla sua qualificazione scientifica.<\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0 l\u2019anno successivo (1973) Salzano centra il suo intervento su \u201c<strong>Il degrado del territorio e la speranza della riforma urbanistica<\/strong>\u201d, appellandosi a un \u201cottimismo della volont\u00e0\u201d che \u00e8 tenace ma consapevole degli ostacoli costituiti da una \u201criforma urbanistica degli Agnelli, Cefis e Petrilli\u201d. A valle del risultato elettorale del 15 giugno 1975, che fa crescere<strong> \u201cLa speranza per il governo della citt\u00e0 e dell\u2019ambiente\u201d, <\/strong>si manifesta la preoccupazione per \u201c<strong>Il fragile regime dei suoli<\/strong>\u201d (1976) e per le irresolutezze sull\u2019<strong>abusivismo edilizio <\/strong>(1977). Nel 1979, con il regresso elettorale del Pci, si segnalano \u201cI primi cedimenti culturali\u201d, che evidenziano gli errori delle sinistre. Nel 1980 Salzano denuncia \u201cL\u2019abbandono della cultura del recupero\u201d (\u201ce intanto <strong>i vecchi quartieri rischiano di continuare a perdere abitanti e attivit\u00e0 originarie per lasciar posto ai turisti e alle seconde case, alle banche e agli alberghi<\/strong>\u201d: una lucidissima profezia rispetto all\u2019oggi!). Lungo tutti gli anni Ottanta, si moltiplicano i \u201cSegnali di involuzione culturale\u201d (1981) e i \u201cRegali alla <strong>rendita immobiliare<\/strong> e l\u2019aumento del <strong>consumo di suolo<\/strong>\u201d (1990) e avanzano potentemente \u201cLa <strong>distruzione dell\u2019urbanistica<\/strong> e la <strong>svendita del patrimonio immobiliare pubblico<\/strong>\u201d (1992). Salzano ricorda persuasivamente, nel 1983, che \u201cl\u2019oggetto primordiale della nostra disciplina, quello a cui bisogna guardare con un\u2019attenzione pi\u00f9 marcata, e certo pi\u00f9 incisiva e coerente, \u00e8 il territorio, come realt\u00e0 fisica nella quale \u00e8 sedimentata e materializzata la storia della nostra civilt\u00e0 e che costituisce non solo una primaria risorsa economica, ma la base stessa per la sopravvivenza, e per ogni possibile sviluppo, della nostra societ\u00e0\u201d: parole in cui si fanno sentire forti la <strong>sollecitazione ecologica, la cultura del limite, la consapevolezza del contesto sociale e ambientale<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Interventi come quelli antologizzati in questo piccolo volume \u2013 accanto alla sua produzione scientifica, culminata nei Fondamenti di urbanistica del 2004 e nelle Memorie di un urbanista del 2010 \u2013 restituiscono al lettore e alla lettrice la personalit\u00e0 completa di Salzano, peraltro testimoniata, in tempi pi\u00f9 recenti, dal <strong>sito Eddyburg.it<\/strong>, fondato nel 2003 e tuttora consultabile, una vera e propria miniera di dati, valutazioni, prese di posizione sempre puntuali e lucide.<br>Per chi poi volesse sentire dalla sua viva voce un\u2019antologia di giudizi e affermazioni, rinvio al video \u201c<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=Pp-6hFChuGU\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Ciao Eddy. Un ricordo di Edoardo Salzano<\/a>\u201d, disponibile in rete. L\u00ec, in una dichiarazione ripetuta in tante occasioni, si trova esplicitata la sua sintomatica, validissima definizione tripartita del significato di \u201ccitt\u00e0\u201d: <strong>urbs<\/strong>, come insieme di strutture fisiche, civitas, come societ\u00e0 che l\u2019abita conflittualmente, e <strong>polis<\/strong>, come societ\u00e0 che si d\u00e0 un governo democratico.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Attraverso saggi, testimonianze e documenti inediti, il nuovo volume della Bordeaux Edizioni ricostruisce il percorso umano, culturale e politico di Edoardo Salzano, uno dei protagonisti [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":18962,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":true,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[114],"tags":[2579],"class_list":["post-18961","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-pubblicazioni","tag-edoardo-salzano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18961","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18961"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18961\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/18962"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18961"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18961"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18961"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}