{"id":18965,"date":"2026-10-24T21:08:08","date_gmt":"2026-10-24T19:08:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=18965"},"modified":"2026-10-24T21:08:12","modified_gmt":"2026-10-24T19:08:12","slug":"il-paesaggio-siciliano-e-vivo-perche-losservatorio-regionale-non-puo-fare-a-meno-di-agronomi-e-forestali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2026\/10\/il-paesaggio-siciliano-e-vivo-perche-losservatorio-regionale-non-puo-fare-a-meno-di-agronomi-e-forestali\/","title":{"rendered":"Il Paesaggio Siciliano \u00e8 vivo: perch\u00e9 l\u2019Osservatorio Regionale non pu\u00f2 fare a meno di Agronomi e Forestali"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>Con il Decreto del 6 ottobre dell\u2019Assessore dei beni culturali, l\u2019Osservatorio Regionale per la Qualit\u00e0 del Paesaggio in Sicilia non includerebbe dottori agronomi e forestali. Mancano quindi le competenze sulla componente &#8220;viva&#8221; del paesaggio. Senza tale lettura la tutela scade in un &#8220;imbalsamazione&#8221; estetica del territorio.<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>A una prima analisi del provvedimento (<a href=\"https:\/\/drive.google.com\/file\/d\/1gqYMc4lGoln323YOMbjFpNVI-P5q0LMQ\/view?usp=sharing\"><strong>D.A. n. 47 del 6 ottobre 2026<\/strong><\/a>) di ricostituzione e regolamentazione dell&#8217;<strong>Osservatorio Regionale per la Qualit\u00e0 del Paesaggio in Sicilia<\/strong> (della Speciale Commissione incardinata presso l&#8217;Assessorato dei Beni Culturali e dell&#8217;Identit\u00e0 Siciliana) &#8211; ove fosse confermata l\u2019assenza di dottori agronomi e forestali &#8211; mi sento di evidenziare significative criticit\u00e0 procedurali e metodologiche.<\/p>\n\n\n\n<p>La mancanza della figura del Dottore Agronomo e Forestale all&#8217;interno dell&#8217;organismo istituzionale rappresenterebbe una grave lacuna tecnico-scientifica, in aperto contrasto con i principi sanciti dalla Convenzione Europea del Paesaggio (CEP) e con la moderna letteratura scientifica sull&#8217;analisi ecologico-territoriale, di cui il prof. Bernardino Romano \u00e8 stato autorevole maestro.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>L&#8217;assenza del Dottore Agronomo e Forestale: un&#8217;omissione strutturale<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>La composizione degli organi consultivi regionali in materia paesaggistica tende storicamente ad <strong>appiattirsi su una visione prevalentemente storico-artistica o architettonico-urbanistica<\/strong> del territorio.<\/p>\n\n\n\n<p>Omettere la figura dell&#8217;Agronomo e Forestale significherebbe ignorare che:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00b7 &nbsp;<strong>&nbsp;Il paesaggio siciliano \u00e8 prevalentemente agro-silvo-pastorale<\/strong>: La matrice dominante dell&#8217;isola \u00e8 costituita da agrosistemi storici, sistemi forestali, pascoli, colture tradizionali (agrumeti, uliveti, vigneti, mandorleti) e tessere vegetazionali della macchia mediterranea.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Mancano competenze sulla componente &#8220;viva&#8221; del paesaggio<\/strong>: Architetti e storici dell&#8217;arte possiedono strumenti d&#8217;analisi storico-morfologici, ma non dispongono delle competenze botaniche, dendrologiche, pedologiche ed ecologico-forestali indispensabili per valutare la dinamica vegetazionale, lo stato di salute dei boschi, la resilienza degli agrosistemi e i servizi ecosistemici.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Rischio di vincolismo statico<\/strong>: Senza la lettura agronomico-forestale, la tutela scade in un &#8220;imbalsamazione&#8221; estetica del territorio, incapace di gestire i processi dinamici di abbandono colturale, avanzata dei boschi di neo-formazione, rischio idrogeologico o incendio.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La dimensione multidisciplinare e la Convenzione Europea del Paesaggio<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>La <strong>Convenzione Europea del Paesaggio<\/strong> (Firenze, 2000) ha superato il concetto riduttivo di &#8220;paesaggio-cartolina&#8221; o &#8220;bellezza naturale&#8221;, definendo il paesaggio come: &#8220;<em>Una determinata parte di territorio, cos\u00ec come \u00e8 percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall&#8217;azione di fattori naturali e\/o umani e dalle loro interrelazioni<\/em>&#8220;.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa definizione impone un approccio sistemico e<strong> rigorosamente multidisciplinare<\/strong>:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00b7 Il paesaggio \u00e8 il prodotto di processi biologici, pedologici, climatici e antropici interconnessi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00b7 Un Osservatorio del Paesaggio privo di specialisti delle scienze agrarie e forestali tradirebbe la CEP, poich\u00e9 frammenta la lettura del territorio escludendone la componente biologicoproduttiva ed ecologica.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Gli insegnamenti di Bernardino Romano: la mosaicatura ecologica e l&#8217;invarianza strutturale<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Il contributo teorico e operativo del prof. Bernardino Romano (ordinario di Tecnica e Pianificazione Urbanistica all&#8217;Universit\u00e0 dell&#8217;Aquila) alla pianificazione paesaggistica si fonda sull&#8217;integrazione tra ecologia del paesaggio e pianificazione territoriale:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00b7 <strong>La Rete Ecologica come struttura portante<\/strong>: Romano ha dimostrato come la pianificazione paesaggistica non possa limitarsi a perimetrare vincoli, ma debba individuare le <em>invarianti ecologico-strutturali<\/em>: corridoi ecologici, &#8220;<em>stepping stones<\/em>&#8221; (tessere d&#8217;appoggio) e nodi bioclimatici. Senza l&#8217;agronomo-forestale, l&#8217;Osservatorio non ha le competenze per interpretare e tutelare la connettivit\u00e0 ecologica della matrice rurale.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00b7 <strong>Il contrasto alla frammentazione e al <em>land consumption<\/em><\/strong>: gli studi di Bernardino Romano sull&#8217;impatto del consumo di suolo e sulla dispersione insediativa (<em>sprinkling<\/em>) dimostrano che la perdita di paesaggio avviene prima di tutto per degradazione delle tessere agricole marginali e perdita di continuit\u00e0 ecosistemica.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00b7 <strong>Pianificazione trasversale e non discriminatoria<\/strong>: per Romano, la pianificazione paesaggistica deve operare una sintesi tra i valori estetico-percettivi, i valori culturali e le funzioni ecologico-ambientali. Ridurre l&#8217;Osservatorio a un consesso privo delle scienze agrarie e forestali significa invalidare il principio di analisi olistica del territorio.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il valore della riqualificazione rurale nelle selezioni del Premio del Paesaggio<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Un&#8217;ulteriore riprova dell&#8217;imprescindibilit\u00e0 delle competenze agronomico-forestali risiede nell&#8217;attenzione costantemente riservata, a livello nazionale ed europeo, ai progetti di recupero e valorizzazione dei territori rurali. Nelle diverse edizioni del Premio del Paesaggio del Consiglio d&#8217;Europa (e della relativa selezione nazionale), gli interventi focalizzati sulla riqualificazione del Paesaggio Agrario e Forestale hanno sempre occupato una posizione di assoluto rilievo, a testimonianza del fatto che la qualit\u00e0 del paesaggio passa inevitabilmente attraverso la cura e la gestione attiva della matrice rurale.<\/p>\n\n\n\n<p>Emblematico in tal senso \u00e8 il riconoscimento attribuito nell&#8217;edizione 2012-2013 a Libera Terra per il progetto: &#8220;<em>La rinascita dell&#8217;Alto Belice Corleonese dal recupero delle terre confiscate alla mafia<\/em>&#8220;. Questo intervento ha dimostrato come il riscatto sociale, la legalit\u00e0 e lo sviluppo economico sostenibile siano strettamente interconnessi alla rigenerazione agro-ecologica e paesaggistica di territori precedentemente degradati o abbandonati. Tale straordinaria riqualificazione \u00e8 avvenuta prevalentemente grazie alle elevate capacit\u00e0 progettuali e tecnico-scientifiche di dottori agronomi e forestali, i quali hanno saputo coniugare il recupero delle colture tradizionali, la tutela della biodiversit\u00e0, la sostenibilit\u00e0 economica delle produzioni e la gestione attiva del suolo.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;esperienza dell&#8217;Alto Belice Corleonese evidenzia come la tutela del paesaggio non possa essere ridotta a un mero esercizio conservativo o vincolistico, bens\u00ec debba fondarsi su una progettualit\u00e0 complessa capaci di riattivare i processi produttivi ed ecologici del territorio. Privare l&#8217;Osservatorio Regionale di tali professionalit\u00e0 significherebbe ignorare le buone pratiche gi\u00e0 premiate e riconosciute a livello internazionale, precludendo alle istituzioni la possibilit\u00e0 di guidare efficaci interventi di riqualificazione del paesaggio rurale siciliano.<\/p>\n\n\n\n<p>Messina, 19 ottobre 2026<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Ing. Francesco Cancellieri<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con il Decreto del 6 ottobre dell\u2019Assessore dei beni culturali, l\u2019Osservatorio Regionale per la Qualit\u00e0 del Paesaggio in Sicilia non includerebbe dottori agronomi e forestali. 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