{"id":19011,"date":"2026-11-01T06:16:18","date_gmt":"2026-11-01T05:16:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=19011"},"modified":"2026-11-01T06:16:21","modified_gmt":"2026-11-01T05:16:21","slug":"data-center-terre-nostre-e-comitato-ciarlasco-alla-regione-lombardia-una-legge-che-non-affronta-i-veri-problemi-dei-territori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2026\/11\/data-center-terre-nostre-e-comitato-ciarlasco-alla-regione-lombardia-una-legge-che-non-affronta-i-veri-problemi-dei-territori\/","title":{"rendered":"Data center, Terre Nostre e Comitato Ciarlasco alla Regione Lombardia: &#8220;Una legge che non affronta i veri problemi dei territori&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><em>Presentate osservazioni giuridiche e tecniche al progetto di legge regionale che modifica la disciplina dei data center. Dall&#8217;esperienza diretta delle associazioni, impegnate nei procedimenti autorizzativi, proposte concrete per tutelare acqua, agricoltura, energia, ambiente, salute e diritti dei cittadini.<\/em><\/h2>\n\n\n\n<p>di <em>Terre Nostre \u2013 Coordinamento Nazionale per la Salute e per l&#8217;Ambiente e Comitato Ciarlasco per la Tutela del Territorio<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Maria Grazia Bonfante, Presidente di Terre Nostre \u2013 Coordinamento Nazionale per la Salute e per l&#8217;Ambiente, ed Enrico Duranti, Presidente del Comitato Ciarlasco per la Tutela del Territorio, hanno presentato al Consiglio regionale della Lombardia <strong>49 pagine di <a href=\"https:\/\/drive.google.com\/file\/d\/1JhfAq8cmU3gly6Xk_jnfFuNr4nimBgT0\/view?usp=sharing\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/drive.google.com\/file\/d\/1JhfAq8cmU3gly6Xk_jnfFuNr4nimBgT0\/view?usp=sharing\">osservazioni giuridiche e tecniche<\/a> e precise proposte di modifica all&#8217;articolo 9 del progetto di legge approvato dalla Giunta regionale il 22 ottobre 2026<\/strong>, che interviene sulla legge regionale n. 11\/2026 in materia di insediamento dei data center.<\/p>\n\n\n\n<p>Un contributo che nasce non soltanto dallo studio della normativa, ma soprattutto dall&#8217;esperienza diretta delle associazioni, che seguono concretamente i procedimenti autorizzativi, esaminano i progetti, partecipano alle conferenze dei servizi e si confrontano quotidianamente con le conseguenze di queste trasformazioni sui territori.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 proprio questa esperienza ad aver consentito di individuare <strong>lacune e criticit\u00e0 <\/strong>che rischiano di riprodurre, anche nella nuova disciplina, i problemi gi\u00e0 emersi nei procedimenti in corso. \u00abNon presentiamo osservazioni astratte. Portiamo alla Regione ci\u00f2 che vediamo accadere concretamente nei territori: progetti di dimensioni enormi, infrastrutture collegate valutate separatamente, consumi energetici elevatissimi, trasformazioni urbanistiche e cittadini che troppo spesso vengono coinvolti quando le decisioni sono gi\u00e0 sostanzialmente prese.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Le associazioni <strong>riconoscono la necessit\u00e0 di disciplinare un settore in rapidissima espansione, ma contestano una normativa che, a loro giudizio, non introduce idonee garanzie<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Acqua: la Legge apre all&#8217;utilizzo di acque contaminate. Quali rischi per ambiente e salute?<\/h2>\n\n\n\n<p>\u00c8 una delle criticit\u00e0 pi\u00f9 gravi denunciate dalle associazioni. Il progetto di legge, mentre introduce limitazioni al consumo d&#8217;acqua per il raffreddamento dei data center, <strong>prevede deroghe che consentono l&#8217;impiego di acque contaminate, subordinandone il trattamento a una fase successiva<\/strong> al loro utilizzo.<\/p>\n\n\n\n<p>Una previsione particolarmente preoccupante perch\u00e9 l&#8217;impiego di acque contenenti sostanze inquinanti nei circuiti di <strong>raffreddamento<\/strong> <strong>pu\u00f2 comportare rischi di dispersione<\/strong> <strong>nell&#8217;ambiente<\/strong>, anche attraverso i processi di evaporazione, gli scarichi e la gestione dei residui.<\/p>\n\n\n\n<p>Il problema assume particolare rilievo in presenza di contaminanti persistenti, come i <strong>PFAS,<\/strong> sostanze che possono accumularsi nell&#8217;ambiente e la cui <strong>diffusione deve essere prevenuta, non semplicemente affrontata dopo che si \u00e8 verificata<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab\u00c8 paradossale che una legge presentata come strumento di tutela dell&#8217;acqua possa consentire di utilizzare acque inquinate senza imporre preventivamente garanzie sufficienti contro la dispersione degli inquinanti. Non si pu\u00f2 trasformare il raffreddamento dei data center in un ulteriore possibile percorso di contaminazione ambientale.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Le associazioni <strong>chiedono quindi l&#8217;eliminazione delle deroghe al divieto di consumo d&#8217;acqua per il raffreddamento, l&#8217;esclusione dell&#8217;utilizzo di acque contaminate in assenza di rigorose garanzie preventive e l&#8217;obbligo di valutare tutti i fabbisogni idrici degli impianti,<\/strong> considerando la disponibilit\u00e0 della risorsa e gli utilizzi agricoli, civili e industriali gi\u00e0 presenti.<\/p>\n\n\n\n<p>La tutela delle risorse idriche \u00e8 fondamentale anche per l&#8217;agricoltura, che rappresenta una componente essenziale dell&#8217;economia e dell&#8217;identit\u00e0 dei territori lombardi. Non \u00e8 accettabile che i fabbisogni di grandi infrastrutture digitali possano compromettere la disponibilit\u00e0 d&#8217;acqua per le coltivazioni e la continuit\u00e0 delle attivit\u00e0 agricole.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Energia: consumi enormi e infrastrutture da valutare<\/h2>\n\n\n\n<p>I data center possono richiedere potenze elettriche molto elevate e la realizzazione di nuove sottostazioni, linee di collegamento e sistemi di accumulo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Non basta dichiarare che l&#8217;energia proviene da fonti rinnovabili: occorre verificare la reale sostenibilit\u00e0 dell&#8217;approvvigionamento, gli effetti sulla rete e le conseguenze territoriali delle infrastrutture necessarie<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Basta progetti spezzettati<\/h2>\n\n\n\n<p>\u00c8 una delle questioni che le associazioni incontrano direttamente nei procedimenti autorizzativi: <strong>grandi interventi presentati attraverso progetti, lotti o infrastrutture separati, pur appartenendo a un&#8217;unica operazione<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon si pu\u00f2 valutare un data center senza considerare insieme le sottostazioni, gli impianti energetici, i sistemi di accumulo e gli ampliamenti previsti.<strong> Il territorio subisce l&#8217;impatto complessivo, non quello dei singoli fascicoli amministrativi.\u00bb<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La richiesta \u00e8 di impedire espressamente il frazionamento artificioso dei progetti e garantire valutazioni ambientali e autorizzative riferite all&#8217;intero insediamento.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Isole di calore, dispersione degli inquinanti e rischi per la salute<\/h2>\n\n\n\n<p>I data center producono <strong>enormi quantit\u00e0 di calore <\/strong>che vengono disperse nell&#8217;ambiente attraverso i sistemi di raffreddamento. Un fenomeno che pu\u00f2 contribuire ad aggravare le isole di calore, aumentando le temperature locali, soprattutto nei territori gi\u00e0 caratterizzati da estati sempre pi\u00f9 calde e da elevati livelli di inquinamento atmosferico.<\/p>\n\n\n\n<p>Il problema non riguarda soltanto la temperatura. Le alterazioni del microclima <strong>possono influire anche sulla circolazione e sulla dispersione degli inquinanti atmosferici<\/strong>, modificando le condizioni di esposizione della popolazione. A ci\u00f2 si aggiungono le emissioni dei gruppi elettrogeni di emergenza e gli altri impatti degli impianti.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon possiamo permettere che infrastrutture di queste dimensioni vengano autorizzate senza conoscere come il calore disperso influir\u00e0 sulle temperature, sulla qualit\u00e0 dell&#8217;aria e sulla salute delle persone che vivono nelle aree circostanti.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le associazioni chiedono pertanto studi preventivi sulle isole di calore, sulla dispersione degli inquinanti e sugli effetti cumulativi sulla salute, considerando anche gli altri insediamenti industriali presenti nel territorio.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Anche il recupero del calore non pu\u00f2 essere considerato automaticamente un beneficio ambientale: deve essere concretamente realizzabile e valutato insieme agli impatti e al consumo di suolo delle infrastrutture necessarie.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I comuni devono tutelare il territorio: l&#8217;interesse pubblico viene prima di quello privato<\/h2>\n\n\n\n<p>I Comuni devono esercitare pienamente le proprie competenze urbanistiche e valutare la compatibilit\u00e0 di ogni insediamento con le caratteristiche e le esigenze del territorio. <strong>Le scelte devono essere guidate dalla prevalenza dell&#8217;interesse pubblico, dalla tutela dell&#8217;ambiente, della salute e della qualit\u00e0 della vita dei cittadini, non dalle convenienze economiche degli operatori privati.<\/strong><br>Quando un progetto non risponde a tali esigenze, le amministrazioni devono <strong>assumersi la responsabilit\u00e0 di negare le varianti urbanistiche <\/strong>richieste.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Trasparenza e diritti dei cittadini<\/h2>\n\n\n\n<p>\u00abChi vive in un territorio ha diritto di conoscere i progetti che lo trasformeranno e di partecipare alle decisioni prima che siano gi\u00e0 state prese.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le associazioni denunciano le difficolt\u00e0 che cittadini e comitati incontrano nell&#8217;accesso alla documentazione e nella partecipazione ai procedimenti autorizzativi<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiedono quindi maggiore trasparenza fin dalle prime fasi, documenti facilmente accessibili, tempi effettivi per presentare osservazioni e una mappatura pubblica di tutti i data center esistenti, autorizzati e programmati.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiedono inoltre regole chiare per i procedimenti in corso e per gli ampliamenti degli impianti gi\u00e0 autorizzati.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Proposte concrete, ma resta la richiesta di moratoria<\/h2>\n\n\n\n<p>Le 49 pagine trasmesse alla Regione non si limitano a denunciare le criticit\u00e0: contengono proposte puntuali di modifica della legge, elaborate proprio per evitare che le problematiche gi\u00e0 riscontrate nei territori continuino a ripetersi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La presentazione delle osservazioni non significa tuttavia condividere l&#8217;impostazione complessiva della disciplina regionale.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Terre Nostre e Comitato Ciarlasco ribadiscono il sostegno alla moratoria nazionale sui nuovi data center, richiesta dalla Rete dei Comitati Stop Data Center, e chiedono alla Regione Lombardia di farsene promotrice presso il Governo e il Parlamento<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLa Regione ha oggi l&#8217;opportunit\u00e0 di ascoltare chi questi problemi li affronta concretamente. Le nostre proposte nascono dall&#8217;esperienza sul campo e da un approfondito lavoro giuridico e tecnico. Ignorarle significherebbe rinunciare a correggere criticit\u00e0 che sono gi\u00e0 evidenti nei procedimenti autorizzativi.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLa transizione digitale non pu\u00f2 procedere senza una pianificazione complessiva, senza limiti al consumo delle risorse e senza il coinvolgimento delle comunit\u00e0. <strong>Il territorio non pu\u00f2 continuare ad adattarsi alle esigenze dei grandi operatori: sono gli insediamenti che devono dimostrare di essere compatibili con il territorio.\u00bb<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em><a href=\"https:\/\/drive.google.com\/file\/d\/1JhfAq8cmU3gly6Xk_jnfFuNr4nimBgT0\/view?usp=drive_link\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/drive.google.com\/file\/d\/1JhfAq8cmU3gly6Xk_jnfFuNr4nimBgT0\/view?usp=drive_link\">Scarica qui le Osservazioni.<\/a><\/em><\/strong><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"448\" src=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/1000000369-1024x448.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-19012\" style=\"width:510px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/1000000369-1024x448.png 1024w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/1000000369-300x131.png 300w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/1000000369-768x336.png 768w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/1000000369-1536x673.png 1536w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/1000000369.png 1884w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Presentate osservazioni giuridiche e tecniche al progetto di legge regionale che modifica la disciplina dei data center. 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