{"id":1979,"date":"2012-01-27T02:10:48","date_gmt":"2012-01-27T01:10:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=1979"},"modified":"2012-01-31T11:05:02","modified_gmt":"2012-01-31T10:05:02","slug":"il-piemonte-perde-terreno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2012\/01\/il-piemonte-perde-terreno\/","title":{"rendered":"Il Piemonte perde terreno"},"content":{"rendered":"<h2><strong><a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/orbassano1979-2009.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-1996\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/orbassano1979-2009.jpg\" alt=\"\" width=\"1092\" height=\"495\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/orbassano1979-2009.jpg 1092w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/orbassano1979-2009-300x135.jpg 300w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/orbassano1979-2009-1024x464.jpg 1024w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/orbassano1979-2009-640x290.jpg 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 1092px) 100vw, 1092px\" \/><\/a><\/strong><\/h2>\n<h2><strong>\u00c8 un treno che avanza inesorabile,<\/strong> anche in Piemonte. <strong>Il consumo di suolo negli ultimi vent&#8217;anni si \u00e8 portato via in media mille ettari all&#8217;anno<\/strong> di suolo fertile, al netto di infrastrutture e mobilit\u00e0<strong>.<\/strong><\/h2>\n<p><strong>Villette a schiera, centri commerciali e capannoni industriali (spesso inutilizzati) hanno guadagnato terreno<\/strong> a scapito dell&#8217;<strong>agricoltura<\/strong> e del <strong>paesaggio<\/strong>, nella pianura del Po ma anche nei fondovalle di <strong>Langhe, Roero e Monferrato<\/strong>. <strong>Il 7,2 per cento della superficie regionale risulta \u201cconsumata\u201d dal cemento: 182.894 ettari<\/strong> di suolo urbanizzato su una superficie complessiva di 2,5 milioni, che per pi\u00f9 di un terzo \u00e8 formata da montagne.<\/p>\n<h3>L&#8217;ultima rilevazione sul consumo di suolo condotta dalla Regione Piemonte \u2013 i dati saranno pubblicati il prossimo mese \u2013 fotografa la <strong>situazione al 2008<\/strong>. Per la prima volta le cifre prendendo in considerazione anche il <strong>terreno consumato dalle infrastrutture<\/strong> che, secondo gli analisti, incidono per circa il 20% sul totale del suolo consumato. Senza contare autostrade, ferrovie e svincoli, comunque, al 2008 la percentuale di suolo impermeabilizzato \u00e8 stata del 5,9%, <strong>25 mila ettari in vent&#8217;anni.<\/strong> Un dato che conferma la <strong>costante crescita registrata a partire dal 1991,<\/strong> con un tasso di incremento annuo del 1,2 per cento. In gran parte <strong>suoli agricoli<\/strong> tra i pi\u00f9 pregiati, che al 2008 risultavano compromessi nel complesso per <strong>117mila ettari<\/strong> su un totale di 182mila consumati.<\/h3>\n<p><strong>La piaga del consumo di suolo<\/strong> non sembra destinata ad arrestarsi, nonostante la crisi del settore delle costruzioni. <strong>\u00abParadossalmente la crisi economica potrebbe accelerare il consumo di territorio\u00bb<\/strong> sostiene <strong>Fabio Minucci<\/strong>, urbanista del <strong>Politecnico di Torino<\/strong>, autore di un dettagliato studio sul problema. \u00abLa riduzione dei trasferimenti finanziari da parte dello Stato \u2013 spiega \u2013 ha spinto i comuni a utilizzare i proventi che derivano dalle <strong>concessioni edilizie per fare cassa e garantire i servizi<\/strong>\u00bb. Il dato \u00e8 impressionante, aggiunge Minucci: \u00abA livello nazionale, solo <strong>nel 2008 i comuni hanno incassato dagli oneri di urbanizzazione 3,208 miliardi di euro,<\/strong> con una crescita del 58% rispetto al 2000. Serve una politica fiscale che disincentivi il consumo di suolo\u00bb.<\/p>\n<p>In Piemonte <strong>c&#8217;\u00e8 pure chi ha provato ad andare controcorrente. La Provincia di Torino,<\/strong> con il recente <strong>Piano territoriale di coordinamento (Ptc)<\/strong> ha imposto ai nuovi piani regolatori comunali l&#8217;inedificabilit\u00e0 delle aree ancora vergini, dopo che nel torinese in 15 anni sono stati <strong>consumati 7500 ettari di suolo libero.<\/strong> \u00abDa quando \u00e8 in vigore il nuovo Ptc abbiamo gi\u00e0 riscontrato in pochi mesi 8 progetti incompatibili, mentre dal &#8217;99 ad 2011 le incompatibilit\u00e0 erano state 3\u00bb fa notare il direttore della pianificazione provinciale, <strong>Paolo Foietta<\/strong>. <strong>Il caso pi\u00f9 eclatante \u00e8 stato lo stop al progetto del nuovo insediamento Ikea<\/strong> a La Loggia, che avrebbe occupato 16 ettari di terreno agricolo.<\/p>\n<p>L&#8217;assottigliarsi della superficie di suolo coltivabile tocca prima di tutto gli agricoltori. <strong>\u00abL\u2019agricoltura non pu\u00f2 continuare a pagare il prezzo di qualsiasi occupazione del suolo finalizzata alla cementificazione.<\/strong> In vent&#8217;anni si \u00e8 consumato quasi il 20% del suolo fertile di elevata qualit\u00e0\u00bb, evidenzia il direttore di <strong>Confagricoltura Piemonte, Giovanni Demichelis<\/strong>. \u00abIl nostro strumento di lavoro, <strong>la terra non pu\u00f2 continuare a essere cementificata indiscriminatamente<\/strong>\u00bb gli fa eco <strong>Tommaso Mario Abrate<\/strong>, presidente regionale di <strong>Fedagri<\/strong>. Che fare allora per arrestare il cemento che avanza? \u00ab<strong>La politica deve intervenire per frenare questo andazzo<\/strong> \u2013 dice Abrate \u2013: il contenimento del consumo di suolo dev\u2019essere l\u2019obbiettivo primario della riforma della legge urbanistica regionale\u00bb.<\/p>\n<p>In cima alla lista delle <strong>richieste avanzate dagli agricoltori<\/strong> c&#8217;\u00e8 il <strong>recupero del patrimonio edilizio esistente<\/strong> e la <strong>limitazione di nuove espansioni urbanistiche<\/strong> a macchia di leopardo, che richiedono sempre pi\u00f9 nuove strade e infrastrutture.<\/p>\n<p><strong>\u00abLe amministrazioni devono smettere di sottostare alla logica perversa che pretende la svendita del territorio<\/strong> per far quadrare i bilanci pubblici\u00bb dichiara <strong>Alessandro Mortarino,<\/strong> coordinatore di <strong>\u201cStop al consumo di territorio\u201d<\/strong>, movimento nato nel 2009 su iniziativa di un gruppo di cittadini di Langhe, Roero e Monferrato, che si \u00e8 esteso in tutta Italia fino alla costituzione del <strong>Forum nazionale della terra e del paesaggio.<\/strong> <strong>\u00abA partire da febbraio \u2013 annuncia Mortarino \u2013 chiederemo a tutti i comuni italiani un censimento degli immobili inutilizzati, affinch\u00e9 ne tengano conto nei loro piani regolatori\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>IL CEMENTO SEMPLICE<\/h2>\n<p>Una piccola <strong>rivoluzione nel segno della semplificazione<\/strong>. Il <strong>disegno di legge n. 179 presentato dalla Giunta piemontese<\/strong> il 15 novembre scorso recepisce a livello regionale le norme di semplificazione delle <strong>procedure edilizie previste dal \u201cDecreto sviluppo\u201d.<\/strong> Le procedure semplificate potranno essere applicate per i \u00abprogrammi di rigenerazione urbana\u00bb, per i <strong>cambi di destinazione d&#8217;uso degli immobili e per l&#8217;approvazione dei piani esecutivi e delle convenzioni da parte delle giunte comunali.<\/strong> In questi mesi, il progetto di legge \u00e8 rimasto fermo in Commissione in attesa di alcune modifiche che ne amplieranno ulteriormente la portata e che saranno depositate nei prossimi giorni in Consiglio regionale.<\/p>\n<p><strong>Nello specifico la nuova normativa prevede l&#8217;introduzione di un iter semplificato<\/strong> per l&#8217;approvazione dei <strong>programmi di rigenerazione urbana<\/strong>, in variante al piano regolatore generale. Il secondo aspetto toccato dalla <strong>\u00abliberalizzazione dell&#8217;attivit\u00e0 edilizia dei comuni\u00bb<\/strong> riguarda gli edifici pubblici o di interesse pubblico, che potranno cambiare destinazione d&#8217;uso <strong>anche in deroga agli strumenti urbanistici vigenti,<\/strong> purch\u00e9 tra loro \u00abcompatibili o complementari\u00bb. <strong>La stessa cosa varr\u00e0 per \u00abgli interventi di iniziativa privata\u00bb<\/strong>, in base a particolari requisiti che la Regione dovr\u00e0 stabilire.<\/p>\n<h3><strong>Ma la novit\u00e0 tanto attesa da comuni e operatori<\/strong> riguarda i <strong>piani esecutivi e le convenzioni<\/strong> che, qualora non comportino variante allo strumento urbanistico generale, <strong>potranno essere approvati dalla Giunta comunale, senza passare al vaglio del Consiglio comunale<\/strong>. Un tipo di provvedimento, spiegano dalla Direzione regionale Edilizia, destinato a \u00abtrovare collocazione organica anche nella riforma della legge urbanistica regionale\u00bb.<\/h3>\n<p><strong>Le nuove regole \u00absemplificate\u00bb preoccupano le associazioni degli ambientalisti.<\/strong> \u00abL&#8217;alleggerimento delle procedure \u2013 denuncia <strong>Maria Teresa Roli<\/strong> di <strong>Italia Nostra<\/strong> Piemonte \u2013 va nella direzione di una <strong>minore trasparenza nelle scelte delle amministrazioni comunali<\/strong>, spodestando ulteriormente i Consigli comunali del loro ruolo di controllo e di garanzia nei confronti dei cittadini, a scapito di una gestione equa del territorio\u00bb.<\/p>\n<p>Dalla <strong>Direzione regionale Politiche territoriali<\/strong> rassicurano: \u00abLe nuove norme introducono una semplificazione molto spinta \u2013 dice il direttore <strong>Livio Dezzani<\/strong> \u2013. Ma <strong>per garantire la massima trasparenza dei processi decisionali, tra gli aggiustamenti che apporteremo al disegno di legge c&#8217;\u00e8 l&#8217;introduzione di un periodo di 30 giorni per presentare le osservazioni<\/strong> ai provvedimenti proposti, prima dell&#8217;approvazione da parte delle giunte comunali\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Articoli di Gabriele Guccione, <\/em>Il Sole 24 Ore-NordOvest<em>, <\/em><em>25 gennaio 2012<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 un treno che avanza inesorabile, anche in Piemonte. 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