{"id":2013,"date":"2012-03-26T15:39:28","date_gmt":"2012-03-26T13:39:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=2013"},"modified":"2012-03-27T11:35:40","modified_gmt":"2012-03-27T09:35:40","slug":"ricorso-contro-l%e2%80%99ignobile-diga-di-monte-nieddu%e2%80%93is-canargius","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2012\/03\/ricorso-contro-l%e2%80%99ignobile-diga-di-monte-nieddu%e2%80%93is-canargius\/","title":{"rendered":"Ricorso contro l\u2019ignobile diga di Monte Nieddu\u2013Is Canargius"},"content":{"rendered":"<h2><a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/20120128_diga-monte-nieddu.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-2041\" title=\"20120128_diga-monte-nieddu\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/20120128_diga-monte-nieddu.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"290\" 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natura.<\/p>\n<p>Cos\u00ec la diga di Monte Nieddu \u2013 Is Canargius, nel Sulcis, gi\u00e0 teatro negli ultimi anni di uno degli scempi ambientali e finanziari pi\u00f9 scandalosi d\u2019Italia, con centinaia di milioni di euro gi\u00e0 letteralmente sprecati fra lavori non conclusi (sono stati realizzati al 19,46%), contenziosi con le imprese esecutrici (oltre 60 milioni di risarcimento danni richiesto), mancanza di reti di distribuzione.<\/p>\n<p>Il 12 marzo 2012 l\u2019eurodeputato ecologista Andrea Zanoni (I.d.V.) ha presentato in proposito una durissima interrogazione parlamentare: infatti, come avevamo preannunciato, il Consorzio di Bonifica della Sardegna Meridionale ha bandito una nuova gara d\u2019appalto (56,6 milioni di euro a base d\u2019asta) per la realizzazione delle opere priva di preventivi e vincolanti procedimenti di valutazione d\u2019impatto ambientale cumulativa con le reti di distribuzione idrica (nemmeno progettate e finanziate), di valutazione ambientale strategica, di valutazione di incidenza.<\/p>\n<p>L\u2019eurodeputato ecologista Andrea Zanoni (I.d.V.) ha chiesto alla Commissione europea quali iniziative intenda attuare nei confronti dell\u2019Italia e della Regione autonoma della Sardegna, considerando che la Sardegna possiede gi\u00e0 32 bacini di medie\/grandi dimensioni con capacit\u00e0 massima di 2 miliardi e 280 milioni di metri cubi di acqua (quasi un sesto della risorsa invasabile del territorio nazionale) e pi\u00f9 di 350 milioni di metri cubi annui di reflui civili, depurati ma non utilizzati\u201d.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 lo scorso 23 gennaio 2012 le associazioni ecologiste Gruppo d\u2019Intervento Giuridico, Amici della Terra e Lega per l\u2019Abolizione della Caccia avevano inoltrato un ricorso avverso la realizzazione delle opere priva di preventivi e vincolanti procedimenti di valutazione d\u2019impatto ambientale cumulativa con le reti di distribuzione idrica (nemmeno progettate e finanziate), di valutazione ambientale strategica, di valutazione di incidenza.<\/p>\n<p>Interessati dal ricorso ecologista la Commissione europea, i Ministeri dell\u2019ambiente e dei beni e attivit\u00e0 culturali, la Presidenza della Regione autonoma della Sardegna, la Direzione per i beni culturali e paesaggistici per la Sardegna, la Soprintendenza per i beni ambientali di Cagliari, il Servizio regionale tutela del paesaggio di Cagliari, la Direzione regionale valutazione impatti.<\/p>\n<p>Si ricorda che l\u2019area interessata \u00e8 tutelata con vincolo paesaggistico destinata a parco naturale regionale \u201cSulcis\u201d, inclusa nel sito di importanza comunitaria (S.I.C.) \u201cForesta di Monte Arcosu\u201d, ai sensi della direttiva n. 92\/43\/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali.<\/p>\n<p>Nel piano paesaggistico regionale l\u2019area appare ricompresa nell\u2019ambito di paesaggio costiero n. 2 \u201cNora\u201d \u00a0ed \u00e8 classificata \u201caree naturali e semi-naturali \u2013 boschi\u201d e \u201caree naturali e semi-naturali \u2013 macchia, dune, zone umide\u201d (componenti di paesaggio con valenza ambientale), beni paesaggistici ambientali.<\/p>\n<p>Ricordiamo anche alcuni dei numeri della scandalosa cattiva gestione dell\u2019acqua in Sardegna.<\/p>\n<p>Circa l\u201985% dell\u2019acqua attualmente immessa nelle reti idriche in Sardegna va persa, come ha recentemente denunciato l\u2019Ordine dei geologi della Sardegna, buona parte delle reti di distribuzione \u00e8 in condizioni precarie, soprattutto nelle aree urbane e nella rete irrigua. Eppure dovremmo poter stare estremamente tranquilli, in teoria.<\/p>\n<p>Qualche dato complessivo sulla disponibilit\u00e0 idrica regionale: la Sardegna possiede ben 32 invasi di grandi\/medie dimensioni aventi una capacit\u00e0 massima attuale di 2 miliardi e 280 milioni di mc. di acqua, di cui 1 miliardo e 904 milioni di mc. con autorizzazione all\u2019invaso (dati Registro Italiano Dighe \u2013 Ufficio periferico di Cagliari, 2011).<\/p>\n<p>La Sardegna ha 1.640.000 residenti (la met\u00e0 di Roma) e poco meno di un sesto della risorsa idrica \u201cinvasabile\u201d di tutto il territorio nazionale (540 bacini medio\/grandi per circa 13,35 miliardi di mc. di risorsa idrica \u201cinvasabile\u201d, vi sono ulteriori 10 mila circa piccoli bacini con capacit\u00e0 inferiore a 100 mila mc., pi\u00f9 facili da gestire &#8211; dati Ministero Infrastrutture, 2007). A partire dal 31 dicembre 1995 \u00e8 stata autorizzata una complessiva ulteriore capacit\u00e0 di invaso, in seguito alle previste procedure di collaudo (art. 14 regolamento dighe), di ben 328,359 milioni di mc. di acqua. La sola nuova diga sul Tirso (la 32^) potr\u00e0 invasare, a collaudi ultimati, circa 800 milioni di mc. di acqua: \u00e8, quindi, agevole sostenere che, a operazioni di collaudo ultimate delle dighe gi\u00e0 realizzate, la Sardegna potr\u00e0 contare su circa 2 miliardi e 280 milioni di mc. di risorsa idrica \u201cinvasabile\u201d.<\/p>\n<p>Non dobbiamo, poi, dimenticarci che attualmente si stimano in circa 350 milioni di mc. annui i reflui civili depurati scaricati direttamente in mare senza praticamente alcun riutilizzo (il solo depuratore consortile di Cagliari-Is Arenas scarica circa 60 milioni di mc. all\u2019anno, da qualche anno portati \u201cin risalita\u201d nel bacino di Simbirizzi per essere destinati all\u2019agricoltura, ma non utilizzabili a causa del mancato completamento della terza fase di depurazione, con una spesa complessiva di circa 80 miliardi di vecchie lire, senza considerare le ingenti spese di esercizio). Analogamente avviene per i depuratori industriali: non siamo in possesso di dati complessivi, ma si tratta di una realt\u00e0 certo non trascurabile. Il solo depuratore CACIP produce circa 20 milioni di mc. all\u2019anno di acqua depurata.<\/p>\n<p>Eppure non si pensa al restyling delle reti di distribuzione, al risparmio idrico. Si pensa a realizzare nuove dighe. Gestire l\u2019acqua in Sardegna vuol dire avere una reg\u00eca unica, collegamenti fra gli invasi, riciclaggio e riutilizzo dei reflui, risparmio idrico, sistemi a circuito chiuso e, soprattutto, basta con ulteriori dighe!<\/p>\n<p>E\u2019 necessario voltare pagina rispetto ad una politica di gestione dell\u2019acqua fallimentare e folle. Anche l\u2019Unione Europea dir\u00e0 la sua.<\/p>\n<p>_____________________________<\/p>\n<h3><em><strong>Articolo del 28\/01\/2012<\/strong><\/em><\/h3>\n<p><strong>Certamente il caso della diga di Monte Nieddu \u2013 Is Canargius, nel Sulcis,\u00a0 gi\u00e0 teatro negli ultimi anni di uno degli scempi ambientali e finanziari pi\u00f9 scandalosi d\u2019Italia, con centinaia di milioni di euro gi\u00e0 letteralmente sprecati fra lavori non conclusi (sono stati realizzati al 19,46%), contenziosi con le imprese esecutrici (oltre 60 milioni di risarcimento danni richiesto), mancanza di reti di distribuzione.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il Consorzio di Bonifica della Sardegna Meridionale ha bandito una nuova gara d\u2019appalto<\/strong> (56,6 milioni di euro a base d\u2019asta) e le associazioni ecologiste Gruppo d\u2019Intervento Giuridico, Amici della Terra e Lega per l\u2019Abolizione della Caccia hanno inoltrato (23 gennaio 2012) specifico ricorso avverso la realizzazione priva di preventivi e vincolanti procedimenti di valutazione d\u2019impatto ambientale cumulativa con le reti di distribuzione idrica (nemmeno progettate e finanziate), di valutazione ambientale strategica, di valutazione di incidenza. Non si \u00e8 a conoscenza nemmeno dell\u2019emanazione della prescritta autorizzazione paesaggistica (decreto legislativo n. 42\/2004 e s.m.i.). Interessati dal ricorso ecologista la Commissione europea, i Ministeri dell\u2019ambiente e dei beni e attivit\u00e0 culturali, la Presidenza della Regione autonoma della Sardegna, la Direzione per i beni culturali e paesaggistici per la Sardegna, la Soprintendenza per i beni ambientali di Cagliari, il Servizio regionale tutela del paesaggio di Cagliari, la Direzione regionale valutazione impatti.<\/p>\n<p><strong>L\u2019area interessata \u00e8 tutelata con vincolo paesaggistico<\/strong> (decreto legislativo n. 42\/2004 e s.m.i.), destinata a parco naturale regionale \u201cSulcis\u201d (legge regionale n. 31\/1989 \u2013 allegato A), inclusa nel sito di importanza comunitaria (S.I.C.) \u201cForesta di Monte Arcosu\u201d (codice ITB041105), ai sensi della direttiva n. 92\/43\/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali.Nel piano paesaggistico regionale \u2013 P.P.R., esecutivo con D.P.Re. 7 settembre 2006, n. 82, l\u2019area appare ricompresa nell\u2019ambito di paesaggio costiero n. 2 \u201cNora\u201d (art. 14 delle norme tecniche di attuazione) ed \u00e8 classificata \u201caree naturali e semi-naturali \u2013 boschi\u201d e \u201caree naturali e semi-naturali \u2013 macchia, dune, zone umide\u201d (componenti di paesaggio con valenza ambientale), beni paesaggistici ambientali.<\/p>\n<p><strong>Ricordiamo alcuni dei numeri della scandalosa cattiva gestione dell\u2019acqua in Sardegna.<\/strong> Circa l\u201985% dell\u2019acqua attualmente immessa nelle reti idriche in Sardegna va persa, come ha recentemente denunciato l\u2019Ordine dei geologi della Sardegna, buona parte delle reti di distribuzione \u00e8 in condizioni precarie, soprattutto nelle aree urbane e nella rete irrigua. Eppure dovremmo poter stare estremamente tranquilli, in teoria. Qualche dato complessivo sulla disponibilit\u00e0 idrica regionale: la Sardegna possiede ben 32 invasi di grandi\/medie dimensioni aventi una capacit\u00e0 massima attuale di 2 miliardi e 280 milioni di mc. di acqua, di cui 1 miliardo e 904 milioni di mc. con autorizzazione all\u2019invaso (dati Registro Italiano Dighe \u2013 Ufficio periferico di Cagliari, 2011). La Sardegna ha 1.640.000 residenti (la met\u00e0 di Roma) e poco meno di un sesto della risorsa idrica \u201cinvasabile\u201d di tutto il territorio nazionale (540 bacini medio\/grandi per circa 13,35 miliardi di mc. di risorsa idrica \u201cinvasabile\u201d, vi sono ulteriori 10 mila circa piccoli bacini con capacit\u00e0 inferiore a 100 mila mc., pi\u00f9 facili da gestire &#8211; dati Ministero Infrastrutture, 2007). A partire dal 31 dicembre 1995 \u00e8 stata autorizzata una complessiva ulteriore capacit\u00e0 di invaso, in seguito alle previste procedure di collaudo (art. 14 regolamento dighe), di ben 328,359 milioni di mc. di acqua. La sola nuova diga sul Tirso (la 32^) potr\u00e0 invasare, a collaudi ultimati, circa 800 milioni di mc. di acqua: \u00e8, quindi, agevole sostenere che, a operazioni di collaudo ultimate delle dighe gi\u00e0 realizzate, la Sardegna potr\u00e0 contare su circa 2 miliardi e 280 milioni di mc. di risorsa idrica \u201cinvasabile\u201d.<\/p>\n<p><strong>Non dobbiamo, poi, dimenticarci che attualmente si stimano in circa 350 milioni di mc. annui i reflui civili depurati scaricati direttamente in mare senza praticamente alcun riutilizzo<\/strong> (il solo depuratore consortile di Cagliari-Is Arenas scarica circa 60 milioni di mc. all\u2019anno, da qualche anno portati \u201cin risalita\u201d nel bacino di Simbirizzi per essere destinati all\u2019agricoltura, ma non utilizzabili a causa del mancato completamento della terza fase di depurazione, con una spesa complessiva di circa 80 miliardi di vecchie lire, senza considerare le ingenti spese di esercizio). Analogamente avviene per i depuratori industriali: non siamo in possesso di dati complessivi, ma si tratta di una realt\u00e0 certo non trascurabile. Il solo depuratore CACIP produce circa 20 milioni di mc. all\u2019anno di acqua depurata.<\/p>\n<p><strong>Eppure non si pensa al restyling delle reti di distribuzione, al risparmio idrico<\/strong>. Si pensa a realizzare nuove dighe. Gestire l\u2019acqua in Sardegna vuol dire avere una reg\u00eca unica, collegamenti fra gli invasi, riciclaggio e riutilizzo dei reflui, risparmio idrico, sistemi a circuito chiuso e, soprattutto, basta con ulteriori dighe! E\u2019 necessario voltare pagina rispetto ad una politica di gestione dell\u2019acqua fallimentare e folle.<\/p>\n<p><em>di Stefano Deliperi, Gruppo d\u2019Intervento Giuridico, Amici della Terra e Lega per l\u2019Abolizione della Caccia<\/em><\/p>\n<p>ulteriori informazioni su<a href=\"http:\/\/gruppodinterventogiuridicoweb.wordpress.com\" target=\"_blank\"> http:\/\/gruppodinterventogiuridicoweb.wordpress.com<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em><br \/>\n<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono delle opere pubbliche inutili, distruttive dell\u2019ambiente, occasione di spreco di denaro pubblico che con ottusa testardaggine vengono perseguite contro ogni evidenza e a [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":2041,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[238,19],"tags":[],"class_list":["post-2013","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-fiumi-e-dighe","category-sardegna"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2013","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2013"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2013\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2041"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2013"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2013"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2013"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}