{"id":2018,"date":"2012-01-28T08:08:02","date_gmt":"2012-01-28T07:08:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=2018"},"modified":"2012-02-05T22:27:10","modified_gmt":"2012-02-05T21:27:10","slug":"la-vendita-delle-terre-di-proprieta-pubblica-deve-essere-fermata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2012\/01\/la-vendita-delle-terre-di-proprieta-pubblica-deve-essere-fermata\/","title":{"rendered":"La vendita delle terre di propriet\u00e0 pubblica deve essere fermata"},"content":{"rendered":"<h2><a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/20120128_terrepubbliche.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-2036\" title=\"20120128_terrepubbliche\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/20120128_terrepubbliche.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/20120128_terrepubbliche.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/20120128_terrepubbliche-300x135.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a><\/h2>\n<h2>Un Paese che vende le terre agricole pubbliche rinuncia definitivamente alla propria sovranit\u00e0 alimentare.<\/h2>\n<p><strong>Si sono venduti l&#8217;energia, i trasporti, gli acquedotti, gli immobili, le strade e adesso si vendono pure la Madre.<\/strong><br \/>\nSi concepisce la Terra solo in termini di possesso, come bene escludente, oggetto di diritti di propriet\u00e0. In nome della propriet\u00e0 la terra continua a essere violentata: dal folle processo di urbanizzazione senza regole se non quelle della rendita e del profitto.<br \/>\n<strong>Forse non tutti sanno che l&#8217;art.7 della legge del 12 novembre 2011 programma in tempi rapidi l\u2019alienazione (vendita) dei terreni agricoli demaniali.<\/strong> La fine arguzia degli emendamenti apportati dal pi\u00f9 recente Dercreto Monti \u00e8 addirittura peggiorativa estendendo il provvedimento ai terreni \u201ca vocazione agricola\u201d.Eccoci dunque arrivati a quella che potrebbe essere l&#8217;ultima tappa di un oscuro cammino iniziato 2 decenni fa circa, un processo di svendita dei beni pubblici a privati in nome di una pi\u00f9 efficiente gestione, come se la logica del profitto privato avesse mai reso dei servigi alla collettivit\u00e0. Si sono venduti l&#8217;energia, i trasporti, gli acquedotti, gli immobili, le strade e adesso si vendono pure la Madre: si vogliono vendere la terra in un contesto internazionale dove sta crescendo a ritmo costante il fenomeno denominato land grabbing, l&#8217;accaparramento di terreni agricoli da parte di soggetti economicamente forti (paesi in forte crescita e multinazionali) e da parte di speculatori finanziari senza scrupoli, interessati unicamente ad individuare nuove fonti di profitto per i propri capitali da investire.<\/p>\n<p><strong>Ecco quindi chi sono i veri destinatari di questa manovra,<\/strong> non certo i giovani imprenditori agricoli di cui parla il comma 2: &#8220;\u2026al fine di favorire lo sviluppo dell&#8217;imprenditorialit\u00e0 agricola giovanile \u00e8 riconosciuto il diritto di prelazione ai giovani imprenditori agricoli&#8221;. Garantire l&#8217;accesso alla terra ai giovani o a chiunque voglia lavorarla non vuol dire garantirne la propriet\u00e0 e la compravendita \u2013 meccanismo questo che per un giovane agricoltore comporta l\u2019indebitamento con le banche \u2013 bens\u00ec elaborare una serie di normative che favoriscano e sostengano chi vuole iniziare un&#8217;attivit\u00e0 agricola mettendogli a disposizione l&#8217;uso agricolo della terra garantito contro ogni possibile speculazione. Proseguendo invece nella lettura del comma 2, che con tanto nobili propositi era cominciato, si legge: &#8220;Nell&#8217;eventualit\u00e0 di incremento di valore dei terreni alienati derivante da cambi di destinazione urbanistica intervenuti nel corso del quinquennio successivo alla vendita, \u00e8 riconosciuta allo Stato una quota pari al 75% del maggior valore acquisito dal terreno rispetto al prezzo di vendita&#8221;. Quindi lo stato si limita a disincentivare il cambiamento d&#8217;uso dei terreni per soli 5 anni senza altra garanzia di salvaguardia ambientale; anzi considera possibile un loro cambio di destinazione gi\u00e0 nel primo quinquennio successivo alla vendita.<\/p>\n<p><strong>Concludendo questa lettura troviamo lapidario il comma 5:<\/strong> &#8220;Le risorse nette derivanti dalle operazioni di dismissioni di cui ai commi precedenti sono destinate alla riduzione del debito pubblico&#8221;. Le risorse nette derivanti equivarrebbero a circa 6 miliardi di euro, una goccia nel mare del debito (circa 1800 miliardi) quando il costo stimato delle opere per la TAV in Val di Susa \u00e8 di 20 miliardi! Con il risultato di essersi sbarazzati del patrimonio senza tappare alcun buco di bilancio, senza poter tornare indietro visto l&#8217;articolo che tutela la propriet\u00e0 privata.<\/p>\n<h3>Le terre che saranno vendute non potranno mai pi\u00f9 tornare pubbliche!<\/h3>\n<p><strong>A questo punto sentiamo l&#8217;urgenza di dire che un paese che vende le terre agricole pubbliche \u00e8 un paese che rinuncia definitivamente alla propria Sovranit\u00e0 Alimentare,<\/strong> \u00e8 un paese che mette con prepotenza l&#8217;interesse privato al di sopra del bene comune, \u00e8 un paese che non sapr\u00e0 come raccontare ai propri figli che si \u00e8 venduto la terra in nome del bilancio finanziario.<br \/>\nLa vendita delle terre dello stato deve essere fermata!<br \/>\nRidiscutiamo, invece, le modalit\u00e0 di gestione delle terre agricole di propriet\u00e0 degli enti pubblici.<\/p>\n<p><strong>PROPOSTE<\/strong><\/p>\n<p>Noi rete delle associazioni contadine proponiamo che le terre di propriet\u00e0 pubblica individuate in base all&#8217;art. 7 della legge di stabilit\u00e0 siano oggetto non di vendita ma di nuovi piani di allocazione:<\/p>\n<p>&#8211; <strong>che ci si indirizzi verso affitti di lunga durata a prezzi equi a favore di agricoltori o aspiranti tali,<\/strong> sulla base di progetti che escludano attivit\u00e0 speculative.<\/p>\n<p>&#8211; <strong>si favorisca l&#8217;agricoltura contadina di piccola scala<\/strong>,che \u00e8 l&#8217;unica che pu\u00f2 sfamare il mondo senza causarne il dissesto, ma anzi arricchendolo e preservandone la biodiversit\u00e0 seguendo le richieste della Campagna per l\u2019Agricoltura Contadina;<\/p>\n<p>&#8211;<strong> si prediligano progetti di cohousing<\/strong>, cio\u00e8 di condivisione solidale dei beni e delle risorse, perch\u00e8 la buona agricoltura \u00e8 quella fatta con tante braccia pensanti e con poche macchine.<\/p>\n<p>&#8211;<strong>Si individuino percorsi partecipati<\/strong> che sappiano coinvolgere nella progettazione la comunit\u00e0 locale e le realt\u00e0 contadine di nuovo insediamento.<\/p>\n<p>&#8211; <strong>si renda possibile la costruzione con materiali naturali<\/strong> di abitazioni rurali a bassissimo impatto ambientale come legno e paglia, ma totalmente vincolate all&#8217;attivit\u00e0 agricola. Questo perch\u00e8 chi lavora la terra deve anche poterla abitare.<\/p>\n<p><em>a cura del Movimento per l&#8217;accesso alla terra<\/em> &#8211; <a href=\"mailto:accessoallaterra@inventati.org\">accessoallaterra@inventati.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un Paese che vende le terre agricole pubbliche rinuncia definitivamente alla propria sovranit\u00e0 alimentare. 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