{"id":2275,"date":"2012-02-05T22:22:54","date_gmt":"2012-02-05T21:22:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=2275"},"modified":"2012-02-09T00:08:01","modified_gmt":"2012-02-08T23:08:01","slug":"nel-tigullio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2012\/02\/nel-tigullio\/","title":{"rendered":"Le nuove &#8220;grandi opere&#8221; nel Tigullio"},"content":{"rendered":"<h3><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-2316\" title=\"20120205_tigullio\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/20120205_tigullio.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/20120205_tigullio.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/20120205_tigullio-300x135.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/h3>\n<p><strong>Ho molto apprezzato il fascicolo di ITALIA NOSTRA dedicato alle grandi opere e intervengo per richiamare l&#8217;attenzione su un aspetto che ritengo importante e cio\u00e8 l&#8217;uso di risorse pubbliche a sostegno di interessi privati.<\/strong><\/p>\n<h3>Il quadro degli interventi in progetto nel Tigullio \u00e8 impressionante.<\/h3>\n<h2><strong>Il Tunnel Rapallo-Valfontanabuona<\/strong><\/h2>\n<p>Cominciamo con il<strong> Tunnel Rapallo-Valfontanabuona<\/strong>. I costi del solo tunnel Rapallo-Valfontanabuona ammontano a 260 milioni e oggi si parla di un possibile finanziamento regionale di un milione per la progettazione ed altri 26 per l&#8217;intervento, ma con un tunnel a due canne (come richiede la normativa attuale dopo la tragedia del monte Bianco), per\u00f2, i costi tendono a raddoppiare. Uno studio del Politecnico di Milano, poi, chiarisce che tra la Valfontanabuona (con alti valori paesistici, ma modesta industrializzazione) e Rapallo non \u00e8 motivato un investimento cos\u00ec rilevante per un collegamento autostradale. Basti ricordare che il tunnel di collegamento Valfontanabuona-Genova realizzato da un privato negli anni \u201870 \u00e8 stato un fallimento per le proteste contro un pedaggio ritenuto insostenibile!<\/p>\n<h2><strong>La Gronda di Levante e la superstrada Chiavari-Carasco<\/strong><\/h2>\n<p>C&#8217;\u00e8 poi la cosiddetta <strong>Gronda di Levante: un\u2019autostrada a sei corsie nel fondo-valle di grave impatto ambientale<\/strong>. C&#8217;\u00e8 infine la <strong>superstrada Chiavari-Carasco<\/strong> e il secondo svincolo autostradale per il collegamento con il porto di Lavagna.E\u2019 evidente che ognuna di queste opere modificherebbe le previsioni sulla mobilit\u00e0! Purtroppo non c\u2019\u00e8 una pianificazione d\u2019insieme n\u00e9 una valutazione di impatto ambientale adeguata. <strong>I cittadini non decidono nulla e non partecipano ovviamente ai processi decisionali e neppure sono informati delle scelte urbanistiche che modificano profondamente il territorio, le citt\u00e0 e il paesaggio<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Oggi le decisioni vengono prese da grandi poteri economici e immobiliari che dispongono del territorio come fosse un area indifferenziata e modificabile a piacimento e non una terra viva di storia<\/strong>, come lo sono certamente un centro urbano o rurale, un bosco, un sentiero di antico impianto, una sorgente etc.<\/p>\n<p><strong>Oltretutto viene ampiamente sottovalutato il rischio ambientale di tunnel e viadotti, cos\u00ec come l&#8217;alterazione del corso dei fiumi e del profilo della costa.<\/strong><\/p>\n<h2><strong>L&#8217;area di colmata alla foce del fiume Entella<\/strong><\/h2>\n<p>Abbiamo poi l\u2019area di <strong>colmata alla foce del fiume Entella<\/strong>, forse per sistemare i detriti delle grandi opere e in particolare del tunnel con Rapallo: <strong>un\u2019opera assurda, che altera il deflusso delle acque e distrugge l\u2019Oasi faunistica, tra le pi\u00f9 importanti per l\u2019avifauna migratoria<\/strong>.<\/p>\n<p>Per la <strong>regimazione del fiume Entella<\/strong> il documento chiave \u00e8 lo \u201c<em>Schema di intesa tra la Regione Liguria, la Provincia di Genova e i comuni di Carasco, Chiavari, Cogorno e Lavagna per l\u2019attuazione del progetto integrato di riqualificazione urbana relativo alla regimazione del fiume Entella e riorganizzazione del sistema viario infrastrutturale dell\u2019intera area con connessione alle vallate<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><strong>Un progetto ambizioso, indubbiamente una grande opera, che come tale fa parlare per gli interessi in gioco<\/strong>. Le finalit\u00e0, nero su bianco, sono chiare: \u00ab<em>La presente intesa ha lo scopo di definire gli accordi e la condivisione di intenti (\u2026) propedeutici alla predisposizione e attuazione di un quadro progettuale unitario che traguardi l\u2019obiettivo di realizzare un assetto definitivo della piana dell\u2019Entella, fruibile e ambientalmente compatibile<\/em>\u00bb. Un concetto chiaro, che se interpretato in chiave storica potrebbe per\u00f2 riservare sorprese. <strong>E\u2019 noto a tutti che i Comuni di Lavagna e Cogorno, tra i sottoscrittori dell\u2019intesa datata 16 marzo 2009, abbiano mire sulla piana dell\u2019Entella. Ma attualmente il Piano di Bacino non consente la fruibilit\u00e0 di quelle aree, ritenute esondabili. Nessuno, ad oggi, pu\u00f2 costruire lungo l\u2019Entella un solo metro cubo.<\/strong> Una lunga striscia di terreno destinato per ora ad orti e serre, in grado tuttavia di stimolare gli appetiti delle imprese edili.<\/p>\n<p><strong>Niente cemento, dunque\u2026 a meno che, e qui casca l\u2019asino, non si provveda ad un\u2019adeguata revisione delle difese spondali dell\u2019Entella.<\/strong> A quel punto, se dovesse cambiare\u00a0l\u2019indice in funzione di interventi ritenuti idonei a porre in sicurezza l\u2019Entella dalle piene calcolate su base secolare,<strong> quella lingua di terreno potrebbe essere dichiarata edificabile<\/strong>. D\u2019altronde \u00e8 lo stesso schema recentemente approvato da Regione, Provincia e Comuni a chiarire la questione. Nella premessa si legge che \u00ab<em>il piano di bacino per il rischio idrogeologico dell\u2019Ambito 16 individua una fascia di territori esposti ad un\u2019elevata criticit\u00e0 idraulica che si concretizza in fenomeni di inondazione per portate del fiume Entella con tempi di ritorno cinquantennale, duecentennale e cinquecentennale con connessi significativi tiranti d\u2019acqua sul piano di campagna<\/em>\u00bb. \u00ab<em>i territori esposti al rischio di inondazione ricadono, per quanto riguarda il\u00a0tratto nell\u2019ambito dei Comuni di Carasco, Chiavari, Cogorno, Lavagna, e rappresentano, dal punto di vista territoriale, una risorsa significativa in termini di futuri sviluppi in rapporto alla possibilit\u00e0 di instaurare propulsive dinamiche nel settore delle attivit\u00e0 economiche e della fruibilit\u00e0 del territorio<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Ne discende che l\u2019opera riguarderebbe la messa in sicurezza dell\u2019Entella, il prolungamento di viale Kasman e<strong> la conseguente possibilit\u00e0, ancorch\u00e8 non dichiarata, di\u00a0liberare aree edificabili lungo la piana che dalla foce<\/strong> giunge, su entrambe le sponde, al Comune di Carasco. Potrebbe essere questa la chiave di lettura di un\u2019intesa raggiunta a sorpresa, dopo anni di polemiche e ripicche tra i soggetti contraenti l\u2019accordo.<\/p>\n<p>Nel Tigullio, infine, \u00a0non si pu\u00f2 dimenticare<strong> la battaglia ambientalista degli anni &#8217;60 contro la rapallizzazione<\/strong>,<strong> battaglia in larga misura perduta, come \u00e8 noto, con conseguenze devastanti: se l&#8217;alluvione che ha colpito le Cinque Terre si fosse verificata a Rapallo nei quartieri di Laggiaro e via\u00a0Betti sarebbe stata una catastrofe<\/strong>, ma ormai \u00e8 tardi per parlare di prevenzione; lo stesso si potrebbe dire di Genova e della edificazione dissennata lungo il Bisagno e il Polcevera: chiare le responsabilit\u00e0 culturali e politiche.<\/p>\n<p><em><strong>Rino Vaccaro<\/strong><\/em><br \/>\n<em> Italia Nostra Tigullio<\/em><br \/>\n<strong><\/strong><\/p>\n<p>___________________________________________<\/p>\n<p>Di seguito la storia di quanto \u00e8 successo al Mugello&#8230;<\/p>\n<h3><strong>Quei torrenti inghiottiti\u00a0dagli scavi della Tav<\/strong><\/h3>\n<p>Viaggio nel Mugello dove il sistema idrico \u00e8 stato distrutto e le falde sono precipitate di centinaia di metri. Dove un tempo proliferavano trote, gamberi e vegetazione protetta ora ci sono solo profondi canyon (di<em>\u00a0PAOLO RUMIZ)<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/2009\/03\/sezioni\/ambiente\/tav-torrenti\/tav-torrenti\/tav-torrenti.html?rss\" target=\"_blank\">http:\/\/www.repubblica.it\/2009\/03\/sezioni\/ambiente\/tav-torrenti\/tav-torrenti\/tav-torrenti.html?rss<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho molto apprezzato il fascicolo di ITALIA NOSTRA dedicato alle grandi opere e intervengo per richiamare l&#8217;attenzione su un aspetto che ritengo importante e cio\u00e8 [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":112,"featured_media":2316,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[106,14,41],"tags":[61,259,55,257,258,88,92,255,256],"class_list":["post-2275","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-dissesto-idrogeologico","category-liguria","category-opinioni","tag-autostrada","tag-carasco","tag-cementificazione","tag-chiavari","tag-fiume-entella","tag-infrastrutture","tag-paesaggio","tag-rapallo","tag-tigullio"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2275","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/112"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2275"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2275\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2316"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2275"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2275"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2275"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}