{"id":2347,"date":"2012-02-10T23:52:54","date_gmt":"2012-02-10T22:52:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=2347"},"modified":"2012-02-24T22:50:24","modified_gmt":"2012-02-24T21:50:24","slug":"consumo-di-suolo-un-tema-di-grande-attualita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2012\/02\/consumo-di-suolo-un-tema-di-grande-attualita\/","title":{"rendered":"Consumo di suolo, un tema di grande attualit\u00e0"},"content":{"rendered":"<h3><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-2481\" title=\"20120210_consumodisuolo\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/20120210_consumodisuolo.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/20120210_consumodisuolo.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/20120210_consumodisuolo-300x135.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/h3>\n<h3><strong>Tra i mesi di ottobre 2011 e di gennaio 2012 il dibattito italiano sui temi del consumo di suolo e della tutela del paesaggio ha avuto un impulso notevole<\/strong>: sono state avviate interessanti iniziative di sensibilizzazione e sono state messe a disposizione del pubblico nuove indagini sul consumo di suolo. <strong>Un passo in avanti per riconoscere la risorsa suolo come bene comune da tutelare.<\/strong><\/h3>\n<h2><strong>Forum Italiano dei movimenti per la Terra e il Paesaggio<\/strong><\/h2>\n<p>Il 29 ottobre 2011, a Cassinetta di Lugagnano, in provincia di Milano, primo comune italiano che si \u00e8 dotato di uno strumento urbanistico a crescita zero, si \u00e8 tenuta la prima assemblea nazionale del <strong>Forum dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio<\/strong> (1), un\u00a0aggregato\u00a0di associazioni e cittadini di tutta Italia (impostato sul modello del Forum per l\u2019acqua pubblica), che intendono perseguire un unico obiettivo:\u00a0salvare il paesaggio e il territorio italiano dalla cementificazione. I progetti di breve e medio periodo del Forum sono ambiziosi. Da una parte s\u2019intende effettuare un censimento degli edifici sfitti, vuoti o sottoutilizzati, nonch\u00e9 delle superfici edificabili residue dei piani urbanistici vigenti e quelle previste da eventuali piani adottati di tutti i comuni italiani, con lo scopo di\u00a0 sensibilizzare gli enti di governo del territorio sul tema del consumo di suolo, per proporre una moratoria sulle nuove urbanizzazioni finch\u00e9 non venga reso efficiente il patrimonio edilizio esistente. Il forum sar\u00e0 poi attivo nella formulazione di una proposta di legge nazionale di iniziativa popolare sul \u201crisparmio del suolo\u201d e di una capillare campagna di informazione e comunicazione che sar\u00e0 implementata da comitati locali in via di costituzione in ogni localit\u00e0 italiana.<\/p>\n<h2><strong>Dossier ISTAT sul consumo di suolo<\/strong><\/h2>\n<p><strong>Il 18 gennaio 2012 il Presidente dell\u2019ISTAT, tramite una audizione alla Commissione XIII \u201cTerritorio, Ambiente, Beni ambientali\u201d del Parlamento italiano, ha presentato un dossier sulle problematiche connesse al consumo del suolo nel nostro Paese<\/strong>, riportando alcuni dati interessanti, che si aggiungono ai censimenti avviati negli ultimi anni da alcune regioni pi\u00f9 avanti nello sviluppo dei sistemi di informazione territoriale (2), nonch\u00e9 dalle principali associazioni di tutela ambientale e dagli Istituti di ricerca in ambito urbanistico (3). Proprio in questo senso l\u2019Istituto nazionale di Statistica si propone di effettuare con una\u00a0 cadenza annuale una rilevazione del consumo di suolo in Italia, mettendo a punto e diffondendo strumenti cartografici per l\u2019analisi evolutiva delle caratteristiche del territorio, ed utilizzando metodologie armonizzate con gli standard internazionali su questo tema, attivit\u00e0 che se dovesse essere implementata potrebbe garantire una base di dati centralizzata ed omogenea rispetto all\u2019uso del suolo, cosa impensabile solo fino a qualche anno fa.<\/p>\n<p><strong>Tra i dati riportati da ISTAT vi sono anche gli esiti di una indagine condotta da Eurostat nel 2009 che ha comparato le caratteristiche di uso e copertura del suolo di 23 Paesi europei<\/strong>, in cui la copertura artificiale di suolo in Italia \u00e8 risultata pari al 7,3% del territorio (contro una media UE pari al 4,3%) (4). Se poi si considera l\u2019insieme degli usi del suolo ad \u201celevato impatto ambientale\u201d il nostro Paese presenta dei valori decisamente pi\u00f9 alti rispetto alla media europea con il 4,6% , rispetto al 3,6%, dato che viene accentuato \u201csoprattutto dall\u2019uso cospicuo di suolo per scopi infrastrutturali\u201d (3,2% rispetto a 2,4% media UE). Queste rilevazioni hanno portato l\u2019Istituto nazionale di statistica ad affermare che \u201cil nostro Paese risulta relativamente poco parsimonioso nella destinazione della risorsa scarsa rappresentata dal territorio\u201d, fenomeno dovuto a modelli urbanistici poco virtuosi, caratterizzati dalla dispersione insediativa, che hanno compromesso gli storici equilibri tra paesaggio e insediamento.<\/p>\n<p><strong>I pesi del consumo di suolo in Italia sono inoltre differenziati per via delle differenti situazioni fisico-morfologiche e di potenzialit\u00e0 economica delle varie regioni italiane<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>La superficie urbanizzata raggiunge cos\u00ec in generale livelli pi\u00f9 alti nelle regioni centro-settentrionali<\/strong> (5), anche se nel decennio censuario 2001 \u2013 2011, si \u00e8 in particolare riscontrato un incremento di utilizzo di suolo per scopi insediativi nelle regioni del Mezzogiorno (Basilicata +19%, Molise +17,2%, Puglia +13,5%). Le regioni pi\u00f9 virtuose, in cui si \u00e8 verificata una crescita rallentata grazie ad efficaci politiche urbanistiche sono invece la Valle d\u2019Aosta (+4%) e il Trentino Alto Adige (+5,2%). In questo quadro, si \u00e8 registrato comunque un rallentamento dell\u2019attivit\u00e0 edilizia nel biennio 2008-2009, per effetto della crisi economica, che ha investito anche il settore delle costruzioni.<\/p>\n<h2><strong>Il tavolo interregionale per lo sviluppo territoriale sostenibile<\/strong><\/h2>\n<p><strong>Il 27 gennaio 2012 si \u00e8 tenuta a Bologna un\u2019altra iniziativa istituzionale di rilievo, il \u201cTavolo interregionale per lo sviluppo territoriale sostenibile dell\u2019area Padano-Alpino-Marittima (MAP)\u201d<\/strong> (6), cui hanno partecipato tutte le Regioni dell\u2019Italia settentrionale (Liguria, Piemonte, Valle d\u2019Aosta, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia-Romagna) e le Province Autonome di Trento e Bolzano, in uno spirito di\u00a0 collaborazione interistituzionale e interregionale preposta alla ricerca di soluzioni condivise. I tecnici e i membri degli esecutivi regionali presenti si sono confrontati ed hanno sottoscritto su una Agenda (7) che indica impegni comuni per uno \u201csviluppo territoriale omogeneo\u201d dell\u2019area: minor consumo del suolo, riduzione delle criticit\u00e0 ambientali e semplificazione delle procedure. Si tratta \u2013 almeno nelle intenzioni \u2013 di una buona pratica che potr\u00e0 essere d\u2019esempio per le altre regioni italiane ed europee, della quale sar\u00e0 interessante monitorare le azioni intraprese e i risultati.<\/p>\n<h2><strong>&#8220;Terra Rubata: viaggio nell&#8217;Italia che scompare&#8221;<\/strong><br \/>\nIl dossier di WWF Italia e FAI<\/h2>\n<p><strong>Il 31 gennaio 2012, il FAI \u2013 Fondo per l\u2019Ambiente Italiano e il WWF Italia, hanno presentato un dossier sul consumo di suolo intitolato \u201cTerra rubata: viaggio nell\u2019Italia che scompare\u201d (8).<\/strong> Secondo le stime effettuate su 11 regioni italiane l\u2019area urbana in Italia negli ultimi\u00a0 50 anni si \u00e8 moltiplicata\u00a0 di 3,5 volte e dagli anni cinquanta ai primi anni del duemila, \u00e8 cresciuta ad un ritmo di 33 ettari al giorno, mentre nei prossimi 20 anni la superficie occupata delle aree urbane crescer\u00e0 di 600 mila ettari, pari ad una conversione urbana di 75 ettari al giorno e ad un quadrato di 6400 Km quadrati (equivalenti a 2 volte la regione Valle d\u2019Aosta).<\/p>\n<p><strong>Il dossier riprende inoltre alcuni concetti gi\u00e0 espressi dall\u2019Agenzia Europea per l\u2019Ambiente (EEA), che dimostrano che dal 1991 al 2001, rispetto ad una sostanziale stabilit\u00e0 demografica, le citt\u00e0 italiane sono cresciute di 8500 ettari all\u2019anno<\/strong> e paradossalmente sono cresciute anche nei comuni che si sono spopolati, o attraverso processi di sparpagliamento dell\u2019urbanizzato, che ha reso non pi\u00f9 riconoscibile il limite tra citt\u00e0 e campagna. In tal senso le terre coltivate hanno ceduto il passo alla urbanizzazione, tanto che dal nel decennio 2000-2010 sono scomparse il 32,2% delle aziende agricole complessive.\u00a0 Il documento presenta inoltre alcuni dati sulla situazione del dissesto del territorio italiano sull\u2019abusivismo edilizio. In particolare rispetto a quest\u2019ultimo tema, dal 1948 ad oggi sono stati registrati 4,6 milioni di abusi edilizi (75.000 all\u2019anno, 207 al giorno), i due terzi dei quali si concentrano in particolare in alcune regioni del centro-sud (9).<\/p>\n<p><strong>In conclusione FAI e WWF presentano una proposta di 11 linee di intervento per contrastare il fenomeno dello spreco di suolo<\/strong>, che spaziano dai temi della fiscalit\u00e0 locale a quelli della tutela del paesaggio e della priorit\u00e0 di riqualificazione e riuso dei suoli gi\u00e0 compromessi, alla lotta all\u2019abusivismo edilizio,\u00a0 fino a citare una moratoria sul nuovo edificato a livello locale, in attesa della redazione della nuova pianificazione paesistica.<\/p>\n<h2><strong>Le possibili soluzioni&#8230;<\/strong><\/h2>\n<p><strong>Sono dunque varie e provenienti da pi\u00f9 parti le iniziative che si stanno orientando verso la conoscenza e la comunicazione del fenomeno dello spreco di suolo e questo non pu\u00f2 che essere positivo<\/strong>, anche alla luce della situazione critica che viene riportata nei diversi dossier e documenti.<\/p>\n<p><strong>Un successivo passo di questo percorso culturale dovr\u00e0 essere quello di trovare una metodologia omogenea per il rilevamento e l\u2019elaborazione dei dati e la loro messa a disposizione del pubblico<\/strong>, per evitare che si possano produrre informazioni tra loro incoerenti, o basate su ipotesi di scenario non verificabili. In tal senso il ruolo di ISTAT nella generazione e nell\u2019aggiornamento delle informazioni potrebbe diventare fondamentale e quello degli attuali centri di ricerca ambientale potrebbe orientarsi verso l\u2019interpretazione e il supporto alla decisione nell\u2019attivit\u00e0 di pianificazione del territorio.<\/p>\n<p><strong>Un altro livello su cui sar\u00e0 necessario operare \u00e8 quello delle proposte di soluzioni al problema.<\/strong> Queste dovranno essere il pi\u00f9 possibile attuabili e discendenti da politiche urbanistico \u2013 territoriali maggiormente integrate, finalizzate a tenere insieme i concetti di tutela, coesione, efficienza ed autonomia locale, attenzione al valore intrinseco dei luoghi, accessibilit\u00e0 e mobilit\u00e0.<\/p>\n<p>Al proposito vorrei esprimere alcune brevi considerazioni e alcune proposte che possano portare a rafforzare le iniziative sopra menzionate, tenendo presente che l\u2019attuale dibattito sul consumo di suolo non potr\u00e0 non considerare la particolare situazione politica ed economica del nostro Paese, e le disposizioni dei decreti nazionali in tema di liberalizzazioni e di \u201crimozione dei limiti alle attivit\u00e0 di carattere economico\u201d (10).<\/p>\n<p><strong>Innanzitutto il problema del consumo di suolo non pu\u00f2 essere trattato a prescindere dalle questioni legate alla fiscalit\u00e0, alla crisi della finanza pubblica e di quella locale in particolare<\/strong> (11). Coniugando i temi consumo di suolo e fiscalit\u00e0, si pu\u00f2 pensare ad esempio di proporre al legislatore di istituire fondi di trasferimento, statali o regionali, a favore degli enti territoriali pi\u00f9 virtuosi nel raggiungimento di obiettivi di freno al consumo di suolo, che possano rispettare certe \u201csoglie\u201d (impermeabilizzazione, prestazioni energetiche, in modo non disgiunto). <strong>Il concetto di \u201csoglia\u201d o \u201climite\u201d di consumo di suolo (sperimentato gi\u00e0 nel modello tedesco) \u00e8 molto importante, in quanto il suolo \u00e8 un bene comune scarso<\/strong> (12), e come avviene per le normative che tutelano ad esempio altri beni comuni quali \u201caria\u201d e \u201cacqua\u201d, le cosiddette \u201csoglie di inquinamento\u201d da rispettare\/non oltrepassare, sono fondamentali.<\/p>\n<p>Altre misure per il risparmio del suolo possono ad esempio concretizzarsi (come ricordano anche FAI e WWF nella loro \u201croad map\u201d) con <strong>l\u2019introduzione di meccanismi che possano rendere meno conveniente l\u2019urbanizzazione di terreni vergini<\/strong>, per orientare l\u2019imprenditoria immobiliare verso la riqualificazione dell\u2019esistente e il recupero e la rigenerazione urbana, a cominciare dalle aree dismesse o degradate. Ci\u00f2 non \u00e8 facile per via della rendita urbana e di posizione, che fa si che costi veramente molto meno investire sui terreni agricoli, ed anche perch\u00e9 ristrutturare costa pi\u00f9 che costruire ex-novo, tuttavia \u00e8 urgentemente necessario affrontare e risolvere al pi\u00f9 presto il problema. Alcune proposte di soluzioni possono riprendere il concetto di \u201c<strong>compensazione ecologica preventiva<\/strong>\u201d (13), unitamente alla applicazione di dispositivi che possano agevolare gli amministratori (e\/o gli operatori) ad intervenire per rendere efficiente da un punto di vista energetico il patrimonio edilizio urbano esistente, prima di attivare qualsiasi nuovo intervento.<\/p>\n<p><strong>Queste misure potranno essere definite tramite diversi apporti disciplinari per la formulazione coordinata di\u00a0 apposite \u201cStrategie tematiche per il risparmio del suolo\u201d<\/strong>. In tal senso si potrebbe trarre spunto dalla \u201cProposta di strategia tematica per la protezione del suolo\u201d promossa e impostata dalla Commissione europea nel 2006,\u00a0 ed oggi ferma al Parlamento europeo (14), per attivare a livello nazionale, regionale e locale,\u00a0 indipendentemente quindi da una disposizione calata dall\u2019alto, scelte virtuose e capaci di cambiare lo stato delle cose, facendo attenzione a non porre in essere atti e norme di programmazione e pianificazione territoriale di \u201csegno opposto\u201d.<\/p>\n<p><strong>Anche l\u2019attivazione di azioni di carattere volontario<\/strong> quali i \u201cPatti\u201d o i protocolli d\u2019intesa per il contenimento dell\u2019uso del suolo tra pi\u00f9 soggetti pubblici e privati in un dato territorio \u2013 ad esempio la condivisione e il rispetto di \u201cStatuti dei suoli\u201d \u2013 potrebbero essere efficaci per incrementare e diffondere una \u201ceconomia ecologica\u201d del territorio, come nuovo paradigma pi\u00f9 attento ai bisogni dell\u2019uomo e al contempo ai limiti dell\u2019Ecosistema.<\/p>\n<p><em>Articolo di <strong>Fabio Cremascoli<\/strong><\/em><\/p>\n<p>__________________________________________<\/p>\n<p><strong>Note e riferimenti<\/strong><\/p>\n<p>(1)\u00a0<a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/\">http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it<\/a><\/p>\n<p>(2) Alcune Regioni italiane hanno implementato dispositivi a supporto della pianificazione territoriale e agricola utili al rilevamento del consumo di suolo. In Lombardia\u00a0<em>\u00e8 stata avviata la realizzazione di una Infrastruttura per le Informazioni Territoriali (IIT) lombarda intesa come insieme di azioni politiche, accordi istituzionali, tecnologie informatiche, dati e persone che rendono possibile la condivisione e l\u2019uso efficiente dell\u2019informazione territoriale<\/em>\u00a0(cit. ERSAF \u2013<a href=\"http:\/\/www.ersaf.lombardia.it\/servizi\">http:\/\/www.ersaf.lombardia.it\/servizi<\/a>). Inoltre la Legge regionale 28 dicembre 2011, n.28 modifica il T.U. regionale sull\u2019agricoltura, inserendo un nuovo art. 4\u00a0<em>quater.<\/em>, che riconosce il \u201csuolo come bene comune da tutelare\u201d. Nel mese di settembre 2011 si \u00e8 tenuto un convegno intitolato \u201c\u201dL\u2019Uso del suolo in Lombardia negli ultimi 50 anni\u201d (<a href=\"http:\/\/www.territorio.regione.lombardia.it\/\" target=\"_blank\">www.territorio.regione.lombardia.it<\/a>).\u00a0 In Emilia Romagna \u00e8 stato messo a disposizione il web-gis \u201cCartografia dei suoli della regione Emilia-Romagna\u201d e il Catalogo regionale dei tipi di suolo (<a href=\"http:\/\/www.suolo.it\/\" target=\"_blank\">www.suolo.it<\/a>) . In Piemonte il Consorzio per il sistema informativo del Piemonte (<a href=\"http:\/\/www.csipiemonte.it\/\" target=\"_blank\">www.csipiemonte.it<\/a>) si occupa da tempo di questo tema. Altre regioni hanno effettuato specifiche ricerche, tra cui si possono menzionare quelle della Regione Marche sulle \u201caree urbane funzionali\u201d (quelle sottoposte a maggiore pressione antropica) e della Regione Toscana.<\/p>\n<p>(3) Nel 2008 Legambiente, INU \u2013 Istituto Nazionale di Urbanistica e Politecnico di Milano (DIAP \u2013 Dipartimento di Architettura e Pianificazione) hanno dato avvio all\u2019Osservatorio Nazionale sui consumi di suolo (<a href=\"http:\/\/www.inu.it\/attivita_inu\/ONCS.html\">http:\/\/www.inu.it\/attivita_inu\/ONCS.html<\/a>), diventato poi\u00a0 CRCS \u2013 Centro di Ricerca sui consumi di suolo\u00a0<a href=\"http:\/\/www.consumosuolo.org\/\">http:\/\/www.consumosuolo.org\/<\/a>\u00a0, con l\u2019obiettivo di raccogliere dati e definire metodi di analisi e valutazione, raccogliere esperienze virtuose in Italia e all\u2019estero\u00a0 e riferire tutto in un rapporto annuale sui consumi di suolo. Il primo dossier \u00e8 stato pubblicato nel 2009 ed \u00e8 reperibile on-line (<a href=\"http:\/\/media.athesiseditrice.it\/media\/attach\/2009\/09\/IL_RAPPORTO_DI_LEGAMBIENTE.pdf\">http:\/\/media.athesiseditrice.it\/media\/attach\/2009\/09\/IL_RAPPORTO_DI_LEGAMBIENTE.pdf<\/a>) . Il secondo rapporto annuale 2010 \u00e8 stato pubblicato nel 2011, e si attende ora il terzo rapporto nazionale.<\/p>\n<p>(4) L\u2019Italia si colloca al quarto posto della classifica stilata da Eurostat (progetto LUCAS), dopo Paesi Bassi (13,2%), Belgio (9,8%), Lussemburgo (7,4%). Mentre al quinto e sesto posto si collocano \u00a0Germania (6,8%) e Regno Unito (6,7%).<\/p>\n<p>(5) In Lombardia e Veneto la superficie urbanizzata \u00e8 circa il 13% di quella totale; in Lazio e Liguria il 10,5%; in Friuli VG circa il 9%.<\/p>\n<p>(6) L\u2019area oggetto del MAP \u00e8 di 120.000 kmq\u00a0 di territorio e 27 milioni di abitanti, ed \u00e8 caratterizzata da una grande variet\u00e0 di risorse ambientali e, al contempo, da importanti aree metropolitane e insediamenti industriali, dunque \u00e8 un ambito omogeneo su cui \u00e8 possibile pensare una politica comune per la tutela delle risorse scarse e per una rivitalizzazione dell\u2019economia.<\/p>\n<p>(7) Il documento \u00e8 stato battezzato \u201cAgenda di Bologna\u201d.<\/p>\n<p>(8) Il comunicato stampa con i dati di sintesi, nonch\u00e9 il dossier in versione integrale sono reperibili su:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.fondoambiente.it\/Attivita-FAI\/conferenza-sul-consumo-del-suolo-2012.asp\">http:\/\/www.fondoambiente.it\/Attivita-FAI\/conferenza-sul-consumo-del-suolo-2012.asp<\/a><\/p>\n<p>(9) Calabria, Campania, Lazio, Puglia, Sicilia.<\/p>\n<p>(10) Si fa particolare riferimento all\u2019art.1, lett. b),\u00a0 del decreto legge \u201cLiberalizzazioni\u201d \u2013 Governo Monti \u2013 (Pubblicato in\u00a0<acronym>G.U.<\/acronym>\u00a0n. 19 del 24\/01\/2012), che prevede che: \u201c<em>le norme che pongono divieti e restrizioni alle attivit\u00e0 economiche non adeguati o non proporzionati alle finalit\u00e0 pubbliche perseguite, nonch\u00e9 le disposizioni di pianificazione e programmazione territoriale o temporale autoritaria con prevalente finalit\u00e0 economica o prevalente contenuto economico, che pongono limiti, programmi e controlli non ragionevoli, ovvero non adeguati ovvero non proporzionati rispetto alle finalit\u00e0 pubbliche dichiarate e che in particolare impediscono, condizionano o ritardano l\u2019avvio di nuove attivit\u00e0 economiche o l\u2019ingresso di nuovi operatori economici ponendo un trattamento differenziato rispetto agli operatori gi\u00e0 presenti sul mercato, operanti in contesti e condizioni analoghi, ovvero impediscono, limitano o condizionano l\u2019offerta di prodotti e servizi al consumatore, nel tempo nello spazio o nelle modalit\u00e0, ovvero alterano le condizioni di piena concorrenza fra gli operatori economici oppure limitano o condizionano le tutele dei consumatori nei loro confronti<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>(11) Questo tema \u00e8 stato trattato nel convegno \u201cLimitare il consumo di suolo e costruire ambiente\u201d, promosso nel 2007 da Legambiente Lombardia in collaborazione con Provincia di Milano e DIAP \u2013 Dipartimento Architettura e Pianificazione del Politecnico di Milano \u2013<a href=\"http:\/\/www.professionearchitetto.it\/mostre\/notizie\/6919\/Limitare-il-consumo-di-suolo-e-costruire-Ambiente\">http:\/\/www.professionearchitetto.it\/mostre\/notizie\/6919\/Limitare-il-consumo-di-suolo-e-costruire-Ambiente<\/a>.<\/p>\n<p>(12) Un recente rapporto della FAO dimostra che \u201cscarsit\u00e0 e degrado del suolo e dell\u2019acqua sono una\u00a0 minaccia per la sicurezza alimentare\u201d \u2013\u00a0<a href=\"http:\/\/www.fao.org\/news\/story\/it\/item\/95268\/icode\/\">http:\/\/www.fao.org\/news\/story\/it\/item\/95268\/icode\/<\/a><\/p>\n<p>(13) P. Pileri, (2007),\u00a0<em>Compensazione Ecologica preventiva<\/em>, Carocci, Roma<\/p>\n<p>(14) [COM (2006) 232 definitivo] \u2013<a href=\"http:\/\/europa.eu\/legislation_summaries\/agriculture\/environment\/l28181_it.htm\">http:\/\/europa.eu\/legislation_summaries\/agriculture\/environment\/l28181_it.htm<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra i mesi di ottobre 2011 e di gennaio 2012 il dibattito italiano sui temi del consumo di suolo e della tutela del paesaggio ha [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":112,"featured_media":2481,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[126,41],"tags":[124],"class_list":["post-2347","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-consumo-di-suolo-tematiche","category-opinioni","tag-consumo-di-suolo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2347","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/112"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2347"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2347\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2481"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2347"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2347"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2347"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}