{"id":2449,"date":"2012-02-09T10:43:17","date_gmt":"2012-02-09T09:43:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=2449"},"modified":"2012-02-21T08:55:24","modified_gmt":"2012-02-21T07:55:24","slug":"il-pastore-ferma-il-cemento-a-capo-malfatano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2012\/02\/il-pastore-ferma-il-cemento-a-capo-malfatano\/","title":{"rendered":"Il pastore ferma il cemento a Capo Malfatano"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/capo-malfatano.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-2450\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/capo-malfatano.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/capo-malfatano.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/capo-malfatano-300x135.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a><strong>L&#8217;ottantenne Ovidio Marras e Italia Nostra battono Benetton, Marcegaglia e Toti. Prima la vittoriosa difesa del vecchio sentiero delle pecore. Adesso il Tar annulla i via libera della regione alla costruzione di un insediamento turistico da 190mila metri cubi.<\/strong><\/p>\n<p>\u201cC\u2019\u00e8 un giudice a Cagliari\u201d, potranno dire adesso i sardi, autentici e d\u2019adozione, che per anni si sono battuti contro lo scempio edilizio di Capo Malfatano. Solo che il mugnaio di Potsdam a Berlino aveva ottenuto giustizia dal sovrano, Federico il Grande per l\u2019esattezza. A Cagliari sono stati i magistrati del Tar della Sardegna a fermare una speculazione terrificante che da oltre dieci anni sembrava marciare spedita con il compiaciuto consenso del sovrano, il comune di Teulada, e la sospetta distrazione della Regione.<\/p>\n<p>In un angolo di paradiso incontaminato, lungo la costa sud-occidentale dell\u2019isola, tra Pula e Capo Spartivento, una variegata compagine di cavalieri del cemento come Silvano Toti, il gruppo Benetton e la Sansedoni (gruppo Montepaschi), stavano costruendo fino a ieri un insediamento turistico da 190 mila metri cubi, pari, se volete farvi un\u2019idea, a dieci palazzi di dieci piani. A fine lavori la gestione del prestigioso \u201cresort\u201d era destinata alla Mita Resort di Emma Marcegaglia. Se il Consiglio di Stato confermer\u00e0 la sentenza del Tar, arriver\u00e0 l\u2019ordine di demolizione di quanto edificato fino a oggi.<\/p>\n<p>Al posto del mugnaio di Potsdam, in questa che sembra una favola per far restare i bambini a bocca aperta, c\u2019\u00e8 un pastore ultraottantenne, Ovidio Marras, che parla un sardo cos\u00ec coriaceo da dover essere sottotitolato nelle rare interviste televisive. Ovidio, che in spregio a Mario Monti ama il posto fisso, ha sempre praticato la pastorizia a Capo Malfatano. E davanti a casa sua c\u2019\u00e8 uno stradellino su cui vanta da sempre un diritto di compossesso. La Sitas dei suddetti imprenditori non se n\u2019\u00e8 fatta un problema, e sopra lo stradellino ha costruito un lussuoso albergo. Il pastore si \u00e8 rivolto al Tribunale di Cagliari, sostenendo che non potevano costruire senza il suo permesso, e che lui il permesso non lo dava perch\u00e9 voleva continuare a fare la strada dritta anzich\u00e9 il giro largo seppure asfaltato. Il pastore Marras ha fatto un 700, come dicono i principi del foro, un ricorso d\u2019urgenza di quelli con cui normalmente sono i grandi imprenditori a scambiarsi fendenti milionari. Ovidio, pur protestando in sardo, ha avuto ragione in italiano. I giudici hanno ordinato alla Sitas di demolire l\u2019albergo e ripristinare lo stradellino del pastore.<\/p>\n<p>Nel frattempo una militante di Italia Nostra, Maria Paola Morittu, fiancheggiata dal combattivo medico-scrittore Giorgio Todde, molto popolare in Sardegna, stava preparando un altro colpo di mortaio contro il cemento di Capo Malfatano. \u201cQuando ho visto per la prima volta i cantieri vicino alla spiaggia di Tuerredda, a ferragosto del 2010, mi sono venute le lacrime agli occhi\u201d, racconta adesso che ce l\u2019ha fatta. Si \u00e8 messa al lavoro utilizzando la sua laurea in giurisprudenza e ha convinto i vertici nazionali di Italia Nostra a impugnare davanti al Tar le delibere comunali e regionali alla base della cementificazione. Ieri \u00e8 stata pubblicata la sentenza con la quale i giudici amministrativi hanno dato ragione a Italia Nostra, annullando quattro delibere chiave: una sentenza che rende di fatto abusivo tutto l\u2019insediamento.<\/p>\n<p>In effetti, scorrendo la sentenza, c\u2019\u00e8 di che rimanere esterrefatti. Nel 15 febbraio 2002 Sitas srl invi\u00f2 all\u2019assessorato per la Difesa dell\u2019Ambiente della Regione Sardegna quattro distinte istanze di \u201cverifica preliminare di compatibilit\u00e0 ambientale\u201d, dividendo in quattro un intervento assai massiccio distribuito su 700 ettari di terreno a due passi dal mare. Il 18 settembre, dopo sei mesi di accurati studi, gli uffici della regione giunsero alla conclusione che per cos\u00ec poco non c\u2019era certo bisogno della \u201cvalutazione d\u2019impatto ambientale\u201d (Via). E da l\u00ec seguirono le rapide autorizzazioni del comune di Teulada, abbagliato dalla prospettiva di arricchimento e dalla disponibilit\u00e0 di posti di lavoro. La lezione di un pioniere dell\u2019ambientalismo come Antonio Cederna, tra i fondatori di Italia Nostra, a Teulada non era arrivata. Eppure trent\u2019anni fa, proprio sul quotidiano La Nuova Sardegna, scrisse profeticamente che \u201cl\u2019ambiente naturale non \u00e8 una merce da barattare, ma un patrimonio prezioso da custodire\u201d. Una verit\u00e0 che il pastore Ovidio Marras sapeva gi\u00e0, i politici sardi un po\u2019 meno.<\/p>\n<p>Colpisce infatti che la marcia trionfale del cemento, a Capo Malfatano, sia proseguita nonostante i celebrati interventi a tutela del governatore Renato Soru, la nota legge \u201csalvacoste\u201d (2004) e il \u201cpiano paesaggistico\u201d (2006): semplicemente i provvedimenti di Soru prevedevano una deroga per gli interventi sui quali era gi\u00e0 stata approvata la convenzione urbanistica. Poco importa che la convenzione urbanistica venga prima delle verifiche ambientali e paesaggistiche: di fatto gli editti salvacoste di Soru furono scritti in modo da aprire un\u2019autostrada per il cemento di Capo Malfatano, nonostante che in quel momento non un solo mattone fosse ancora stato posato.<\/p>\n<p>L\u2019avvocato di Italia Nostra che ha vinto la causa al Tar si chiama Filippo Satta. Suo padre, Salvatore, era il magistrato scrittore diventato celebre per il romanzo intitolato Il giorno del giudizio. Ieri \u00e8 stato il giorno del giudizio per suo figlio, che vincendo al Tar ha scritto una pagina importante non solo per la Sardegna: i furbetti del cemento si possono fermare.<\/p>\n<p><a title=\"Capo Malfatano\" href=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2012\/02\/08\/il-pastore-ferma-il-cemento-a-capo-malfatano\/189725\/\" target=\"_blank\">Da Il Fatto Quotidiano dell\u20198 febbraio 2012<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;ottantenne Ovidio Marras e Italia Nostra battono Benetton, Marcegaglia e Toti. Prima la vittoriosa difesa del vecchio sentiero delle pecore. 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