{"id":2617,"date":"2012-02-17T22:08:22","date_gmt":"2012-02-17T21:08:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=2617"},"modified":"2012-02-17T22:08:22","modified_gmt":"2012-02-17T21:08:22","slug":"il-futuro-oltre-la-crisi-verso-un-nuovo-modello-di-sviluppo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2012\/02\/il-futuro-oltre-la-crisi-verso-un-nuovo-modello-di-sviluppo\/","title":{"rendered":"Il futuro oltre la crisi: verso un nuovo modello di sviluppo"},"content":{"rendered":"<p>Tempo di <strong>crisi economica<\/strong>. La peggiore che la storia ricordi da un secolo a questa parte. <strong>Peggiore di quella del 1929<\/strong>. Una crisi per la quale analisti, addetti ai lavori e <strong>le pi\u00f9 potenti istituzioni su scala mondiale sembrano conoscere un&#8217;unica ricetta:<\/strong> <strong>eliminare tutti i disequilibri<\/strong> che affliggono l&#8217;attuale sistema economico <strong>e tornare a crescere<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Ma siamo sicuri che il problema non sia proprio questa ossessiva ricerca della &#8220;crescita&#8221;?<\/strong><\/p>\n<p>E&#8217; la domanda che si pone il <strong>professor Antonio Tamburrino<\/strong>, in un interessante <strong>articolo pubblicato su <a href=\"http:\/\/www.italianostra.org\/\">Italia Nostra<\/a><\/strong>.<\/p>\n<p>Dopo il <strong>tramonto del socialismo reale<\/strong>, con il crollo del blocco sovietico, <strong>s&#8217;\u00e8 affermato<\/strong> a livello mondiale il <strong>modello di sviluppo occidentale<\/strong>. Un modello delineatosi con la rivoluzione industriale e <strong>che fa della crescita la sua ragion d&#8217;essere<\/strong>. Un modello che ha portato la nostra societ\u00e0 ad uno stato di benessere inimmaginabile prima. Ma forse, oggi, questo modello va messo in discussione.<\/p>\n<p>A questo proposito il prof. Tamburrino parla di <strong>&#8220;decrescita creativa&#8221;<\/strong>, un <strong>modello economico che<\/strong>, invece di incentivare i consumi come traino per l&#8217;economia, <strong>si basa sulla riduzione dei consumi<\/strong> stessi.<\/p>\n<p><em>&#8220;\u00c8 l\u2019era del cosiddetto \u201cde-coupling\u201d. Ci\u00f2 significa che l\u2019ulteriore sviluppo non richiede pi\u00f9 un correlato incremento nei consumi di materia e di energie, ma anzi ne comporta una progressiva ed irreversibile riduzione&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p>Questa teoria poggia su un <strong>presupposto fondamentale<\/strong>, quello di <strong>appianare le diseguaglianze sociali<\/strong>, vero alimentatore della rabbia e dell&#8217;aggressivit\u00e0 che hanno generato e continuano a generare guerre e contrasti tra i popoli. <em>&#8220;Volendo, possiamo partire subito con la <strong>Tobin tax<\/strong> sulle transazioni finanziarie per <strong>supportare seriamente il Millennium Goals delle Nazioni Unite e sradicare definitivamente la povert\u00e0 estrema<\/strong>. Proseguendo su questa strada il <strong>traguardo finale<\/strong> sarebbe quello di <strong>uscire dallo stato di necessit\u00e0 ed entrare nello stato di libert\u00e0<\/strong>, dando la possibilit\u00e0 a tutti, uomini e natura, di liberare definitivamente la propria innata creativit\u00e0&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p>E <strong>l&#8217;Italia, che oggi \u00e8 nel mezzo della crisi, potrebbe giocare un ruolo fondamentale in questa nuova epoca<\/strong>. Proprio per la sua vocazione creativa. <em>&#8220;Ora si tratta solo di decidere se vogliamo veramente costruire questo futuro e di stabilire il come e il quando&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p>A sostegno della sua teoria, il prof. Tamburrino cita un esempio concreto. Un esempio molto vicino a noi. Quello della <strong>Germania<\/strong>, dove sono state varate delle <strong>leggi che vanno decisamente in questa direzione<\/strong>. Una, quella del <strong>&#8220;Dual System&#8221;<\/strong>, lascia ai cittadini la responsabilit\u00e0 riguardo i rifiuti organici, ma <strong>stabilisce in maniera chiara quelle che sono le responsabilit\u00e0 dei produttori<\/strong>. L&#8217;obbiettivo \u00e8 <strong>innescare un circolo virtuoso, che riduca progressivamente i rifiuti prodotti<\/strong> fino ad arrivare, nel <strong>2020<\/strong>, a <strong>chiudere l&#8217;ultima discarica e iniziare lo smantellamento dei termovalorizzatori<\/strong>. Col <strong>ciclo a &#8220;rifiuti zero&#8221;<\/strong> come traguardo finale. <em>&#8220;Cos\u00ec non solo si va verso la soluzione del problema dei rifiuti, ma si inducono a cascata effetti di \u201cde-coupling\u201d in settori sempre pi\u00f9 ampi e sempre pi\u00f9 rilevanti, dal consumo di territorio al fabbisogno di energia, dal trasporto di merci all\u2019importazione di materie prime&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p>Una politica dei rifiuti che miri non solo alla raccolta differenziata, ma alla riduzione dei consumi, per dimostrare che il <strong>nuovo modello di sviluppo non passa necessariamente attraverso le grandi opere di consumo del territorio<\/strong>, come il <strong>ponte sullo stretto<\/strong>, la <strong>TAV<\/strong>, le nuove autostrade e tangenziali, i raccordi superveloci, i termovalorizzatori. Questa \u00e8 la teoria del prof. Tamburrino, che presuppone una <strong>rivoluzione culturale<\/strong> in grado di indurre la consapevolezza che <strong>riduzione dei consumi non \u00e8 sinonimo di regressione<\/strong>. <strong>Libererebbe anzi enormi energie creative, economiche e di coesione sociale<\/strong>. Questo nuovo modello di sviluppo non solo \u00e8 possibile. Ma \u00e8 anche una grande occasione di rilancio per il nostro paese. Un&#8217;occasione che attende soltanto d&#8217;essere colta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>FONTI:<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.italianostra.org\/\">http:\/\/www.italianostra.org\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tempo di crisi economica. La peggiore che la storia ricordi da un secolo a questa parte. Peggiore di quella del 1929. 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