{"id":279,"date":"2011-10-15T11:05:53","date_gmt":"2011-10-15T09:05:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=279"},"modified":"2011-11-04T07:04:16","modified_gmt":"2011-11-04T06:04:16","slug":"stop-a-ikea-su-terreni-agricoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2011\/10\/stop-a-ikea-su-terreni-agricoli\/","title":{"rendered":"Stop a Ikea su terreni agricoli"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/Ikea-sede.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-280\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/Ikea-sede.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/Ikea-sede.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/Ikea-sede-300x135.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a><\/p>\n<h2><span style=\"font-size: 15px;\"><strong>La provincia di Torino blocca il nuovo insediamento commerciale sui terreni liberi di La Loggia. Il presidente Saitta: \u00abNon possiamo permetterci di occupare altro terreno libero\u00bb<\/strong><\/span><\/h2>\n<p><strong>Il nuovo centro commerciale Ikea a La Loggia non si far\u00e0: non alle condizione della multinazionale svedese<\/strong>, che chiedeva di stabilirsi su un <strong>terreno agricolo di 16 ettari<\/strong>. Il parere negativo, vincolante, all&#8217;insediamento Ikea \u2013 e quindi alla modifica della destinazione d&#8217;uso dei terreni, da agricola a commerciale \u2013 \u00e8 stato deliberato dalla Provincia di Torino il 22 luglio scorso.<\/p>\n<p>La decisione era stata preannunciata da tempo, da quando l&#8217;amministrazione provinciale aveva fatto notare, alcuni mesi fa, che <strong>il progetto della nuova Ikea di La Loggia non rispettava le disposizioni del nuovo Piano territoriale di coordinamento (Ptc), che stabilisce la completa tutela dei suoli agricoli<\/strong>. Ma il provvedimento non ha mancato di suscitare una lunga e accesa polemica tra i favorevoli all&#8217;operazione (Ikea, proprietari dei terreni e comune di La Loggia) e i contrari (associazioni di commercianti, agricoltori, ambientalisti).<\/p>\n<h3><strong>Il presidente della Provincia di Torino, Antonio Saitta ha difeso a spada tratta la scelta<\/strong>. \u00ab<strong>La Provincia \u00e8 favorevole a Ikea, ma non sui terreni agricoli<\/strong> \u2013 ha detto \u2013 A poca distanza da quei terreni ci sono aree industriali dismesse o destinate al commercio dove Ikea potrebbe benissimo collocarsi. <strong>Non possiamo permetterci di occupare altro terreno libero<\/strong>\u00bb.<\/h3>\n<p>La decisione di Saitta nasce da considerazioni politiche precise, cui si ispira <strong>il nuovo Ptc provinciale<\/strong>: negli ultimi 15 anni in provincia di Torino sono stati consumanti 7.500 ettari di suolo fertile (una superficie di territorio grande quanto il capoluogo); <strong>d&#8217;ora in avanti i suoli liberi saranno tutelati<\/strong>.<\/p>\n<p>Non si tratta insomma \u2013 come qualche osservatore ha polemicamente affermato \u2013 di un&#8217;autorizzazione negata a causa di lungaggini burocratiche o procedurali che \u00abimpediscono lo sviluppo\u00bb. <strong>E poi, anche se la Provincia avesse avvallato il cambio di destinazione delle aree, il nuovo insediamento Ikea sarebbe stato bloccato dalla Regione<\/strong>, la quale ha recentemente approvato una nuova legge sul commercio che blocca le autorizzazioni per i grandi centri commerciali.<\/p>\n<p><strong>Ikea ha criticato la decisione della Provincia<\/strong> portando la vicenda sulle pagine dei maggiori quotidiani nazionali. \u00abQuella di La Loggia \u2013 ha dichiarato la multinazionale svedese-olandese \u2013 rappresentava l&#8217;unica localizzazione possibile per il secondo punto vendita in Piemonte, con investimento di 70 milioni di euro e una ricaduta occupazionale di 250 posti\u00bb. L&#8217;azienda ha pure annunciato di voler presentare ricorso al Tribunale amministrativo contro il parere espresso della Provincia.<\/p>\n<p>Ma l\u2019\u00abostinazione di Ikea\u00bb per i terreni di La Loggia, ha ribattuto il presidente Saitta, \u00ab\u00e8 facilmente comprensibile se si pensa che l\u2019area agricola prescelta, grazie al cambio di destinazione d&#8217;uso, avrebbe acquistato un valore di almeno <strong>20 milioni di euro<\/strong>. Ikea avrebbe realizzato immediatamente una plusvalenza enorme: in questo modo sono tutti capaci di fare gli imprenditori\u00bb.<\/p>\n<p>La bocciatura del progetto non \u00e8 andata gi\u00f9 neanche all&#8217;a<strong>mministrazione comunale loggese<\/strong>, allettata dalle ricadute occupazionali e dalla \u00abcompensazioni\u00bb offerte da Ikea: 7,3 milioni di euro tra oneri di urbanizzazione e opere pubbliche (strade di accesso, svincoli, ecc); una buona opportunit\u00e0 per le casse del Comune di La Loggia.<\/p>\n<p>Di tutt&#8217;altro avviso si \u00e8 dimostrata la <strong>Coldiretti<\/strong>, che ha \u00abapprezzato il parere negativo espresso dalla Giunta provinciale\u00bb. \u00ab<strong>Finalmente \u2013 ha commentato il presidente di Coldiretti Torino, Riccardo Chiabrando \u2013 si ha il coraggio di fermare l&#8217;indiscriminata cementificazione dei suoli agricoli<\/strong>. Non \u00e8 possibile continuare a costruire quando il 40% dei capannoni industriali edificati nell&#8217;ultimo decennio \u00e8 vuoto o inutilizzato\u00bb. Considerazioni condivise anche da <strong>Legambiente<\/strong> e <strong>Pro Natura<\/strong>. E dalle associazioni dei commercianti: \u00abSe ci sono delle regole, vanno rispettate anche se si tratta di una multinazionale\u00bb, ha rimarcato Maria Luisa Coppa, presidente dell&#8217;Ascom-Confcommercio di Torino.<\/p>\n<h2>IKEA TORNA A BUSSARE<\/h2>\n<p>Intanto, nelle ultime settimane Ikea \u00e8 tornata a bussare alle porte di Torino. L&#8217;ipotesi di un secondo centro commerciale nel torinese, che far\u00e0 il paio con quello di Collegno, rappresenta un affare troppo appetibile da poter archiviare con un nulla di fatto, dopo l&#8217;altol\u00e0 incassato dall&#8217;amministrazione provinciale sui terreni di La Loggia (tutelati perch\u00e9 agricoli).<\/p>\n<p>Fatti i dovuti conti, al contrario di quanto minacciato ad agosto con toni da ultimatum (\u00abse la Provincia non approva il progetto ce ne andiamo\u00bb), <strong>la multinazionale svedese \u00e8 tornata sui suoi passi<\/strong> a testa bassa e sta cercando, insieme alla Regione, una collocazione alternativa, sempre a sud del capoluogo.<\/p>\n<p><strong>La scelta questa volta non ricadrebbe pi\u00f9 su terreni agricoli <\/strong>(come avvenne per Collegno e come si prospettava per La Loggia), <strong>ma su un&#8217;area industriale dismessa<\/strong>. Per Ikea significherebbe rinunciare al sostanzioso guadagno prodotto dal cambio di destinazione delle aree, che passando da agricole a commerciali, aumenterebbero di almeno 10 volte il loro valore. Ma evidentemente il gioco vale la candela, a prescindere dalle operazioni immobiliari.<\/p>\n<p>Le ipotesi al vaglio della multinazionale sono due: l&#8217;ex Viberti di Nichelino (dismessa solo in parte: vi lavorano ancora 100 operai) e l&#8217;area industriale di Vad\u00f2, piccola capitale dei centri commerciali a ridosso della tangenziale tra Moncalieri e Trofarello.<\/p>\n<p><em>Gabriele Guccione<\/em><br \/>\n<em>(da La Voce del Popolo, 28 agosto e 2 ottobre 2011)<\/em><\/p>\n<p><em><br \/>\n<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La provincia di Torino blocca il nuovo insediamento commerciale sui terreni liberi di La Loggia. 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