{"id":297,"date":"2008-12-09T12:18:47","date_gmt":"2008-12-09T11:18:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=297"},"modified":"2011-10-07T10:49:24","modified_gmt":"2011-10-07T08:49:24","slug":"la-civilta-dell%e2%80%99abuso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2008\/12\/la-civilta-dell%e2%80%99abuso\/","title":{"rendered":"La Civilt\u00e0 dell\u2019abuso"},"content":{"rendered":"<p>Attorno al cemento si scontrano due visioni del mondo. Da un lato l\u2019economia dei grandi numeri, ancora dominante, della crescita a tutti i costi, del costruire come elemento di potere, motore di finanze e di presunto progresso. Dall\u2019altro la piccola economia del conservare, avere memoria e migliorare l\u2019esistente, del considerare l\u2019ambiente come risorsa e non come intralcio, della crescita umana piuttosto che quella del prodotto interno lordo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sono due visioni antitetiche che hanno nello stile del costruire, come ogni forma di civilt\u00e0, la loro espressione pi\u00f9 immediata e d\u2019impatto, quella che si tramander\u00e0. Se in Italia negli ultimi 15 anni abbiamo coperto di cemento una superficie equivalente a quella di Lazio e Abruzzo messi insieme, nel mondo non si \u00e8 certo stati da meno: in altre regioni d\u2019Europa si \u00e8 forse viaggiato a ritmo leggermente (solo leggermente) ridotto, ma quello che sta avvenendo nelle zone a forte sviluppo, come Cina, India, Brasile, Messico o certi posti dell\u2019Africa, in alcuni casi ha dell\u2019orribile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Orribile non \u00e8 solo l\u2019ingordigia di chi si arricchisce senza scrupoli, e nemmeno soltanto il fatto che si distruggano immense porzioni di natura o intere zone rurali; orribili sono pure gli ambienti che si vanno a creare, quello che si edifica: megalopoli senza senso e senza nulla di bello, spesso nemmeno degnamente abitabile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Eppure il cemento continua ad avere appeal: la sua capacit\u00e0 di generare denaro a costi che non si vedono (ambientali, energetici, in termini di qualit\u00e0 della vita per chi ci lavora e per chi poi ci vivr\u00e0 in mezzo) rimane inossidabile, tant\u2019\u00e8 vero che la ricetta che molti propongono per uscire dalla crisi \u00e8 quella di costruire ancora di pi\u00f9. Le recenti polemiche sui progetti di trasformazione di Milano in ottica Expo 2015 rappresentano forse il terreno di scontro e l\u2019esempio pi\u00f9 lampante. Pensare a come sia diventata pi\u00f9 brutta negli ultimi 50 anni quella citt\u00e0 e a come potrebbe ancora peggiorare fa tristezza. Intanto il Governo sottrae risorse alle detrazioni per intervenire sulle case secondo parametri ecologici (pannelli solari, caldaie a bassa condensazione, finestre a norma con vetri isolanti, cappotto esterno o isolamento interno ecologici, ecc), per destinare il risparmiato alle \u201copere\u201d, grandi e piccole che siano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Opere che non prevedono di ristrutturare, ma di occupare terre agricole e parchi; non rendere pi\u00f9 piacevole l\u2019esistente, ma fare colate di nuovo cemento, non importa dove e con che caratteristiche. \u00c8 tipico della societ\u00e0 dei consumi: produrre cose nuove per poi buttarle, illudere di soddisfare bisogni mentre non si fa altro che disattenderli, perch\u00e9 il sistema ha un disperato bisogno di autogenerarsi. Non siamo noi che abbiamo bisogno di ci\u00f2 che produce il sistema consumistico, ma \u00e8 il sistema che ha \u201cbisogno\u201d dei nostri bisogni: c\u2019\u00e8 dunque da sospettare che scientemente questi non saranno mai soddisfatti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lo spreco \u00e8 il motore. Come lo sono le montagne di rifiuti di ogni tipo o di cibo ancora edibile buttato via (4.000 tonnelate al giorno nella sola Italia, fa sempre bene ricordarlo), lo \u00e8 anche lo spreco di verde, di terreni agricoli, della ruralit\u00e0, di spazi urbani a misura d\u2019uomo, del bello.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non si costruisce pi\u00f9 per tramandare ai posteri qualcosa. Il cemento ha una deperibilit\u00e0 maggiore rispetto ad altri materiali, \u00e8 il simbolo di una civilt\u00e0 che inserisce i geni di una fine programmata in quasi tutto quello che produce: che sia un palazzone di periferia, l\u2019imballo di un prodotto da supermercato o un seme Ogm che d\u00e0 un raccolto sterile da cui non si possono trarre altri semi. L\u2019Italia \u00e8 piena di edifici fatiscenti costruiti negli anni \u201960 e \u201970, certi addirittura negli anni \u201980, alcuni gi\u00e0 disabitati, impraticabili, che penzolano scrostati e pericolosi, terribili. Tutti noi li vediamo, ovunque. Abbiamo continuamente sotto gli occhi la dimostrazione di com\u2019\u00e8 assurdo continuare a edificare qualcosa che nel giro di qualche decennio non servir\u00e0 pi\u00f9: quegli obrobri dovrebbero servirci adesso come il senno di poi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Oggi, imparando dagli errori commessi in passato, avremmo l\u2019opportunit\u00e0 di ripensare le citt\u00e0 in maniera sostenibile, di ricostruire il rapporto tra citt\u00e0 e campagna affinch\u00e9 sia produttivo e mutuamente vantaggioso per chi abita questi ambienti. Ci sono i modi per farlo e sono anche economicamente vantaggiosi. Non \u00e8 soltanto una questione estetica o ecologica: bisogna cambiare modo di fare economia. Bisogna ripensare il costruire, perch\u00e9 oggi, per come si realizza, \u00e8 sempre pi\u00f9 sinonimo di distruggere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>di Carlo Petrini<\/p>\n<p>Fonte: La Repubblica<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Attorno al cemento si scontrano due visioni del mondo. Da un lato l\u2019economia dei grandi numeri, ancora dominante, della crescita a tutti i costi, del [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[29,41],"tags":[69,51,70],"class_list":["post-297","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-abusivismo","category-opinioni","tag-carlo-petrini","tag-cemento","tag-expo-2015"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/297","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=297"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/297\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=297"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=297"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=297"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}