{"id":3205,"date":"2012-03-15T14:09:24","date_gmt":"2012-03-15T13:09:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=3205"},"modified":"2012-03-24T00:42:56","modified_gmt":"2012-03-23T23:42:56","slug":"tav-appello-al-governo-per-ristabilire-le-priorita-firma-anche-tu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2012\/03\/tav-appello-al-governo-per-ristabilire-le-priorita-firma-anche-tu\/","title":{"rendered":"TAV: appello al Governo per ristabilire le priorit\u00e0. FIRMA ANCHE TU!"},"content":{"rendered":"<h3><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-3210 alignnone\" title=\"20120315_notav\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/20120315_notav.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/20120315_notav.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/20120315_notav-300x135.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/h3>\n<h3><strong>La decisione sul progetto della linea ad alta velocit\u00e0\/capacit\u00e0 Torino-Lione non pu\u00f2 essere liquidata perch\u00e9 gi\u00e0 presa in modo definitivo e da ridurre, oramai, a un problema di ordine pubblico.<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Legambiente lancia l&#8217;appello: chiediamo al Governo di ascoltare le voci del mondo scientifico<\/strong> che esprimono una visione diversa sulle priorit\u00e0 dell\u2019opera e di incontrare subito le amministrazioni locali. <strong>La Tav non \u00e8 un problema di ordine pubblico.<\/strong><\/p>\n<h2><strong>Firmate la petizione<\/strong> al fondo di questa <a href=\"http:\/\/www.legambiente.it\/appello-oltre-la-val-susa-le-priorita\" target=\"_blank\">pagina<\/a>.<\/h2>\n<p>A questo link l&#8217;interessante &#8220;<strong>botta e risposta<\/strong>&#8221; di Legambiente\u00a0al dossier del Governo che vorrebbe far apparire il progetto della Tav in Val Susa come indispensabile:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.slideshare.net\/legambienteonlus\/tav-quello-che-il-governo-non-dice-11940622\">Tav Torino &#8211; Lione: quello che il governo non dice<\/a><\/p>\n<p>________________________________________________<\/p>\n<p>Dopo anni di discussione il \u00a0 progetto di potenziamento dei collegamenti tra Francia e Italia si \u00e8 ridotto alla realizzazione del solo Tunnel di base. Tutti gli altri interventi sono rinviati, persino come decisione, al 2023 e quindi stiamo parlando solo ed esclusivamente di cantieri per l\u2019intervento pi\u00f9 costoso e inutile per il rilancio del trasporto ferroviario merci e passeggeri lungo il Frejus.<\/p>\n<p>Per questo motivo non \u00e8 accettabile che si continui a presentare dati che dimostrano i vantaggi per il trasporto merci su ferrovia che si realizzerebbero attraverso il progetto, o l\u2019accorciamento dei tempi per i treni ad alta velocit\u00e0 tra Torino e Lione, come tra Milano e Parigi.\u00a0<strong>I numeri che vengono presentati sono infatti non veritieri.<\/strong>\u00a0In primo luogo perch\u00e9 la realizzazione del solo tunnel avrebbe un incidenza minima rispetto ai tempi di percorrenza. Ma soprattutto, per quanto riguarda le merci, non vi potr\u00e0 essere alcuno spostamento modale con la semplice apertura della nuova linea senza una politica del trasporto merci che punti a questo obiettivo, in Italia e negli spostamenti attraverso le Alpi. Di queste politiche e strategie non si ha alcuna notizia da parte del Governo. Al contrario, si discute di raddoppio del tunnel autostradale mentre la parte degli interventi realmente indispensabili per il rafforzamento della linea, quelli nel nodo di Torino e di Chamb\u00e9ry per il collegamento merci e passeggeri, sono rinviati e non finanziati. Eppure \u00e8 qui che sarebbe pi\u00f9 urgente intervenire per migliorare i collegamenti e la velocit\u00e0 delle percorrenze, come chiedono i pendolari, visto che la velocit\u00e0 media dei treni regionali tra le stazioni di Bussoleno e Torino Porta Nuova \u00e8 di 60 km\/h.<\/p>\n<p><strong>Inoltre, poche settimane fa, il Senato ha stralciato, come precedentemente aveva fatto la Camera, la ratifica del Protocollo Trasporti,<\/strong> con un voto che colloca l&#8217;Italia in aperto contrasto con le politiche di sostegno al trasporto ferroviario dei Paesi confinanti e sottoscrittori della Convenzione delle Alpi, che impegna le Parti ad evitare di realizzare nuove capacit\u00e0 stradali per l&#8217;attraversamento della catena alpina.<\/p>\n<p><strong>In un periodo di crisi economica scegliere di intervenire sulle opere realmente prioritarie \u00e8 quanto mai fondamentale<\/strong>. E il progetto della linea alta velocit\u00e0\/capacit\u00e0 Torino-Lione \u00e8 stata pensata pi\u00f9 di 20 anni fa. In questi anni \u00e8 cambiato il mondo, sono entrati in campo nuovi giganti economici, che, ridando un nuovo ruolo al Mediterraneo, hanno spostato l\u2019asse principale dei traffici di merci da sud a nord, riducendo di molto quelli da ovest ad est. Mentre per il trasporto passeggeri \u00e8 diventato, sulle medie distanze, sempre pi\u00f9 competitivo il trasporto aereo.<\/p>\n<p><strong>Diversi studi dimostrano che la Torino \u2013 Lione non si giustifica dal punto di vista della domanda di trasporto.<\/strong> Dal 2000 al 2010 il traffico totale (strada+ferrovia) di merci tra Francia e Italia \u00e8 diminuito da 49,7 milioni di tonnellate\/anno a 42,5, mentre quello con la Svizzera \u00e8 cresciuto da 29,5 a 38,4, e quello con l\u2019Austria da 58,3 a 66,4. Quello di transito, che pi\u00f9 esplicitamente riguarda il corridoio 5, \u00e8 sceso da 18,7 a 13,5 milioni di tonnellate\/anno.<\/p>\n<p><strong>La nuova linea ferroviaria Torino-Lione, tra l\u2019altro, attualmente percorsa da pochissimi treni passeggeri<\/strong> non sarebbe nemmeno ad Alta Velocit\u00e0 perch\u00e9, essendo quasi interamente in galleria, la velocit\u00e0 massima di esercizio sar\u00e0 di 220 km\/h, con tratti a 160 e 120 km\/h, come risulta dalla VIA presentata dalle Ferrovie Italiane. Per effetto del transito di treni passeggeri e merci, <strong>l\u2019effettiva capacit\u00e0 della nuova linea ferroviaria Torino-Lione sarebbe praticamente identica a quella della linea storica, attualmente sottoutilizzata<\/strong> nonostante il suo ammodernamento terminato un anno fa e per il quale sono stati investiti da Italia e Francia circa 400 milioni di euro. La stessa Agenzia per l\u2019Ambiente francese ha dichiarato che ammodernando l\u2019attuale linea ferroviaria si potrebbe arrivare a gestire un traffico pari a 19 milioni di T\/anno, a fronte oggi di circa 4 milioni di tonnellate (le Ferrovie dello Stato parlano addirittura di 32 milioni di tonn \u2013 Osservatorio Virano, Quaderno n.1, pag.32).<\/p>\n<p><strong>Infine le previsioni di sviluppo del volume di traffico (merci e passeggeri), dal punto di vista del conto economico, anche nella versione low cost, non giustificano l\u2019investimento:<\/strong> la nuova linea sar\u00e0 fonte continua di passivit\u00e0, che saranno a carico della finanza pubblica. La mancanza di un\u00a0qualsivoglia piano finanziario non pu\u00f2 che accrescere la nostra preoccupazione e contrariet\u00e0, soprattutto oggi, data la particolare congiuntura economica in cui versa l\u2019Europa ed il nostro paese.<\/p>\n<h3><strong>Tutto ci\u00f2 non ha nulla a che vedere con una contrapposizione ideologica o di principio.<\/strong>\u00a0<strong>Non siamo contro la modernizzazione del paese. Siamo per investire nelle opere e nelle infrastrutture che davvero servono.<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Occorre individuare le priorit\u00e0 e la Torino-Lione non \u00e8 una priorit\u00e0, n\u00e9 per le merci, n\u00e9 per i passeggeri.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Investendo in un\u2019opera inutile, come vogliono le lobby del cemento, si sottraggono preziose risorse ad altri settori ancora pi\u00f9 strategici per il Paese<\/strong>: la sicurezza sismica ed idrogeologica, il trasporto pendolare e urbano, la riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare e gli investimenti sulle energie rinnovabili, il sostegno al lavoro giovanile e alla diminuzione del carico fiscale, la ricerca e l\u2019innovazione tecnologica, la piccola e media impresa e la cultura.<br \/>\nIl costo totale del tunnel transfrontaliero di base e delle tratte nazionali, che non vengono nominate nell\u2019attuale dibattito, \u00e8 previsto intorno ai 20 miliardi di euro (e una prevedibile lievitazione fino a 30 miliardi e forse anche di pi\u00f9, per l\u2019inevitabile adeguamento dei prezzi gi\u00e0 avvenuto negli altri tratti di Alta Velocit\u00e0 realizzati), costo che penalizzerebbe l\u2019economia italiana con un contributo al debito pubblico dello stesso ordine della manovra economica che il Governo Monti ha messo in atto per fronteggiare la grave crisi economica e finanziaria che il Paese attraversa.<\/p>\n<p><strong>Si dice poi che \u00e8 l\u2019Europa che ce lo chiede. Non \u00e9 vero che \u00e9 gi\u00e0 tutto deciso e che ormai quest\u2019opera \u00e9 inevitabile. L\u2019Unione Europea ha riaperto la questione dei fondi, dei progetti e delle priorit\u00e0 rispetto alle Reti Transeuropee ed \u00e9 impegnata in un processo legislativo che finir\u00e0 solo nel 2014<\/strong>. Esistono spazi per un ripensamento che non penalizzi l\u2019interesse dell\u2019Italia a sostenere lo sviluppo di infrastrutture utili. Inoltre, l\u2019Accordo Intergovernativo e la sua parte finanziaria fra la Francia e l\u2019Italia sar\u00e0 ratificato solo dopo che sar\u00e0 conosciuto l\u2019intervento finanziario della UE, su cui al momento non vi \u00e8 alcuna certezza.<\/p>\n<p>Inoltre, <strong>la Lione-Torino non risulta ripresa nelle priorit\u00e0 infrastrutturali del governo francese<\/strong> e, da documenti LTF, si vede chiaramente che i lavori per la tratta francese sono eventualmente previsti per dopo il 2024.<\/p>\n<p><strong>Esistono poi dei costi sociali che non vanno sottovalutati.<\/strong> Lo scontro in atto in Val Susa tra istituzioni nazionali e popolazione locale, sostenuta dalla maggioranza degli amministratori e da un vasto movimento di opinione, ha raggiunto e superato il livello di guardia. La contrapposizione muscolare di questi mesi degenera sempre pi\u00f9 in episodi di violenza e di esasperazione che stanno provocando danni incalcolabili nel fisico delle persone, nella coesione sociale, nella fiducia verso le istituzioni, nella vita e nella economia dell\u2019intera valle. I problemi posti dal progetto di costruzione della linea ferroviaria ad alta capacit\u00e0 Torino-Lione non si risolvono con lanci di pietre e con comportamenti violenti. Da queste forme di violenza occorre prendere le distanze senza ambiguit\u00e0, come condanniamo gli atti di intimidazione compiuti contro il Procuratore Caselli. Ma non ci si pu\u00f2 fermare qui. Non basta deprecare la violenza se non si fa nulla per evitarla. La protesta della valle \u2013 di tante donne e tanti uomini, giovani e vecchi del tutto estranei ad ogni forma di violenza \u2013 non pu\u00f2 essere ridotta a questione di ordine pubblico da delegare alle forze dell\u2019ordine.<\/p>\n<p><strong>La contrapposizione e il conflitto possono essere superati solo da una politica intelligente, lungimirante e coraggiosa<\/strong>. Per questo rivolgiamo un invito pressante alla politica e alle autorit\u00e0 di governo ad avere responsabilit\u00e0 e coraggio. Si applichi a questa grande opera lo stesso coraggio e prudenza dimostrati con il Ponte sullo Stretto, un progetto inutile e a rischio finanziario, esattamente come questo.<\/p>\n<p><strong>Occorre una sede scientifica, priva di preclusioni ideologiche (da una parte e dall\u2019altra) che valuti l\u2019opera nelle mutate condizioni economiche e geopolitiche e dentro una scala di priorit\u00e0 nell\u2019interesse del Paese.<\/strong> Siamo disponibili a contribuire ad una vera Analisi Costi Benefici dell&#8217;opera, in tutte le sue parti, che sviluppi un confronto comparativo tra le varie ipotesi e ne approfondisca le ricadute economiche e sociali, nonch\u00e9 quelle ambientali in termini di riduzione delle emissioni climalteranti e dell&#8217;inquinamento locale.<\/p>\n<p><strong>Per tutto ci\u00f2 chiediamo che il Governo ascolti le autorevoli voci del mondo scientifico che esprimono una visione diversa sulle priorit\u00e0 e sulla strategicit\u00e0 dell\u2019opera, andando al di l\u00e0 del lavoro dell\u2019Osservatorio Virano, perch\u00e9 oggi si apre una questione diversa che non era nelle competenze di quell\u2019organismo.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Chiediamo anche che il Governo incontri subito gli amministratori locali perch\u00e9 non si riduca il tutto a questione di ordine pubblico e non si metta definitivamente in discussione la coesione sociale del territorio<\/strong>. In questo senso, l\u2019applicazione di misure di sorveglianza di tipo militare dei cantieri della nuova linea ferroviaria Torino-Lione ci sembra un\u2019anomalia che va rimossa al pi\u00f9 presto, anche per dimostrare all\u2019Unione Europea la capacit\u00e0 dell\u2019Italia di instaurare un vero dialogo con i cittadini, basato su valutazioni trasparenti e documentabili, cos\u00ec come previsto dalla Convezione di \u00c5rhus2.<\/p>\n<p><strong>Oggi \u00e8 possibile uscire con dignit\u00e0 da un progetto inutile, costoso e non privo di importanti conseguenze ambientali,<\/strong> anche per evitare di iniziare a realizzare un\u2019opera che potrebbe essere completata solo assorbendo ingenti risorse da altri settori prioritari per la vita del Paese.<\/p>\n<h3><strong>Esponenti del mondo della scienza, della cultura, della societ\u00e0 civile che hanno aderito all&#8217;appello<\/strong><\/h3>\n<p>Angelo Tartaglia (Politecnico Torino), Marco Vitale (Universit\u00e0 degli Studi di Parma),\u00a0Maria Rosa Vittadini (Prof. di Pianificazione del Trasporti, Universit\u00e0 IUAV di Venezia)\u00a0Luca Mercalli (climatologo),\u00a0Sergio Ulgiati (Department of Sciences for the Environment\u00a0University of Napoli),\u00a0Salvatore Settis (archeologo e storico dell\u2019arte), Alfredo Drufuca (ingegnere Pianificazione trasporti), Eliot Laniado (Politecnico Milano), Helmuth Moroder (city manager di Bolzano), Luca Giunti (tecnico naturalista), Dario Ballotta (Osservatorio nazionale liberalizzazione nei trasporti), Marcello Buiatti (Universit\u00e0 Firenze \u2013 associazione Ambiente e Lavoro), Gianni Mattioli (Universit\u00e0 La Sapienza, Roma), Ezio Manzini (Politecnico Milano), Giuliano Cannata (Universit\u00e0 di Siena), Roberto Giangreco (biologo marino), Antonio Lumicisi (esperto statistica ), Longino Contoli (biologo CNR), Roberto Rizzo (giornalista scientifico), Giulio Conte (Istituto Ambiente Italia), Andrea Ferrante (Firab), Duccio Bianchi (istituto Ambiente Italia), Mario Zambrini (amminsitratore delegato Ambiente Italia), Stefano Donati (geologo), Alessandra Conversi (ISMAR \u2013 CNR), Massimo Scalia (Universit\u00e0 di Roma, La Sapienza), Tito Viola (Biblioteca di Ortona, Chieti)<br \/>\nVittorio Cogliati Dezza (Legambiente), Paolo Beni (Arci), Dominik Siegrist (Cipra Internazionale), Mauro Furlani (Pro Natura), Roberto Burdese (Slow Food Italia), Stefano Leoni ( Wwf), Gianluca Felicetti (LAV), Antonio Longo (Movimento Difesa del Cittadino), Licio Palazzini (Arci Servizio Civile), Pasquale D\u2019Andrea (Presidente Nazionale Arciragazzi), Giulio Marcon (Sbilanciamoci), Francesco Pastorelli (CIPRA Italia),\u00a0Capria (LIPU &#8211; BirdLife Italia), Oscar del Barba (Presidente CIPRA Italia), Marcello Cozzi, Gabriella Stramaccioni, Don Tonio Dell&#8217;Olio (ufficio di presidenza di Libera)<\/p>\n<div><\/div>\n<h3><\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La decisione sul progetto della linea ad alta velocit\u00e0\/capacit\u00e0 Torino-Lione non pu\u00f2 essere liquidata perch\u00e9 gi\u00e0 presa in modo definitivo e da ridurre, oramai, a [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":3210,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6,36],"tags":[],"class_list":["post-3205","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-piemonte","category-strade-e-ferrovie"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3205","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3205"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3205\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3210"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3205"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3205"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3205"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}