{"id":361,"date":"2009-03-31T16:07:15","date_gmt":"2009-03-31T14:07:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=361"},"modified":"2011-10-11T12:38:52","modified_gmt":"2011-10-11T10:38:52","slug":"potenza-un%e2%80%99altra-citta-e-possibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2009\/03\/potenza-un%e2%80%99altra-citta-e-possibile\/","title":{"rendered":"Potenza, un\u2019altra citt\u00e0 \u00e8 possibile"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/potenza.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-362\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/potenza.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/potenza.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/potenza-300x135.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8220;Quelli del 17 gennaio\u201d: questa \u00e8 la frase coniata sui blog locali per ricordare l\u2019assemblea cittadina \u201cUn\u2019altra citt\u00e0 possibile\u201d, che si \u00e8 svolta a Potenza, presso il teatro Don Bosco, Sabato 17 gennaio, con la partecipazione inaspettata di circa cinquecento cittadini.<\/p>\n<p>Questo evento, al di l\u00e0 della consistente presenza numerica, ha creato uno spazio reale di confronto democratico e di politica partecipata e pu\u00f2 rappresentare il primo passo di un cammino verso quella \u201cpartecipazione di tutti alle cose<\/p>\n<p>e agli atti della politica, ai problemi \u2026 gravi ed elementari\u2026\u201d (Calvino ne \u201cLa giornata di uno scrutatore\u201d), verso un interesse e una cura \u201calle questioni universali pi\u00f9 che alle private\u201d, presupposto irrinunciabile per demolire la cultura della \u201ccitt\u00e0 merce\u201d e costruire quella della \u201ccitt\u00e0 bene comune\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Oggi, all\u2019interno della \u201csociet\u00e0 liquida della globalizzazione\u201d, anche i termini e i concetti pi\u00f9 nobili assumono interpretazioni e significati mutevoli, prostituiti a strumenti per ottenere facili consensi, svuotati del loro significato autentico. Come tutto \u00e8 diventato sostenibile: lo sviluppo, la guerra, la finanza, il nucleare, il petrolio, cos\u00ec ogni<\/p>\n<p>piano, programma o azione sono orientati al \u201cbene comune\u201d: il lavoro \u201cflessibile\u201d, la distruzione del territorio e dei beni naturali in nome del progresso comune; la cementificazione delle citt\u00e0 in nome di una presunta modernizzazione; l\u2019elaborazione di piani urbanistici fondati sulla rendita fondiaria, sulle grandi infrastrutture e sui quartieri dormitorio della speculazione edilizia,  e cos\u00ec via\u2026<\/p>\n<p><strong>La citt\u00e0 di Potenza si \u00e8 sviluppata in questi decenni, in un\u2019inquietante continuit\u00e0 amministrativa, secondo una strategia che ha privilegiato prevalentemente gli interessi privati, in particolare quelli delle lobbies di alcune famiglie e di alcuni costruttori, consegnandoci un agglomerato informe di palazzoni senza alcuna qualit\u00e0 architettonica e tecnologica, che hanno dato forma a quartieri privi di servizi adeguati, spazi di socializzazione, parcheggi, aree verdi e percorsi pedonali; tagliati da strade di attraversamento veloce dove le automobili si incastrano in code interminabili a ogni ora del giorno.<\/strong><\/p>\n<p>I recenti lavori per la realizzazione di svincoli, viadotti, gallerie e snodi complessi, in una folle corsa alla crescita della mobilit\u00e0 in automobile e dell\u2019inquinamento, ha ulteriormente aggravato una situazione gi\u00e0 disastrosa, rendendo questa citt\u00e0 sempre pi\u00f9 invivibile e malsana.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Qualcuno vorrebbe ridurre il tutto alla sistemazione di qualche marciapiede, alla costruzione di qualche piazza, aiuola o area parcheggio, ma la questione \u00e8 molto pi\u00f9 ampia e complessa: riguarda una visione della citt\u00e0 e del mondo che sacrifica l\u2019uomo alle macchine, che ha perduto il controllo sulla tecnica, nata come strumento per ottenere il miglioramento della vita dell\u2019uomo e trasformata essa stessa nel fine ultimo di ogni azione.<\/p>\n<p>Potenza \u00e8 il risultato di una cultura (anche politica) che mira soprattutto, alle grandi infrastrutture e alla cementificazione del territorio, che non si cura dei cittadini come uomini (ma come elettori \u2013 consumatori), delle persone deboli e svantaggiate, del loro benessere materiale e spirituale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si costruiscono orribili condomini di speculazione in quartieri dormitorio, dove non \u00e8 possibile incontrarsi, passeggiare, provare piacere per gli odori e i colori della natura che cambia con le stagioni, guardare un cielo di notte: l\u2019ipermercato \u00e8 diventato l\u2019unico luogo di incontro affrettato, aggrappati ai carrelli delle merci tutte uguali e sempre pi\u00f9 scadenti e dannose alla salute.<\/p>\n<p>L\u2019aggressione al benessere e alla salute dei cittadini ha trovato negli ultimi tempi nuovi alleati: antenne di ogni tipo e dimensione svettano dai tetti degli edifici; dominano minacciose sulle nostre case e sulle nostre teste; aggrediscono e feriscono le colline, le creste delle montagne, i boschi; ci bombardano di onde elettromagnetiche le cui conseguenze, ormai note, vengono taciute.<\/p>\n<p>Incombe su questo territorio il rischio reale di un\u2019area industriale (Tito), classificata tra le pi\u00f9 pericolose d\u2019Italia, dove sono depositati cumuli di fanghi chimici altamente pericolosi, come denunciato ripetutamente dalla Polizia Provinciale. Ma quello che si prospetta \u00e8 ancora pi\u00f9 preoccupante: estrazioni petrolifere alle porte della citt\u00e0, in zone ad alta naturalit\u00e0 (Frusci, Granc\u00eca); inceneritori e discariche presentate come indispensabili, che palesano disinteresse e incapacit\u00e0 nell\u2019affrontare nell\u2019unico modo possibile i problemi, attraverso cio\u00e8 la riduzione della produzione di rifiuti (imballaggi, contenitori, etc.) e quindi attraverso il riuso, il riciclo e la raccolta differenziata, verso i rifiuti zero.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mentre Obama afferma con fermezza che la riconversione ecologica dell\u2019industria, delle produzioni, delle politiche energetiche e sui rifiuti costituisce la soluzione al problema della disoccupazione, delle ineguaglianze, delle guerre per il petrolio, del degrado ambientale, dell\u2019inquinamento e della distruzione dell\u2019umanit\u00e0, noi continuiamo il progetto folle di costruire citt\u00e0 sempre pi\u00f9 inquinate, degradate, malsane e ingiuste, dove il problema della sicurezza e del benessere dei cittadini viene risolto costruendo recinti ed erigendo muri (materiali e culturali),  militarizzando le strade (magari anche con ronde notturne private)  e invadendo ogni angolo di telecamere per controllare e osservare come un Grande Fratello: le nostre azioni, parole, vite quotidiane\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Oggi la Politica risulta uno spazio ampio ed estraneo agli interessi e all&#8217;azione della maggioranza dei cittadini. Quali che siano gli argomenti o la loro combinazione, il risultato \u00e8 lo stesso: allontanare la gente dalla cosa pubblica, dall&#8217;interesse e dalla partecipazione alle decisioni politiche e dal controllo su chi governa. E in fondo, per vie diverse ed a volte persino contrapposte, il fatto \u00e8 che la Politica \u00e8 il feudo di pochi, la riserva privata di chi amministra i Pubblici uffici privatizzandoli al servizio di pochi. Rinnovare la Politica vuol dire restituirla alla gente, come un diritto fondamentale delle persone, ripulita dal torbido che oggi l&#8217;avvolge, per darle trasparenza e ampiezza, recuperandola come uno scenario sociale.<\/p>\n<p>Si fa politica a partire dall&#8217;intervento della gente in sede decisionale e dal controllo che possono esercitare sulle autorit\u00e0 elette. Dalla selezione dei candidati, obbligati a render conto ai loro elettori e alle organizzazioni sociali quando esercitano il potere.<\/p>\n<p>Sabato 17 gennaio, comunque vada, rester\u00e0 nella nostra memoria come esempio di democrazia e di civilt\u00e0, di riappropriazione del diritto di cittadinanza e di partecipazione, e di speranza\u2026 speranza in una politica che non sia solo gestione di potere, concessione clientelare di favori e privilegi a chi mostra obbedienza e appartenenza, ma amministrazione della polis, secondo concetti di: trasparenza, partecipazione, interesse pubblico, etica della responsabilit\u00e0, valorizzazione delle competenze e professionalit\u00e0, solidariet\u00e0 e accoglienza, giustizia sociale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per questa ragione, sospinti dalle sollecitazioni di quest\u2019assemblea cittadina e dagli affollati incontri che si sono svolti nei giorni successivi, intendiamo proseguire il percorso intrapreso nei quartieri: per dibattere, ascoltare e proporre insieme un impegno formale nelle prossime elezioni amministrative e sognare una \u201ccitt\u00e0 della comunit\u00e0 e del bene comune\u201d: una citt\u00e0 possibile!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Coordinamento Movimento UN\u2019ALTRA CITTA\u2019 POSSIBILE<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &#8220;Quelli del 17 gennaio\u201d: questa \u00e8 la frase coniata sui blog locali per ricordare l\u2019assemblea cittadina \u201cUn\u2019altra citt\u00e0 possibile\u201d, che si \u00e8 svolta a [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":362,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8,43],"tags":[55,88,87,86,89],"class_list":["post-361","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-basilicata","category-leggi-e-piani-regolatori","tag-cementificazione","tag-infrastrutture","tag-lobby","tag-potenza","tag-rifiuti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/361","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=361"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/361\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/362"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=361"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=361"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=361"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}