{"id":3743,"date":"2012-04-08T09:29:41","date_gmt":"2012-04-08T07:29:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=3743"},"modified":"2012-04-13T08:57:24","modified_gmt":"2012-04-13T06:57:24","slug":"nuove-autostrade-utili-davvero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2012\/04\/nuove-autostrade-utili-davvero\/","title":{"rendered":"Nuove autostrade: utili davvero?"},"content":{"rendered":"<h3><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-3745\" title=\"20120406_autostrade\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/20120406_autostrade.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/20120406_autostrade.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/20120406_autostrade-300x135.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/h3>\n<h2><strong>Autostrade. Nazionali, regionali, in ogni caso a pagamento.<\/strong> Sono queste le infrastrutture destinare ad accompagnare il futuro prossimo venturo della Lombardia e dell&#8217;Italia?<\/h2>\n<h2>Cos\u00ec vogliono in molti.<\/h2>\n<p><strong>I concessionari,<\/strong> perch\u00e8 chi ha un&#8217;autostrada ha una gallina dalle uova d&#8217;oro.<\/p>\n<p><strong>Le Regioni<\/strong>, perch\u00e8 dalle autostrade regionali cola una percentuale di quelle uova d&#8217;oro, utile per lubrificare la macchina politica regionale.<\/p>\n<p><strong>I comuni<\/strong>, perch\u00e8 facendo un po&#8217; di ammuina riescono ad elemosinare un po&#8217; di compensazioni aggratis.<\/p>\n<p><strong>I petrolieri<\/strong>, perch\u00e8 sulle autostrade non si viaggia mica in barca a vela.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;industria dell&#8217;auto<\/strong> o quello che ne resta, per la stessa ragione.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;industria delle grandi costruzioni<\/strong>, perch\u00e8 sono pur sempre mega appalti.<\/p>\n<p><strong>La &#8216;ndrangheta e le altre famiglie mafiose<\/strong>, perch\u00e8 un pezzo di quella filiera \u00e8 saldamente in mano loro.<\/p>\n<p><strong>I cavatori<\/strong>, perch\u00e8 serve un gran mucchio di materiali&#8230;<\/p>\n<h3><strong>Ma a noi, popolo, nuove autostrade servono?<\/strong><\/h3>\n<p><strong>B\u00e8, intanto leggiamo questi dati, per farci un&#8217;idea di quanto ci costano:<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.altreconomia.it\/mailimg\/autostrade.html\" target=\"_blank\"><strong>http:\/\/www.altreconomia.it\/mailimg\/autostrade.html<\/strong><\/a><br \/>\n<em>(l&#8217;articolo completo sul numero di marzo de l&#8217;Altreconomia)<\/em><\/p>\n<p>_____________________<\/p>\n<h3><strong>Autostrade regionali: Stralciato, per ora, l\u2019articolo 36 dalla Legge \u201cMisure per la crescita, lo sviluppo e l\u2019occupazione\u201d No a colate di cemento con la scusa di nuove, inutili, autostrade<\/strong><\/h3>\n<p><strong>\u201cLegambiente esprime grande soddisfazione per lo scampato pericolo.<\/strong> <strong>Il Consiglio regionale ha evitato di fare un indebito regalo a banche e grandi operatori speculativi del settore immobiliare, per intrigarli nel business delle autostrade regionali\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>E\u2019 questo il commento dell\u2019associazione ambientalista alla notizia che il voto che si sta svolgendo in merito alla legge Misure per la crescita, lo sviluppo e l\u2019occupazione ha stralciato dal provvedimento l\u2019articolo 36 dalla norma in discussione. <strong>\u201cSe questo articolo fosse passato<\/strong> &#8211; dichiara Damiano Di Simine, presidente Legambiente Lombardia &#8211; <strong>si sarebbe fornita una assurda legittimazione istituzionale ad investimenti di natura speculativa, a beneficio dei soliti noti e ai danni di enormi estensioni di suoli agricoli<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>L&#8217;articolo di legge, fortemente contestato dall\u2019associazione ambientalista, offriva ai concessionari di future autostrade regionali, come la Broni-Mortara o la Cremona-Mantova, la possibilit\u00e0 di arricchirsi, oltre che con l&#8217;esazione della tariffa autostradale, anche divenendo beneficiari di diritti esclusivi per realizzare investimenti immobiliari nei terreni circostanti le infrastrutture autostradali.<\/p>\n<p>Come ulteriore benefit, l&#8217;articolo prevedeva la drastica riduzione delle compensazioni ambientali dovute per mitigare gli effetti delle opere.<\/p>\n<p><strong>\u201cPer ora possiamo esultare per lo scampato pericolo<\/strong>, grazie alla battaglia dei Consiglieri in aula, siamo certi che il provvedimento verr\u00e0 riproposto a breve da Cattaneo in altre forme, ma almeno ora possiamo concentrarci sui punti qualificanti di una legge che deve servire a rilanciare lo sviluppo nella nostra Regione. Vogliamo che il futuro dei lombardi poggi su pilastri di economia vera e sostenibile, e non su speculazioni immobiliari e consumo di suolo\u201d.<\/p>\n<p>Di seguito, la lettera che Legambiente ha inviato a tutti i consiglieri regionali alla vigilia della discussione in aula:<\/p>\n<blockquote><p><strong>Vi sono molti e fondati motivi per cui tale articolo risulta non pertinente all&#8217;oggetto della norma ed inaccettabile sotto il profilo etico e dei fondamentali economici che giustificano la realizzazione di infrastrutture autostradali.<\/strong><\/p>\n<p><strong>E&#8217; evidente che tale articolo tenta di sanare una situazione che si trascina da decenni<\/strong> e che vede la nostra regione priva di una pianificazione strategica della mobilit\u00e0, talch\u00e9 le singole opere vengono pianificate e progettate in assenza di una visione complessiva della domanda, di una sua appropriata quantificazione nonch\u00e9 di una qualificazione dei bisogni che dovrebbero motivarne la realizzazione e supportarne i costi: la precariet\u00e0 e l&#8217;indefinizione contrattuale di tutti i project financing in essere trae origine proprio da tale vistosa carenza, che motiva la prudenza dei player chiamati a sostenere investimenti teoricamente molto redditizi, quali sono le concessioni autostradali.<\/p>\n<p><strong>Tuttavia la soluzione proposta \u00e8 peggiore del male<\/strong>, nel momento in cui estende alle concessioni di autostrade regionali una facolt\u00e0, gi\u00e0, ahinoi, prevista (peraltro senza particolare successo, viste le difficolt\u00e0 del settore immobiliare) per le opere di interesse nazionale concorrente, consistente nel rendere funzionali alla concessione interventi insediativi, per come previsti dall&#8217;art. 10 l.r. 15\/2008, in aree anche esterne al perimetro di concessione.<\/p>\n<p><strong>Tradotto, significa che, se un&#8217;autostrada NON si giustifica in termini di domanda d&#8217;uso, allora \u00e8 facolt\u00e0 del concessionario prevedere una copertura di costi attraverso qualsivoglia intervento insediativo-immobiliare<\/strong> (la definizione dell&#8217;articolo \u00e8 sufficientemente generica allo scopo) che garantisca un profitto. In questo modo si fornisce una piena copertura istituzionale a investimenti di natura speculativa impostati sulla generazione di una rendita autoreferenziale all&#8217;opera:<strong> le autostrade non sono pi\u00f9 un servizio ad un territorio che esprime un bisogno di mobilit\u00e0, ma divengono assi dorsali di giganteschi progetti immobiliari<\/strong>, con clausola di esclusivit\u00e0 a vantaggio del concessionario, che diviene di fatto il principale attore della pianificazione urbanistica lungo l&#8217;intera dorsale interessata dall&#8217;opera, sostituendo potest\u00e0 e competenze degli enti territoriali.<\/p>\n<p><strong>Gli effetti devastanti di una tale facolt\u00e0 sono facilmente prevedibili per i territori dell&#8217;agricoltura lombarda<\/strong>, in termini di progressione del consumo di suolo ben oltre lo stretto necessario a ospitare il sedime dell&#8217;opera, e di espansione virtualmente illimitata di fenomeni di sprawl insediativo, secondo un modello dissipativo di territorio e risorse che la nostra Regione da tempo non pu\u00f2 pi\u00f9 permettersi.<\/p>\n<p><strong>A rendere ancora pi\u00f9 inaccettabile la norma<\/strong> <strong>vi \u00e8 poi la previsione circa la riduzione degli oneri compensativi ambientali<\/strong>, che devono risultare compresi tra un massimo del 5 e un minimo dell&#8217;1% dei costi complessivi. Premesso che nel resto d&#8217;Europa le compensazioni ambientali sono normalmente parte integrante delle opere, con onere nell&#8217;ordine del 7% mentre in Lombardia tale onere \u00e8 ordinariamente molto pi\u00f9 basso e, normalmente, irrealizzato (poich\u00e8 le compensazioni ambientali vengono in genere barattate con altri interventi, per nulla ambientali, nella contrattazione con gli enti locali), \u00e8 vergognoso che in una legge che parla di sviluppo le opere ambientali vengano concepite come un ostacolo, come se il lavoro delle imprese che realizzano compensazioni ambientali valesse meno di quelle che fanno movimento terra o smaltimento (ci si augura lecito) di inerti.<\/p>\n<p><strong>Ma illogico e perfino grottesco \u00e8 il sorprendente principio in virt\u00f9 del quale la compensazione debba venir computata \u201cin misura inversamente proporzionale all&#8217;intero costo dell&#8217;opera\u201d<\/strong>. Se \u00e8 del tutto evidente che la prassi dovrebbe essere esattamente opposta, in quanto un&#8217;opera ha impatti maggiori quanto pi\u00f9 \u00e8 grande, questo principio \u00e8 di fatto un incentivo a fare opere pi\u00f9 grandi e costose, a prescindere da qualsiasi considerazione di necessit\u00e0 e appropriatezza al bisogno.<\/p>\n<p><strong>Si tratta di un principio che va nella direzione di un\u2019economia speculativa e \u201csuperdebitoria\u201d,<\/strong> che non ci sembra corrisponda alle esigenze del momento, e che \u00e8 stata smentita dalla prassi recente: valga in ci\u00f2 l&#8217;esempio, ormai riportato anche nei manuali accademici, del <strong>fallimento annunciato di Brebemi<\/strong>. Opera con costi attualmente stimati (considerando assieme BreBeMi e TEM, di fatto un unico progetto) in quasi 4 miliardi di euro al netto di tutt&#8217;ora imprecisati oneri finanziari e che, alla sua origine, era stata concepita per risolvere il nodo di traffico della tratta Milano-Bergamo della A4. Ebbene, quel nodo di traffico si \u00e8 risolto con la realizzazione della 4a corsia tra Milano e Bergamo, un&#8217;opera sicuramente meno costosa della TEM-Brebemi, ma molto pi\u00f9 funzionale a risolvere il problema. <strong>E Brebemi \u00e8 rimasta un&#8217;opera orfana di senso,<\/strong> e priva di una aspettativa di rientro economico a causa del venir meno (peraltro annunciato da molti analisti) degli importanti flussi di traffico che avrebbero dovuto derivare dallo shift di tracciato.<\/p>\n<p>Per tutto quanto detto, a nome e per conto di Legambiente Lombardia ma interpretando una sensibilit\u00e0 e un\u2019indignazione sempre pi\u00f9 diffusa e incalzante, <strong>vi invito fortemente a voler STRALCIARE l&#8217;intero art. 36 della norma in oggetto<\/strong>, approvando una legge che si concentri sugli aspetti qualificanti che pure sono rintracciabili in alcuni articoli del testo, e che indicano come prospettiva di sviluppo quella di un\u2019economia impostata su chiari indirizzi di efficienza nell&#8217;utilizzo delle risorse finanziarie, energetiche, ambientali e territoriali della Lombardia.<\/p><\/blockquote>\n<p><em><strong>Legambiente Lombardia<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Autostrade. 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