{"id":3774,"date":"2012-04-12T09:44:43","date_gmt":"2012-04-12T07:44:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=3774"},"modified":"2012-04-12T09:44:43","modified_gmt":"2012-04-12T07:44:43","slug":"negrarizzazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2012\/04\/negrarizzazione\/","title":{"rendered":"Negrarizzazione"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/negrarizzazione.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-3775\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/negrarizzazione.jpg\" alt=\"\" width=\"122\" height=\"184\" \/><\/a><\/p>\n<h1 style=\"text-align: center\">Negrarizzazione<\/h1>\n<h1 style=\"text-align: center\">(Gabriele Fedrigo) \u2013 Ed. QuiEdit Verona<\/h1>\n<p style=\"text-align: center\"><em>&#8220;Una generale mancanza di amore e di rispetto per il paesaggio da parte della classe politica chiamata a gestire il territorio, e una diffusa disaffezione della cittadinanza negrarese alla bellezza ricevuta dalle precedenti generazioni, ha ridotto la conca di Negrar a una propaggine brutalmente urbanizzata e cementizzata della periferia di Verona.&#8221; L&#8217;intera Valpolicella ormai \u00e8 da considerare &#8220;negrarizzata&#8221;, violentata negli ultimi trenta anni, ancora tenuta sotto sequestro dalla speculazione edilizia e da amministratori privi di cultura e di buon gusto.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il territorio di Negrar (comune situato in provincia di Verona, precisamente nella Valpolicella, terra del Recioto e dell\u2019Amarone, per chi \u00e8 amante del bere) \u00e8 il protagonista di questo volume, che tratta un fenomeno di cementificazione cos\u00ec massiccio e sfrenato da far nascere il nuovo termine negrarizzazione. Il neologismo vuole indicare l\u2019urbanizzazione selvaggia che ha trasformato, dagli anni \u201860 a oggi, il territorio di Negrar da uno dei pi\u00f9 belli della provincia veronese a una grande, uniforme, antiestetica (ma non illegale) colata di cemento. Dai capannoni prefabbricati (ovviamente l\u2019uno diverso dall\u2019altro!) alle ville, villette e villone, tutte ornate di pilastri bizzarri, tetti dalle mille pendenze, colori di ogni tonalit\u00e0 (purch\u00e9 appariscente), fino alle copie di statue celebri troneggianti in giardino (anche i mitici \u201cnanetti\u201d sono ormai fuori moda). Fedrigo riflette soprattutto su due questioni intimamente connesse: l\u2019aggressivit\u00e0 umana nei confronti della bellezza del paesaggio e gli effetti della rovina estetica sui funzionamenti neuro mentali degli abitanti che subiscono la negrarizzazione del territorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si propone, inoltre, la traduzione della negrarizzazione in metri cubi di cemento pro-capite negli anni 1965\/2008: 143 mc, contro i 53 mc della media italiana! Le radici storiche della negrarizzazione sono complesse: non si tratta solo di un\u2019allegra operazione di speculazione edilizia o di territorio considerato come terra di conquista, ma riflette il profondo cambiamento sociale della popolazione iniziato con il boom economico degli anni \u201960. Caos, anarchia, disordine, scarsa lungimiranza, indisciplina, vincoli urbanistici e architettonici vissuti da amministratori e cittadini come impedimenti da combattere e bypassare. Cos\u00ec non \u00e8 stata tutelata la Valpolicella, vero e proprio \u201cgiardino\u201d di Verona, con le sue verdi colline, valli ricoperte di viti e olivi, antichi paesi, ville ridenti e stupende chiese romaniche. Il libro ripercorre tutta questa storia, con dovizia di dati, immagini (\u201cprima\u201d e \u201cdopo\u201d la cementificazione) e testimonianze, elencando i provvedimenti edilizi e urbanistici approvati negli anni dalle singole amministrazioni (la cementificazione, in sostanza, \u00e8 bipartisan) e proponendo stralci di articoli, ricerche e commenti riguardanti il fenomeno della negrarizzazione. Dopo aver letto questo volume, sia pure con minore coinvolgimento rispetto a quello di un abitante di quel territorio, non si pu\u00f2 non pensare a quante centinaia di analoghi lavori potrebbero essere realizzati e dati alle stampe da volenterosi abitanti di altri comuni italiani. Comuni che hanno vissuto lo scempio del territorio in nome del benessere e dello sviluppo e ora si trovano sull\u2019orlo del collasso ambientale e sociale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Biografia<\/strong>:<\/p>\n<p><strong><\/strong><strong>Gabriele Fedrigo<\/strong>, \u00e8 membro dell\u2019\u00e9quipe \u201cPaul Val\u00e9ry\u201d (I.T.E.M. \u2013 C.N.R.S. Paris). Fra le sue pubblicazioni: \u201cChe cosa pu\u00f2 un uomo?\u201d (2005); Gladiator, l\u2019atleta del possibile (2007).<\/p>\n<p>Negrarizzazione. Speculazione edilizia, agonia delle colline e fuga dalla bellezza.<br \/>\ndi Gabriele Fedrigo<br \/>\nPagine: 233<br \/>\nPrezzo:\u00a0 19,00 euro<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Negrarizzazione (Gabriele Fedrigo) \u2013 Ed. 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