{"id":4024,"date":"2012-04-21T22:33:22","date_gmt":"2012-04-21T20:33:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=4024"},"modified":"2012-05-10T22:47:55","modified_gmt":"2012-05-10T20:47:55","slug":"catania-il-comune-svende-la-riserva-naturale-delloasi-del-simeto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2012\/04\/catania-il-comune-svende-la-riserva-naturale-delloasi-del-simeto\/","title":{"rendered":"Catania: il Comune svende la riserva naturale dell&#8217;Oasi del Simeto"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-4045\" title=\"20120421_oasi_simeto\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/20120421_oasi_simeto.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/20120421_oasi_simeto.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/20120421_oasi_simeto-300x135.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p><strong>A circa un anno dalle elezioni comunali catanesi, riparte il Piano di utilizzo dell\u2019area di protezione della riserva naturale Oasi del Simeto di Catania<\/strong> (la cosiddetta Zona B).<\/p>\n<h3><strong>Un \u201cPiano di utilizzo\u201d, appunto, che prevede un intervento massiccio, per lo pi\u00f9 edilizio, su circa 588,30 ettari, ai quali si aggiungono i preesistenti villaggi residenziali abusivi per circa 346,20 ettari.<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Alberghi dai 15 ai 40 piani, negozi, ristoranti, complessi residenziali, centri estetici, strutture nautiche, campi da golf e specchi d\u2019acqua artificiali,\u00a0 divoreranno il verde della preriserva naturale<\/strong> estendendosi fino ai limiti di quei 100 metri previsti per legge e nei quali il progetto prevede comunque qualche opera di antropomorfizzazione. Un mega Project Financing dal valore di \u201c1,8 miliardi di euro\u201d &#8211; ci dice l\u2019Architetto Rosario Leonardi, Responsabile del Procedimento &#8211; che costituisce variante al PRG e che porta le firme di Portnall Spa, Oasi del Simeto s.r.l. e Studio Petrina s.r.l..<\/p>\n<p><strong>L\u2019iter \u00e8 giunto al momento delle \u201cosservazioni\u201d, con le quali sar\u00e0 possibile presentare all\u2019Amministrazione le ragioni della propria contrariet\u00e0 al progetto.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Tra queste, ci sono anche quelle presentate dal comitato catanese di Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori:<\/strong> \u201c<em>Il Piano, che rientra nel Programma di Riqualificazione urbana e Sviluppo sostenibile del Territorio (PRUSST),<\/em> \u2013 denuncia il Forum -,<em> dietro i millantati obiettivi di valorizzazione della naturalit\u00e0 e di riqualificazione \u201csostenibile\u201d, nasconde interessi privatistici e sanatorie agli abusivi che avranno l\u2019effetto di devastare il polmone verde del territorio catanese. Senza contare che ci troviamo di fronte ad una zona tutelata da norme europee, nazionali e regionali; norme che il progetto sembra avere del tutto ignorato, focalizzandosi invece solo sull\u2019Art.89 della legge regionale n.6 del 2001 in materia di varianti agli strumenti urbanistici comunali<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><strong>Tecnicamente, il Piano d\u2019utilizzo \u00e8 finalizzato alla \u201criqualificazione ecologica ed ambientale dell\u2019Ecosistema\u201d della riserva naturale regionale \u201cOasi del Simeto\u201d<\/strong>, istituita nel 1984 col fine d\u2019incrementare le condizioni per la sosta e la nidificazione della fauna ed il restauro della vegetazione mediterranea.<\/p>\n<p><strong>In quanto alla zona particolare d\u2019intervento, poi, vale a dire la preriserva,<\/strong> l\u2019articolo 3 del Decreto 13 marzo 2002 parla di \u201c<strong>equilibrato rapporto tra attivit\u00e0 agricole e di allevamento ed attivit\u00e0 turistiche e sportive<\/strong>\u201d, mentre l\u2019art.4 prescrive che il piano di utilizzazione della preriserva debba prevedere iniziative di \u201cvalorizzazione delle risorse locali con particolare riguardo alle attivit\u00e0 artigianali, silvo-pastorali, zootecniche e alla lavorazione dei relativi prodotti, nonch\u00e9 alle attivit\u00e0 ricreative, turistiche e sportive\u201d. Ancora l\u2019art.4, infine, dice che il Piano dovr\u00e0 garantire \u201cun\u2019armonica integrazione del territorio dell\u2019area di protezione della riserva (preriserva) nel sistema di tutela ambientale della riserva\u201d.<\/p>\n<p><strong>Eppure, gi\u00e0 ad una prima sfogliata del progetto preliminare, quello che emerge \u00e8 esattamente il contrario<\/strong>, ossia un impoverimento di tali condizioni, una consistente perdita di suoli fertili ed un aggravamento consistente delle gi\u00e0 precarie condizioni idrogeologiche della zona.<\/p>\n<p><strong>L\u2019intervento avr\u00e0 certo l\u2019effetto di fare contento qualche turista facoltoso, ma allontaner\u00e0 quella fruizione virtuosa e avanguardista del territorio rappresentata dal turismo naturalistico;<\/strong> cos\u00ec come allontaner\u00e0 gli obiettivi di verde pro capite previsti per legge.<\/p>\n<p><strong>Un sacrificio inutile<\/strong>, considerato che al momento Catania ospita gi\u00e0 sufficienti strutture alberghiere e non si vede dunque la necessit\u00e0 di aggiungerne delle nuove.<\/p>\n<p><strong>Come tutti i poject financing, poi, anche questo prevede l\u2019investimento privato in cambio di un favore per il pubblico<\/strong>. Favore che \u2013 a parte quei finti propositi di naturalizzazione e riqualifica sostenibile sopra descritti \u2013 prevede un investimento di 150 milioni di euro destinati al cosiddetto \u201cpiano di recupero delle zone residenziali abusive\u201d. Anzi, precisa il Consiglio comunale, la proposta va avanti solo a condizione che la Portnall Spa garantisca agli abusivi della zona \u2013 almeno sulla carta &#8211; strutture pubbliche e servizi. Insomma, <strong>una sorta di sanatoria dell\u2019illegalit\u00e0 che costituisce prerogativa vincolante per la realizzazione del progetto<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 da precisare, al riguardo, che oggi nell\u2019Oasi del Simeto ci sono circa 5mila costruzioni abusive e circa 30mila abusivi che negli anni non si \u00e8 potuto e voluto allontanare<\/strong>, nonostante la mancanza di una sanificazione avesse reso del tutto illegale quel tipo di insediamento.<\/p>\n<p>Ma non solo: anche su questo versante il progetto risulta alquanto limitato. <strong>I 150 milioni, infatti, non sembrano sufficienti a realizzare le opere di recupero previste dal progetto<\/strong>, vale a dire i servizi primari e secondari, cos\u00ec come la costruzione di quest\u2019ultimi renderebbe necessario l\u2019allargamento delle strade e dunque l\u2019esproprio di alcune abitazioni; eventualit\u00e0 che ci risulta difficile potr\u00e0 avverarsi. <strong>Senza contare che l\u2019ulteriore cementificazione render\u00e0 ancora pi\u00f9 rischiosa la vita degli stessi destinatari del piano di recupero. Le zone interessate, infatti, ricadono nelle aree di pericolosit\u00e0 elevata di alluvione<\/strong>, le cui principali cause sono proprio da attribuire all\u2019impermeabilizzazione dei terreni causata dalla cementificazione.<\/p>\n<h3><strong>E, infine, dove sono la Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e la Valutazione d\u2019Incidenza (VI)?<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Inoltre, \u00e8 chiaro a tutti che le opere descritte nel progetto hanno decisamente un impatto ambientale, eppure al momento nessuna VAS e VI \u00e8 stata ragionata e comunicata<\/strong>.<\/p>\n<h2><strong>Ma cosa prevede nel particolare il progetto?<\/strong><\/h2>\n<p><strong>Oltre 50 pagine fitte di cemento, suddivise in 4 aree d\u2019intervento, le cosiddette Aree risorsa, tutte dislocate nella zona B, quella cio\u00e8 della preriserva.<\/strong><\/p>\n<h3><strong>1) &#8220;Porto canale&#8221;<\/strong><\/h3>\n<p><strong>La prima \u00e8 denominata \u201cPorto canale\u201d<\/strong> e prevede un porto turistico da 1200 posti con tanto di specchio d\u2019acqua artificiale, un cantiere navale, un \u201cgrande Albergo di circa 15\/20 piani\u201d \u2013 come si legge nello stesso progetto &#8211;\u00a0 strutture sportive, edilizia commerciale, un centro benessere, degli yacht club, bar, ristoranti, esercizi di vicinato, un centro fieristico navale, e pure un complesso residenziale dal nome \u201cBorgo marinaro\u201d, con tanto di \u201cverde privato\u201d e zone destinate alla viabilit\u00e0 e ai parcheggi.<\/p>\n<h3><strong>2) Il Golf Resort<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Il Golf Resort costituisce invece la Risorsa n.2:<\/strong> un enorme campo da golf per il quale il progetto \u201csi riserva in futuro di effettuare le indagini necessarie per realizzarlo\u201d. Campo dal golf che si andr\u00e0 a sostituire a terreno agricolo e che richieder\u00e0 uno spropositato utilizzo di risorse idriche per l\u2019irrigazione. Ma non solo, in questa zona \u00e8 prevista anche \u201cLe Colture del Mediterraneo\u201d. \u201cIl carattere di questa zona \u2013 si legge nel progetto &#8211; trae ispirazione dalle coltivazioni tipiche della nostra isola\u201d. Peccato che di queste coltivazioni rimarr\u00e0 ben poco; verranno invece predisposte delle colture artificiali, intervallate dai cosiddetti \u201cAlberi\u201d e \u201cSuite\u201d, strutture residenziali che ricordano le tipiche costruzioni arabe e le antiche masserie siciliane, i cui originali, intanto, scompaiono a causa dell\u2019incuria generale. Ed, infine, anche in quest\u2019area \u201csi prevede di inserire nuovi edifici, sia grandi che piccoli, come ristoranti, piccoli negozi e strutture ricettive\u201d.<\/p>\n<h3><strong>3) Il &#8220;Parco del Mediterraneo&#8221;<\/strong><\/h3>\n<p><strong>L\u2019Area riserva n.3, invece, si chiama il \u201cParco del Mediterraneo\u201d. Mai termine fu meno appropriato<\/strong>, visto che il \u201cParco\u201d prevede sei aree tematiche di cui una \u2013 si legge nel progetto \u2013 consiste in una \u201cgrande area alberghiera immersa nel verde, 30\/40 piani, situata nell\u2019area pi\u00f9 grande, insediata nella posizione maggiormente vantaggiosa e paesaggisticamente e\u00a0 panoramicamente suggestiva dell\u2019intera zona, ovvero quella che si affaccia sulla parte centrale dell\u2019Oasi con tanto di area benessere nella zona a sud\u201d.<\/p>\n<h3><strong>4) Zona turistico-ricreativa<\/strong><\/h3>\n<p><strong>L\u2019Area risorsa n.4, infine, si disloca lungo la fascia adiacente ai 100 mt dalla riserva.<\/strong> Anche qui, si prevedono attrezzature turistico-ricreative, un beauty farm, solarium, residenze, cos\u00ec come un ippodromo ed attrezzature balneari. Questa, infatti, \u00e8 anche \u201cl\u2019unica zona \u2013 si legge ancora \u2013 dove \u00e8 consentita la balneazione, da raggiungere attraverso un percorso pedonale adiacente alle aree sottoposte al piano di recupero\u201d, quelle abusive appunto.<\/p>\n<p><strong>Gi\u00e0 a questa prima superficiale descrizione, risulta difficile pensare che l\u2019Amministrazione non concordi sull\u2019irrealizzabilit\u00e0 delle opere previste, ma altrettanto vero \u00e8 che \u2013 in questo particolare momento politico \u2013 \u00e8 necessario rassicurare quei circa 30mila e pi\u00f9 abitanti dell\u2019Oasi del Simeto che il piano di recupero si far\u00e0 e che i servizi arriveranno.<\/strong><\/p>\n<p>E cos\u00ec, il 7 marzo scorso il Sindaco di Catania, Raffaele Stancanelli, ha firmato l\u2019atto amministrato dell\u2019indizione della Conferenza dei servizi, la cui data sar\u00e0 fissata a breve, dopo il recepimento delle osservazioni degli oppositori. Si tratta di un\u2019evoluzione della proposta progettuale \u201cVivere la natura nell\u2019Oasi del Simeto\u201d che, presentata nel 1999 e aggiornata qualche anno dopo, veniva approvata nel 2003 dal Consiglio comunale allora presieduto dal compagno di partito, Umberto Scapagnini. Conferenza che avr\u00e0 il compito di riunire tutti gli stakeholders interessati e di dare il via definitivo al piano. E viste le premesse, si preannunciano tempi lunghissimi.<\/p>\n<p><strong>16 aprile 2012<\/strong><\/p>\n<p><strong>COMITATO CATANESE FORUM NAZIONALE<br \/>\nSALVIAMO IL PAESAGGIO, DIFENDIAMO I TERRITORI<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/Osservazioni-ed-opposizione-al-progetto-ATI-Portnall-e-altri-SALVIAMO-IL-PAESAGGIO.odt1.pdf\">Osservazioni ed opposizione al progetto ATI Portnall e altri &#8211; SALVIAMO IL PAESAGGIO.odt<\/a><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4026\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/per-oasi-catania.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/per-oasi-catania.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/per-oasi-catania-300x135.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>8 maggio 2012<\/strong><\/p>\n<h3><strong>ASSOCIAZIONI CATANESI UNITE CONTRO IL PRUSST DELLA RISERVA NATURALE OASI DEL SIMETO<\/strong><\/h3>\n<p>La riserva naturale orientata Oasi del Simeto non si tocca. O almeno non nelle modalit\u00e0 previste dall\u2019ultimo intervento PRUSST \u201cVivere la Natura Oasi del Simeto\u201d. Lo chiedono, in un <a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/In-difesa-dellOasi-del-Simeto-LAppello-di-15-Associazioni-catanesi.pdf\" target=\"_blank\">documento congiunto<\/a>, 15 associazioni catanesi:<\/p>\n<p>CITTA\u2019INSIEME \u2013 \u201cFORUM NAZIONALE SALVIAMO IL PAESAGGIO DIFENDIAMO I TERRITORI\u201d SEZ. DI CATANIA \u2013 ITALIA NOSTRA CATANIA \u2013 LIPU CATANIA \u2013 COMITATO CITTADINO PORTO DEL SOLE \u2013 WWF CATANIA \u2013 CENTRO ASTALLI CATANIA \u2013 CISPA \u2013 COMITATO BORGO MARINARO DI OGNINA \u2013 ISTITUTO ITALIANO DEI CASTELLI \u2013 LA CITTA\u2019 FELICE \u2013 MOVIMENTI CIVICI SICILIA DELEGAZIONE DI CATANIA \u2013 ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO AMBIENTALE \u201cPUMA BIANCA\u201d \u2013 ASSOCIAZIONE RITA ATRIA \u2013 ASSOCIAZIONE ONLUS \u201cSTELLE E AMBIENTE\u201d<\/p>\n<p><strong><\/strong><a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/In-difesa-dellOasi-del-Simeto-LAppello-di-15-Associazioni-catanesi.pdf\" target=\"_blank\"><strong>Leggi il documento congiunto<\/strong> (formato pdf) &gt;<\/a><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4027\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/simeto.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/simeto.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/simeto-300x135.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A circa un anno dalle elezioni comunali catanesi, riparte il Piano di utilizzo dell\u2019area di protezione della riserva naturale Oasi del Simeto di Catania (la [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":113,"featured_media":4045,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[42,20],"tags":[459,460,461],"class_list":["post-4024","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-parchi-e-aree-protette","category-sicilia","tag-catania","tag-oasi-del-simeto","tag-parco-del-mediterraneo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4024","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/113"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4024"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4024\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4045"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4024"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4024"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4024"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}