{"id":4602,"date":"2012-05-31T22:30:03","date_gmt":"2012-05-31T20:30:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=4602"},"modified":"2012-05-31T23:32:18","modified_gmt":"2012-05-31T21:32:18","slug":"rebibbia-la-prigione-si-allarga-nel-parco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2012\/05\/rebibbia-la-prigione-si-allarga-nel-parco\/","title":{"rendered":"Rebibbia: la prigione si allarga nel parco"},"content":{"rendered":"<h3><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-4797\" title=\"20120531_parco_aguzzano\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/20120531_parco_aguzzano.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/20120531_parco_aguzzano.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/20120531_parco_aguzzano-300x135.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/h3>\n<h3><strong>Nell&#8217;area verde di Aguzzano, attigua al carcere di Rebibbia, la Regione Lazio vuole trasformare un casolare in un istituto di custodia per madri detenute. Timori per l&#8217;ambiente e dubbi normativi.<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Un&#8217;appendice del carcere di Rebibbia all&#8217;interno del Parco Regionale urbano di Aguzzano, periferia nord-est di Roma. Questo il progetto della Regione Lazio<\/strong> contestato da diverse associazioni di residenti e dal gruppo consiliare dell&#8217;IDV, che ha recentemente presentato un&#8217;interrogazione in proposito al Presidente del Consiglio Regionale.<\/p>\n<p><strong>Si sta parlando di un&#8217;area verde di 57 ettari assediata dal cemento, inserita in un contesto di forte urbanizzazione<\/strong>, in un territorio compreso tra Via Nomentana, Via Tiburtina e il Grande Raccordo Anulare.<\/p>\n<h3><strong>Un tesoro di natura e biodiversit\u00e0 amatissimo da chi lo frequenta quotidianamente e lo considera punto di incontro e socialit\u00e0, oltre che oasi di tranquillit\u00e0.<\/strong><\/h3>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-4800 alignleft\" style=\"margin-right: 10px;\" title=\"pianta\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/pianta.jpg\" alt=\"\" width=\"470\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/pianta.jpg 470w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/pianta-300x255.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 470px) 100vw, 470px\" \/>Ebbene, in uno dei casali<\/strong>, denominato \u201cAlba 2\u201d, che sorgono all&#8217;interno della riserva naturale, edifici costruiti nei primi anni del secolo scorso per opera dell&#8217;Anonima Laziale Bonifiche Agrarie, a breve potrebbe sorgere un I.C.A.M., ovvero un \u201cIstituto di Custodia Attenuata per Madri detenute\u201d. In poche parole un luogo da destinare alle detenute del vicino carcere di Rebibbia con figli piccoli. Da qui nascono perplessit\u00e0 e problemi.<\/p>\n<p><strong>Per realizzare il progetto dell&#8217;Icam all&#8217;interno del parco, infatti, sarebbero necessari lavori di grande impatto sul casale<\/strong>, come \u201cla realizzazione di un muro di cinta alto 4 metri\u201d, si legge nel testo dell&#8217;interrogazione a firma Idv, \u201cdoppia recinzione con messa in sicurezza delle aree interne ed esterne al casale con sistemi antiscavalcamento e introspezione, guardian\u00ece, sala d\u2019armi per carico e scarico delle stesse, dispositivi di sorveglianza, illuminazione, sensori notturni\u201d.<\/p>\n<p><strong>La struttura dell&#8217;\u201dAlba 2\u201d, insomma, verrebbe stravolta e con essa anche una vasta porzione di terreno circostante<\/strong>,<strong> il tutto all&#8217;interno di un&#8217;area di grande valore naturalistico, che ha conservato negli anni il suo aspetto di \u201cultimo lembo dell\u2019Agro Romano\u201d<\/strong>, e custodisce ancora le testimonianze dell\u2019antica attivit\u00e0 agricola che ne fa oggi un museo all\u2019aria aperta. <em>\u201cL\u2019adeguamento funzionale e la divisione di un\u2019ampia area intorno al Casale in tre aree concentriche distinte, sorvegliate e illuminate giorno e notte, renderebbero, di fatto, il casale pi\u00f9 simile ad un campo di prigionia se non ad un vero e proprio mini-carcere in mezzo ad un parco vincolato\u201d<\/em>.<\/p>\n<p><strong>E non c&#8217;\u00e8 solo l&#8217;aspetto ambientale a creare dubbi ad associazioni e istituzioni<\/strong>. \u201c<em>La recente legge n.62 del 21\/04\/2011, in vigore dal 01\/01\/2014,<\/em>\u201d prosegue il testo presentato dai consiglieri Giulia Rodano e Vincenzo Maruccio, \u201c<em>prevede gli arresti domiciliari per le detenute fino al compimento dei 6 anni per il bambino\/a (ove non sussista pericolo di fuga), oppure una casa-famiglia protetta, mentre solo in particolari e gravi casi \u00e8 prevista la detenzione presso un ICAM, di cui oggi risulta esistere solo un esempio assai problematico a Milano, peraltro inserito nel centro della citt\u00e0 e non in un parco pubblico\u201d<\/em>. Una legge che entrer\u00e0 in vigore solo nel gennaio 2014, quindi, non prevede l&#8217;utilizzo degli Icam se non nei casi pi\u00f9 gravi, preferendo per le detenute con figli al di sotto dei 6 anni d&#8217;et\u00e0 gli arresti domiciliari. Nel frattempo, per\u00f2, che fare?<\/p>\n<p>\u201c<em>Con la sentenza n. 11714 del 28.03.2012 della Corte di Cassazione<\/em>\u201d si aggiunge nell&#8217;interrogazione \u201c<em>pronunciatasi in merito all\u2019applicabilit\u00e0 della disciplina contenuta nella legge 62\/2011 si evince che il funzionamento degli ICAM deve ancora essere disciplinato con apposito regolamento e comunque<\/em> &#8216;non risulta adottata sin qui alcuna fonte di rango normativo, regolamentare o di altro genere che ne definisca in modo organico e unitario i compiti e le attribuzioni sul piano strutturale e ordinamentale&#8217;, <em>deducendo pertanto<\/em> &#8216;che gli istituti di che trattasi operano come articolazioni in via sperimentale di strutture della amministrazione penitenziaria&#8217;\u201d.<\/p>\n<p><strong>In altre parole, finch\u00e9 non entra in vigore la legge 62 non ci sono discipline alternative che governino la materia<\/strong>, tranne ci\u00f2 che viene deciso \u201cdalle strutture dell&#8217;amministrazione penitenziaria\u201d, ovvero il Ministero della Giustizia, Dipartimento dell\u2019Amministrazione Penitenziaria, Provveditorato Regionale del Lazio, Ufficio dei Detenuti e del Trattamento che, con una nota del 13.09.2011, ha evidenziato interesse per la realizzazione dell&#8217;Icam nel parco di Aguzzano, preferendo tale soluzione all&#8217;ipotesi legata agli arresti domiciliari.<\/p>\n<p><strong>Manca un ultimo tassello per\u00f2 al mosaico della vicenda<\/strong>.<strong> L&#8217;area verde di Aguzzano<\/strong>, come tutti i parchi e le riserve Regionali nel territorio del Comune di Roma, <strong>non ricadrebbe certo sotto la giurisdizione del Ministero della Giustizia<\/strong>. Ma <strong>RomaNatura, l&#8217;Ente regionale di competenza, \u00e8 attualmente commissariato<\/strong> dalla Giunta Polverini, come da decreto n.T0393 del 12.08.2010. <strong>Quindi l&#8217;Istituzione preposta alla tutela del parco non \u00e8 indipendente, ma i suoi vertici sono stati nominati da quella stessa Regione Lazio<\/strong>, promotrice della soluzione Icam nel casale Alba2.<\/p>\n<p><strong>Molti punti interrogativi circondano la vicenda dell&#8217;Icam nel parco di Aguzzano, di natura ambientale e non solo.<\/strong> Un&#8217;area protetta e sottoposta a vincoli paesistici inadatta ad ospitare una struttura detentiva, un Ente preposto alla gestione dell&#8217;area verde attualmente commissariato da chi vuole costruire l&#8217;Icam e una lacuna normativa che viene colmata senza che vi sia una disciplina alternativa specifica.<\/p>\n<p><strong>Residenti, associazioni e Istituzioni chiedono chiarezza sulla questione, per tutelare un parco pubblico che rappresenta, in quel quadrante della citt\u00e0, l&#8217;unico rifugio verde dall&#8217;assedio del cemento<\/strong> e per dare una risposta adeguata alle esigenze delle madri detenute e dei loro figli.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 se ancora non \u00e8 entrata in vigore la legge che disciplina gli Icam, lo sono gi\u00e0 quelle che tutelano il paesaggio e il verde pubblico. A cominciare dall&#8217;articolo 9 della Costituzione repubblicana.<\/p>\n<p><em><strong>Marco Bombagi<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell&#8217;area verde di Aguzzano, attigua al carcere di Rebibbia, la Regione Lazio vuole trasformare un casolare in un istituto di custodia per madri detenute. 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