{"id":4627,"date":"2012-05-25T09:53:48","date_gmt":"2012-05-25T07:53:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=4627"},"modified":"2012-05-25T15:19:52","modified_gmt":"2012-05-25T13:19:52","slug":"bologna-citta-metropolitana-approvato-con-un-accordo-il-nuovo-centro-sportivo-del-bologna-in-piena-campagna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2012\/05\/bologna-citta-metropolitana-approvato-con-un-accordo-il-nuovo-centro-sportivo-del-bologna-in-piena-campagna\/","title":{"rendered":"Approvato il nuovo centro sportivo del Bologna, in piena campagna"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-4633\" title=\"20120524_bologna_fc\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/20120524_bologna_fc.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/20120524_bologna_fc.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/20120524_bologna_fc-300x135.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p><strong>Marted\u00ec 15 maggio 2012<\/strong> la Provincia di Bologna, il Comune di Granarolo dell&#8217;Emilia e il Bologna Football Club S.p.A. (BFC) hanno sottoscritto un <strong>Protocollo d&#8217;Intesa per la costituzione di un centro sportivo<\/strong> \u201cdedicato, in modo particolare, alla crescita e formazione multidisciplinare educativa e sportiva dei giovani\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.provincia.bologna.it\/probo\/Engine\/RAServePG.php\/P\/1598010010300\/M\/309510010310\/T\/Protocollo-d8217intesa-tra-Provincia-di-Bologna-Comune-di-Granarolo-dell8217Emilia-e-Bologna-Football-Club\" target=\"_blank\">Protocollo e progetto sono consultabili sul sito della Provincia a questo link &gt;<\/a><\/p>\n<p><strong>Il progetto in sostanza riguarda (art.2 del Protocollo):<\/strong><\/p>\n<p><strong>&#8211; l&#8217;urbanizzazione di circa 22 ettari di area agricola<\/strong> localizzati nel Comune di Granarolo dell&#8217;Emilia vicino alla localit\u00e0 di Quarto Inferiore tra le vie Prati, la Lungosavena e San Donato con un indice di edificazione territoriale pari a 0,16 corrispondente ad una superficie edificabile di circa 35.200 mq da destinare ad aree e strutture sportive, strutture di servizio, spazi direzionali, di accoglienza e di supporto, alloggi per i giocatori e spazi polivalenti (l\u2019indice sar\u00e0 comunque meglio definito successivamente \u201cin misura corrispondente ai valori urbanisticamente appropriati per l\u2019ambito interessato\u201d);<\/p>\n<p><strong>&#8211; la riconversione delle superfici e dei volumi esistenti nell&#8217;attuale area sportiva del capoluogo di Granarolo dell\u2019Emilia<\/strong> di propriet\u00e0 dell\u2019Amministrazione Comunale ad altri usi anche residenziali e la cessione gratuita di quota parte dell&#8217;area al BFC pari ad una superficie territoriale adeguata nel rispetto degli indici di edificabilit\u00e0 previsti in analoghi ambiti consolidati dagli strumenti urbanistici, e sulla base di una valutazione di congruit\u00e0 economica che sar\u00e0 effettuata dagli uffici competenti, mentre nella restante superficie degli attuali impianti sportivi &#8211; che rimane di propriet\u00e0 del Comune \u2013 si pone a carico del BFC la realizzazione di verde pubblico attrezzato.<\/p>\n<p><strong>L\u2019interesse pubblico dichiarato (art.1 del Protocollo) consiste:<\/strong><\/p>\n<p>&#8211; <strong>nel progetto stesso di costruzione del centro sportivo<\/strong> \u201ccon la finalit\u00e0 di raggiungere uno sviluppo positivo del Club, legato fortemente alla crescita sociale ed economica della comunit\u00e0 di riferimento\u201d, considerando fondamentale dal punto di vista sociale, educativo e formativo sostenere percorsi che prevedano l\u2019avvio dei giovani all\u2019attivit\u00e0 sportiva considerata fattore di crescita e formazione;<\/p>\n<p>&#8211; <strong>nella realizzazione, a carico del BFC, di un tratto del tracciato dell\u2019\u201cAsse Intermedia di Pianura\u201d<\/strong>, infrastruttura inserita come opera strategica e prioritaria nel piano provinciale per la mobilit\u00e0 (PMP) della Provincia di Bologna (approvato il 31\/03\/2009). Si tratta, in particolare, dell\u2019adeguamento della via Prati tra lo svincolo della Lungosavena e la via San Donato, con annessa realizzazione di una rotatoria nell\u2019innesto tra la via Prati e la via San Donato;<\/p>\n<p>&#8211; <strong>nell\u2019opportunit\u00e0 di rinnovare la dotazione degli impianti sportivi di propriet\u00e0 del Comune <\/strong>bisognosi di robuste manutenzioni, ristrutturazioni e adeguamenti impiantistici e normativi per rispondere adeguatamente alle esigenze della comunit\u00e0 locale. A tal scopo all\u2019interno del centro, a totale carico del BFC, sar\u00e0 realizzata un\u2019area dedicata, con accesso proprio, ad uso del Comune di Granarolo dell\u2019Emilia e delle societ\u00e0 sportive ad esso convenzionate composta da un campo regolamentare in sintetico con tribuna coperta, spogliatoi, locali direzionali e di servizio oltre a due campi in sintetico di dimensioni minori, comunque idonei per allenamenti e \u201ccalcio a 5 \u201d. La relativa manutenzione straordinaria e le utenze saranno a carico del BFC per un periodo di 50 anni. La propriet\u00e0 di tale area sar\u00e0 ceduta gratuitamente al Comune.<\/p>\n<p>Preso atto che la realizzazione di un unico centro sportivo che raccoglie ed incrementa le attuali attivit\u00e0 sportive del BFC frammentate sul territorio \u00e8 stata considerata prioritaria dalle parti poich\u00e8 il BFC \u201crappresenta un patrimonio culturale e sociale oltre che sportivo per l\u2019intero territorio metropolitano bolognese\u201d. Il progetto presentato si profila come un nuovo polo funzionale di valenza sovracomunale che, come dichiarato dalle stesse parti nel Protocollo, ha una rilevanza per l\u2019intero territorio provinciale sia dal punto di vista ambientale, sia urbanistico sia socio economico.<\/p>\n<p><strong>Ci si domanda quindi perch\u00e9 \u00e8 stato scelto di promuovere il progetto, arrivando gi\u00e0 alla firma di un Protocollo di intesa, con un percorso che esula dai processi ordinari e degli strumenti di pianificazione presenti nel territorio e dall\u2019importante percorso partecipato oggi messo in campo dal Piano Strategico Metropolitano<\/strong> <em>[vedi nota in fondo su che cos&#8217;\u00e8 il PSM]<strong>.<\/strong><\/em><\/p>\n<p><strong>Considerando l\u2019ampia portata territoriale del progetto<\/strong>, il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) \u00e8 il primo strumento di pianificazione attraverso cui valutare opportunit\u00e0 e ripercussioni con tutti gli Enti locali interessati, e quindi poter giungere ad una scelta localizzativa trasparente e sostenibile. In coerenza con il PTCP, i Piani Strutturali Comunali (PSC) vigenti individuano gi\u00e0 una serie di aree (anche di riqualificazione) idonee alla localizzazione di poli funzionali, che assicurerebbero di ottenere \u201cuna unica localizzazione dotata delle infrastrutture di accessibilit\u00e0 necessarie e che presenti le adeguate caratteristiche di sostenibilit\u00e0 ambientale economica e sociale\u201d. (senza necessit\u00e0 di avviare un procedimento in variante). Al contrario nel Protocollo di intesa la considerazione delle \u201cmolteplici opportunit\u00e0 offerte dal territorio metropolitano di area vasta sia dal punto di vista delle dotazioni e delle specificit\u00e0 territoriali, economiche e sociali\u201d, rimane una mera dichiarazione che non \u00e8 sostanziata da alcuna valutazione n\u00e9 concertazione interistituzionale.<\/p>\n<p><strong>Nel merito la proposta:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><strong>consuma 22 ettari di suolo agricolo<\/strong> e di questi ne impermeabilizza almeno 2 ettari (e i campi da calcio in sintetico?) individuando un\u2019area che neppure risulta in continuit\u00e0 con il tessuto urbanizzato e non prendendo in considerazioni localizzazioni alternative magari gi\u00e0 contemplate negli strumenti di pianificazione territoriale ed urbanistica: un esempio poco lontano \u00e8 l\u2019area CAAB ancora in via di completamento nella quale \u00e8 gi\u00e0 prevista un\u2019area attrezzata specializzata di nuovo insediamento proprio al confine con il Comune di Granarolo dell\u2019Emilia altre opportunit\u00e0 potrebbero essere offerte dalle aree dismesse o gi\u00e0 individuate come ambiti di riqualificazione;<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li><strong>non \u00e8 sostanziata da nessuna valutazione in merito alla sostenibilit\u00e0 ambientale e infrastrutturale; non risulta presente nessuna accessibilit\u00e0 pubblica<\/strong> infatti l\u2019area non \u00e8 servita dal Servizio Ferroviario Metropolitano (SFM) ne da significativi collegamenti pedonali o ciclabili se non con il centro urbano di Granarolo dell\u2019Emilia. L\u2019unica accessibilit\u00e0 reale \u00e8 quella viabilistica e anche le infrastrutture viarie al servizio dell\u2019area devono comunque essere adeguate o sono da realizzare; di fatto ci troviamo a 5 km dalla prima infrastruttura significativa (tangenziale). A tali condizioni sembra gi\u00e0 problematico capire come accederanno giornalmente al centro i cinquecento ragazzi delle venti squadre giovanili del BFC che ora si allenano nei diversi campi della provincia e ancor pi\u00f9 difficile \u00e8 pensare ad un possibile futuro sviluppo dell\u2019area con l\u2019ipotesi di trasferimento dello Stadio che ben altri impatti avrebbe e che risulterebbe insostenibile se non servito da una linea di trasporto pubblico su ferro. [vedi nota in fondo sul disegno di legge Stadi presentato dal governo Monti]<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li><strong>le ragioni di scambio sembrano irrisorie; l\u2019interesse pubblico dichiarato<\/strong> e che, per legge, deve necessariamente sostanziare la procedura prevista di Accordo di Programma in variante alla strumentazione urbanistica <strong>sembra essere ben poca cosa rispetto all\u2019interesse privato dell\u2019operazione<\/strong> sia per la valorizzazione dei 22 ettari del centro sportivo (di propriet\u00e0 di Gian Paolo Rimondi socio del Presidente del BFC) e dei terreni circostanti (altri 30 ha risultano di proriet\u00e0 di Guaraldi, Presidente del Bologna FC e ci chiediamo di chi sono le aree limitrofe che conseguentemente alla realizzazione del progetto aumenteranno il loro valore profilando ulteriori desideri di espansioni urbanistiche) sia per la permuta di un terreno edificabile in centro a Granarolo dell\u2019Emilia.Non a caso questo dubbio \u00e8 stato in primis manifestato dal mondo sportivo che chiede di investire nella squadra piuttosto che in valorizzazioni immobiliari.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Se questo tipo di decisioni vengono prese in altri luoghi e con queste modalit\u00e0, la domanda a questo punto \u00e8 che cosa stiamo facendo oggi in questa sede del Piano Strategico Metropolitano e che cosa state chiedendo di discutere alle moltissime associazioni che hanno scelto di impegnarsi in questo importante percorso di partecipazione. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Chiediamo quindi alla Provincia di spiegare ai partecipanti al tavolo del PSM e all&#8217;intera collettivit\u00e0 metropolitana quale ragioni l&#8217;abbiano spinta a lavorare in tavolo separato a strategie di sviuluppo come quelle oggetto dell&#8217;accordo invece che portare il progetto al tavolo del PSM come viene richiesto a tutti. Dopodich\u00e8 potremo valutare la nostra permanenza al tavolo stesso.<\/strong><\/p>\n<p><em>Bologna, 23\/05\/2012<\/em><\/p>\n<p><em><strong>Comitato locale del Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio<\/strong><\/em><\/p>\n<p>__________________________________________<\/p>\n<p><strong>NOTE<\/strong><\/p>\n<p><strong>Che cos\u2019\u00e8 il Piano Strategico Metropolitano (PSM) di Bologna<\/strong><\/p>\n<p>Il Piano Strategico Metropolitano \u00e8 un processo volontario e collegiale, di pi\u00f9 soggetti pubblici e privati, teso alla condivisione e alla costruzione di una visione del futuro del nostro territorio, e mirato al suo posizionamento sulla scena regionale, nazionale e internazionale. In esso trovano esplicitazione le differenti rappresentazioni dei problemi e delle priorit\u00e0; si confrontano e trovano mediazione interessi e bisogni anche antagonisti; si mettono a punto gli obiettivi e le strategie necessarie; si definiscono i progetti possibili, le risorse potenzialmente utilizzabili e soprattutto si raccolgono le assunzioni di responsabilit\u00e0 dei diversi partner, pubblici e privati.<\/p>\n<p>\u00c8 promosso da Comune di Bologna, Provincia di Bologna, Regione Emilia-Romagna, e da Associazioni e Unioni dei Comuni, Universit\u00e0, Associazioni di categoria, Fondazioni bancarie, Legacoop.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il decreto (truffaldino) sugli stadi (AC2800)<\/strong><\/p>\n<p>Da questo punto di vista l\u2019operazione del Bologna FC potrebbe anticipare, giocando di sponda con le \u201cstrane notizie\u201d che provengono dal Parlamento: a quel che pare \u00e8 diventato &#8220;urgente e indifferibile&#8221; costruire stadi sportivi su aree a verde agricolo, e farlo in barba alle regole, ai piani e alla Costituzione. Il governo ha appena rilanciato, peggiorandolo, un disegno di legge sugli stadi (AC 2800), presentato a inizio legislatura dal governo Berlusconi per \u201cfavorire la costruzione di impianti sportivi a sostegno della candidatura dell\u00b4Italia a manifestazioni sportive internazionali\u201d. Ma lo sport ha il ruolo di un cavallo di Troia: gli articoli della legge (gi\u00e0 approvata al Senato e in discussione alla Camera) incoraggiano infatti la costruzione, intorno agli stadi, di zone residenziali e di servizi alberghieri e del terziario: ovvero vere e proprie new towns. Un progetto scellerato che sembrava essere stato messo da parte dopo la denuncia dell&#8217;ennesima &#8220;deregolation&#8221; urbanistica berlusconiana ma che il tecnico Monti prontamente riesuma. Si parla di impianti sportivi ma con annessi &#8220;complessi multifunzionali&#8221; tali da comprendere &#8220;ogni altro insediamento edilizio&#8221; anche in aree non contigue, con &#8220;attivit\u00e0 residenziali, direzionali, turistico-ricettive e commerciali&#8221;; e in compenso, anche a livello nazionale, non si accenna minimamente al tema dell&#8217;accessibilit\u00e0 a queste zone, che anche il semplice buon senso vorrebbe fossero ben servita da mezzi pubblici e tali da poter sopportare gli intensi flussi di traffico durante le competizioni sportive. Inoltre addirittura non esclude esplicitamente alcuna area o ambito sottoposto a vincoli archeologici, paesaggistici, idrogeologici, ambientali.<\/p>\n<p>Il Disegno di legge pro- stadi-e-cemento individua, come spesso accade, una procedura speciale semplificata di approvazione dei progetti che, di fatto, diventerebbe l&#8217;iter ordinario e permanente per ogni intervento che coinvolga impianti sportivi con capienza di almeno 7500 posti a sedere allo scoperto o di 4000 al coperto; questa procedura riguarderebbe anche i &#8220;complessi multifunzionali&#8221; ad essi collegati e arriva a comprendere ogni altro insediamento edilizio anche in aree non contigue, con attivit\u00e0 residenziali, direzionali, turistico-ricettive e commerciali. L&#8217;individuazione delle aree per la realizzazione di nuovi impianti sportivi o di nuovi complessi multifunzionali andr\u00e0 poi supportata da uno studio di fattibilit\u00e0, ma non esclude esplicitamente alcuna area o ambito sottoposto a vincoli archeologici, paesaggistici, idrogeologici, ambientali. Nel disegno di legge inoltre, non \u00e8 contemplato alcun criterio per valutare la dimensione degli interventi previsti. Se poi sono i Comuni a valutare &#8220;ogni altro insediamento edilizio ritenuto necessario ed inscindibile ai fini del complessivo equilibrio economico e finanziario della costruzione e gestione del complesso multifunzionale medesimo&#8221;, si potrebbe arrivare a costruire una nuova citt\u00e0 in una zona per tenere in equilibrio &#8220;economico e finanziario&#8221; la costruzione di uno stadio in un altra zona urbana.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Marted\u00ec 15 maggio 2012 la Provincia di Bologna, il Comune di Granarolo dell&#8217;Emilia e il Bologna Football Club S.p.A. 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