{"id":5232,"date":"2012-06-19T21:52:00","date_gmt":"2012-06-19T19:52:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=5232"},"modified":"2012-06-26T09:21:25","modified_gmt":"2012-06-26T07:21:25","slug":"catania-nuove-case-abusive-nelloasi-del-simeto-le-associazioni-in-rivolta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2012\/06\/catania-nuove-case-abusive-nelloasi-del-simeto-le-associazioni-in-rivolta\/","title":{"rendered":"Catania: nuove case abusive nell&#8217;oasi del Simeto, le associazioni in rivolta"},"content":{"rendered":"<div><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-5248\" title=\"20120618_oasi_simeto\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/20120618_oasi_simeto.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/20120618_oasi_simeto.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/20120618_oasi_simeto-300x135.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/div>\n<h3><strong>Dopo anni di stop, nella riserva naturale catanese dell\u2019Oasi del Simeto, quella che in tutto il mondo ci invidiano, si riprende a costruire abusivamente.<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Si costruisce nella zona dei villaggi Azzurro ed Ippocampo di Mare<\/strong>, in beffa a quelle associazioni di cittadini catanesi \u2013 Legambiente in testa \u2013 che in una preziosa riserva naturale vorrebbero evitare di trovare cemento e discariche abusive, tanto meno di rifiuti pericolosi.<\/p>\n<p><strong>Eppure, nell\u2019Oasi del Simeto, di case abusive ce ne sono oggi circa 3500, di cui parte di villeggiatura<\/strong>, abitate d\u2019estate e per il godimento individuale di un bene comune dall\u2019inestimabile valore naturalistico.<\/p>\n<p><strong>A volte anche con una certa arroganza, che in molti casi ha visto sorgere cancelli automatici e telecamere di sicurezza<\/strong> per limitare l\u2019accesso ai veri proprietari, vale a dire l\u2019intera cittadinanza.<\/p>\n<p><strong>Una questione trentennale quella dell\u2019abusivismo nell\u2019Oasi del Simeto<\/strong>, che parte negli anni \u201880 \u2013 quando la \u00a0riserva viene formalmente istituita con Decreto 14 marzo 1984, e in gran parte riconosciuta Sito di Importanza Comunitaria (SIC ITA070001) e Zona di Protezione Speciale (ZPS ITA070029). E che gi\u00e0 ancora prima, negli anni \u201970, aveva visto sorgere le case comunque abusive, se pur senza riserva.<\/p>\n<figure id=\"attachment_5233\" aria-describedby=\"caption-attachment-5233\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/oasi-del-simeto-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-5233  \" style=\"margin-right: 15px;\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/oasi-del-simeto-1-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/oasi-del-simeto-1-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/oasi-del-simeto-1.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-5233\" class=\"wp-caption-text\">Oasi del Simeto: Il canneto della vecchia ansa del fiume Simeto. Immaginiamo qualche albergo, anche di 30-40 piani, sullo sfondo! (immagine tratta dal sito di Legambiente Catania)<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Al momento, dunque, le questioni da risolvere sono due: bloccare le nuove costruzioni e demolire quelle famose 1700 case<\/strong>. Una battaglia che \u00e8 stata ripresa con forza da <strong>Legambiente<\/strong>, stavolta insieme al <strong>Comitato di Catania e Provincia della rete nazionale Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territor<\/strong>i ed il <strong>Forum catanese Acqua Bene Comune.<\/strong><\/p>\n<p>In merito al primo punto, in attesa che l\u2019Amministrazione dia qualche segnale, <strong>le associazioni si rivolgono direttament<\/strong><strong>e al\u00a0<\/strong><strong>procuratore Giovanni Salvi, che ha gi\u00e0 dimostrato la propria disponibilit\u00e0 ad intervenire.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Anche perch\u00e9, sul piano della legalit\u00e0 e della giurisprudenza, le questioni sono varie e tutte gravi<\/strong>, arrivando ad ipotizzare anche la circolazione di atti notarili fasulli di vendita, visto che risulta un controsenso la possibilit\u00e0 che case abusive possano essere vendute nel rispetto della legge.<\/p>\n<h3><strong>Pi\u00f9 complicato, invece, il secondo punto, quello della demolizione massiccia<\/strong>, che \u00e8 in realt\u00e0 l\u2019unica soluzione radicale in grado di salvare la riserva naturale e dare un chiaro segno di legalit\u00e0 alla citt\u00e0.<\/h3>\n<p><strong>\u201c1700 sono le case per cui si chiede la demolizione\u201d<\/strong>, ci fa sapere ancora de Pietro. Si tratta di quelle ubicate nei villaggi di Primo Sole Beach, Primo Sole II, San Giorgio, Aurora, Ippocampo di Mare e Azzurro. Meno gravi, invece, nella generosa ottica del male minore, quelle rientranti nei villaggi ex Paradiso degli Aranci e Vaccarizzo.<\/p>\n<p><strong>2 milioni di euro il costo totale dell\u2019operazione<\/strong>, compresa di smaltimento dei materiali e la totale bonifica. Insomma, <strong>un intervento del tutto fattibile e comunque ben meno impegnativo delle risorse che, ad esempio, richiederebbe al Comune il tanto pubblicizzato progetto Corso Martiri della Libert\u00e0.<\/strong> Quei 40 mila metri cubi di edilizio residenziale previsti nel progetto Cucinella, potrebbero infatti essere devoluti per l\u2019edilizia popolare, visto che di immobili privati a Catania ne abbiamo gi\u00e0 pi\u00f9 del necessario.<\/p>\n<p><strong>Chiara, per\u00f2, la ragione per cui negli anni non si \u00e8 mai deciso di risolvere la questione:<\/strong> <strong>la demolizione \u00e8 ovviamente una scelta impopolare.<\/strong> Ma \u00e8 vero anche che lo \u00e8 solo apparentemente: se da un lato, infatti, toccherebbe fare i conti con le opposizioni di persone certo poco gestibili, di cui molti neppure residenti a Catania, \u00e8 vero anche che ce ne sono ben pi\u00f9 altre che ne sarebbero invece contente. Senza contare che tale azione dovrebbe ritenersi comunque obbligatoria, visto che ci si trova di fronte ad un reato.<\/p>\n<h3><strong>Ed invece, non solo il reato non si punisce, ma si premia pure chi lo commette<\/strong>.<\/h3>\n<p>Stiamo parlando\u00a0 dell\u2019intervento <strong>PRUSST<\/strong> \u201cVivere la Natura dell\u2019Oasi del Simeto\u201d, quello che prevede <strong>un piano di recupero per i villaggi abusivi del valore di 150 milioni di euro; soldi da destinare alla realizzazione di servizi primari e secondari per gli abusivi della zona.<\/strong><\/p>\n<h3><strong>Quello stesso Piano di recupero che verr\u00e0 discusso in conferenza dei servizi il 18 luglio<\/strong>, parallelamente al mega <strong>progetto edilizio della Portnall italiana spa<\/strong> e che prevede la cementificazione della quasi totalit\u00e0 della preriserva del Simeto, la cosiddetta Zona B.<\/h3>\n<p><strong>Una vera e propria sanatoria, in un terreno che anche per ragioni di rischio idrogeologico non potrebbe neppure ospitarle quelle case; e soprattutto un premio all\u2019illegalit\u00e0<\/strong>, che non fa altro che minare la gi\u00e0 flebile fiducia nel cambiamento di quei catanesi che, senza alcun premio e con estrema difficolt\u00e0, cercano ogni giorno di vivere nel rispetto delle regole.<\/p>\n<p>Valentina Vella<br \/>\nSalviamo il Paesaggio Catania<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo anni di stop, nella riserva naturale catanese dell\u2019Oasi del Simeto, quella che in tutto il mondo ci invidiano, si riprende a costruire abusivamente. 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