{"id":5877,"date":"2012-07-20T23:25:40","date_gmt":"2012-07-20T21:25:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=5877"},"modified":"2012-07-31T22:10:13","modified_gmt":"2012-07-31T20:10:13","slug":"veneto-cemento-asfalto-e-sporchi-schei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2012\/07\/veneto-cemento-asfalto-e-sporchi-schei\/","title":{"rendered":"Veneto: cemento, asfalto e sporchi schei"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-5944\" title=\"20120720_veneto_gabrielepolo\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/20120720_veneto_gabrielepolo.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/20120720_veneto_gabrielepolo.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/20120720_veneto_gabrielepolo-300x135.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p>Pubblichiamo per intero una interessante inchiesta a firma <strong>Gabriele Polo<\/strong>, apparsa sul quotidiano &#8220;IL Manifesto&#8221; del 17 Luglio 2012 e visibile anche nel sito on line del quotidiano a <a href=\"http:\/\/www.ilmanifesto.it\/area-abbonati\/ricerca\/nocache\/1\/manip2n1\/20120717\/manip2pg\/06\/manip2pz\/325909\/manip2r1\/gabriele%20polo\/\" target=\"_blank\">questo link<\/a>.<\/p>\n<h2><strong>La manifattura non \u00abtira\u00bb pi\u00f9: oggi i miracoli a Nord-est si fanno con la rendita e le grandi opere. Tra speculazioni, distruzione del territorio, corruzione politica e la Camorra che si fa impresa<\/strong><\/h2>\n<p><em><strong>\u00a0Nemmeno sant&#8217;Antonio fa pi\u00f9 miracoli e non salva dalla crisi<\/strong><\/em> la sua \u00abindustria\u00bb, una delle principali di Padova: pellegrini in calo e turismo religioso in difficolt\u00e0, con un meno 3% tra 2010 e 2011. I frati osservano preoccupati una curva negativa e indifferente persino all&#8217;ultima ostensione del santo corpo. Le autorit\u00e0 locali sono corse ai ripari affidandosi a un mago delle promozioni,<strong> Josep Ejarque<\/strong>, che intende <em>\u00abrompere la dipendenza da pellegrinaggi, ostensioni e riti di passaggio\u00bb, per \u00abrigenerare i prodotti turistici padovani, puntando sui flussi europei e usando molto internet\u00bb.<\/em> Ejarque ha alle spalle i successi dei giochi olimpici di Barcellona &#8217;92, ma quelli erano anni di vacche grasse. Poi con le olimpiadi invernali di Torino 2006 le cose sono andate diversamente, considerato il poco che \u00e8 rimasto alla citt\u00e0 &#8211; debiti a parte &#8211; una volta spenti i costosi \u00abbotti\u00bb a cinque cerchi.<\/p>\n<p>Di fronte a una crisi che come una pestilenza colpisce un po&#8217; tutti, \u00e8 difficile dire se l&#8217;ispirazione salvifica possa essere la mistica antoniana o la managerialit\u00e0 virtuale. Di certo \u00e8 che, nel cuore del Nord-est &#8211; tra Padova, Mestre e Treviso &#8211; la <em><strong>\u00abstrada degli schei\u00bb<\/strong><\/em> da tempo ha cambiato punti di riferimento e consistenza.<\/p>\n<p><strong>Nell&#8217;ultimo decennio s&#8217;\u00e8 fatta sempre pi\u00f9 astratta, meno visibile quanto reale. Spostandosi dal manifatturiero ai servizi, alle concessioni, alla rendita.<\/strong> Un caso evidente \u00e8 il <strong>gruppo Benetton, che continua a produrre e vendere maglioncini e magliette, ma i soldi li fa con autostrade e aeroporti<\/strong>. Basta leggere l&#8217;ultimo bilancio di \u00abEdizione srl\u00bb, lo scrigno di famiglia. Fatturato 12.253 milioni di euro, utile netto 300 milioni &#8211; per met\u00e0 da attivit\u00e0 svolte all&#8217;estero -, cos\u00ec ripartiti: 52,4% da Autogrill, autostrade e aeroporti, 30,7% da infrastrutture e servizi per la mobilit\u00e0, 16,6% da tessile e abbigliamento (con quest&#8217;ultimo a segnare un -2% sull&#8217;anno precedente). Benetton vent&#8217;anni fa marchiava di s\u00e9 il trevigiano (squadre di basket e volley esibite come gioielli di famiglia), oggi pensa globale e sposta i suoi investimenti dal tessile alle concessioni che assicurano rendita: prossimo investimento, 12 miliardi per gli aeroporti, con relativa guerra delle tariffe. Una precisa concezione dello \u00absviluppo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Di Benetton, naturalmente ce ne \u00e8 uno, ma il caso \u00e8 sintomatico e l&#8217;illustre esempio fa scuola. Grandi e piccoli ne traggono ispirazione, aggiornando le vecchie abitudini di chi ha i piedi ben piantati sulla terra e la considera un suo bene. Da sfruttare il pi\u00f9 possibile e \u00abin proprio\u00bb.<\/strong><\/p>\n<h3><strong>Cos\u00ec si \u00e8 passati dal dilagare di capannoni industriali a quello delle speculazioni pi\u00f9 fantasiose, protagonisti gli stessi che trent&#8217;anni fa hanno cementificato mezzo Veneto e oggi continuano a farlo, dirottando sulla rendita tutto ci\u00f2 che hanno ricavato dal manifatturiero.<\/strong><\/h3>\n<p>Perch\u00e9 se c&#8217;\u00e8 un&#8217;ispirazione che \u00e8 stata abbandonata \u00e8 quella industriale &#8211; per molti ormai troppo faticosa e poco remunerativa. Perch\u00e9 gli \u00abschei\u00bb (veri o virtuali) si possono fare pi\u00f9 comodamente da novelli rentiers e senza il rischio d&#8217;impresa. Costruendo una nuova rete: non pi\u00f9 un distretto industriale ma un intreccio di relazioni &#8211; palesi e occulte &#8211; tra economia, politica e malaffare.<\/p>\n<h2><strong>Tra Veneto City e Nuova Romea<\/strong><\/h2>\n<h3><strong>La furia costruttrice, che da queste parti non tramonta mai, ruota sull&#8217;asse Padova-Mestre<\/strong>.<\/h3>\n<h3><strong>Veneto City e Nuova Romea sono le due mega-opere attorno cui e da cui partono una serie di altri progetti, per un giro d&#8217;affari superiore ai 20 miliardi di euro.<\/strong><\/h3>\n<h3><strong>VENETO CITY<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Veneto City<\/strong> \u00e8 un faraonico progetto da due milioni di metri cubi su un&#8217;area di 750.000 metri quadri, divisi tra i comuni di Dolo e Pianiga, a ridosso di quello di Mira: la logica \u00e8 quella delle newtown che hanno fatto la fortuna di Berlusconi (e costruito, mattone su mattone, il berlusconismo) declinata tutta in chiave commerciale.<\/p>\n<p><strong>Cosa ci sar\u00e0 dentro, di preciso, ancora non si sa<\/strong> (il progetto ha maglie molto larghe: outlet e botteghe, spazi fieristici e aree museali, alberghi e universit\u00e0, persino ospedali) <strong>e nemmeno importa molto. Quel che conta \u00e8 l&#8217;occupazione di una rilevante porzione di campagna<\/strong> con l&#8217;equivalente di un capannone largo 12 metri, alto 7 e lungo quanto il tratto dell&#8217;autostrada A4 che separa Padova Est da Villanova: 23 chilometri.<\/p>\n<p><strong>E&#8217; un progetto che vale 2 miliardi di euro, sponsorizzato prima dal centrosinistra e poi dal centrodestra<\/strong>, nato nel 1998 da una societ\u00e0 promossa da un selezionato gruppo di imprenditori padovani e trevigiani: Luigi Endrizzi (costruttore), Giuseppe Stefanel (industriale tessile), Fabio Biasuzzi (calcestruzzi e presidente di Nordest Ippodromi), Olindo Andrighetti (import di legname) e l&#8217;unico non veneto del gruppo, Giancarlo Selci (pesarese, industriale meccanico e cavaliere del lavoro).<\/p>\n<p><strong>Nel corso degli anni la societ\u00e0 Veneto City ha acquistato terreni ed \u00e8 diventata oggetto d&#8217;investimenti<\/strong>, aumentando progressivamente il proprio capitale oltre i 9 milioni di euro. Ma \u00e8 rimasta una societ\u00e0 in mano al costruttore Endrizzi, che grazie a due piccole srl di 10.000 euro ciascuna, detiene il 26% del totale azionario (un valore di quasi 2 milioni e mezzo). <strong>Chiavi di volta della valorizzazione di questo progetto<\/strong> &#8211; che porta con s\u00e9 strade, svincoli, caselli autostradali, aree verdi, allargando a oltre un milione di metri quadri l&#8217;area interessata &#8211; <strong>sono il passaggio dei terreni da uso agricolo a commerciale-industriale, una serie di varianti approvate dai comuni interessati<\/strong> (affascinati dai \u00abcontributi di costruzione\u00bb e dalle previsioni sulla futura Ici-Imu) e soprattutto il via libera al progetto da parte della giunta regionale guidata dal leghista Zaia, che dichiarandone la \u00abpubblica utilit\u00e0\u00bb ha cancellato tutti i pareri contrari e tutte le obiezioni istituzionali.<\/p>\n<p><strong>Un&#8217;approvazione arrivata di gran corsa il 31 dicembre del 2011, facendo lievitare il valore dei terreni,<\/strong> giusto in tempo per porre a bilancio cifre consistenti, far crescere patrimoni, per la salvezza delle societ\u00e0 di alcuni proprietari dei lotti e la tranquillit\u00e0 delle banche finanziatrici: <strong>sul modello dei derivati si creano soldi finti<\/strong>. <strong>Pazienza se poi, in questo modo, si gonfiano bolle immobiliari e finanziarie.<\/strong><\/p>\n<p>Del resto quella dei terreni comprati per poi cambiarne la destinazione d&#8217;uso, facendo del valore maggiorato una garanzia bancaria, \u00e8 una pratica ricorrente (c&#8217;\u00e8 persino chi costruisce ancora capannoni per lasciarli vuoti e farne solo una voce patrimoniale).<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/18746717_un-altra-battaglia-da-combattere-veneto-green-city-morte-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-5887\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/18746717_un-altra-battaglia-da-combattere-veneto-green-city-morte-2.jpg\" alt=\"L'area interessata dal progetto &quot;Veneto City&quot;\" width=\"428\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/18746717_un-altra-battaglia-da-combattere-veneto-green-city-morte-2.jpg 428w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/18746717_un-altra-battaglia-da-combattere-veneto-green-city-morte-2-300x210.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 428px) 100vw, 428px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>I lavori di Veneto City dovrebbero iniziare entro la fine del 2012, anche se il Cat (Comitato ambiente e territorio), che fin dall&#8217;inizio denuncia questa follia, spera ancora di bloccarli<\/strong>. Se pure inizieranno, non \u00e8 detto che la crisi economica ne permetta il completamento e non riduca Veneto City a un&#8217;enorme speculazione finanziaria, lasciando sul terreno solo qualche edificio e un scheletrico reticolo di strade.<\/p>\n<h3><strong>LA NUOVA ROMEA<\/strong><\/h3>\n<p><strong>E proprio una strada (anzi, un&#8217;autostrada) \u00e8 l&#8217;altra grande opera.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Viene da sud, \u00e8 la \u00abNuova Romea\u00bb, sarebbe l&#8217;ultima propaggine di un delirio chiamato Civitavecchia-Marghera<\/strong>, dal Tirreno all&#8217;Adriatico, tagliando gli Apennini.<\/p>\n<p><strong>Detta cos\u00ec sembra un doppione dell&#8217;Autostrada del sole. E, infatti, lo \u00e8.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Nel concreto sarebbe la trasformazione in autostrada dell&#8217;attuale Orte-Cesena<\/strong>, che proseguendo a nord attraverso Ravenna (tratto gi\u00e0 esistente) confluisce nella <strong>\u00abvecchia\u00bb Romea. Statale pericolosissima<\/strong> (ad alta frequenza d&#8217;incidenti) che arriva fino a Marghera (per unirsi al passante di Mestre): <strong>da anni si parla di un suo raddoppio,<\/strong> <strong>uno schieramento trasversale<\/strong> &#8211; che unisce i ravennati delle cooperative vicine al Pd (segretario nazionale in testa) ai berlusconiani di Vito Bonsignore &#8211; <strong>ha pensato di proporne la trasformazione in autostrada (a pagamento)<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;ipotesi \u00e8 al vaglio del Cipe<\/strong> che se riconoscer\u00e0 la legittimit\u00e0 delle varianti di programma, decretandone la \u00abpriorit\u00e0\u00bb, far\u00e0 partire i lavori per una spesa inizialmente prevista di <strong>quasi 10 miliardi<\/strong>.<strong> Non proprio bruscolini, in epoca di crisi<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Agli oppositori<\/strong> &#8211; che pure hanno pesato sulle ultime elezioni amministrative, con l&#8217;elezione del grillino Maniero a Mira e gli oltre mille voti di una lista appoggiata dai Comitati ambiente e territorio &#8211; <strong>non rester\u00e0 che l&#8217;ultima carta del ricorso al Tar.<\/strong><\/p>\n<p><em>\u00abPerch\u00e9 l&#8217;ideologia dello spreco che ha sorretto il berlusconismo<\/em> &#8211; sintetizza Antonio Draghi, architetto, uno dei promotori dei Cat e candidato sindaco del centro sinistra a Vigonono, sconfitto dalla Lega per un pugno di voti &#8211; <em>si sfalder\u00e0 quando dimostreremo che si pu\u00f2 creare lavoro e benessere curando l&#8217;esistente e il territorio. Quando passeremo dal consumo alla manutenzione<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Un modello di sviluppo <\/strong>che ricorda un po&#8217; la \u00abFabbrica di san Pietro\u00bb, un cantiere sempre aperto, <strong>che d\u00e0 lavoro per valorizzare l&#8217;esistente, piuttosto che per sotituirlo o aggiungere.<\/strong> Che punta sul riuso e sul riadattamento alle nuove esigenze di ci\u00f2 che \u00e8 stato abbandonato, come potrebbe accadere per tante aree ex-industriali del Nord-est.<\/p>\n<p><strong>Idea affascinante, ma che si scontra con interessi forti e &#8211; anche &#8211; con una cultura popolare ben radicata da queste parti.<\/strong><\/p>\n<h3><strong>A partire dalla tradizione contadina che fa coincidere l&#8217;uscita dalla famiglia originaria del primogenito maschio con la costruzione (in dote) di una nuova casa; comunque, a prescindere dagli edifici vuoti che possono esserci attorno.<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Aspettando che i poteri (e i costumi) cambino e compatibilmente con i tagli alla spesa, si comincer\u00e0 a scavare, spianare, costruire.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Non solo per Veneto City e Nuova Romea, ma per la Pedemontana<\/strong> (da Vicenza a Treviso a nord della A4), <strong>l&#8217;ipotizzata camionabile Marghera-Padova, la citt\u00e0 della moda di Fiesso d&#8217;Artico<\/strong> (200.000 metri cubi), <strong>Motor City<\/strong> (il \u00abparco dei motori\u00bb vicino a Verona) <strong>e una serie quasi infinita di strade, raccordi, bretelle, caselli.<\/strong> Senza dimenticare il <strong>polo<\/strong> <strong>logistico di Dogaletto<\/strong>, che si affaccia sulla laguna veneziana e dovrebbe essere collegato alla zona industriale di Padova da una nuova camionabile a pedaggio: i terreni dell&#8217;area per lo stoccaggio dei containers sono gi\u00e0 stati acquistati da Alba srl e con il solo cambio di destinazione d&#8217;uso &#8211; da agricolo a industriale &#8211; la societ\u00e0 dell&#8217;imprenditore romagnolo Franco Gandolfi guadagnerebbe circa 165 milioni di euro senza muovere un dito.<\/p>\n<h2><strong>Chisso, l&#8217;assessore d&#8217;asfalto<br \/>\n<\/strong><\/h2>\n<p><strong>Spending review permettendo, un po&#8217; qua e un po&#8217; l\u00e0, qualcosa rester\u00e0, perch\u00e9 il Veneto \u00abche conta\u00bb si far\u00e0 sentire anche a Roma,<\/strong> pensando di andare avanti cos\u00ec, nonostante tutto, fingendo di essere sani: dall&#8217;azienda a rete sul territorio alla rete della rendita del territorio.<\/p>\n<p><strong>Sotto il controllo e le spinte del deus ex machina che trasforma la terra in soldi (veri o virtuali, poco importa), il santo del cemento e dell&#8217;asfalto, Renato Chisso<\/strong>, gi\u00e0 socialista, dal 1995 consigliere regionale del centrodestra (prima Forza Italia, poi Pdl), attuale assessore alla mobilit\u00e0 della giunta Zaia.<\/p>\n<p><strong>Chisso rappresenta, insieme a Silvano Vernizzi (amministratore delegato di Veneto strade), la vera continuit\u00e0 del potere che dalla giunta Galan \u00e8 transitata a quella Zaia, basata sulla gestione di opere pubbliche e appalti.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Dirige il traffico della vera fabbrica di soldi del Nord-est odierno<\/strong>, il delicato intreccio tra economia e politica che frutta ricchezze, potere e un certo brivido del proibito che anche da queste parti conosce le sue \u00abvittime\u00bb.<\/p>\n<p>Come <strong>Lino Brentan<\/strong>, amministratore delegato dell&#8217;autostrada (a partecipazione pubblica) Venezia-Padova. Brentan, area Pd, lunga militanza nel Pci e nella Cgil, da febbraio \u00e8 <strong>agli arresti domiciliari, accusato di corruzione e \u00abatti contro i doveri d&#8217;ufficio\u00bb.<\/strong> Avrebbe distribuito appalti &#8211; frazionandoli in tanti lotti per evitare di metterli a gara &#8211; in cambio di mazzette; secondo Brentan servivano a \u00abfinanziare il partito\u00bb. Un Lusi in formato minore (le tangenti sarebbero attorno ai 100.000 euro), che negli interrogatori si sarebbe difeso parlando di \u00abfeste e iniziative elettorali\u00bb. Molto amico dell&#8217;assessore Chisso &#8211; nonostante le diverse provenienze politiche &#8211; <strong>Brentan potrebbe essere solo la punta di un iceberg<\/strong>: secondo il pm veneziano Carlo Mastelloni \u00absiamo arrivati di fronte al potere, a una cassaforte che ora si spera di aprire\u00bb. Dentro ci potrebbero trovare di tutto.<\/p>\n<p>Come \u00e8 accaduto, in un&#8217;altra inchiesta, alla Guardia di finanza che indagando su alcuni fallimenti sospetti di aziende in crisi \u00e8 arrivata alla criminalit\u00e0 organizzata, quella pi\u00f9 \u00abpesante\u00bb: bancarotta, evasione fiscale, truffa, sono le accuse che hanno portato in carcere <strong>Giuseppe Capatano, titolare dell&#8217;omonima holding<\/strong> e presidente dell&#8217;Associazione \u00abOsservatorio parlamentare europeo\u00bb (politicamente inesistente, eppur indiziato di un breve amoreggiamento con Scilipoti). Gli inquirenti sono convinti che Capatano e il suo gruppo siano legati al clan camorristico della famiglia Gionta di Torre Annunziata, che &#8211; anzi &#8211; ne siano la longa manus per controllare aziende venete in crisi, in particolare del settore costruzioni.<\/p>\n<p>Promettendo di sanare i passivi attraverso la costituzione di societ\u00e0 all&#8217;estero (domiciliate presso un box office in Gran Bretagna) cui intestare i beni delle imprese in difficolt\u00e0 prima di farle \u00absparire\u00bb. In cambio chiedeva e otteneva un pagamento in contanti pari al 15% del totale dei debiti. <strong>Un giro d&#8217;affari stimato attorno ai 50 milioni di euro e un&#8217;evasione fiscale di 5,5 milioni nel solo padovano.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Quella sul gruppo Catapano \u00e8 una delle tante inchieste in corso nel Veneto<\/strong> <strong>(Alessandro Naccarato, deputato del Pd, ne ha censito una quarantina in tre anni)<\/strong> che indicano come stia crescendo il ruolo delle mafie nell&#8217;economia del Nord-est, anche attraverso lo strozzinaggio nei confronti di centinaia di imprese che, messe alle strette dalla crisi economica, trovano chiusi gli sportelli delle banche e aperti quelli della malavita che \u00abinveste\u00bb e mette le mani sulle aziende, acquisendole direttamente o indirizzandone l&#8217;attivit\u00e0. Come sempre molto avviene nei servizi e nelle opere pubbliche.<\/p>\n<p>Dallo smaltimento dei rifiuti &#8211; in particolare quelli tossici che per anni il Nord-est ha \u00abaffidato\u00bb alla malavita campana e scaricato nel Mezzogiorno &#8211; all&#8217;edilizia e al movimento terra, settore in cui si sono specializzati i Casalesi. <strong>I clan sono molto interessati alle grandi opere, le sole (a parte le nicchie dell&#8217;alta qualit\u00e0 manifatturiera, pi\u00f9 difficili da infiltrare) che fanno ancora girare gli schei del Nord-est.<\/strong> Insieme al traffico illegale vero e proprio di merci (armi, droga) e persone (immigrazione e prostituzione) che dalla Trieste-Padova riforniscono tutta la penisola.<\/p>\n<p>\u00ab<em>La corsa della locomotiva veneta<\/em> &#8211; dice <strong>Massimo Carlotto<\/strong>, scrittore che per storia e mestiere conosce bene il ventre della \u00abbassa\u00bb padovana &#8211; <em>si \u00e8 alimentata per anni anche di evasione fiscale e lavoro nero, creando cos\u00ec un habitat perfetto per la criminalit\u00e0 e il riciclaggio dei soldi sporchi. Qui c&#8217;\u00e8 gente che gira con le valigette piene di contante che presta a strozzo o investe negli appalti, prendendosi le aziende e taglieggiandole<\/em>\u00bb. Ecco come e dove girano i soldi \u00abveri\u00bb nel Nordest di oggi. Un nuovo \u00abmiracolo\u00bb che sant&#8217;Antonio non avrebbe proprio saputo fare.<\/p>\n<p><em>Inchiesta di <strong>Gabriele Polo<\/strong><\/em><br \/>\n<em>Con la collaborazione di <strong>Sebastiano Canetta<\/strong> ed <strong>Ernesto Milane<\/strong><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblichiamo per intero una interessante inchiesta a firma Gabriele Polo, apparsa sul quotidiano &#8220;IL Manifesto&#8221; del 17 Luglio 2012 e visibile anche nel sito on [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":53,"featured_media":5944,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[126,41,24],"tags":[],"class_list":["post-5877","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-consumo-di-suolo-tematiche","category-opinioni","category-veneto"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5877","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/53"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5877"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5877\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5944"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5877"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5877"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5877"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}