{"id":6129,"date":"2012-08-03T09:15:24","date_gmt":"2012-08-03T07:15:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=6129"},"modified":"2012-08-03T10:18:20","modified_gmt":"2012-08-03T08:18:20","slug":"ancora-incidenti-durante-la-bonifica-dellex-enichem-di-manfredonia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2012\/08\/ancora-incidenti-durante-la-bonifica-dellex-enichem-di-manfredonia\/","title":{"rendered":"Ancora incidenti durante la bonifica dell&#8217;ex Enichem di Manfredonia"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-6140\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/20120802_enichem_manfredonia.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/20120802_enichem_manfredonia.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/20120802_enichem_manfredonia-300x135.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<h3><strong>Lo scorso aprile, una manovra azzardata durante l&#8217;abbattimento di una torre del vecchio impianto di fertilizzanti chimici chiuso nel 1991 ha disseminato nell&#8217;aria arsenico.<\/strong><\/h3>\n<p><strong>La memoria torna al 1976, quando l&#8217;area del petrolchimico fu scenario dell&#8217;esplosione di una colonna di lavaggio dell\u2019ammoniaca<\/strong> che disperse 10 tonnellate d\u2019anidride arseniosa e 18 tonnellate di ossido di carbonio. La citt\u00e0 fu evacuata per ben due volte e 17 sono gli operai morti fino ad oggi. Anche se il Tribunale ha archiviato tutto senza colpevoli.<\/p>\n<p><strong>\u201cNon abbassare la guardia. Mai. La sicurezza sempre in testa\u201d, recita un cartello dell\u2019Eni all\u2019ingresso del sito.<\/strong> Nell\u2019area che ha ospitato il petrolchimico Enichem di Manfredonia per la produzione di fertilizzanti il tempo non sembra passare mai. Soltanto un occhio attento nota cosa manca. Elementi che prima c\u2019erano e che oggi sono scomparsi portando via ogni traccia di s\u00e9. \u00c8 forse questa la differenza principale con la grande acciaieria tarantina dell\u2019Ilva. <strong>Per il resto le storie sono molto simili e presentano gli stessi ingredienti: il sogno della modernit\u00e0 industriale infranto contro la chimica che strappa via le vite di lavoratori, familiari e ignari cittadini entrando nelle case, di sorpresa.<\/strong> Cos\u00ec come molto simile \u00e8 la distanza dal mare. Poche centinaia di metri dividono l\u2019ex Enichem sipontina dalla spiaggia manfredoniana di Acqua di Cristo. Un tratto di costa in cui si trovano locali e due lidi balneari su cui l\u2019Arpa di Giorgio Assennato non svolge alcuna forma di monitoraggio ambientale.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/enichem_manfredonia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-6141\" style=\"margin-right: 10px\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/enichem_manfredonia.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/enichem_manfredonia.jpg 700w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/enichem_manfredonia-290x290.jpg 290w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/enichem_manfredonia-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/enichem_manfredonia-50x50.jpg 50w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><strong>Nel aprile scorso, durante i lavori di smantellamento delle due torri bianche e rosse<\/strong>, l\u2019ultima traccia visibile da lontano dell\u2019Enichem,<strong> la ditta che stava lavorando in subappalto ha perso il controllo della situazione<\/strong>. Si tratta di una srl specializzata in edilizia e che di bonifiche di siti industriale sa poco quanto nulla. <strong>Tant\u2019\u00e8 che con met\u00e0 di una delle torri ancora in piedi ha abbattuto anche il filtro collocato in cima.<\/strong>\u00a0Un vecchio filtro con pi\u00f9 di cinquant\u2019anni di vita che fino a quel momento ha trattenuto (a malapena) polveri di ogni tipo. <strong>Il contatto con il terreno ha sollevato una fitta nube che poi l\u2019Arpa ha dovuto confermare composta in buona parte da arsenico.<\/strong><\/p>\n<p><strong>I comuni di Monte Sant&#8217;Angelo e Manfredonia e l&#8217;Agenzia regionale per l\u2019ambiente si sono guardati bene dal raccontare\u00a0<\/strong><strong>le dinamiche dell\u2019incidente, <\/strong> annunciando la sospensione dei lavori per un incremento del livello di arsenico nelle rilevazioni della centralina (top secret i valori registrati). Dipendenti della Manfredonia vetro, industria che sorge accanto l\u2019ex Enichem hanno raccontato di aver visto avvicinarsi quella enorme nube e di aver continuato a lavorare come se nulla fosse. E come se nulla fosse \u00e8 ripreso lo smantellamento della torre. L\u2019area su cui sorge \u00e8 denominata Isola 5, ed \u00e8 circondata da una rete dietro la quale sono raccolti i cumuli dei detriti, in cima ai quali sono stati applicati innaffiatoi per mantenerli umidi ed evitarne la dispersione nell\u2019aria. Una tecnica di certo meno efficacie dei classici teloni utilizzati per operazioni di questo tipo.<\/p>\n<p><strong>Il titolare dei lavori nell\u2019isola 5 \u00e8 la Mosmode sas<\/strong> di Papaniciaro in provincia di Crotone (sede di un altro ex petrolchimico Eni) che ha con la societ\u00e0 creata da Eni per la bonifica di tutti i siti italiani, Syndial spa, un appalto nazionale. La Mosmode almeno fino a tre anni fa lavorava in associazione con l\u2019Agecos spa del re dei rifiuti delicetano Rocco Bonassisa. La prima si occupava della raccolta e dello smaltimento delle scorie, la seconda solo dello smaltimento. Il sistema dei subappalti ovviamente imperava. Ed impera. Come quello dato alla Falcon di Villa Santina in provincia di Udine, specializzata in saldature.<\/p>\n<p><strong>Quello dello scorso aprile non \u00e8 il primo incidente avvenuto nel corso delle operazioni di bonifica dell\u2019Isola 5<\/strong>. Cinque anni fa ci fu un altro eclatante errore durante lo smantellamento delle due torri.<\/p>\n<p>Nel 2007, mentre alcuni operai della ditta Falcon procedevano allo smantellamento di alcuni tubi ci sarebbe stata una fuga di arsenico che invest\u00ec almeno una novantina di loro. Quel tubo sarebbe stato segato con una semplice mola da 90 euro, e non con il plasma, strumento da 3000 euro che permette tagli \u201cpuliti\u201d senza dispersioni nell\u2019ambiente. Dopo la denuncia fatta dagli stessi dipendenti, seguirono controlli sanitari della Asl. Queste analisi testimoniarono concentrazioni di arsenico nell\u2019organismo ben oltre il livello consentito di 80 micron. Il tutto si risolse nel silenzio, con qualche multa amministrativa.<\/p>\n<p>L\u2019incidente sarebbe avvenuto a cinque mesi dall\u2019aggiudicazione dell\u2019appalto per i lavori di bonifica di quell\u2019area dove si trovava anche l\u2019impianto termoelettrico, il cuore meccanico dell\u2019intero petrolchimico. L\u2019impianto, una volta smontato fu rivenduto dall\u2019Enichem a due aziende, una russa ed un\u2019altra ucraina. Una cessione che qualcuno ricorda come \u201cstrana\u201d, visto che ne furono vendute le componenti ma non quello che viene detto \u201cestratto tecnico\u201d, in parole povere le istruzioni d\u2019uso. 700 tonnellate di macchinari (forni, torri etc\u2026) furono smontati e caricati su tir che attraversarono il centro sipontino per poi essere caricati sulle navi, come se si trattasse di un carico qualsiasi. Ne seguirono incontri tra comune e Syndial, qualche scaramuccia, poi silenzio.<\/p>\n<p><strong>Ma le stranezze e gli incidenti avvenuti nell\u2019area dell\u2019ex petrolchimico sono tanti. E la maggior parte di essi neanche si conosce.<\/strong><\/p>\n<p>Le decine di ettari suddivisi in mega discariche (le Isole) che si affacciano sul Golfo sipontino nascondo misteri che il tempo non riesce ancora a seppellire. Proprio come la discarica &#8220;scoperta&#8221; soltanto poche settimane fa nell&#8217;Isola 16 che si credeva ormai bonificata e messa in sicurezza.<\/p>\n<p><strong>Francesco Bellizzi<\/strong><br \/>\n<a href=\"mailto:francesco.bellizzi80@gmail.com\">francesco.bellizzi80@gmail.com<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo scorso aprile, una manovra azzardata durante l&#8217;abbattimento di una torre del vecchio impianto di fertilizzanti chimici chiuso nel 1991 ha disseminato nell&#8217;aria arsenico. 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