{"id":6405,"date":"2012-09-07T21:06:35","date_gmt":"2012-09-07T19:06:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=6405"},"modified":"2012-09-14T21:35:21","modified_gmt":"2012-09-14T19:35:21","slug":"litalia-e-in-deficit-di-suolo-agricolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2012\/09\/litalia-e-in-deficit-di-suolo-agricolo\/","title":{"rendered":"L&#8217;Italia \u00e8 in deficit di suolo agricolo"},"content":{"rendered":"<h2><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-6408\" title=\"20120907_italia_deficit_suoloagricolo\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/20120907_italia_deficit_suoloagricolo.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/20120907_italia_deficit_suoloagricolo.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/20120907_italia_deficit_suoloagricolo-300x135.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/h2>\n<h2><\/h2>\n<h2><\/h2>\n<h2><\/h2>\n<h2><\/h2>\n<h2><\/h2>\n<h2><\/h2>\n<h2><\/h2>\n<h2><\/h2>\n<h2><\/h2>\n<h2><strong>L\u2019Italia consuma pi\u00f9 di quanto il proprio suolo agricolo \u00e8 in grado di produrre. <\/strong><\/h2>\n<h3><strong>Il nostro Paese ha infatti un deficit di suolo agricolo di quasi 49 milioni di ettari e riesce a coprire poco pi\u00f9 dei consumi di tre italiani su quattro. <\/strong><\/h3>\n<h2><strong>La prima causa di questa perdita \u00e8 la cementificazione.<\/strong><\/h2>\n<p><strong>Respingere l\u2019abbandono dell\u2019agricoltura, ma soprattutto impedire la perdita di suolo e bloccare la cementificazione sono gli obiettivi che l\u2019Italia deve darsi per tutelare il comparto agricolo.<\/strong><\/p>\n<p>Obiettivi che dovrebbero ritrovarsi nelle politiche europee, in primis nella <strong>PAC (la Politica Agricola Comune)<\/strong> e quindi nei nuovi Piani di sviluppo rurale che condizioneranno il modo di fare agricoltura in Italia nei prossimi anni. Uno dei principali punti deboli del settore resta sempre la<strong> diminuzione della superficie agricola utilizzata (SAU).<\/strong><\/p>\n<p>Dagli anni Settanta la superficie &#8211; che comprende seminativi, orti familiari, arboreti e colture permanenti, prati e pascoli &#8211; \u00e8 diminuita del 28%. Tra il 1971 e il 2010 si \u00e8 ridotta di 5 milioni di ettari, passando da quasi 18 milioni di ettari a poco meno di 13: una superficie pari a Lombardia, Liguria ed Emilia Romagna messe insieme.<\/p>\n<p>A rilevarlo \u00e8 il <strong>ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali <\/strong>nel dossier <a href=\"http:\/\/t.co\/Yh54SdPI\"><strong><em>Costruire il futuro: difendere l&#8217;agricoltura dalla cementificazione<\/em><\/strong> <\/a>realizzato con la collaborazione di Inea, Ispra e Istat.<\/p>\n<p>Ad avere la peggio sono i terreni dedicati a seminativi e prati permanenti, da cui provengono i prodotti di base dell&#8217;alimentazione degli italiani: pane, pasta, riso, verdure, carne e latte.<br \/>\n<strong><\/strong><\/p>\n<p><strong>L\u2019altra questione che viene messa in evidenza in questo studio \u00e8 che mentre la superficie agricola utilizzata diminuisce, la popolazione aumenta.<\/strong><\/p>\n<p>Se fino ad oggi \u00e8 stata sostenuta la tesi secondo cui la meccanizzazione forzata, lo sfruttamento di risorse e l\u2019aumento della produzione sono le soluzioni pi\u00f9 efficaci per sostenere l\u2019agricoltura e per rispondere alla domanda di cibo (negli anni &#8217;50 un ettaro di terreno a frumento produceva circa 1,4 tonnellate di prodotto, oggi ne produce 4), il ricorso massiccio ad input esterni non si \u00e8 tradotto in un effettivo vantaggio competitivo.<\/p>\n<p>Come se non bastasse, <strong>la continua perdita di terreno agricolo porta l&#8217;Italia a dipendere sempre pi\u00f9 dall&#8217;estero per approvvigionarsi di risorse alimentari basilari<\/strong>. L&#8217;Italia attualmente produce circa l&#8217;80-85% delle risorse alimentari necessarie a coprire il fabbisogno degli abitanti. In pratica copre poco pi\u00f9 dei consumi di tre italiani su quattro: appena del 33% per quanto riguarda le leguminose, del 34% per lo zucchero, del 69% per le patate, del 64% per il latte e del 72% per le carni. Meglio il riso (274%), frutta fresca (126%), ortaggi (103%) e pomodoro (181%) e uova (101%).<\/p>\n<p><strong>In pratica l&#8217;Italia consuma pi\u00f9 di quanto il proprio suolo agricolo \u00e8 in grado di produrre<\/strong>: \u00e8 quanto emerge dall&#8217;analisi del deficit di suolo agricolo, indicatore messo a punto dal Sustainable Europe Research Institute di Vienna. In base a questo studio si considera deficitario un Paese in cui il terreno agricolo utilizzato \u00e8 inferiore per estensione a quello necessario per coprire i consumi della popolazione. E <strong>l&#8217;Italia ha un deficit di suolo agricolo di quasi 49 milioni di ettari<\/strong>:<strong> per coprire i consumi della propria popolazione avrebbe bisogno di 61 milioni di ettari di terreno agricolo utilizzato, mentre la superficie attuale supera appena i 12 milioni.<\/strong><\/p>\n<p><strong>La prima causa della perdita di suolo agricolo \u00e8 la cementificazione<\/strong> e in generale la copertura del suolo con materiali come cemento, metallo, vetro, asfalto. Secondo il Rapporto annuale Istat 2012, le superfici edificate in Italia coprono il 6,7% del territorio nazionale. La Pianura padana, ovvero l&#8217;area agricola pi\u00f9 vasta e produttiva della Penisola, ha una percentuale media di superfici edificate pari al 16,4% del territorio.<\/p>\n<p><em>Daniela Sciarra<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Italia consuma pi\u00f9 di quanto il proprio suolo agricolo \u00e8 in grado di produrre. 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