{"id":6428,"date":"2012-09-11T22:57:13","date_gmt":"2012-09-11T20:57:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=6428"},"modified":"2012-09-20T22:49:50","modified_gmt":"2012-09-20T20:49:50","slug":"il-paesaggio-preso-a-schiaffi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2012\/09\/il-paesaggio-preso-a-schiaffi\/","title":{"rendered":"Il paesaggio preso a schiaffi"},"content":{"rendered":"<h3><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-6429\" title=\"20120911_paesaggiopresoaschiaffi\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/20120911_paesaggiopresoaschiaffi.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/20120911_paesaggiopresoaschiaffi.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/20120911_paesaggiopresoaschiaffi-300x135.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/h3>\n<h3><strong>Un&#8217;importante firma del giornalismo italiano, Ernesto Galli della Loggia, descrive lo scempio delle nostre coste e lancia l&#8217;allarme: per salvare il prezioso patrimonio italiano \u00e8 necessaria una drastica &#8220;inversione di tendenza&#8221; che non pu\u00f2 avvenire senza la mobilitazione dell&#8217;opinione pubblica.<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Finalmente anche i grandi giornali paiono accorgersi (era ora!) della tragedia che si consuma da decenni in Italia<\/strong>: centinaia di chilometri di costa danneggiati irrimediabilmente da ogni genere di abusivismo, centri storici stravolti da una crescita urbana cancerosa, luoghi bellissimi rovinati per sempre, che non esistono pi\u00f9&#8230;<\/p>\n<h3><strong>Alessandro Mortarino, coordinatore nazionale del Forum &#8220;Salviamo il Paesaggio&#8221;, risponde cos\u00ec a Galli della Loggia.<\/strong><\/h3>\n<p><em>Gentile Ernesto Galli della Loggia,<\/em><\/p>\n<p><em><strong>condividiamo appieno le sue considerazioni<\/strong>, e concordiamo sulla necessit\u00e0 che la cittadinanza italiana si erga a difensore concreto dei nostri territori e paesaggi.<\/em><\/p>\n<p><em><strong>Ma,\u00a0per quanto riguarda il suo sollecito ad una &#8220;grande alleanza&#8221; di tutti i soggetti della Societ\u00e0 Civile, vogliamo ricordarle che questa aggregazione gi\u00e0 esiste<\/strong>, dalla fine dell&#8217;ottobre dello scorso anno: <strong>il Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio, 783 organizzazioni aderenti<\/strong> (tra cui 80 associazioni nazionali molto trasversali e rappresentative dell&#8217;ambientalismo, dell&#8217;altra economia, delle aggregazioni tra Enti Locali, del mondo agricolo, dell&#8217;associazionismo turistico e ricreativo, dei professionisti del settore e a cui si aggiungono 703 tra associazioni e comitati territoriali), <strong>organizzato attraverso 131 Comitati Salviamo il Paesaggio locali.<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>Dal 27 di febbraio il Forum nazionale ha messo in atto un&#8217;iniziativa singolare nel nostro Paese: la campagna nazionale &#8220;Censimento del cemento&#8221;<\/strong>, attraverso la quale \u00e8 stata inviata una richiesta a tutti gli 8.101 Comuni italiani per sollecitare, entro sei mesi, la compilazione e restituzione di una particolare scheda di censimento.<\/em><\/p>\n<p><em>Molte informazioni le potr\u00e0 ricavare dal nostro sito, ma resto a completa disposizione per ogni ulteriore necessit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em><strong>Alessandro Mortarino<\/strong><\/em><br \/>\n<em>Coordinatore nazionale del Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio<\/em><\/p>\n<p>___________<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h1><strong>Il paesaggio preso a schiaffi<\/strong><\/h1>\n<p><em><strong>di Ernesto Galli della Loggia <\/strong>(Il Corriere della Sera, 27\/08\/2012)<\/em><br \/>\nTrascorrere qualche giorno in Calabria &#8211; dico la Calabria solo come un caso esemplare (e pur sapendo di dispiacere agli amici che vi conto), dal momento che quanto \u00e8 successo l\u00ec \u00e8 pi\u00f9 o meno successo in mille altre contrade della Penisola &#8211; significa essere posti di fronte ad uno spettacolo a suo modo apocalittico. Ed essere costretti ad interrogarsi su tutta la recente storia del Paese.<\/p>\n<p>Lo spettacolo apocalittico \u00e8 quello della condizione dei luoghi. Sono cose note ma non bisogna stancarsi di ripeterle. Centinaia di chilometri di costa calabrese appaiono distrutti da ogni genere di abusivismo: visione di una bruttezza assoluta quanto \u00e8 assoluto il contrasto con l&#8217;originaria amenit\u00e0 del paesaggio. Dal canto loro i centri urbani, di un&#8217;essenzialit\u00e0 scabra in mirabile consonanza con l&#8217;ambiente, sebbene qua e l\u00e0 impreziositi da autentici gioielli storico-artistici, sono oggi stravolti da una crescita cancerosa: chiusi entro mura di lamiere d&#8217;auto, per met\u00e0 non finiti, luridi di polvere, di rifiuti abbandonati, di un arredo urbano in disfacimento. L&#8217;inaccessibile (per fortuna!) Aspromonte incombente sulle marine figura quasi come il simbolo di una natura ormai sul punto di sparire; mentre le serre silane sono gi\u00e0 in buona parte solo un ricordo di ci\u00f2 che furono. Luoghi bellissimi sono rovinati per sempre. Non esistono pi\u00f9. Ma nel resto d&#8217;Italia non \u00e8 troppo diverso: dalla Valle d&#8217;Aosta, alle riviere liguri, a quelle abruzzesi-molisane, al golfo di Cagliari, ai tanti centri medi e piccoli dell&#8217;Italia peninsulare interna (delle citt\u00e0 \u00e8 inutile dire), raramente riusciti a scampare a una modernizzazione devastatrice. Paradossalmente proprio la Repubblica, nella sua Costituzione proclamatasi tutrice del paesaggio, ha assistito al suo massimo strazio.<\/p>\n<p>Ma oggi forse noi italiani cominciamo finalmente a renderci conto che distruggendo il nostro Paese tra gli anni 60 e 80 abbiamo perduto anche una gigantesca occasione economica. L&#8217;occasione di utilizzare il patrimonio artistico-culturale da un lato e il paesaggio dall&#8217;altro &#8211; questi due caratteri unici e universalmente ammirati dell&#8217;identit\u00e0 italiana &#8211; per cercare di costruire un modello di sviluppo, se non potenzialmente alternativo a quello industrialista adottato, almeno fortemente complementare. Un modello di sviluppo che avrebbe potuto essere fondato sul turismo, sulla vacanza di massa e insieme sull&#8217;intrattenimento di qualit\u00e0, sulla fruizione del passato storico-artistico (siti archeologici, musei, centri storici), arricchita da una serie di manifestazioni dal vasto richiamo (mostre, festival, itinerari tematici, ecc.); un modello capace altres\u00ec di mettere a frutto una variet\u00e0 di scenari senza confronti, un clima propizio e &#8211; perch\u00e9 no? &#8211; una tradizione gastronomica strepitosa. \u00c8 davvero assurdo immaginare che avrebbe potuto essere un modello di successo, geograficamente diffuso, con un alto impiego di lavoro ma investimenti non eccessivi, e probabilmente in grado di reggere assai meglio di quello industrialista all&#8217;irrompere della globalizzazione, dal momento che nessuna Cina avrebbe mai potuto inventare un prodotto analogo a un prezzo minore?<\/p>\n<p>Capire perch\u00e9 tutto ci\u00f2 non \u00e8 accaduto significa anche capire perch\u00e9 ancora oggi, da noi, ogni discorso sull&#8217;importanza della cultura, sulla necessit\u00e0 di custodire il passato e i suoi beni, di salvare ci\u00f2 che rimane del paesaggio, rischia di essere fin dall&#8217;inizio perdente.<\/p>\n<p>Il punto chiave \u00e8 stato ed \u00e8 l&#8217;indebolimento del potere centrale: del governo nazionale con i suoi strumenti d&#8217;intervento e di controllo. In realt\u00e0, infatti, in quasi tutti gli ambiti sopra evocati \u00e8 perlopi\u00f9 decisiva la competenza degli enti locali (Comune, Provincia, Regione), tanto pi\u00f9 dopo l&#8217;infausta modifica \u00abfederalista\u00bb del titolo V della Costituzione. Lo scempio del paesaggio italiano e di tanti centri urbani, l&#8217;abbandono in cui versano numerose istituzioni culturali, l&#8217;impossibilit\u00e0 di un ampio e coordinato sviluppo turistico di pregio e di alti numeri, sono il frutto innanzi tutto della pessima qualit\u00e0 delle classi politiche locali, della loro crescente disponibilit\u00e0 a pure logiche di consenso elettorale (non per nulla in tutta questa rovina il primato \u00e8 del Mezzogiorno). Questa \u00e8 la verit\u00e0: negli anni della Repubblica il territorio del Paese \u00e8 sempre di pi\u00f9 divenuto merce di scambio con cui sindaci, presidenti di Regione e assessori d&#8217;ogni colore si sono assicurati la propria carriera politica (per ottenere non solo voti, ma anche soldi: vedi il permesso alle societ\u00e0 elettriche d&#8217;installare pale eoliche dovunque).<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, si sa, sono molte le cose pi\u00f9 popolari della cultura: elargire denari a pioggia a bocciofile, circoli sportivi, corali, sagre, feste patronali e compagnia bella, rende in termini di consenso assai pi\u00f9 che il restauro di una chiesa. I politici calabresi sanno benissimo che la condizione in cui si trovano i Bronzi di Riace &#8211; fino ad oggi nascosti da qualche parte a Reggio, in attesa da anni di un museo che li ospiti &#8211; se \u00e8 un vero e proprio scandalo nazionale, tuttavia non diminuisce di un briciolo la loro popolarit\u00e0 a Crotone o a Vibo Valentia.<\/p>\n<p>Solo un intervento risoluto del governo centrale e dello Stato nazionale pu\u00f2 a questo punto avviare, se \u00e8 ancora possibile, un&#8217;inversione di tendenza; che per\u00f2 deve essere necessariamente anche di tipo legislativo. Ma per superare i formidabili ostacoli che un&#8217;iniziativa siffatta si troverebbe di sicuro davanti, deve farsi sentire alta e forte la voce dell&#8217;opinione pubblica, per l&#8217;appunto nazionale, se ancora n&#8217;esiste una. Non \u00e8 ammissibile continuare ad assistere alla rovina definitiva dell&#8217;Italia, al fallimento di un suo possibile sviluppo diverso, per paura di disturbare il sottogoverno del \u00abfederalismo\u00bb nostrano all&#8217;opera dovunque.<\/p>\n<p><em><strong>Ernesto Galli della Loggia<\/strong><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un&#8217;importante firma del giornalismo italiano, Ernesto Galli della Loggia, descrive lo scempio delle nostre coste e lancia l&#8217;allarme: per salvare il prezioso patrimonio italiano \u00e8 [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6429,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[29,41],"tags":[],"class_list":["post-6428","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-abusivismo","category-opinioni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6428","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6428"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6428\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6429"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6428"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6428"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6428"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}