{"id":6756,"date":"2012-10-31T00:10:31","date_gmt":"2012-10-30T23:10:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=6756"},"modified":"2012-11-08T22:56:28","modified_gmt":"2012-11-08T21:56:28","slug":"riqualificare-il-nostro-patrimonio-edilizio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2012\/10\/riqualificare-il-nostro-patrimonio-edilizio\/","title":{"rendered":"Riqualificare il nostro patrimonio edilizio"},"content":{"rendered":"<h3><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-6758\" title=\"20121031_periferia_torino\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/20121031_periferia_torino.jpg\" alt=\"Periferia di Torino (dall'archivio de L'Unit\u00e0)\" width=\"640\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/20121031_periferia_torino.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/20121031_periferia_torino-300x135.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/h3>\n<p><strong>Fillea Cgil e Legambiente presentano il primo rapporto dell\u2019Osservatorio edilizio: Innovazione e sostenibilit\u00e0 nel settore edilizio:\u00a0600 mila nuovi posti di lavoro puntando su riqualificazione energetica e messa in sicurezza.<\/strong><\/p>\n<h3><strong>Oltre 2 milioni di abitazioni risultano vuote; 6 milioni di italiani vivono in zone ad alto rischio idrogeologico e 3 milioni di persone abitano in zone ad alto rischio sismico. <\/strong><\/h3>\n<h2><strong>Il patrimonio edilizio esistente \u00e8 costituito in massima parte da case costruite male, nelle quali fa freddo d\u2019inverno e caldo d\u2019estate malgrado la spesa energetica delle famiglie sia cresciuta del 52% in 10 anni.<\/strong><\/h2>\n<h3><strong>Ma uscire da questa impasse \u00e8 possibile.<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Dobbiamo rendere pi\u00f9 vivibili le citt\u00e0, ammodernare l\u2019edilizia esistente usufruendo delle nuove tecnologie per migliorare la qualita&#8217; della vita e la sicurezza delle persone che ci abitano e ci lavorano<\/strong>, diminuire le spese di gestione delle case; possiamo rendere pi\u00f9 belli e funzionali i quartieri recuperando l\u2019esistente creando cos\u00ec nuovi posti di lavoro duraturi e qualificati.<\/p>\n<p><strong>Contro la crisi, Fillea Cgil e Legambiente propongono un nuovo modello per il settore delle costruzioni<\/strong> e nel primo rapporto congiunto su Innovazione e sostenibilit\u00e0 nel settore edilizio \u201cCostruire il futuro\u201d \u2013 presentato al salone internazionale dell\u2019edilizia (SAIE) di Bologna &#8211; espongono un\u2019ampia analisi della situazione dell\u2019edilizia sul territorio e degli strumenti che in molti casi Regioni, Province e Comuni, hanno messo in campo per introdurre nuovi criteri energetici e ambientali, andando spesso anche oltre la normativa in vigore.<\/p>\n<p><strong>In Italia, quindi, ci troviamo in una evidente situazione di stallo nelle costruzioni; in Europa intanto, le direttive per la certificazione e riqualificazione energetica degli edifici<\/strong>, nonch\u00e9 gli obblighi per il nuovo costruito a partire dal 2019, <strong>si strutturano in una strategia coerente<\/strong> (il cosiddetto 20-20-20) che in questi anni ha posto il vecchio continente all\u2019avanguardia mondiale nella lotta ai cambiamenti climatici.<\/p>\n<h3><strong>Tutto questo indica una nuova strada da percorrere: quella della riqualificazione, del recupero dell&#8217;esistente e dell\u2019innovazione tecnologica in edilizia. <\/strong><\/h3>\n<p><strong>Per Walter Schiavella, segretario generale della Fillea Cgil<\/strong> \u201c<em>in questi anni in Italia sono spariti 500mila posti di lavoro nell\u2019intero settore delle costruzioni, la met\u00e0 direttamente nel comparto dell\u2019edilizia. Una ecatombe figlia della tempesta perfetta scatenata dall\u2019insieme di due fattori di crisi: uno congiunturale scatenato dalla bolla immobiliare del 2008, ed uno strutturale, cio\u00e8 la crisi di un modello industriale vecchio ed obsoleto, che non ha saputo capitalizzare gli anni di crescita del settore per rafforzare la qualit\u00e0 delle imprese, sia in dimensione che in investimenti finalizzati alla ricerca ed innovazione dei materiali e delle filiere. Per questo la crisi delle costruzioni in Italia \u00e8 pi\u00f9 forte che in altri paesi. Chi ha saputo per tempo intervenire sui modelli industriali ed innovarli nella direzione della sostenibilit\u00e0 si \u00e8 difeso meglio dalla crisi<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><strong>Per Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente<\/strong> \u201c<em>oggi possiamo uscire da questa drammatica situazione puntando su due obiettivi: l\u2019innovazione, perche c\u2019\u00e8 bisogno di una profonda trasformazione delle pratiche progettuali e costruttive se si vuole realizzare sul serio un miglioramento della sostenibilit\u00e0 ambientale nelle costruzioni e in particolare delle prestazioni energetiche, tale da ridurre consumi e bollette delle famiglie, e la messa in sicurezza del patrimonio edilizio in un territorio tanto fragile quanto a rischio a nche per la costruzione di nuove case legali o abusive. Se consideriamo che il 60% degli edifici a prevalente uso residenziale \u00e8 stato realizzato prima dell\u2019introduzione della legge antisismica (1974), si comprende la dimensione del rischio che si corre e dove si deve prioritariamente intervenire, creando cos\u00ec tanti nuovi posti di lavoro, qualificati e duraturi<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><strong>Diventa necessaria una gestione strategica dell\u2019intero processo di recupero e rinnovamento del patrimonio edilizio attraverso l\u2019applicazione di un mix di soluzioni progettuali tecnologiche e impiantistiche sostenibili che servano anche a metterlo in sicurezza<\/strong> (parliamo di 11 milioni di edifici ad uso residenziale per 28 milioni di abitazioni), ma con caratteristiche diverse e priorit\u00e0 di intervento per i rischi sismici e idrogeologici, per il degrado edilizio e anche sociale, distribuiti in modo differente in ogni parte del Paese.<\/p>\n<p><strong>Questi ragionamenti riguardano da vicino la crisi economica che stiamo attraversando e per questo, Fillea e Legambiente hanno individuato una serie di interventi mirati al sostegno dell\u2019economia sostenibile delle costruzioni<\/strong>, indicando un processo (gi\u00e0 in corso in tante citt\u00e0) in continua evoluzione con particolare attenzione alle prestazioni energetiche degli edifici, allo sviluppo delle rinnovabili e alla certificazione energetica.<\/p>\n<p><strong>Ci\u00f2 porterebbe ad un innalzamento della qualit\u00e0 della vita dei cittadini e ad un aumento dell\u2019occupazione pari a 600 mila nuovi posti di lavoro nei prossimi 10 anni<\/strong>, che possono arrivare, considerando l\u2019indotto della filiera, a circa un milione.<\/p>\n<h3><strong>1) La necessit\u00e0 di una regia nazionale<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Il primo intervento riguarda la necessit\u00e0 di una regia nazionale che dia certezze alla prospettiva della innovazione energetica in edilizia. <\/strong><\/p>\n<p><strong>In attuazione delle Direttive europee si devono fissare i riferimenti normativi che valgano su tutto il territorio nazionale<\/strong>, e che le Regioni possono dettagliare ma senza vuoti normativi o contraddizioni.<\/p>\n<p>In particolare \u00e8 fondamentale un intervento in materia di prestazioni energetiche e di certificazione, perch\u00e9 <strong>le classi degli edifici devono diventare un riferimento imprescindibile e credibile per tutti gli operatori.<\/strong><\/p>\n<p><strong>E poi un intervento che dia certezze rispetto alle regole sull&#8217;accreditamento dei certificatori, sui controlli e le sanzioni<\/strong>.<\/p>\n<h3><strong>2) Gli edifici di nuova costruzione: obbligo minimo di Classe A<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Il secondo intervento riguarda gli edifici di nuova costruzione<\/strong>, dove occorre accompagnare il miglioramento delle prestazioni previsto dalle Direttive Europee stabilendo da subito un <strong>obbligo minimo di Classe A per tutti i nuovi interventi<\/strong>.\u00a0Questo obiettivo, oggi a portata di mano da un punto di vista economico e tecnico, permetterebbe di preparare il settore delle costruzioni alla scadenza del 1\u00b0 gennaio 2021. E permetterebbe di <strong>azzerare le bollette delle famiglie<\/strong>, anche grazie al contributo delle fonti rinnovabili ai fabbisogni elettrici e termici gi\u00e0 previsto dalle Direttive.<\/p>\n<h3><strong>3) Gli incentivi sulla riqualificazione del patrimonio edilizio<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Il terzo intervento concerne la riqualificazione del patrimonio edilizio<\/strong> per dare finalmente certezze sugli interventi e sugli strumenti di incentivazione. <strong>Occorre rendere permanenti le detrazioni fiscali del 55% per gli interventi di efficienza energetica e allargarlo alla sicurezza statica.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ma soprattutto, occorre introdurre un nuovo incentivo per promuovere interventi di retrofitting e messa in sicurezza di interi edifici.<\/strong><\/p>\n<h3><strong>4) La riqualificazione del patrimonio edilizio pubblico<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Il quarto intervento riguarda il patrimonio edilizio pubblico<\/strong>, per superare il Patto di stabilit\u00e0 nel caso di interventi che migliorino l\u2019efficienza energetica. Agli Enti locali deve essere data la possibilit\u00e0 di realizzare questi interventi direttamente o attraverso Esco, in tutti i casi in cui \u00e8 dimostrata la riduzione complessiva di spesa realizzata grazie agli interventi e la fattibilit\u00e0 tecnica e finanziaria dell\u2019intervento.<\/p>\n<h3><strong>5) La messa in sicurezza del patrimonio edilizio<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Il quinto obiettivo riguarda la messa in sicurezza del patrimonio edilizio<\/strong> con la necessit\u00e0 di aggiornare l\u2019apparato normativo per gli aspetti di <strong>sismica e statica<\/strong>. Occorre intervenire sugli incentivi per premiare chi realizza interventi sia energetici che statici e introdurre il libretto del fabbricato.<\/p>\n<h3><strong>6) Riduzione dell&#8217;impatto ambientale del settore delle costruzioni<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Infine, si deve intervenire rispetto all\u2019impatto ambientale del settore delle costruzioni, riducendo il prelievo di materiali da cava.<\/strong><\/p>\n<p><strong>E\u2019 possibile farlo premiando nei capitolati di appalto i materiali provenienti da inerti riciclati, e rivedendo i costi di smaltimento in discarica e di prelievo da cava<\/strong> come si \u00e8 fatto negli altri Paesi europei dove si sono ridotte le cave e aumentati i posti di lavoro.<\/p>\n<p><em>(Ufficio stampa Legambiente, 19 ottobre 2012)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fillea Cgil e Legambiente presentano il primo rapporto dell\u2019Osservatorio edilizio: Innovazione e sostenibilit\u00e0 nel settore edilizio:\u00a0600 mila nuovi posti di lavoro puntando su riqualificazione energetica [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6758,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[30,41],"tags":[],"class_list":["post-6756","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-edilizia-1","category-opinioni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6756","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6756"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6756\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6758"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6756"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6756"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6756"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}