{"id":6841,"date":"2012-11-15T23:02:32","date_gmt":"2012-11-15T22:02:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=6841"},"modified":"2012-11-15T23:03:44","modified_gmt":"2012-11-15T22:03:44","slug":"dopo-la-pioggia-nuvole-nere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2012\/11\/dopo-la-pioggia-nuvole-nere\/","title":{"rendered":"Dopo la pioggia, nuvole nere"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-6842\" title=\"20121115_esondazione_fiume_paglia\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/20121115_esondazione_fiume_paglia.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/20121115_esondazione_fiume_paglia.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/20121115_esondazione_fiume_paglia-300x135.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p><strong>Dopo la pioggia rispunta il sole si dovrebbe dire e invece no, purtroppo sono solo nuvole, nuvole nere di responsabilit\u00e0 che giunti a questo punto si potrebbero enumerare a dismisura. <\/strong><\/p>\n<p>Appare talmente grande il danno provocato dalla due giorni di intense perturbazioni che rimane difficile a chiunque, a qualsiasi cittadino credere che sia stato fatto tutto il necessario per evitare il disastro.<\/p>\n<p><strong>Il Fiume Paglia noi lo conosciamo bene, sappiamo che le sue piene sono molto pericolose<\/strong>, perch\u00e9 ha un bacino ridotto ma che in breve tempo pu\u00f2 accumulare e concentrare enormi quantit\u00e0 di acqua. Il regime semi-torrentizio del fiume non \u00e8 una favola \u00e8 una realt\u00e0 ben presente anche nella memoria dei nostri vecchi. 1937, 1960 e 1965 e molte altre date, impresse nella mente di molti cittadini e all\u2019epoca come ora le stesse conseguenze. Il fiume che non riesce a defluire sul suo consueto letto di piena ed occupa la sua piana alluvionale. S\u00ec, la sua piana, perch\u00e9 \u00e8 sua non nostra, come molti hanno creduto per lungo e troppo tempo. Il Paglia come qualsiasi altro fiume ha bisogno dei suoi spazi. Questa volta ha ribadito le gerarchie sulla gestione del territorio e non possiamo negare che ci aveva ampiamente avvisato.<\/p>\n<p><strong>Chi ancora sostiene che bisogna imbrigliare il fiume dentro argini stretti e vuoti come autostrade, non ha capito nulla del valore e dell\u2019importanza di certi fenomeni naturali<\/strong> e del funzionamento idraulico dei corsi d&#8217;acqua. L&#8217;episodio meteorologico \u00e8 stato eccezionale. Piancastagnaio ha accumulato pi\u00f9 di 330 mm di pioggia, Allerona pi\u00f9 di 280 mm, Monte Rufeno addirittura 450 mm, quasi la met\u00e0 delle precipitazioni di un anno. La quantit\u00e0 d\u2019acqua venuta gi\u00f9 in 36 ore in tutto il bacino del Paglia, dall\u2019Amiata alla confluenza col Tevere non poteva che defluire ampliando ed allargando il suo corso.<\/p>\n<p><strong>Le opere di spianamento, di approfondimento degli alvei, l&#8217;apertura di vie dirette e longilinee, la risistemazione degli argini e delle sponde, degli ultimi 10 anni, non sono serviti assolutamente a nulla<\/strong>, anzi, in certi casi potrebbero aver aumentato la furia delle acque e la formazione di picchi di piena eccezionali. E&#8217; il caso ad esempio dei torrenti dell&#8217;alta valle come la Quinta luna, lo Stridolone e il Tirolle, dove le opere eseguite a valle comprendenti il taglio raso della vegetazione ripariale, non hanno in alcun modo inciso sulla laminazione della piena. E non sono mancati i danni: in primis quelli al Ponte Gregoriano che ha costretto la chiusura della Statale Cassia e poi quelli al ponte Cahen, di recente ricostruzione, travolto inesorabilmente. Per non parlare della Val di Chiana, da Chiusi a Fabro, dove la rete dei canali, ampiamente rimodellati con continue e ingenti risorse pubbliche investite, \u00e8 saltata completamente portando ad allagamenti diffusi su tutta la piana, compresa l&#8217;Autostrada A1.<\/p>\n<p><strong>Non si pu\u00f2 chiudere il fiume in una scatola, \u00e8 una insolente pretesa o un&#8217; illusoria convinzione<\/strong> da parte di chi sottovaluta o non valuta affatto l\u2019importanza che rivestono gli elementi naturali nella gestione del territorio. Tra questi purtroppo molti amministratori. Sembra ovvio dirlo ora che il danno \u00e8 fatto ma la realt\u00e0 era purtroppo sotto gli occhi di tutti, gi\u00e0 da prima.<\/p>\n<p><strong>Aver costruito importanti centri scolastici, commerciali, industriali, residenziali a ridosso del fiume<\/strong> tra Orvieto Scalo e Ciconia, aver permesso l\u2019espansione edilizia in prossimit\u00e0 del Chiani a La Svolta, aver autorizzato la realizzazione di piccole e grandi opere, strade, stalloni, case, canili, nelle immediate vicinanze del fiume, ma soprattutto aver fatto tutto questo senza lasciare adeguato spazio ad un fiume periodicamente irrequieto e pericoloso e non aver previsto misure di difesa passiva nei punti ormai divenuti critici per tali politiche miopi, sono le pi\u00f9 gravi responsabilit\u00e0 che chi ha buon giudizio sapr\u00e0 facilmente attribuire.<\/p>\n<p><strong>La scure purtroppo cade un po&#8217; ovunque e non \u00e8 nostra intenzione farlo per puro desiderio di polemica ma per convinzione che altro si poteva fare e si dovr\u00e0 fare.<\/strong> Uno degli Enti che deve fare molta autocritica \u00e8 il Consorzio di bonifica Val di Paglia e Val di Chiana romana. Il caso di Allerona \u00e8 emblematico. Qui il Consorzio aveva gi\u00e0 programmato tutto, i soldi erano gi\u00e0 stanziati da tempo, non c\u2019era che da approfittare delle calde ed asciutte prime giornate di autunno per intervenire in prossimit\u00e0 della strada provinciale che da Allerona Scalo conduce ad Orvieto per rinforzare la difesa passiva esistente e realizzare un fossato di guardia a fianco. E invece hanno atteso questo fatale novembre, un mese che gi\u00e0 nel 2010 ci aveva regalato intense piogge, che avevano provocato l\u2019esondazione del fiume alla confluenza col Torrente Rivarcale, un punto in cui il Paglia passa da un meandro ad un altro e dove con facilit\u00e0 esce dal suo alveo tagliando diritto fino a ritrovare il suo corso all\u2019altezza del ponte della ferrovia Roma-Firenze. In mezzo vigne e ancora vigne, ma anche stalle, un molino e poco distante il centro abitato, che cresce rosicchiando pezzi alla campagna e al fiume. La settimana scorsa intempestivamente il Consorzio di bonifica ha avuto pure la buona idea di rimuovere la difesa esistente per ricostruirla pi\u00f9 forte e funzionale. Peccato che non lo abbia fatto prima del danno. Viti spezzate e una ragazza che imprigionata nella sua auto per poco ci rimetteva la pelle.<\/p>\n<p><strong>Consorzi, Comuni, Province, Regioni, a ciascuno la sua responsabilit\u00e0, che non possiamo per\u00f2 non vedere, alla base, nella carenza di idee politiche facenti tesoro di tutte conoscenze fin qui acquisite ma anche dell&#8217;esperienza e la memoria storica, in certi casi millenaria, sviluppata su queste terre.<\/strong><\/p>\n<p><strong>La politica conta in questa ennesima storia di devastazione.<\/strong> Una politica che non riesce pi\u00f9 a capire il territorio ad occuparsi della sua cura e che abdica e demanda il proprio ruolo regolatore a singole e tardive soluzioni tecnicistiche, spesso collegate ad interessi particolari.<\/p>\n<p><strong>Alla radice di tutti i problemi la gestione di un vasto territorio, collinare e montano,<\/strong> quello delle valli del Paglia e del Chiani cos\u00ec come quello del Fiora, dell&#8217;Albegna, dell&#8217;Orcia, del Nestore e di tutti gli altri bacini e sottobacini, dove si sono registrati un po&#8217; ovunque numerose frane, smottamenti, allagamenti e generalizzati fenomeni erosivi.<\/p>\n<p><strong>Una gestione del territorio che non ha pi\u00f9 tra i suoi principali artefici la figura dell\u2019agricoltore, esempio fino al primo dopoguerra di custode del paesaggio e del territorio<\/strong>, ed oggi purtroppo divenuto l\u2019ultima ruota del carro, un insignificante coltivatore depresso che rinuncia alla proprie spontanee funzioni a servizio della comunit\u00e0, compresa quella di regolatore delle acque, attraverso il mantenimento dei rivoli e dei fossi che scorrono lungo i campi.<\/p>\n<p><strong>E\u2019 la speculazione piuttosto a governare, quella illegale degli abusivismi ma anche quella che paventa sui piani regolatori fantomatici villaggi turistici in mezzo a campi destinati all\u2019erosione perpetua. Un terreno frutta pi\u00f9 per quello che c\u2019\u00e8 costruito sopra che per quello che vi viene e come vi viene coltivato.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ma la politica dello sfruttamento ha le gambe corte,<\/strong> porta benefici momentanei ma non a lungo raggio. Lo abbiamo visto bene, questa volta, sulla nostra pelle.<\/p>\n<p>Un\u2019altra lezione da non dimenticare.<\/p>\n<p><em> 14\/11\/2012<\/em><br \/>\n<em><strong> Associazione Il Ginepro<\/strong><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h6>Foto da\u00a0www.centrometeoitaliano.it<\/h6>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo la pioggia rispunta il sole si dovrebbe dire e invece no, purtroppo sono solo nuvole, nuvole nere di responsabilit\u00e0 che giunti a questo punto [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6842,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[106,41,23],"tags":[],"class_list":["post-6841","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-dissesto-idrogeologico","category-opinioni","category-umbria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6841","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6841"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6841\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6842"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6841"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6841"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6841"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}