{"id":7116,"date":"2013-01-03T22:26:57","date_gmt":"2013-01-03T21:26:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=7116"},"modified":"2013-01-13T15:18:30","modified_gmt":"2013-01-13T14:18:30","slug":"umbria-lalluvione-annunciata-e-lemergenza-periodica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2013\/01\/umbria-lalluvione-annunciata-e-lemergenza-periodica\/","title":{"rendered":"Umbria: l\u2019alluvione annunciata e l&#8217;emergenza periodica"},"content":{"rendered":"<h3><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-7153\" title=\"Foto di LigaDue, da Wikimedia Commons\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/20130103_prov_perugia.jpg\" alt=\"Foto di LigaDue, da Wikimedia Commons\" width=\"640\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/20130103_prov_perugia.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/20130103_prov_perugia-300x135.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/h3>\n<h3><strong>Il\u00a0 territorio\u00a0 lancia segnali e avvertimenti negli anni e questi spesso vengono sottovalutati o considerati con superficialit\u00e0. Un appello che richiama alla presa di coscienza da parte delle varie amministrazioni locali, anche partendo dalle iniziative del gruppo di &#8220;Salviamo il paesaggio &#8211; Difendiamo i territori&#8221; del comprensorio di Perugia.<\/strong><\/h3>\n<p>\u00c8 risaputo che la gestione del rischio idrogeologico deve basare la\u00a0 programmazione degli interventi di\u00a0 messa in sicurezza del territorio sugli eventi eccezionali\u00a0 mentre i fenomeni ordinari assumono un ruolo di secondo piano. Pertanto \u00e8 l\u2019eventualit\u00e0 che 307 mm di pioggia cadano in 70 ore che avrebbe dovuto improntare la gestione del territorio negli anni passati.<\/p>\n<p><strong>In effetti non \u00e8 facile ragionare in termini di eccezionalit\u00e0 per due motivi:<\/strong><br \/>\n&#8211; da un lato il principio della cautela tende a limitare l\u2019espansione di unit\u00e0 abitative e produttive sulle aree pi\u00f9 accessibili della pianura che sono quelle pi\u00f9 ambite da cittadini ed imprenditori ma spesso risultano a pi\u00f9 alto rischio di alluvione<br \/>\n&#8211; dall\u2019altro adottare tutte le strategie finalizzate a contenere danni a cose e persone con una corretta valutazione delle conseguenze dell\u2019eccezionalit\u00e0 implica una programmazione di alto profilo e di medio-lungo termine.<\/p>\n<p><strong>Visto quello che \u00e8 successo, e lo stupore con cui tali eventi vengono accolti, sorge spontanea una domanda<\/strong>: \u00e8 la prima volta che negli ultimi 70 anni i fiumi e i torrenti esondano\u00a0 e cosa sappiamo delle aree che sono state coinvolte?<\/p>\n<p><strong>Abbiamo serie storiche delle precipitazioni ben documentate<\/strong> che dovrebbero essere il supporto per la programmazione urbanistica e per evitare il ripetersi di eventi disastrosi di cui nessuno sembra avere responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Il Forum di Salviamo il Paesaggio ha lanciato una campagna per realizzare il censimento urbanistico del patrimonio immobiliare pubblico e privato degli oltre 8000 comuni italiani.\u00a0<\/strong>Questa attivit\u00e0 si svolge tramite Comitati Locali che dialogano con i cittadini e con le\u00a0 Amministrazioni Comunali per mettere al centro delle politiche locali il consumo di territorio, riqualificazione del patrimonio esistente e la partecipazione dei cittadini alle scelte in materia urbanistica.<\/p>\n<p><strong>Rileviamo la buona volont\u00e0 di alcune amministrazioni che hanno risposto in tempi abbastanza brevi. Va anche preso atto che molte amministrazioni non pensano di rispondere oppure forniranno dati incompleti<\/strong>; questo in genere non \u00e8 da attribuire ad un atteggiamento prevenuto nei confronti di gruppi di cittadini organizzati\u00a0 ma ad una carenza di conoscenze sull\u2019effettivo sviluppo dei centri abitati e del loro stato di utilizzo.<\/p>\n<p><strong>Alla luce di quanto accaduto \u00e8 legittimo porsi delle domande e chiedere una risposta al mondo della politica e della Pubblica Amministrazione:<\/strong><\/p>\n<p>&#8211; che valore hanno i futuri piani regolatori e gli altri strumenti urbanistici se spesso gli uffici tecnici e gli Amministratori non sono in grado di fornire un quadro immediato di come vengono utilizzate le strutture?<\/p>\n<p>&#8211; che capacit\u00e0 hanno i Comuni e gli Enti Locali di rispondere tempestivamente ed efficacemente alle emergenze se questi dati mancano?<\/p>\n<p>Ci sembra che la materia urbanistica sia un campo da custodire gelosamente per evitare che qualcuno possa mettere in discussione scelte talvolta opinabili.<\/p>\n<p><strong>Il problema \u00e8 che quando si tratta di rischio si parla di una cosa molto seria che implica una strategia complessa ed articolata nel tempo e che non ammette nella sua attuazione colori politici o preconcetti professionali.<\/strong><\/p>\n<p>Nessuno che ha subito o visto una esondazione direbbe al proprio figlio: \u201cCostruisci la tua casa vicino all\u2019argine\u201d.\u00a0Fatto sta che <strong>spesso vi sono zone di urbanizzazione non solo a ridosso dei fiumi ma\u00a0 anche al di sotto del piano dei fiumi e che qualcuno,dall\u2019ufficio tecnico al politico locale, ha consentito che questo avvenisse.<\/strong> \u00c8 necessario che nella gestione del territorio si amministri come un \u201cBuon padre di famiglia\u201d.<\/p>\n<p><strong>Non \u00e8 scusabile l\u2019atteggiamento di chi fa finta che la colpa di quanto avvenuto sia da attribuire agli eventi eccezionali oppure a precedenti governi del territorio.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Adesso chiediamo responsabilit\u00e0 degli amministratori nei confronti di cittadini ed\u00a0 imprese<\/strong> perch\u00e9 in questo quadro tutti ci rimettiamo e chi trae un piccolo beneficio (forse!) sono le imprese che opereranno per il ripristino di strutture e infrastrutture. In tempi di \u201cGrandi Opere\u201d quali varianti, autostrade, trafori, ferrovie, pensiamo che la pi\u00f9 grande ed utile opera possibile in un territorio come quello italiano sia quella relativa alla riqualificazione del territorio e la sua messa in sicurezza.<\/p>\n<p><strong>Come Comitato di Salviamo il Paesaggio chiediamo che Regione, Province e Comuni si facciano promotori di una seria riflessione sullo sviluppo del territorio che in un approccio multidisciplinare ed integrato coinvolga dai tecnici ai cittadini, dagli amministratori alle associazioni<\/strong> per mettere in campo un piano strategico di riqualificazione e messa in sicurezza del territorio basato su criteri di sostenibilit\u00e0 e partecipazione attiva dei cittadini.<\/p>\n<p>Una proposta che abbiamo avanzato in pi\u00f9 momenti e che anche la politica ha qualche volta messo al centro delle sue priorit\u00e0 senza per\u00f2 arrivare ad un piano strategico di medio termine.<\/p>\n<p><strong>Forse dopo questi ultimi tristi e dolorosi eventi \u00e8 arrivato il momento di mettersi all&#8217;opera passando dalle parole ai fatti.<\/strong><\/p>\n<p><em><strong>Comitato Salviamo il Paesaggio<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Comprensorio di Perugia<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il\u00a0 territorio\u00a0 lancia segnali e avvertimenti negli anni e questi spesso vengono sottovalutati o considerati con superficialit\u00e0. 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