{"id":7152,"date":"2013-01-07T23:44:18","date_gmt":"2013-01-07T22:44:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=7152"},"modified":"2013-01-15T22:56:29","modified_gmt":"2013-01-15T21:56:29","slug":"la-macchina-del-fango-colpisce-il-tenente-di-bello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2013\/01\/la-macchina-del-fango-colpisce-il-tenente-di-bello\/","title":{"rendered":"La &#8220;macchina del fango\u201d colpisce il tenente Di Bello, colpevole di aver agito per la tutela dell&#8217;ambiente e dei cittadini"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-7167\" title=\"20130107_tenente_dibello\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/20130107_tenente_dibello.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/20130107_tenente_dibello.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/20130107_tenente_dibello-300x135.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p><strong>Cosa vi aspettate che accada quando un libero cittadino rende pubblici i risultati delle analisi chimiche su un bacino idrico che serve migliaia di famiglie, denunciandone la pericolosit\u00e0?<\/strong> <strong>Indagini, accertamenti ed eventualmente provvedimenti giudiziari nei confronti dei responsabili?<\/strong><\/p>\n<h3><strong>Nella vicenda che raccontiamo di seguito i provvedimenti giudiziari sono, in effetti, arrivati. Non a carico di chi dovrebbe garantire la sicurezza delle acque per\u00f2. Ad essere punito \u00e8 stato il cittadino che s\u2019\u00e8 preso la briga di\u00a0denunciare. <\/strong><\/h3>\n<h3><strong>E il cittadino in questione \u00e8 Giuseppe Di Bello, tenente della polizia provinciale di Potenza, che a causa del suo impegno a tutela dell\u2019ambiente e della salute pubblica \u00e8 stato assurdamente delegittimato. Fino alla revoca della sua qualifica di ufficiale di pubblica sicurezza.<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Tutto ha inizio nel gennaio 2010, quando Giuseppe Di Bello decide di andare ad effettuare, contando solo sull\u2019appoggio di alcune associazioni e sulla collaborazione di una chimica dell\u2019universit\u00e0 di Siena, il prelievo di alcuni campioni d\u2019acqua presso il lago del Pertusillo<\/strong>. Si tratta di un invaso da 155 milioni di metri cubi d\u2019acqua principalmente ad uso civile, collegato attraverso un mega-condotto all\u2019altro importante invaso di Senise (noto come Montecotugno). Quest\u2019ultimo ha una capacit\u00e0 di 550 milioni di metri cubi d\u2019acqua, sempre destinata all\u2019uso civile.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/BeFunky_zona-pertusillo.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"290\" \/><\/p>\n<p>Dalle analisi commissionate ad un laboratorio fuori regione, <strong>le acque del Pertusillo risultano soggette ad inquinamento<\/strong> sia di natura microbiologica (con la presenza di pericolosi batteri) che di alte concentrazioni di <strong>metalli pesanti<\/strong> (in particolare, ferro e manganese).<\/p>\n<p><strong>Maurizio Bolognetti, esponente dei Radicali per la Basilicata, che s\u2019era incaricato di reperire i fondi per effettuare le analisi, ne rende pubblici i risultati<\/strong>. Cosa che scatena l\u2019<strong>immediata reazione di Vincenzo Santochirico<\/strong>, allora <strong>Assessore Regionale all\u2019Ambiente della Basilicata<\/strong>, il quale denuncia Di Bello e Bolognetti alla Procura della Repubblica di Potenza per \u201cprocurato allarme\u201d. A suo dire, le acque del Pertusillo sono sicure.<\/p>\n<p>Ulteriori fatti, come morie di pesci e la colorazione rossa delle acque per la presenza della cosiddetta \u201calga cornuta\u201d, confermano tuttavia l\u2019ipotesi che un serio problema d\u2019inquinamento esista. <strong>Ma l\u2019unico provvedimento che ne consegue \u00e8 a carico del tenente Di Bello: sospensione dai pubblici uffici ed interruzione dello stipendio per il reato di \u201crivelazione di segreti d\u2019ufficio\u201d.<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-7156\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/BeFunky_liquami-rossi-pertusillo.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/BeFunky_liquami-rossi-pertusillo.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/BeFunky_liquami-rossi-pertusillo-300x135.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p><strong>Scontata la sospensione, a Di Bello viene assegnato un incarico presso il museo e la pinacoteca provinciale.<\/strong><\/p>\n<p>Nel frattempo per\u00f2 arrivano i <a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/analisi-complete-Pertusillo-2011.pdf\">risultati di <strong>ulteriori analisi<\/strong><\/a> effettuate sulle acque ed i sedimenti del Pertusillo. I campioni prelevati nel <strong>maggio 2011 confermano il pericoloso tasso d\u2019inquinamento<\/strong> e inducono alcune associazioni ambientaliste, come il nucleo di Potenza dell\u2019<strong>OIPA<\/strong> (Organizzazione Internazionale Protezione animali) <strong>e EPHA<\/strong> (Associazione per la Tutela dell\u2019Ambiente e della Salute), a <a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/stato-demergenza1.pdf\"><strong>scrivere, tra gli altri,<\/strong> <strong>al Ministero dell\u2019Ambiente e dell\u2019Interno per invocare l\u2019apertura dello stato d\u2019emergenza<\/strong><\/a>. Qualche mese pi\u00f9 tardi,<a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/risposta-ministero-su-pertusillo.pdf\"> il Ministero dell\u2019Ambiente risponde<\/a> sollecitando le amministrazioni locali (tra cui Provincia di Potenza e Regione Basilicata) a fornire un quadro aggiornato della situazione.<\/p>\n<p><strong>Non si registrano tuttavia significativi sviluppi nella vicenda. Ad andare avanti \u00e8 soltanto il procedimento giudiziario che vede il tenente Di Bello nella veste d\u2019imputato.<\/strong><\/p>\n<p><strong>E il 6 giugno 2012 arriva la sentenza di primo grado, che riconosce Di Bello colpevole<\/strong> e lo condanna a due mesi e venti giorni di reclusione. Trattandosi di un incensurato, la condanna non diventa effettiva.<strong> Di Bello in ogni caso non ci sta. Impugna la sentenza e il 1 ottobre 2012 fa ricorso in appello. Senza nel frattempo mettere da parte il suo impegno civile.<\/strong><\/p>\n<p><strong>E\u2019 sempre Giuseppe Di Bello, infatti, a scoperchiare un altro caso scottante. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Si tratta dell\u2019area industriale di Tito, comune della provincia di Potenza dove sorgeva l\u2019ex Liquichimica<\/strong>. L\u2019azienda, in cui si producevano detergenti e fertilizzanti, chiude i battenti nel 1981. Da allora il terreno, circa 59 mila metri quadri, \u00e8 divenuto una discarica abusiva.\u00a0 <strong>Nessuno se ne occupa, fino al 2001 quando lo stesso tenente Di Bello \u00e8 tra gli agenti che operano il sequestro dell\u2019area, su ordinanza del PM Henry John Woodcock<\/strong>.<\/p>\n<p>Vengono stanziati fondi per procedere ad analisi di accertamento del grado di inquinamento dell\u2019area, in ottica di un\u2019eventuale bonifica. Si accerta anche la presenza di rifiuti di provenienza extra-regionale, elemento che lascia supporre la convergenza di interessi mafiosi sul sito. Nel <strong>2006<\/strong> addirittura <strong>l\u2019azienda Daramic srl<\/strong>, produttrice di separatori per batteria, <strong>si autodenuncia per la contaminazione del terreno e della falda acquifera della zona<\/strong>. Si parla di tricoloroetilene, tricloroetano, dicloroetilene, bromodiclorometano, cloroformio, bromoformio, cloruro di vinile monomero, esaclorobutadene, tetracloroetilene e idrocarburi totali. Tutte <strong>sostanze persistenti e di sospetta o accertata tossicit\u00e0<\/strong>, con particolare riferimento a <strong>potenzialit\u00e0 cancerogene<\/strong>, rilevate in concentrazioni un milione di volte superiori rispetto ai limiti consentiti.<\/p>\n<p>Ma nonostante un riacceso interesse a partire dal 2009, quando viene presentata un\u2019interrogazione parlamentare sulla situazione di Tito Scalo (frazione del comune di Tito, dove sorge l\u2019area ex Liquichimica), le <strong>analisi operate nell\u2019ottobre scorso da Di Bello<\/strong> evidenziano quanto il terreno sia <strong>ancora pregno di sostanze radioattive<\/strong>, come il <strong>radio<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>L\u2019unico caso in cui si manifesta tuttavia una chiara volont\u00e0 ad andare fino in fondo nell\u2019individuare un responsabile, un colpevole da additare, \u00e8 proprio quello che ha Di Bello per protagonista.<\/strong><\/p>\n<h3><strong>Il 13 dicembre scorso, infatti, la prefettura di Potenza gli notifica la revoca della qualifica di agente di pubblica sicurezza. Nelle motivazioni del provvedimento si parla di \u201creiterato comportamento\u201d e di \u201ccondotta di particolare gravit\u00e0, tale da essere incompatibile con le delicate funzioni affidategli nella veste di adente di pubblica sicurezza\u201d<\/strong>.<\/h3>\n<p>In realt\u00e0, dopo la denuncia relativa ai fatti del 2010 e la conseguente sospensione, la condotta di Di Bello come dipendente della provincia non ha ricevuto pi\u00f9 alcuna contestazione. Non si capisce dunque quali siano i \u201creiterati comportamenti\u201d di cui si sarebbe macchiato in veste di agente. N\u00e9, allo stesso modo, si capisce a cosa si riferisca la contestazione di <strong>\u201ccondotta di particolare gravit\u00e0\u201d<\/strong>, dal momento che da allora \u00e8 rimasto sempre in servizio presso il museo provinciale, dove il suo operato ha incontrato la piena soddisfazione dei diretti responsabili, come testimonia il premio produzione percepito dallo stesso Di Bello nell\u2019ottobre scorso.<\/p>\n<p>\u201c<em>Non solo. Questo provvedimento va contro il principio di presunzione d\u2019innocenza, che nel nostro paese vige fino al terzo grado di giudizio<\/em>\u201d \u2013 dice Di Bello. \u201c<em>Qui si sta applicando una sanzione disciplinare nei miei confronti quando c\u2019\u00e8 ancora un processo giudiziario in corso<\/em>\u201d.<\/p>\n<h3><strong>Una vicenda che ha del paradossale. Un agente di pubblica sicurezza viene delegittimato e privato della sua carica per aver portato alla luce dei casi che riguardano la salute dei cittadini e dell\u2019ambiente in cui vivono. Con la solita tacita accusa di deturpare l\u2019immagine di una regione, di un territorio. <\/strong><\/h3>\n<p><strong>Ma davvero tenere i cittadini all\u2019oscuro di un problema, facendo finta che non esista, \u00e8 tutelare l\u2019immagine di un territorio?<\/strong> O forse siamo alle prese con quella <strong>\u201cmacchina del fango\u201d<\/strong> cos\u00ec ben descritta da Roberto Saviano, che scatta ogni qualvolta vengono portate a galla verit\u00e0 scomode? Un perverso meccanismo che cerca di isolare e mettere in cattiva luce chi denuncia qualcosa che non va, invece di occuparsi di ci\u00f2 che viene denunciato.<\/p>\n<p><strong>Sapere che in giro per le strade e i territori del nostro paese ci sono persone serie e inappuntabili, con a cuore la salute e il bene pubblico, \u00e8 quanto di meglio un cittadino pu\u00f2 auspicare da un agente di pubblica sicurezza.<\/strong> L\u2019impegno di Giuseppe Di Bello \u00e8 sempre stato in questa direzione. Un impegno che sa ispirare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Che ci fa sentire protetti, tutelati. Proprio l\u2019esatto contrario di quanto fa chi, invece, ripudia e condanna questo genere d\u2019impegno.<\/p>\n<p><em>Roberto Caravaggi\u00a0<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>FONTI E LINK CORRELATI:<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/prefettura_tenente_dibello.pdf\" target=\"_blank\">La sentenza della Prefettura di Potenza (formato pdf, 625 kb) &gt;<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.olambientalista.it\/pertusillo-ehpa-conferma-presenza-di-metalli-pesanti-e-idrocarburi\/\">http:\/\/www.olambientalista.it\/pertusillo-ehpa-conferma-presenza-di-metalli-pesanti-e-idrocarburi\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.associazionelucacoscioni.it\/rassegnastampa\/i-veleni-di-tito-scalo\">http:\/\/www.associazionelucacoscioni.it\/rassegnastampa\/i-veleni-di-tito-scalo<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cosa vi aspettate che accada quando un libero cittadino rende pubblici i risultati delle analisi chimiche su un bacino idrico che serve migliaia di famiglie, [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":114,"featured_media":7167,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8,45,260],"tags":[1014,1020,1015,1019,1013,1016,1023,1017,1022,1021,1018],"class_list":["post-7152","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-basilicata","category-esempi-virtuosi","category-inquinamento","tag-acque-del-pertusillo","tag-autodenuncia-daramic-srl","tag-caso-ex-liquichimica-tito-scalo","tag-di-bello-revoca-agente-pubblica-sicurezza","tag-giuseppe-di-bello","tag-inquinamento-acque-del-pertusillo","tag-invaso-senise","tag-maurizio-bolognetti","tag-montecotugno","tag-ordinanza-woodcock-sequestro-ex-liquichimica-tito-scalo","tag-vincenzo-santochirico"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7152","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/114"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7152"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7152\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7167"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7152"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7152"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7152"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}