{"id":7214,"date":"2013-01-16T00:07:52","date_gmt":"2013-01-15T23:07:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=7214"},"modified":"2013-01-16T00:07:52","modified_gmt":"2013-01-15T23:07:52","slug":"rivalta-to-quando-il-rinnovamento-e-governato-dai-cittadini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2013\/01\/rivalta-to-quando-il-rinnovamento-e-governato-dai-cittadini\/","title":{"rendered":"Rivalta (To), quando il rinnovamento \u00e8 governato dai cittadini"},"content":{"rendered":"<p><em>Intervista a <strong>Guido Montanari<\/strong>, assessore all\u2019Urbanistica, Paesaggio, Arredo urbano, Agricoltura, Edilizia privata, Difesa dei beni comuni del Comune di Rivalta<\/em><\/p>\n<p><em> A cura di <strong>Massimo Mortarino<\/strong> (Comitato per il Torinese del Forum Nazionale \u201cSalviamo il Paesaggio \u2013 Difendiamo i Territori\u201d)<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-7216 alignnone\" title=\"rivalta\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/rivalta.jpg\" alt=\"\" width=\"520\" height=\"270\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/rivalta.jpg 520w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/rivalta-300x155.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 520px) 100vw, 520px\" \/><\/p>\n<p>Un tema oggi sempre pi\u00f9 ricorrente fra i cittadini che percepiscono la propria impotenza nei confronti di fenomeni di primaria importanza per la vita di tutti, quali il degrado ambientale, il consumo irrefrenabile di suolo e, pi\u00f9 in generale, la mancanza di tutela dei bisogni sociali, \u00e8 quello della scarsa (in alcuni casi, totalmente assente) attenzione verso questi aspetti da parte degli amministratori pubblici. I mezzi di informazione ci inondano di notizie sconfortanti riguardo all\u2019eticit\u00e0, alla trasparenza e, addirittura, alla professionalit\u00e0 di sindaci, assessori, consiglieri comunali e regionali, per non parlare di ministri, sottosegretari, alti (e bassi) funzionari, cio\u00e8 proprio coloro i quali dovrebbero tradurre le istanze dei cittadini (i loro veri \u201cdatori di lavoro\u201d) in azioni concrete di soluzione dei problemi e soddisfacimento delle esigenze collettive.<\/p>\n<p>Spesso le amministrazioni pubbliche di origine \u201cpolitica\u201d dimostrano un\u2019insufficiente attenzione ai bisogni primari dei cittadini (ambiente, salute, cultura, ecc.): attenzione, peraltro, elevata in campagna elettorale e poi, in modo quasi sistematico, drasticamente abbassata dopo l\u2019insediamento\u2026<\/p>\n<p>Ci\u00f2 fa nascere spontaneamente una domanda in tutti noi: \u00e8 possibile, nell\u2019ambito di aree territoriali non troppo estese, che un gruppo di cittadini autonomamente organizzati, ad esempio in forma di lista civica (quindi priva di condizionamenti \u201cpartitici\u201d), riesca a ottenere il consenso della maggioranza dei votanti e, successivamente, a tradurre concretamente nella pratica il programma costruito e approvato dai cittadini stessi, in ottica di massima trasparenza\u2026?<\/p>\n<p>La risposta, sulla carta, \u00e8 affermativa, almeno per quanto riguarda l\u2019ottenimento del consenso, soprattutto se si tratta di Comuni con un numero ridotto di abitanti. Ma i dubbi si moltiplicano quando si pensa al dopo-elezioni, nel momento in cui occorre confrontarsi con \u201cmeccanismi\u201d consolidati di ogni genere, storture del sistema, realt\u00e0 esterne che da anni riescono a orientare a proprio vantaggio le scelte degli amministratori\u2026<\/p>\n<p>Poich\u00e9 le analisi teoriche non rappresentano certamente la strada pi\u00f9 immediata e sicura per accertare a priori la fattibilit\u00e0 di un progetto di gestione diretta dei cittadini, come quello ipotizzato, proviamo a esaminare un\u2019esperienza reale, quella in atto presso il comune di Rivalta di Torino, paese di poco meno di 20.000 abitanti nella provincia torinese.<\/p>\n<p>Rivalta Sostenibile, la lista civica costituita dai cittadini proprio per difendere il territorio dal degrado ambientale, dal consumo di suolo, ecc., \u00e8 riuscita a ottenere la maggioranza dei voti nell\u2019ambito delle elezioni comunali svoltesi nella scorsa primavera. La lista civica, una volta eletta, ha scelto i propri assessori secondo criteri di competenza e professionalit\u00e0, senza alcun vincolo politico.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-7215\" style=\"margin-right: 10px;\" title=\"guido_montanari\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/guido_montanari.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/guido_montanari.jpg 200w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/guido_montanari-50x50.jpg 50w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><strong>Guido Montanari<\/strong> (attuale assessore all\u2019Urbanistica, Paesaggio, Arredo urbano, Agricoltura, Edilizia privata, Difesa dei beni comuni del Comune di Rivalta) Professore Associato presso il Politecnico di Torino &#8211; DIST (Dip. Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio, Collegio di Architettura), \u00e8 uno degli \u201cspecialisti\u201d non residenti nel Comune scelti dalla nuova Amministrazione, con una sfera operativa molto ampia e comprendente ambiti \u201cnuovi\u201d, come il Paesaggio.<\/p>\n<p><strong>&#8211; Professor Montanari, le chiediamo innanzitutto una rapida \u201ccronaca\u201d, non solo professionale ma anche \u201cumana\u201d, di questi ultimi mesi, dalla proposta del nuovo incarico all\u2019insediamento nel ruolo amministrativo.<\/strong><\/p>\n<p>I primi contatti con il sindaco e con la realt\u00e0 di Rivalta sono stati entusiasmanti per la voglia di impegno e di voler contare che emergeva da tutti i colleghi della Giunta, dai consiglieri della maggioranza e dai tanti volontari che sono stati protagonisti della battaglia per mandare a casa la \u201ccasta\u201d locale e per tentare di riaffermare i diritti dei cittadini a essere ascoltati e a veder praticare un\u2019altra politica.<\/p>\n<p><strong>&#8211; Come vi siete organizzati e strutturati e quali sono state le vostre priorit\u00e0 in questa prima fase di operativit\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>Il mio assessorato ha posto al centro dell\u2019attenzione la trasformazione urbana che per decenni \u00e8 stata compiuta a senso unico: massimizzazione di rendite fondiarie e di profitti dei costruttori (prevalentemente locali e sempre gli stessi). Rivalta ha approvato un anno fa un Piano regolatore (PRG) che prevede nuove edificazioni per l\u2019insediamento di circa 6.000 abitanti su una popolazione attuale di meno di 20.000. Si tratta di una ulteriore colata di cemento e asfalto che va a invadere un territorio gi\u00e0 urbanizzato per circa il 30% della sua superficie. Molti cittadini che hanno scelto di allontanarsi dalla citt\u00e0 per trovare soluzioni abitative nel verde ora si accorgono che i campi e i prati sono stati invasi da villette e capannoni, mentre ampie porzioni del centro storico, che conserva vestigia importanti, sono in abbandono o sottoutilizzate. La nostra priorit\u00e0 \u00e8 quella di frenare il consumo di suolo, incentivare il recupero dei fabbricati esistenti, promuovere una mobilit\u00e0 sostenibile, riqualificare gli spazi pubblici, proteggere e rendere fruibili gli spazi verdi e agricoli.<\/p>\n<p><strong>&#8211; Quali problemi (e ostacoli) avete incontrato finora e come state cercando di risolverli?<\/strong><\/p>\n<p>La principale difficolt\u00e0 \u00e8 stata quella di far fronte a un Piano regolatore da poco approvato, che prevedeva una serie di diritti edificatori dei proprietari delle aree. Abbiamo posto all\u2019ordine del giorno la necessit\u00e0 di avviare una revisione generale del Piano, operazione complessa e che richiede tempo. Nel frattempo abbiamo deciso di non vendere aree edificatorie del comune e di usare tutti i mezzi legali per disincentivare la costruzione in aree libere, anche rinunciando a notevoli introiti per le casse non floride del Comune. Abbiamo inoltre cercato di ascoltare sempre i cittadini e di spiegare loro che negli ultimi decenni molto spesso gli \u201coneri di urbanizzazione\u201d richiesti ai costruttori sono stati usati non per realizzare le opere pubbliche necessarie (strade, fognature, illuminazione, parchi), ma per far funzionare la macchina comunale. In pratica il Comune, anche in conseguenza dei tagli dei governi nazionali ai bilanci locali (patto di stabilit\u00e0), si \u00e8 trovato a svendere il proprio territorio, senza neppure riuscire a investire nel suo miglioramento.<\/p>\n<p><strong>&#8211; E specificatamente nell\u2019ambito della tutela del Paesaggio, del consumo di suolo, ecc\u2026?<\/strong><\/p>\n<p>Il tema del paesaggio \u00e8 particolarmente delicato in un Comune come il nostro, che \u00e8 adagiato tra la collina morenica e il torrente Sangone, sullo sfondo dell\u2019arco alpino, con viste mozzafiato verso alcune delle pi\u00f9 belle vette montane, come il Monviso e il Rocciamelone. Purtroppo \u00e8 un tema difficile da affrontare, conteso com\u2019\u00e8 tra organismi di pianificazione e di controllo deboli e poco coordinati: il nostro ufficio Urbanistica, le Commissioni edilizie e del Paesaggio, le Soprintendenze, gli Enti parchi, ecc. Abbiamo formato una Commissione edilizia, abbandonando il sistema della spartizione politica e adottando criteri esclusivamente meritocratici. Abbiamo intenzione di aprire tavoli di consultazione tecnica e pubblica di fronte ai progetti che impattano in modo pi\u00f9 significativo. Abbiamo condotto a termine il questionario \u201cCensimento del Cemento\u201d, promosso dal Forum \u201cSalviamo il Paesaggio\u201d, che ci ha fornito utili strumenti conoscitivi per difendere e rafforzare le nostre posizioni. Mi sto adoperando in prima persona per convincere i costruttori a curare maggiormente gli aspetti architettonici e di rapporto con il contesto dei nuovi edifici, evitando eccessive altezze e dedicando particolare attenzione al disegno degli spazi pubblici.<\/p>\n<p><strong>&#8211; Com\u2019\u00e8 stata la risposta dei cittadini?<\/strong><\/p>\n<p>La risposta dei cittadini \u00e8 molto vivace e manifesta una straordinaria voglia di partecipare e di contare: decine di volontari si offrono di collaborare alla gestione e alla manutenzione della cosa pubblica. Abbiamo gruppi di cittadini che, quartiere per quartiere, studiano il territorio, ascoltano gli abitanti, elaborano proposte di miglioramento della viabilit\u00e0, dei parcheggi, di progetto degli spazi verdi, della gestione dei rifiuti, ecc. Ci\u00f2 che ci manca sono le forze per incanalare tutte queste energie verso obiettivi praticabili e controllabili.<\/p>\n<p><strong>&#8211; Quali sono i vostri obiettivi nel breve\/medio periodo?<\/strong><\/p>\n<p>Nel breve-medio periodo vorremmo portare avanti, come detto, la revisione generale del PRG per scongiurare una volta per tutte lo sprawl urbano che ha caratterizzato lo sviluppo urbano di Rivalta. Avvieremo progetti specifici di restauro e riuso di edifici del centro storico, incoraggiando attivit\u00e0 commerciali minute e residenze anche alternative (co-housing). Ci proponiamo di espandere la possibilit\u00e0 per i cittadini di accedere a orti urbani e di incentivare un ritorno all\u2019agricoltura attraverso l\u2019avvio di \u201cfiliere corte\u201d e produzioni locali, anche in forma di cooperative di giovani. Porteremo a compimento la rete delle piste ciclabili e dovremmo aprire finalmente al pubblico il castello restaurato, con la nuova biblioteca e il suo giardino, ora chiuso. Infine \u00e8 necessario riqualificare gli spazi pubblici (impianti sportivi) e migliorare l\u2019arredo urbano, anche minuto (marciapiedi, panchine, zone verdi, ecc..).<\/p>\n<p><strong>&#8211; Ritiene che il vostro \u201cmodello\u201d possa essere applicabile, con le ovvie personalizzazioni, ad altri Comuni italiani?<\/strong><\/p>\n<p>Si, certamente, ma soprattutto se si vorr\u00e0 partire da una nuova consapevolezza dell\u2019importanza della difesa del Bene pubblico nei confronti di tutti quei tentativi di appropriazione privata o di svendita che abbiamo visto mettere in pratica negli ultimi decenni da una politica insensibile ai bisogni dei cittadini e al dettato della nostra Costituzione.<br \/>\nMi accorgo che, se mi muovo nei confronti delle richieste dei privati con la consapevolezza del mio ruolo di amministratore incaricato della difesa degli interessi della maggioranza dei cittadini, mi sento molto pi\u00f9 forte nel contrastare specifici interessi di parte, che nulla hanno a che vedere con i beni comuni. Tra questi ultimi \u00e8 fondamentale la possibilit\u00e0 di trasmettere alle generazioni future beni inalienabili e preziosi come l\u2019acqua, la terra, il patrimonio culturale, il paesaggio.<\/p>\n<p><strong>&#8211; Quali consigli si sente di offrire a chi decidesse di percorrere una strada simile a quella del Comune di Rivalta?<\/strong><\/p>\n<p>Prima di tutto dialogare con i cittadini, ascoltare i loro problemi, organizzare incontri e dibattiti dal basso, confrontare opinioni e desideri, avviare processi di crescita collettiva. \u00c8 incredibile come esistano saperi diffusi, cultura e voglia di fare tra i cittadini che non sono mai stati tenuti in conto dalla politica degli arrivisti o dei difensori del \u201cparticulare\u201d, dai protagonisti della \u201ccasta\u201d. Bisogna forse avere molta pazienza e non aspettarsi risultati immediati, ma sono convinto che in questo periodo di degrado morale e di disastro della politica \u201calta\u201d, gli unici elementi di rinnovamento e di democrazia effettiva non possano che ritrovarsi nell\u2019impegno dei tanti che fino a ora non hanno avuto voce e rappresentanza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista a Guido Montanari, assessore all\u2019Urbanistica, Paesaggio, Arredo urbano, Agricoltura, Edilizia privata, Difesa dei beni comuni del Comune di Rivalta A cura di Massimo Mortarino [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":7216,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[41,6],"tags":[],"class_list":["post-7214","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-opinioni","category-piemonte"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7214","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7214"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7214\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7216"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7214"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7214"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7214"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}