{"id":7374,"date":"2013-02-11T08:54:34","date_gmt":"2013-02-11T07:54:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=7374"},"modified":"2013-02-14T23:10:12","modified_gmt":"2013-02-14T22:10:12","slug":"la-nostra-energia-e-il-cibo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2013\/02\/la-nostra-energia-e-il-cibo\/","title":{"rendered":"La nostra energia \u00e8 il cibo"},"content":{"rendered":"<h2><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-7377\" title=\"20130211_biogas\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/20130211_biogas.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/20130211_biogas.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/20130211_biogas-300x135.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/h2>\n<h3><strong>La produzione di biogas, utilizzando materia prima vegetale (principalmente mais) \u00e8 s\u00ec una fonte pulita ed incentivata dal Governo, ma ha effetti devastanti per la sovranit\u00e0 alimentare della nostra Nazione. Necessita infatti di enorme impiego di territorio sottratto all\u2019agricoltura e alla produzione di cibo, per avere inoltre risultati molto limitati.<\/strong><\/h3>\n<p>Ecco un\u2019analisi della situazione a cura di <strong>Giulio Becattini<\/strong><\/p>\n<h2><strong>Produzione di energie rinnovabili da biogas<\/strong><\/h2>\n<p><strong>La produzione di energia elettrica da biogas \u00e8 aumentata con la pubblicazione delle Linee Guida emanate dal Governo nel settembre 2010 ed \u00e8 destinata a crescere ulteriormente in conseguenza dei forti incentivi statali, i pi\u00f9 alti tra i paesi UE. <\/strong><\/p>\n<p>Gli impianti di potenza uninominale di 1MW, gi\u00e0 installati o di prossima attivazione nel territorio nazionale, si stimano essere circa 2.000; considerando che necessitano di un substrato vegetale (principalmente mais) per la cui coltivazione servono, a seconda del tipo di terreno, dai 400 ai 500 Ha\/MW, si pu\u00f2 dedurre che gi\u00e0 ora<strong> devono ritenersi impegnati poco meno di 1 milione di ettari di terreno fertile, spesso irriguo<\/strong>.<\/p>\n<p>Inoltre il programma di apertura di nuovi impianti prosegue ininterrottamente, anche se con gli incentivi del D.M. 11\/07\/2012 il limite di convenienza della potenza uninominale \u00e8 stato ridotto a 600 kW.<\/p>\n<h3><strong>Siamo di fronte ad un enorme impegno di suolo agricolo pregiato che viene sottratto alla produzione di alimenti per l\u2019uomo o di mangimi per gli animali!<\/strong><\/h3>\n<p>Pur sottacendo in questo ambito i problemi, talvolta devastanti, per l\u2019ambiente e le economie locali di interi territori (pensiamo ad esempio al turismo, soprattutto a quello nelle aree rurali), non possiamo non denunciare che la prima conseguenza per i consumatori sar\u00e0 un <strong>inevitabile e continuo aumento dei prezzi delle derrate alimentari.<\/strong><\/p>\n<p>Destinare una consistente porzione del territorio agricolo nazionale alla produzione di energia anzich\u00e9 di alimenti, oltre che costituire un indubbio problema di tipo etico, determina <strong>il ricorso a massicce importazioni di granaglie o farine dall\u2019estero<\/strong> che aumenter\u00e0 il rischio di immettere nel mercato nazionale prodotti di dubbia provenienza, difficili da controllare, che potrebbero avere impatti negativi sulla stessa salute dei consumatori.<\/p>\n<p>Questo sconvolgimento del territorio e dell\u2019ambiente rurale italiano cos\u00ec come oggi \u00e8 conosciuto e apprezzato nel mondo, nonch\u00e9 la possibile modifica di abitudini e usi alimentari, avverr\u00e0 in un contesto in cui non risultano assolutamente documentati i benefici dal punto di vista energetico: infatti<strong> le autorizzazioni uniche provinciali per aprire gli impianti vengono rilasciate in base alla attuale normativa senza la presentazione del bilancio energetico degli impianti.<\/strong><\/p>\n<h3><strong>In altri termini non vengono in alcun modo valutate in modo analitico ed oggettivo tutte le energie necessarie per le pratiche agricole, i trasporti, la funzionalit\u00e0 degli impianti, la distribuzione sui terreni dei materiali di risulta degli stessi (i cosiddetti digestati).<\/strong><\/h3>\n<p>Gli incentivi vengono assicurati ai privati solo sulla base dell\u2019energia elettrica prodotta, anche quando non pu\u00f2 essere utilizzata dalle utenze e viene quindi dissipata.<\/p>\n<p>In ogni caso \u00e8 stato calcolato che destinando tutto il territorio agricolo nazionale alla produzione di mais ed altre colture per il funzionamento degli impianti a biogas, <strong>l\u2019energia prodotta coprirebbe appena il 3% del fabbisogno.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Come se non bastasse i costi degli incentivi vengono poi addebitati sulle bollette dei consumatori!<\/strong><\/p>\n<h3><a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/biogas_giuliobecattini.pdf\" target=\"_blank\"><strong>Scarica il documento in pdf (460 kb) &gt;<\/strong><\/a><\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La produzione di biogas, utilizzando materia prima vegetale (principalmente mais) \u00e8 s\u00ec una fonte pulita ed incentivata dal Governo, ma ha effetti devastanti per la 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