{"id":7425,"date":"2013-02-24T15:38:42","date_gmt":"2013-02-24T14:38:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=7425"},"modified":"2013-02-24T15:40:34","modified_gmt":"2013-02-24T14:40:34","slug":"campo-fotovoltaico-di-30-ettari-minaccia-uno-degli-ultimi-tratti-incontaminati-di-costa-laziale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2013\/02\/campo-fotovoltaico-di-30-ettari-minaccia-uno-degli-ultimi-tratti-incontaminati-di-costa-laziale\/","title":{"rendered":"Campo fotovoltaico di 30 ettari minaccia uno degli ultimi tratti incontaminati di costa laziale"},"content":{"rendered":"<h3><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-7447\" title=\"20130224_fotovoltaico\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/20130224_fotovoltaico.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/20130224_fotovoltaico.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/20130224_fotovoltaico-300x135.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/h3>\n<h3><strong>Un campo fotovoltaico di 30 ettari potrebbe essere realizzato su uno degli ultimi tratti incontaminati di costa laziale. Minacciata una vasta area d\u2019alto valore paesaggistico, naturale e storico tra l\u2019antico sito archeologico etrusco di Pyrgi , il castello dell\u2019XI secolo di S. Severa e la Riserva Naturale Regionale Macchiatonda.<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Proprio l\u00ec. Con tutti i luoghi degradati che ci sono in giro, le aree industriali dismesse da riconvertire e riqualificare, i tetti delle migliaia di capannoni o dei palazzoni orridi e vuoti che vengono realizzati nonostante non ci sia mercato, i parcheggi e le stesse aree urbanizzate<\/strong>, un gigantesco campo fotovoltaico potrebbe essere realizzato proprio seppellendo definitivamente una delle poche aree selvagge del Lazio, \u201cche presenta gli ultimi caratteri delle piane salmastre della maremma tosco laziale\u201d, come sottolineato da Francesco Mantero, geologo e naturalista impegnato da anni per la difesa dei residui ambienti naturali del litorale romano.<\/p>\n<p><strong>\u201cLa zona interessata\u201d, puntualizza Mantero, \u201crisulterebbe essere il tratto costiero a sud del castello di S.Severa, nei pressi di S.Marinella e dell&#8217;adiacente area archeologica di Pyrgi.<\/strong> Si tratta di un vasto ambiente che potremmo definire naturale, nel senso che non \u00e8 stato trasformato da interventi edilizi o agricoli\u201d. Il luogo esatto su cui potrebbe essere realizzato il progetto, \u00e8 un\u2019area attualmente adibita a \u201cCentro Esperienze Esercito\u201d, un poligono delle Forze Armate, ed \u00e8 circondato da siti d\u2019altissimo valore storico, paesaggistico e naturalistico.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/macchiatonda.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-7446\" style=\"margin-right: 10px;\" title=\"macchiatonda\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/macchiatonda-300x187.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"187\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/macchiatonda-300x187.jpg 300w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/macchiatonda-1024x638.jpg 1024w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/macchiatonda.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\u201cDa nord, in rosso nella foto (vedi a fianco), il comprensorio del castello di S. Severa e dell\u2019area archeologica, d\u2019origine etrusca, di Pyrgi; poi, in giallo, l\u2019area del poligono su cui dovrebbe essere realizzato il campo fotovoltaico e, in viola, la Riserva naturale regionale di Macchiatonda; infine, in verde chiaro, l\u2019ex aeroporto di Furbara\u201d.<\/p>\n<p><strong>Quattro zone che compongono un meraviglioso mosaico di identit\u00e0, cultura e natura, meritevole di ospitare una grande area protetta, da tramandare alle future generazioni. Un progetto, quello di un campo fotovoltaico cos\u00ec esteso che potrebbe essere altamente impattante e invasivo per il territorio.<\/strong> \u201cLa realizzazione di campi fotovoltaici estesi\u201d, prosegue il geologo, \u201ccostituisce un vero e proprio intervento edilizio con spianamenti, stradelli di servizio, canalizzazioni per reti e una manutenzione continua spesso a base di diserbanti. In sostanza la fine per quell&#8217; unico, ultimo habitat studiato da molti ricercatori ed in particolare da insigni botanici del Dipartimento di biologia Vegetale de La Sapienza che pi\u00f9 volte ne ha segnalata l&#8217; importanza\u201d. Le aree dei poligoni militari, pensiamo solo, nel Lazio, al comprensorio di Torre Astura e a quello di Monteromano, costituiscono ambienti non trasformati dal cemento e dall\u2019 agricoltura intensiva, proprio per il loro regime di \u201cservit\u00f9\u201d cui sono sottoposti. La loro ventilata \u201cdismissione\u201d rischia di svegliare i soliti \u201cappetiti\u201d.<\/p>\n<p><strong>Un tesoro, quello rappresentato dall\u2019area in questione, gi\u00e0 inserito nel 1992 come proposta area protetta nel piano parchi adottato dalla Regione, purtroppo non ratificato dal Consiglio<\/strong> ma comunque costituente uno strumento di indirizzo, da salvare, quindi, da ogni appetito speculativo, \u201cper la grandissima valenza naturalistica, fauna migratoria soprattutto, culturale, come esempio unico di centro etrusco-punico e colonia romana, paesaggistico, essendo l\u2019ultima piana costiera ai piedi dei monti della Tolfa non urbanizzata e ludico-educativo, per la possibilit\u00e0 di escursioni, educazione ambientale, sport, balneazione, gite a cavallo, e molto altro\u201d. \u201cL\u2019energia solare\u201d, conclude Mantero, \u201c\u00e8 benedetta, ma ci\u00f2 non significa che dobbiamo riempire di pannelli le ultime aree agricole o gli ultimi habitat naturali. Usiamo parcheggi, aree industriali, i tetti dei capannoni, dei palazzi, o le stesse aree urbanizzate nei poligoni militari, come in Germania, dove utilizzano le piste degli ex aeroporti militari, ma non i prati salmastri rifugio di migratori\u201d.<\/p>\n<p><strong>Le energie rinnovabili, comprese le centrali a biogas che iniziano a prosperare un po\u2019 ovunque anche dove la materia prima per alimentarle non c\u2019\u00e8, devono essere utilizzate nell\u2019interesse collettivo, salvaguardando il bene comune, la qualit\u00e0 della vita di tutti e preservando territori, ormai, quasi del tutto esauriti e urbanizzati. Altrimenti \u00e8 sempre la stessa storia.<\/strong><\/p>\n<p><em><strong>Marco Bombagi<\/strong><\/em><br \/>\n<em> Salviamo il Paesaggio \u2013 Coordinamento Romano<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un campo fotovoltaico di 30 ettari potrebbe essere realizzato su uno degli ultimi tratti incontaminati di costa laziale. Minacciata una vasta area d\u2019alto valore paesaggistico, [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":123,"featured_media":7447,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[381,33,13],"tags":[],"class_list":["post-7425","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-beni-culturali","category-energie-rinnovabili","category-lazio"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7425","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/123"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7425"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7425\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7447"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7425"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7425"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7425"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}