{"id":7535,"date":"2013-03-10T23:24:16","date_gmt":"2013-03-10T22:24:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=7535"},"modified":"2013-04-04T22:31:51","modified_gmt":"2013-04-04T20:31:51","slug":"roma-cemento-eterno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2013\/03\/roma-cemento-eterno\/","title":{"rendered":"Roma Cemento Eterno"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-7536\" title=\"Roma (foto da Wikimedia Commons)\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/20130310_roma.jpg\" alt=\"Roma (foto da Wikimedia Commons)\" width=\"640\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/20130310_roma.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/20130310_roma-300x135.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p><strong>Prosegue imperterrito, nel sostanziale silenzio della politica di quasi tutti gli schieramenti, il modello di sviluppo che ha al centro indiscusso l&#8217;edilizia speculativa coi suoi \u201cvalori\u201d del tutto artificiosi.\u00a0<\/strong><\/p>\n<h1><strong>L&#8217;ultimo regalo alla speculazione<\/strong><\/h1>\n<p><em><strong>di Paolo Berdini<\/strong><\/em><\/p>\n<h3><strong> L&#8217;amministrazione Alemanno sta cercando disperatamente di far approvare dal consiglio comunale di Roma 62 deliberazioni in materia urbanistica. Decine di milioni di metri cubi di cemento che sfigureranno &#8211; se approvate &#8211; per sempre la citt\u00e0.<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Contro queste approvazioni \u00e8 nato un forte movimento di opposizioni da parte di molte associazioni e comitati di quartiere che presiedono da molte settimane il consiglio comunale per scongiurare il disastro.<\/strong> Il clima contrario alle deliberazioni sta crescendo e quanto contenuto in una delle proposte che si vorrebbe imporre alla citt\u00e0 ha la possibilit\u00e0 di creare un salutare scandalo, perch\u00e9 dimostra il verminaio che si nasconde dietro allo &#8220;sviluppo&#8221; di nuovi quartieri e &#8211; nel caso particolare &#8211; dimostra anche che la popolazione di Roma rischia di pagare a caro prezzo (250 mila metri cubi di cemento, Antonio Cederna avrebbe detto 2 hotel Hilton e mezzo) la crisi che attraversa il Monte dei Paschi di Siena.<\/p>\n<h2><strong>La prima pietra<\/strong><\/h2>\n<p><strong>Iniziamo con ordine perch\u00e9 la vicenda inizia alla fine degli anni &#8217;80.<\/strong> Il piano regolatore di Roma destinava un&#8217;area di 14 ettari localizzata a nord, in via di casal Boccone a servizi privati: i proprietari potevano costruirci uffici privati. Il 4 dicembre 1993 il commissario governativo Aldo Camporota che guidava la citt\u00e0 dopo l&#8217;azzeramento dovuto a Tangentopoli, autorizza la stipula della convenzione urbanistica. Il giorno successivo sarebbe entrato nei pieni poteri Francesco Rutelli. Non c&#8217;era gran fretta e sarebbe stato pi\u00f9 giusto lasciare alla nuova amministrazione la decisione sul futuro della citt\u00e0, ma il Commissario straordinario decide diversamente. Il progetto sembra cos\u00ec entrare nella sua fase conclusiva. <strong>Nel 2005 viene sottoscritta la convenzione per costruire 220 mila metri cubi:<\/strong> 80 mila per uffici; 90 mila per commercio; 50 mila per un non meglio precisate &#8220;case albergo&#8221;. Il promotore del progetto era la Imco, societ\u00e0 che faceva parte attraverso Sinergia del gruppo Ligresti.<\/p>\n<p><strong>Anche il nuovo piano regolatore di Valter Veltroni approvato nel 2008 conferma le cubature previste dalla convenzione del 2005,<\/strong> ma la propriet\u00e0 non si mette ancora in moto. \u00c8 una questione decisiva ad impedire l&#8217;attuazione: l&#8217;area permette infatti di costruire uffici privati e la crisi immobiliare inizia a mietere vittime anche nella pregiata offerta di uffici nel centro di Roma, figuriamoci in quel lembo di estrema periferia circondato da campagna e con un&#8217;unica stradina di accesso.<\/p>\n<p><strong>E poi c&#8217;\u00e8 la crisi del gruppo Ligresti che ha forti indebitamenti con il sistema creditizio italiano e in particolare con il Monte dei Paschi di Siena.<\/strong> Nel 2008 subentra nell&#8217;operazione immobiliare la Sansedoni srl (67% Fondazione, 21,8% MPS, 11,2% Unieco) che mette in piedi una nuova societ\u00e0 e acquista tutto per 110 milioni pi\u00f9 il debito pregresso al fine di recuperare il gigantesco credito con Ligresti. Ma la societ\u00e0 controllata dal Monte dei Paschi comprende immediatamente che costruire uffici in periferia \u00e8 un pessimo affare e bisogna ottenere a tutti i costi una variante urbanistica pi\u00f9 favorevole alla propriet\u00e0. Elaborano un nuovo progetto e iniziano l&#8217;assedio al Campidoglio. E, miracolo, il sindaco Alemanno va in soccorso del Monte dei Paschi. Il 9 marzo del 2012 la Giunta comunale da lui presieduta approva la deliberazione n. 33 denominata \u00abApprovazione del Programma di intervento urbanistico residenziale denominato casal Boccone\u00bb.<\/p>\n<h2><strong>Gli uffici scomparsi per incanto<\/strong><\/h2>\n<p><strong>Avete letto bene, si parla di intervento urbanistico residenziale. Gli uffici sono scomparsi come per incanto.<\/strong> La deliberazione di giunta \u00e8 molto pudica nel merito: afferma soltanto che \u00abla (nuova) proposta progettuale trae origine da un lato dalla diminuzione della domanda riferita all&#8217;edilizia privata non residenziale, dall&#8217;altro dalla necessit\u00e0 di una sempre pi\u00f9 crescente domanda di abitazioni facenti parte di una cosiddetta &#8220;edilizia sociale&#8221;\u00bb L&#8217;amministrazione pubblica afferma senza pudore che visto che \u00e8 diminuita la domanda di uffici privati, si straccia la precedente convenzione del 2005 e se ne stipula un&#8217;altra per la felicit\u00e0 della propriet\u00e0 fondiaria. Le volumetrie ad uffici valevano poco, quasi nulla, quelle residenziali configurano un volume di vendita potenziale vicina ai 400 milioni di euro. <strong>Un bel regalo e l&#8217;ennesima gigantesca colata di cemento. L&#8217;urbanistica non esiste pi\u00f9: \u00e8 la valorizzazione immobiliare a farla da padrona.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Subito dopo, la deliberazione di giunta n. 33 fa un ulteriore piccolo regalo alla propriet\u00e0, cos\u00ec da non fare la parte degli avari.<\/strong> Il regalo, per la verit\u00e0, non \u00e8 proprio di Alemanno, ma proviene dal piano regolatore di Veltroni che in un articolo finale delle norme stabilisce che tutte le cubature del vecchio piano si trasformano in superficie edificabile dividendole per un&#8217;altezza di 3, 20 metri, e cio\u00e8 l&#8217;altezza di un&#8217;abitazione. Ma, come si ricorder\u00e0, nella convenzione del 2005 si potevano costruire 90 mila metri cubi di attivit\u00e0 commerciali la cui altezza media, si pensi ad un supermercato, \u00e8 molto di pi\u00f9 di 3,20 metri. Insomma, l&#8217;articolo 108 delle norme \u00e8 un meraviglioso regalo fatto ai tanti proprietari di volumetrie non residenziali del vecchio piano regolatore.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Sogno-Alemanno-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-7556\" style=\"margin-right: 10px;\" title=\"Il sogno di Alemanno (vignetta di Ugo Bertolami)\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Sogno-Alemanno-2-290x290.jpg\" alt=\"Il sogno di Alemanno (vignetta di Ugo Bertolami)\" width=\"290\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Sogno-Alemanno-2-290x290.jpg 290w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Sogno-Alemanno-2-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Sogno-Alemanno-2-50x50.jpg 50w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Sogno-Alemanno-2.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 290px) 100vw, 290px\" \/><\/a>Cos\u00ec<strong> la giunta Alemanno approva la costruzione di circa 69 mila metri cubi di edilizia residenziale.<\/strong> Si costruiranno &#8211; se non ci sar\u00e0 un sussulto di sdegno- circa 250 mila metri cubi di residenze per una popolazione di 2.000 abitanti.<\/p>\n<p><strong>Come se non bastassero i 140 mila alloggi vuoti oggi esistenti si da il via ad un altro scempio in aree paesaggisticamente pregiate. Monte dei Paschi diventer\u00e0 felice: con i mattoni e con il cemento si ripiana il debito. E si pu\u00f2 cambiare nome in Monte dei Pascoli di cemento.<\/strong><\/p>\n<p><em><strong>Paolo Berdini<\/strong> (Il Manifesto, mercoled\u00ec 6 marzo 2013)<\/em><\/p>\n<p>_______________________<\/p>\n<h2><strong>Documentario: ROMA CITT\u00c0 INFINITA<\/strong><\/h2>\n<p>\u00c8 visibile sul sito della RAI l&#8217;interessante documentario &#8220;Roma Citt\u00e0 Infinita&#8221;, che propone un punto di vista se possibile ancora pi\u00f9 inquietante.<\/p>\n<h3><a href=\"http:\/\/www.raistoria.rai.it\/articoli\/crash-roma-citt\u00e0-infinita\/19868\/default.aspx\" target=\"_blank\"><strong>Guarda il documentario &gt;<\/strong><\/a><\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prosegue imperterrito, nel sostanziale silenzio della politica di quasi tutti gli schieramenti, il modello di sviluppo che ha al centro indiscusso l&#8217;edilizia speculativa coi suoi [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":7536,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[30,13,41],"tags":[],"class_list":["post-7535","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-edilizia-1","category-lazio","category-opinioni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7535","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7535"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7535\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7536"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7535"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7535"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7535"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}