{"id":7537,"date":"2013-03-14T23:32:53","date_gmt":"2013-03-14T22:32:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=7537"},"modified":"2013-04-04T22:30:24","modified_gmt":"2013-04-04T20:30:24","slug":"salviamo-cio-che-resta-del-paesaggio-italiano-dialogo-con-paolo-berdini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2013\/03\/salviamo-cio-che-resta-del-paesaggio-italiano-dialogo-con-paolo-berdini\/","title":{"rendered":"Salviamo ci\u00f2 che resta del paesaggio italiano: dialogo con Paolo Berdini"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-7560\" title=\"20130314_berdini\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/20130314_berdini.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/20130314_berdini.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/20130314_berdini-300x135.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-7559 alignright\" style=\"margin-left: 10px;\" title=\"Paolo Berdini\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/PaoloBerdini1.jpg\" alt=\"Paolo Berdini\" width=\"200\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/PaoloBerdini1.jpg 200w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/PaoloBerdini1-50x50.jpg 50w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/>L\u2019informazione \u00e8 potere, specialmente se si vogliono proteggere il paesaggio italiano e le sue inestimabili ricchezze dal cemento che le sta cancellando per sempre. Vi proponiamo questo dialogo con Paolo Berdini,\u00a0ingegnere, urbanista e scrittore da tempo impegnato contro il consumo di suolo<\/strong>,\u00a0sull\u2019attuale contesto politico e culturale italiano in rapido mutamento, nel quale argomenti chiave per il futuro della collettivit\u00e0, come il consumo di suolo e l\u2019espansione incontrollata delle citt\u00e0, drammaticamente ignorati in passato, stanno conquistando l\u2019attenzione dell\u2019opinione pubblica.<\/p>\n<h2><strong><a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Paolo_Berdini_SIP.pdf\" target=\"_blank\">Clicca qui per scaricare l&#8217;intervista in PDF\u00a0\u00bb<\/a><\/strong><\/h2>\n<h4><strong>1) In questa campagna elettorale non si \u00e8 parlato molto di consumo di suolo e \u201czero cemento\u201d. Come possono i cittadini decidere consapevolmente su certi temi senza un\u2019adeguata informazione?<\/strong><\/h4>\n<p>Il controllo dell\u2019agenda politica da parte dei partiti che hanno governato negli ultimi 20 anni \u00e8 ferreo. Di bloccare la folle espansione edilizia e le grandi opere inutili non se ne deve parlare. Eppure, quanto \u00e8 accaduto nelle elezioni nazionali ci dice che \u00e8 in atto un profondo rivolgimento dentro la societ\u00e0 civile che non sopporta pi\u00f9 questa cappa di omert\u00e0 calata sulle questioni fondamentali nella vita di tutti i giorni. La spinta giovanile che nel voto si \u00e8 riversata verso il Movimento 5 Stelle \u00e8 una straordinaria occasione per imporre temi che altrimenti vengono sistematicamente ignorati. Del resto, anche altri settori del mondo progressista, da Sel a Rivoluzione Civile sono molto sensibili alle tematiche della tutela del paesaggio e del recupero urbano. Hanno un consenso molto modesto rispetto al successo del 5 Stelle, ma mettono bene in luce che se nella prossima agenda di governo venissero poste le questioni dello stop al consumo di suolo e della cancellazione delle grandi opere inutili che devastano il territorio e asciugano le risorse pubbliche, ci sono le concrete condizioni per raggiungere risultati importanti.\u00a0Ma c\u2019\u00e8 un altro grande merito del Movimento 5 Stelle. Attraverso l\u2019uso intelligente della rete, si \u00e8 creato un sistema alternativo di informazione che se ne infischia dell\u2019omert\u00e0 che circonda alcune tematiche e diffonde conoscenze e consapevolezza. Ormai la strada alternativa \u00e8 stata tracciata e non ci resta che continuare ad imporre i temi della tutela di ci\u00f2 che resta del paesaggio italiano.<\/p>\n<h4><strong>2) I difensori del modello economico fondato sull\u2019espansione edilizia etichettano spesso chi si oppone a tale visione citando l\u2019atteggiamento noto con l\u2019acronimo \u201cNimby\u201d. Quali sarebbero, invece, le concrete alternative per salvare il suolo italiano e dare inoltre prospettive innovative all\u2019economia?<\/strong><\/h4>\n<p>Considero questa tua domanda la pi\u00f9 importante per aggredire il dominio ideologico di coloro che distruggono il territorio e l\u2019ambiente, guadagnano fiumi di denaro e non appena si manifestano le giuste e inevitabili proteste della popolazione residente tirano fuori l\u2019anatema del Nimby. E lo fanno con indubbia efficacia, visto che la ricchezza enorme che ricavano dalla macchina dei grandi appalti pubblici serve anche per acquistare il controllo delle grandi testate della carta stampata nazionale. Il Messaggero e il Tempo di Roma e il Mattino di Napoli sono di propriet\u00e0 di immobiliaristi. Nel gruppo di controllo del Corriere della Sera siedono uomini e banche che guadagnano con la speculazione fondiaria o con il controllo dei grandi appalti pubblici.<\/p>\n<p>I comitati locali e i residenti che cercano sempre pi\u00f9 spesso di contrastare grandi opere inutili, si pensi ai due casi pi\u00f9 scandalosi oggi in campo, l\u2019alta velocit\u00e0 che deturper\u00e0 ancora di pi\u00f9 la Val di Susa o il raddoppio dell\u2019aeroporto di Fiumicino dove si prevedono altri 1200 di terreno agricolo da cementificare e tanti altri esempi puntualmente denunciati dal vostro ottimo sito. Ogni volta scatta la fatwa: la popolazione locale difende i propri privilegi ed \u00e8 guidata soltanto da un cieco egoismo. Di pi\u00f9, con quei no si impedisce \u201cla ripresa economica\u201d. Una vergognosa opera di capovolgimento della realt\u00e0 dal punto di vista generale e nel merito.<\/p>\n<p>Dal punto di vista generale, assistiamo ogni giorno ad una vera \u201cistigazione alla felicit\u00e0\u201d, anche per cose futili. Dal fustino di detersivo fino ai biscotti delle nostre frettolose colazioni mattutine, non c\u2019\u00e8 prodotto merceologico che non venga veicolato senza far ricorso ad una promessa di straordinario benessere. Insomma siamo in una bolla mediatica che ci impone felicit\u00e0 ad ogni angolo e quando le popolazioni locali si oppongono ad un\u2019autostrada che passa a dieci metri dalle loro finestre o un inceneritore che li riempir\u00e0 di veleni, vengono bollati di egoismo. E invece no, applicano il principio di felicit\u00e0 o almeno di \u201cminore infelicit\u00e0\u201d e questo deve essere rispettato, non demonizzato.<\/p>\n<p>E veniamo al merito. La classe dirigente di questo paese ci ha portato dentro una crisi di dimensioni mai viste, ma non solo non si assume, anche dialetticamente, le proprie responsabilit\u00e0 ma addirittura rovescia le colpe su coloro che si oppongono agli scempi del paesaggio. Anche qui per\u00f2 il gioco strumentale \u00e8 scoperto: basta frequentare il sito anti Nimby, (www.nimbyforum.it), per verificare che le opere cos\u00ec fondamentali per lo sviluppo del paese che vengono impedite dall\u2019azione degli egoisti, sono soltanto inceneritori, rigassificatori o altri nastri stradali. La sfida del futuro \u00e8 nella creazione di una rete immateriale di livello tecnologico innovativo, nella ricerca e nell\u2019istruzione, e qui la linea del piave sono gli inceneritori.<\/p>\n<h4><strong>3) Il cemento si sta letteralmente mangiando l\u2019Italia, come testimoniano i dati Ispra resi noti in un recente convegno, \u201cIl consumo di suolo: lo stato, le cause e gli impatti\u201d, tenutosi a Roma lo scorso febbraio. Il consumo di suolo non \u00e8 solo una questione di estetica, ma riguarda drammaticamente la qualit\u00e0 della vita delle persone. Se non ci sar\u00e0 un\u2019inversione di tendenza cosa potrebbe concretamente accadere al territorio italiano?<\/strong><\/h4>\n<p>Le ricerche sul consumo del suolo in Italia hanno avuto un grande impulso in quest\u2019ultimo periodo. Il WWF e il FAI hanno pubblicato nel 2012 \u201cTerra rubata, viaggio nell\u2019Italia che scompare\u201d. Nel 2011 Ambienteitalia pubblicava \u201cIl consumo di suolo in Italia\u201d. Paolo Pileri dell\u2019Universit\u00e0 di Milano e Bernardino Romano dell\u2019Universit\u00e0 de L\u2019Aquila stanno approfondendo la ricerca. Il tema \u00e8 diventato di scottante attualit\u00e0. Il grande merito dell\u2019Ispra \u00e8 stato quello di aver dato sistematicit\u00e0 ai dati rilevati sull\u2019intero territorio nazionale e di aver saputo lanciare l\u2019allarme a livello istituzionale. Altro importante merito dell\u2019Ispra \u00e8 stato quello di aver comparato i dati sull\u2019occupazione di suolo in Italia con quelli degli altri paesi europei. Ne viene confermata l\u2019anomalia italiana: i nostri valori sono molto pi\u00f9 elevati, segno evidente che in quei paesi la mano pubblica guida e controlla le trasformazioni del territorio mentre da noi il dominio della rendita fondiaria non ha argini.<\/p>\n<p>Il futuro assume, se non riusciremo in tempi brevi ad interrompere questa anomalia tutta italiana, contorni davvero preoccupanti. Abbiamo le periferie pi\u00f9 disordinate e pi\u00f9 brutte d\u2019Europa; abbiamo le aree produttive localizzate in modo irrazionale e prive degli indispensabili servizi tecnologici; abbiamo i servizi di trasporto su rotaia peggiori. Oggi la crisi economica impedisce ai comuni di risanare le periferie invivibili; gli industriali stanchi di pagare per le diseconomie di sistema si delocalizzano in Svizzera, Carinzia o in Croazia dove possono godere di efficienti servizi telematici; le distanze tra le periferie metropolitane e le citt\u00e0 pi\u00f9 forti aumenteranno a causa dell\u2019ulteriore deperimento dei gi\u00e0 carenti servizi di trasporto pubblici. Il disordine del nostro territorio sta diventando una gigantesca palla al piede che aggrava il declino del paese.<\/p>\n<p>E nonostante questo si continuano ad espandere le nostre citt\u00e0 ed aggredire altre aree agricole. La regione italiana che ha la pi\u00f9 alta diffusione insediativa \u00e8 il Veneto. Sono migliaia i capannoni abbandonati e centinaia le aree produttive in declino. Di fronte a questa realt\u00e0, la regione Veneto si sta per avviare la costruzione di cinque nuove \u201ccitt\u00e0 del divertimento\u201d che si mangeranno altre centinaia di ettari di campagna che si potevano realizzare sulle aree gi\u00e0 costruite e dismesse. Ripeto, siamo prigionieri della rendita speculativa.<\/p>\n<p>La questione davvero grave, che viene sistematicamente occultata, \u00e8 che le amministrazioni locali si sono indebitate fino al collo proprio per assecondare questo insensato sviluppo urbanistico. Sono infatti i comuni che devono trovare i soldi per realizzare e gestire i servizi urbani che servono a garantire i diritti degli abitanti. I risultati dei venti anni di abnorme espansione urbana sono che Roma ha 11, 5 miliardi di deficit. Torino ne ha 3 in gran parte dovuti all\u2019avventura delle Olimpiadi invernali del 2006. Parma ha quasi un miliardo di deficit. E cos\u00ec via. Non si hanno pi\u00f9 i soldi per far funzionare i servizi sanitari e scolastici e si continua a consentire l\u2019espansione urbana. Napoli, che vanta anch\u2019essa un deficit di circa un miliardo di euro, il 30 gennaio di quest\u2019anno ha bloccato il servizio di trasporto urbano perch\u00e9 non aveva i soldi per pagare il combustibile. E\u2019 una situazione insostenibile.<\/p>\n<h4><strong>4) La politica spesso si schiera al fianco delle grandi lobby dell\u2019edilizia. \u00c8 una scelta che, pur dettata da convenienze, paga politicamente?<\/strong><\/h4>\n<p>Purtroppo paga. Paga per due ordini di motivi. In questi venti anni di \u201crestaurazione\u201d culturale il governo pubblico del territorio \u00e8 stato cancellato in favore dell\u2019urbanistica contrattata che di volta in volta premia la grande propriet\u00e0 fondiaria per consentire mostruose colate di cemento. Il caso da antologia \u00e8 il comune di Sesto San Giovanni, dove, come \u00e8 emerso dalla indagini della magistratura inquirente, la trattativa per la trasformazione della grande area ex Falk da tempo abbandonata si \u00e8 svolta proprio secondo i principi dell\u2019urbanistica contrattata.<\/p>\n<p>La discussione \u00e8 avvenuta senza trasparenza e senza considerare le legittime esigenze della comunit\u00e0 locale. Nelle intercettazioni telefoniche gli amministratori comunali trattavano con la propriet\u00e0 aumenti di un milione di metri cubi, una dimensione gigantesca, solo sulla base di oscure convenienze. Ma il vergognoso modello paga. Il regista dell\u2019operazione, e cio\u00e8 l\u2019ex sindaco Filippo Penati era avviato ad una folgorante carriera politica, presidente della provincia milanese, consigliere regionale lombardo e chiss\u00e0 quant\u2019altro se non ci fosse stato l\u2019intervento della magistratura.<\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 anche un altro aspetto che non viene mai evidenziato e che fa parte sempre della stesso capitolo della cancellazione delle regole. In questo caso mi riferisco al comparto dei lavori pubblici, dove in base alle regole legislative vigenti si possono affidare appalti pubblici a trattativa diretta, e cio\u00e8 scegliendo senza trasparenza le imprese cui affidare l\u2019esecuzione delle opere, per importi dei lavori fino a 500 mila euro. Mi chiedo quante strade che deturpano il paesaggio locale, inutili rotonde stradali o parcheggi nascono dal cilindro di questa mancanza di regole. Del resto perch\u00e9 meravigliarsi? Siamo l\u2019unico paese del mondo sviluppato che non punisce un reato gravissimo come il falso in bilancio. Dobbiamo ripristinare le regole se vogliamo salvare il paesaggio.<\/p>\n<h4><strong>5) Il mercato immobiliare \u00e8 fermo da tempo; nessuno compra e chi vende lo fa deprezzando. Perch\u00e8 si continua allora a costruire nonostante, a un primo sguardo, la cosa non convenga a nessuno?<\/strong><\/h4>\n<p>E\u2019 vero che si continua a costruire senza soste, e se anche se siamo di fronte ad un evidente rallentamento dell\u2019attivit\u00e0 stiamo minando il futuro delle citt\u00e0. Una autorevole conferma viene dal Politecnico di Milano, che nel 2011 ha compiuto un\u2019indagine sulla dimensione degli alloggi invenduti in alcune citt\u00e0 della Lombardia. Con le decisioni prese attraverso l\u2019urbanistica contrattata Bergamo (120 mila abitanti) avr\u00e0 135 mila alloggi nuovi invenduti nel 2018.<\/p>\n<p>Brescia (190 mila abitanti) ne avr\u00e0 107 mila. Tra cinque anni, se non fermiamo con un provvedimento statale questa folle dinamica ci saranno case vuote sufficienti per ospitare due altre citt\u00e0 grandi come le stesse Bergamo e Brescia. La rendita immobiliare sta creando le condizioni per un disastro sociale di dimensioni inedite: \u00e8 urgente che lo Stato intervenga con forza e blocchi questi processi con un provvedimento deciso di emergenza.<\/p>\n<p>La risposta sulle motivazioni strutturali che sostengono la creazione di nuova offerta edilizia pur in presenza di una domanda molto debole sta nelle caratteristiche dell\u2019economia finanziaria che si \u00e8 affermata a livello globale. Oggi sono i grandi fondi di investimento sovrani, i fondi assicurativi o pensionistici ad avere a disposizione una enorme liquidit\u00e0: invece di destinarli ad attivit\u00e0 produttive \u2013 sempre difficili e rischiose per rientrare dei capitali investiti \u2013 \u00e8 pi\u00f9 sicuro investire nel mattone. Anche se oggi non ci sono le condizioni per vendere, quei fondi scommettono nella ripresa del mercato edilizio che gli consentir\u00e0 di rivalutare notevolmente i capitali investiti. Sono dunque le caratteristiche della finanza speculativa ad alimentare lo spreco del territorio.<\/p>\n<h4><strong>6) I bilanci delle banche, oltre ai risultati di una cattiva gestione dei complessi strumenti finanziari come i derivati, patiscono anche per i cattivi investimenti immobiliari? C\u2019\u00e8 oggi una concreta possibilit\u00e0 che esploda una bolla immobiliare in Italia tale da scatenare un effetto domino?<\/strong><\/h4>\n<p>L\u2019azione della giunta comunale di Roma ci sta dando in questi giorni la pi\u00f9 evidente dimostrazione che i bilanci delle banche soffrono di irresponsabili avventure immobiliari. Il Monte dei Paschi di Siena, attraverso la sua societ\u00e0 Sansedoni, ha rilevato, proprio per rientrare dai crediti che vantava verso il gruppo Ligresti, un terreno nella periferia romana di propriet\u00e0 Ligresti, a Casal Boccone. Il terreno era destinato a realizzare uffici che oggi versano in una grande crisi perfino nel centro storico, figuriamoci in quel lembo di estrema periferia. Il sindaco Alemanno vuole far approvare al consiglio comunale in queste ultime settimane di attivit\u00e0, si vota a fine aprile, una variante ad hoc, uno dei numerosi casi di urbanistica contrattata, con cui quelle volumetrie senza mercato vengono mutate in abitazioni che un mercato ce l\u2019hanno ancora.<\/p>\n<p>Insomma, le citt\u00e0 sono dominate dai signori del mattone e quando spira brutta aria le banche che avevano finanziato allegramente per recuperare crediti applicano le ricette della speculazione immobiliare.\u00a0Riguardo alla bolla immobiliare, di recente il presidente dell\u2019Ance ha tentato di rassicurare tutti i proprietari di immobili che in Italia non esistono rischi di svalutazione radicale del valore degli immobili. Ottimismo di facciata. Giacomo Vaciago, uno dei maggiori economisti italiani, sulle colonne del Sole 24 Ore (\u201cLa \u201cbolla\u201d delle varianti urbanistiche\u201d 16 febbraio 2012) aveva lanciato invece un motivato allarme sul rischio che se venissero attuate tutte le immense previsioni dei piani regolatori in vigore, ci sarebbe la concreta sicurezza dell\u2019esplosione di una bolla immobiliare. Ripeto quanto dicevo in precedenza: \u00e8 indispensabile un provvedimento di moratoria generalizzata delle espansioni edilizie. Per gli appetiti di qualche centinaio di proprietari di terreni edificabili rischiamo di provocare la svalutazione degli alloggi in possesso delle famiglie italiane.<\/p>\n<p>L\u2019Italia \u00e8 arrivata ad un crocevia fondamentale della propria storia, e oggi la tutela del paesaggio e dell\u2019ambiente si impongono all\u2019attenzione dell\u2019opinione pubblica come temi ineludibili dell\u2019agenda politica. L\u2019informazione libera della Rete ha dato una mano, ma ora tocca ad ognuno di noi portare avanti l\u2019opera. Questa s\u00ec, veramente grande e utile al Paese.<\/p>\n<p><em>(di <strong>Marco Bombagi<\/strong> &#8211;\u00a0Salviamo il Paesaggio Coordinamento Romano)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019informazione \u00e8 potere, specialmente se si vogliono proteggere il paesaggio italiano e le sue inestimabili ricchezze dal cemento che le sta cancellando per sempre. 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