{"id":7540,"date":"2013-03-12T23:56:59","date_gmt":"2013-03-12T22:56:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=7540"},"modified":"2013-03-12T23:56:59","modified_gmt":"2013-03-12T22:56:59","slug":"una-centrale-idroelettrica-alla-confluenza-delladda-nel-po-preoccupazione-per-limpatto-sul-territorio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2013\/03\/una-centrale-idroelettrica-alla-confluenza-delladda-nel-po-preoccupazione-per-limpatto-sul-territorio\/","title":{"rendered":"Una centrale idroelettrica alla confluenza dell&#8217;Adda nel Po: preoccupazione per l&#8217;impatto sul territorio"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-7549\" title=\"20130312_crotta\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/20130312_crotta.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/20130312_crotta.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/20130312_crotta-300x135.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p><strong>Un innalzamento del livello del fiume Adda fino a 3 metri, la formazione di una sorta di \u201cbacino\u201d artificiale con un volume di 3 milioni di metri cubi e un \u201crigurgito\u201d delle acque che interesserebbe il corso d\u2019acqua per un tratto lungo 14 km. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Questi sono i dati ricavati dal progetto preliminare per la realizzazione di una centrale idroelettrica in comune di Castelnuovo Bocca d&#8217;Adda (LO). <\/strong><\/p>\n<p>In qualit\u00e0 di coordinamento Cremonese, Cremasco e Casalasco del Forum N<em>azionale Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i T<\/em>erritori sono state presentate alcune osservazioni riguardo alla richiesta di concessione di derivazione di acqua pubblica ad uso idroelettrico presentata dalla societ\u00e0 VIS Srl. In primo luogo <strong>troviamo inaccettabile che i comuni di cremonesi di Crotta d\u2019Adda e Pizzighettone siano venuti a conoscenza del progetto solamente nel settembre 2012, nonostante questo sia stato presentato all\u2019inizio del 2010<\/strong>. Ci chiediamo come sia possibile che la Provincia di Lodi non abbia ritenuto necessario convocare in Conferenza dei Servizi questi comuni, essendo evidente che le conseguenze della realizzazione del progetto avrebbero pesanti ripercussioni anche sulla sponda sinistra dell&#8217;Adda (la richiesta di intervento nel procedimento \u00e8 stata inoltrata dal Comune di Crotta d\u2019Adda per propria iniziativa in data 16 gennaio 2013). Al tempo stesso dobbiamo rimarcare il mancato coinvolgimento dei comuni cremonesi interessati anche da parte della stessa Provincia di Cremona.<\/p>\n<p>La preoccupazione\u00a0 \u00e8 data dal fatto che <strong>non ci si limiterebbe semplicemente a sfruttare il dislivello esistente<\/strong>, come avvenuto per impianti simili realizzati di recente nel territorio cremonese: al salto attuale, di altezza massima pari a 2,5 metri, si aggiungerebbe quello creato dalla struttura mobile, di altezza pari a 3 metri, per raggiungere un altezza massima di 5,50 metri. L\u2019impatto sul territorio in questo modo si fa molto pi\u00f9 pesante. Un&#8217;istanza di derivazione d&#8217;acqua pubblica che avrebbe conseguenze di tale rilevanza non pu\u00f2 prescindere dalle reali esigenze della collettivit\u00e0 e non deve assecondare logiche dal puro carattere speculativo. Il progetto deve essere valutato in un&#8217;ottica globale, tenendo conto degli sbarramenti esistenti a monte, lungo il corso dell&#8217;Adda (Pizzighettone) e del Po (Isola Serafini), andando ad analizzare il fenomeno di riflusso a monte dello sbarramento di progetto e quello di risalita delle acque del Po nell&#8217;Adda in occasione degli eventi di piena.<\/p>\n<p>Coldiretti Cremona ha gi\u00e0 manifestato la propria preoccupazione per le aziende agricole che si trovano nelle vicinanze dell\u2019impianto, per i quali la soggiacenza della falda \u00e8 prossima al piano campagna. <strong>Il prevedibile innalzamento della falda avrebbe ripercussioni gravi per l\u2019economia di questo territorio, la cui vocazione \u00e8 prettamente agricola<\/strong> (in particolare sono presenti nella zona diversi allevamenti di bovini da latte).<\/p>\n<p>Il Comune di Crotta d\u2019Adda ha commissionato uno studio sull\u2019impatto dell\u2019opera da un punto di vista idraulico. Tra gli elementi da chiarire c\u2019\u00e8 sicuramente l\u2019effetto dell\u2019innalzamento del livello del fiume sui colatori che vi scaricano le proprie acque: <strong>\u00e8 necessario che venga garantita la possibilit\u00e0 di deflusso per evitare il rischio di allagamenti<\/strong>. Occorre prendere in considerazione non solo il nuovo livello del fiume in condizioni normali, ma anche quello relativo agli eventi di piena, che verosimilmente si innalzer\u00e0 andando a mettere in condizioni di rischio porzioni di territorio che fino a questo momento ne sono state esenti. In particolare segnaliamo la delicata posizione del depuratore di Crotta d&#8217;Adda, distante meno di 200 metri dal corso del fiume, per il quale potrebbero rendersi necessarie opere di adattamento alle nuove condizioni del corso d&#8217;acqua.<\/p>\n<p>Anche l\u2019impatto dell\u2019opera da un punto di vista paesaggistico e naturalistico sarebbe elevato, in quanto un innalzamento significativo del livello del fiume andrebbe a modificare le condizioni in cui si vengono a trovare le formazioni vegetazionali ripariali: boschi e filari situati lungo il corso dei principali corsi d\u2019acqua sono elementi fondamentali delle reti ecologiche regionali e provinciali. Questo tratto del fiume Adda \u00e8 peraltro interessato su entrambe le sponde dal tracciato della ciclovia Vento, progetto del Politecnico di Milano che si propone di rilanciare l&#8217;economia locale in un&#8217;ottica di turismo legato alla mobilit\u00e0 sostenibile. Nel tratto immediatamente a valle della foce dell\u2019Adda si intende ampliare il perimetro del Parco Locale di Interesse Sovracomunale (PLIS) del Po e del Morbasco. Nella stessa area si trovano il Sito di Interesse Comunitario (SIC) e la Zona di Protezione Speciale (ZPS) degli Spiaggioni di Spinadesco, classificati come siti della Rete Natura 2000. Se per essi \u00e8 gi\u00e0 stata effettuata la Valutazione di Incidenza, tale procedura non ha interessato il SIC \u201cAdda Morta di Pizzighettone\u201d, che si trova lungo il tratto di fiume interessato dal \u201crigurgito\u201d e che coincide con alcune aree definite \u201criserve naturali\u201d dal Piano Territoriale di Coordinamento (PTC) del Parco Regionale Adda Sud. <strong>Lo stesso Parco Adda Sud ha sottolineato la propria preoccupazione riguardo al progetto, richiamando la necessit\u00e0 di una verifica di assoggettabilit\u00e0 a Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e di uno studio sui livelli delle falde acquifere, sull\u2019influenza dell\u2019opera in caso di piene improvvise e sulla stabilit\u00e0 delle sponde, in particolar modo in prossimit\u00e0 del centro abitato di Crotta d\u2019Adda<\/strong>, che si sviluppa a ridosso della scarpata morfologica dell\u2019Adda proprio laddove questa va a coincidere con il corso fluviale. Segnaliamo che il ciglio superiore di questo tratto di scarpata \u00e8 stato recentemente oggetto di lavori di consolidamento..<\/p>\n<p>Un ulteriore aspetto che vorremmo sottolineare \u00e8 quello relativo alla fauna locale, che vedrebbe mutare significativamente il proprio habitat. <strong>La scomparsa di ampie porzioni di vegetazione perifluviale, che costituiscono i corridoi ecologici fondamentali per garantirne sussistenza e mobilit\u00e0, avrebbe ripercussioni significative per la fauna terrestre, mentre quella ittica si troverebbe a dover far fronte alle conseguenze del rallentamento della corrente dovuto allo sbarramento<\/strong> per tutto il tratto interessato dal \u201crigurgito\u201d, vale a dire circa 14 km. E\u2019 prevedibile in particolar modo una modifica dei fondali del letto fluviale, che diventerebbero pi\u00f9 limacciosi per effetto del maggiore deposito dei materiali trasportati dalle acque. Anche il tratto del corso d\u2019acqua a valle dello sbarramento subirebbe ripercussioni negative nel caso non fosse garantito il rilascio del deflusso minimo vitale, con particolare riferimento ai periodi di magra. In prossimit\u00e0 dello sbarramento, invece, la fauna ittica verrebbe convogliata verso un passaggio di dimensioni ridotte, nel quale si renderebbe necessario ricreare condizioni adeguate per garantirne la mobilit\u00e0.<\/p>\n<p>Le previste opere di mitigazione ambientale sono situate nei pressi dell&#8217;impianto idroelettrico, lungo la sponda destra dell&#8217;Adda. La compensazione del danno sarebbe parziale: <strong>la compromissione della\u00a0 vegetazione perifluviale situata lungo il corso dell&#8217;Adda sarebbe irreparabile, in quanto verrebbe meno la funzione di corridoio ecologico<\/strong>. Dobbiamo inoltre evidenziare che nessuna opera di mitigazione \u00e8 stata prevista lungo la sponda sinistra, relegando anche in questo caso il territorio cremonese in un ruolo passivo nei confronti di un&#8217;opera che pure avrebbe ripercussioni molto pesanti.<\/p>\n<p><em><strong>Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Coordinamento Cremonese, Cremasco, Casalasco<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un innalzamento del livello del fiume Adda fino a 3 metri, la formazione di una sorta di \u201cbacino\u201d artificiale con un volume di 3 milioni [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":74,"featured_media":7549,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[33,238,15],"tags":[],"class_list":["post-7540","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-energie-rinnovabili","category-fiumi-e-dighe","category-lombardia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7540","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/74"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7540"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7540\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7549"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7540"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7540"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7540"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}