{"id":7711,"date":"2013-04-10T00:21:09","date_gmt":"2013-04-09T22:21:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=7711"},"modified":"2013-04-10T00:24:31","modified_gmt":"2013-04-09T22:24:31","slug":"nocera-inferiore-riflessioni-per-non-ripetere-gli-stessi-errori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2013\/04\/nocera-inferiore-riflessioni-per-non-ripetere-gli-stessi-errori\/","title":{"rendered":"Nocera Inferiore: riflessioni per non ripetere gli stessi errori"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-7712\" title=\"20130409_nocerainferiore\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/20130409_nocerainferiore.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/20130409_nocerainferiore.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/20130409_nocerainferiore-300x135.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<h4 style=\"padding-left: 60px;\"><em>Riportiamo un estratto da un articolo molto interessante scritto dall&#8217;arch. Gaetano Cialdini sulla situazione urbanistica e paesaggistica di Nocera Inferiore.<\/em><\/h4>\n<p><strong>Osservando dall\u2019alto Nocera Inferiore si percepisce ancor di pi\u00f9 la mancanza di spazi liberi, usufruibili dai cittadini, dalle famiglie, dai giovani, dagli anziani. Ormai un unico blocco fatto di cemento, mattoni, tegole, lamiere, asfalto, coperture di plastica, da cui qua e l\u00e0 spunta un albero stranito o sistemato in file su marciapiedi striminziti. <\/strong><\/p>\n<h3><strong>Un ammasso amorfo, caotico di edifici, torri di cemento, costruiti durante gli anni che vanno dal 1950 al 1960, al 1970 fino al 1980, dal dopoguerra al \u201cboom economico\u201d in pieno regime democristiano, durante gli anni della ricostruzione del post terremoto dal 1980 al 1990, proseguendo fino ai giorni attuali delle speculazioni edilizie che hanno riempito gli ultimi spazi di suolo libero rimasti, tutto ormai \u00e8 cementificato.<\/strong><\/h3>\n<p><strong>In ogni periodo si sono perpetrati gli scempi e le speculazioni pi\u00f9 assurde, mancando l\u2019occasione che poteva fare di questa una citt\u00e0 a misura d\u2019uomo, una vera citt\u00e0 moderna<\/strong>. La miopia di chi ci ha governato per decenni ha invece creato solo degrado ed una citt\u00e0 invivibile anche per i pi\u00f9 avvezzi. Nonostante ci sia nato, camminando per le strade di Nocera provo un grande disagio. Sembra sia passato un re \u201cMida\u201d che abbia trasformato, con il solo tocco di un dito, ogni spazio in \u201ccemento\u201d (oro per gli speculatori e i gruppi d\u2019affari), come anche i pensieri di chi ci ha governato. L\u2019unica cosa di cui siamo assai capaci in questa citt\u00e0 sembra sia proprio creare mostruosi edifici ed abbattere alberi e giardini.<\/p>\n<p><strong>Accanto ai nuclei antichi, orami martoriati e degradati, dei casali e del borgo, si \u00e8 sviluppata una citt\u00e0 di solo cemento ed asfalto,<\/strong> a misura della massima speculazione, alla faccia dello sviluppo equilibrato, della dimensione umana a difesa della quale si sono versati fiumi di inchiostro da parte degli studiosi. Lo sviluppo organico, armonico che si \u00e8 avuto nei secoli passati \u00e8 stato cancellato in un momento, grazie alla speculazione immobiliare, al concetto ancora tutt\u2019ora dominante che la casa non \u00e8 pi\u00f9 un bene primario ma un oggetto di profitto e speculazione da parte dei costruttori aiutati dalla politica degli affari, nel cui intreccio si \u00e8 facilmente inserita la criminalit\u00e0 organizzata.<\/p>\n<p><strong>Mi viene da pensare che forse sarebbe stato opportuno laurearmi in \u201cSpeculazione edilizia\u201d, un bel corso di laurea all\u2019Universit\u00e0 di Napoli<\/strong> o quanto meno un corso di specializzazione post laurea, dove sicuramente i signori che hanno operato per lo sviluppo di Nocera sarebbero stati i migliori docenti.<\/p>\n<h3><strong>Non hanno perso occasione per mettere le mani sulla citt\u00e0, non sono serviti piani urbanistici comunali e sovracomunali per evitare gli scempi ed il saccheggio. Il \u201cPartito del cemento\u201d al di sopra di tutto e di tutti, prima gli interessi degli speculatori e poi quelli dei cittadini.<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Se c\u2019\u00e8 un po\u2019 di spazio di risulta, si pu\u00f2 anche pensare di creare un \u201cParco giochi comunale\u201d o piccoli recinti<\/strong>, che vengono poi dati in gestione a privati che l\u2019utilizzano per i loro interessi, oppure creare spazi di risulta trasformati in aiuole per la gioia dei cani.<\/p>\n<p><strong>Le uniche architetture, dal dopoguerra ad oggi, sono state realizzate con la costruzione delle cosiddette case popolari;<\/strong> quartieri a s\u00e9 stanti con le loro cellule abitative (existens-minimum), con gli spazi pubblici progettati, \u00e8 vero, senza continuit\u00e0 con la citt\u00e0, ma che in ogni caso prevedevano gli standards minimi, meglio che niente.<\/p>\n<p><strong>Le occasioni per la ricostruzione, la prima nell\u2019immediato dopoguerra (1950-60) e la seconda col post-terremoto (1980-90), non han fatto altro che accelerare un processo speculativo e di malaffare<\/strong> (ricordiamo i morti ammazzati tra il 1980 ed il 1990) portato all\u2019estreme conseguenze fino ai giorni attuali.<\/p>\n<p><strong>Negli anni tra il 1960 e il 1970 si \u00e8 avuta una edificazione massiccia<\/strong>, all\u2019epoca dominava l\u2019idea che un paese per essere moderno dovesse per forza avere il suo \u201cgrattacielo\u201d e le sue torri in cemento armato, evidentemente a Nocera Inferiore come in qualche altro paese si \u00e8 esagerato. <strong>Sono stati innalzati in poco tempo edifici di sette, otto, qualcuno di dieci, dodici piani (fortuna non erano capaci di costruirli pi\u00f9 alti) a formare un continuum su ambedue i lati di nuove strade<\/strong>, a pochi metri uno dall\u2019altro, senza servizi, parcheggi e quel minimo di spazio vitale per i cittadini.<\/p>\n<h3><strong>Negli anni 1980 e 1990, iniziano gli abbattimenti, come quello di parte degli edifici storici del Corso V. Emanuele, interi pezzi di citt\u00e0, per far posto a mostri edilizi, che a mio avviso restano l\u2019emblema, il simbolo, un monumento della speculazione edilizia, la peggiore prosa edilizia.<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Sotto le voci recupero, manutenzione straordinaria, adeguamento sismico<\/strong>, limite di convenienza (cio\u00e8 se il costo delle opere per adeguare un edificio superava un certo valore allora conveniva abbatterlo e ricostruirlo \u201cpi\u00f9 bello e pi\u00f9 grande che pria\u201d), <strong>si sono perpetrati abbattimenti di intere opere di un certo valore architettonico o di parte di esse, pezzi della storia architettonica della nostra citt\u00e0 sostituendole con brutti edifici privi di valore<\/strong> e che hanno permesso di aumentare la densit\u00e0 abitativa creando plusvalore a discapito dei residenti che sono stati letteralmente deportati in quartieri popolari costruiti ad hoc come l\u2019edilizia straordinaria a \u201cMonte di Dio\u201d.<\/p>\n<p><strong>L\u2019unico intervento che doveva essere permesso nei nuclei antichi di questa, come in altre citt\u00e0, doveva essere solo il restauro e quindi la conservazione del tessuto e delle emergenze architettoniche,<\/strong> con tutto quello che comporta un tale intervento, migliorare, demolire le superfetazioni e le brutture aggiunte nei decenni. Conservare le attivit\u00e0 e le destinazioni d\u2019uso compatibili con un vivere a dimensione umana, specie in spazi ristretti come i nostri centri antichi, i casali, il borgo, le corti abitative dove \u00e8 pi\u00f9 utile e conveniente muoversi a piedi, con la bici o con altri mezzi ecologici, tali impianti andavano conservati nella loro unitariet\u00e0 e quindi salvaguardati dalla speculazione, costruzioni preziose ed irripetibili che hanno creato nei secoli spazi a dimensione umana senza l\u2019ausilio di alcun Piano Urbanistico.<\/p>\n<h3><strong>I cittadini devono riappropriarsi della citt\u00e0, del suo destino, decidere sulle trasformazioni e sulle destinazioni, confrontando varie idee.<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Bisogna ridisegnare la citt\u00e0 con nuove infrastrutture e con idee<\/strong> che, sulle prime potrebbero sembrare spinte, ma che tenendo in conto di abbattere fabbricati, pezzi di citt\u00e0 degradati, fabbricati relativamente nuovi, possano farla respirare e dare l\u2019avvio ad uno sviluppo equilibrato, chiudendo al traffico veicolare parti di citt\u00e0 e creando parcheggi liberi a ridosso del centro urbano. Svuotare la citt\u00e0 da quelle attivit\u00e0 non compatibili e decentrarle, dando la possibilit\u00e0 di trasferirle in zone lottizzate ad hoc.<\/p>\n<h3><strong>Basta con l\u2019espansione urbana ed il sacrificio di altre aree, bisogna evitare nuovi insediamenti, di cui non se ne vede la necessit\u00e0, ridisegnando e ricostruendo all\u2019interno del centro urbano gi\u00e0 esistente. <\/strong><\/h3>\n<p><strong>Avere il coraggio delle idee, di perseguire un modello urbano dove i cittadini, oltre a soddisfare il bisogno abitativo, possano soddisfare anche i bisogni sociali, culturali, di tempo libero<\/strong>, come praticare sport fare teatro, musica, danza e dove i bambini ed i ragazzi, gli anziani, le famiglie possano incontrarsi ritrovandosi in spazi a loro dedicati e muoversi con una certa libert\u00e0 e sicurezza.<\/p>\n<p><strong>Sembra un\u2019utopia, ma \u00e8 proprio dalle utopie, dalle grandi idee, che l\u2019uomo costruisce la bellezza. <\/strong><\/p>\n<p>Una grande opera realizzata in questo caso da tanti piccoli interventi per ridisegnare la citt\u00e0 e su cui vale la pena investire risorse umane ed economiche sia pubbliche che private, per una citt\u00e0 il cui scopo non \u00e8 solo quello di abitare, produrre, consumare, ma anche quello di coltivarsi, valorizzare le risorse naturali, paesaggistiche e culturali. <strong>Non dimentichiamoci che siamo tra Paestum, il Parco del Cilento, Pompei, Ercolano, il Vesuvio, la Costiera Amalfitana e Sorrentina.<\/strong><\/p>\n<h3><strong>Anche la nostra campagna \u00e8 ormai distrutta, inquinata, costruzioni ovunque a macchia di leopardo. <\/strong><\/h3>\n<p><strong>Se provassimo a tracciare una ipotetica circonferenza di cento metri di raggio intercetteremmo sicuramente una bruttura, una discarica, un canale inquinato, un corsi d\u2019acqua divenuto ormai una fogna a cielo aperto.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ma \u00e8 proprio su tutto questo che bisognerebbe concentrare le forze politiche, sociali ed economiche<\/strong>, sul recupero ed il disinquinamento di queste aree, cosa che in altri paesi civili \u00e8 accaduto, disinquinando corsi di fiumi e controllando l\u2019intero territorio con l\u2019aiuto delle nuove tecnologie, perseguendo in tempo reale coloro che inquinano.<\/p>\n<p><strong>Si sono create aree industriali inutili, come \u201cFosso Imperatore\u201d, fonti di ruberie per coloro che le hanno pensate e realizzate<\/strong>, ma che alla comunit\u00e0 e ai contadini ha solo sottratto la terra, senza creare l\u2019occupazione promessa perpetrando cos\u00ec l\u2019ennesima beffa.<\/p>\n<p><strong>Il territorio comunale, ormai come gran parte della regione Campania versa in uno stato di abbandono, di degrado ed ecco dunque bisogno di riconsiderare una nuova economia basata sulla valorizzazione di ci\u00f2 che abbiamo o potremmo avere e ripartire da un nuovo disegno della citt\u00e0 e del suo territorio<\/strong>, da un\u2019idea che tenga conto di tutti gli aspetti accennati e che sia un punto fermo per una nuova Rinascita sociale e soprattutto economica. Non una \u201cgrande opera\u201d ma tanti interventi, di natura economica ed urbanistica, alla luce di una \u201cgrande idea\u201d.<\/p>\n<p>Aprile 2012<br \/>\n<em><strong>Arch. Gaetano Cialdini<\/strong><\/em><\/p>\n<p>__________________________________<\/p>\n<p><strong>A questo link \u00e8 possibile leggere l&#8217;articolo completo e guardare la galleria fotografica:\u00a0<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/m5snocera.blogspot.it\/2013\/03\/rilfessioni-per-non-ripetere-gli-stessi.html\" target=\"_blank\">http:\/\/m5snocera.blogspot.it\/2013\/03\/rilfessioni-per-non-ripetere-gli-stessi.html<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riportiamo un estratto da un articolo molto interessante scritto dall&#8217;arch. Gaetano Cialdini sulla situazione urbanistica e paesaggistica di Nocera Inferiore. Osservando dall\u2019alto Nocera Inferiore si [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":7712,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[10,41],"tags":[],"class_list":["post-7711","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-campania","category-opinioni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7711","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7711"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7711\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7712"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7711"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7711"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7711"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}