{"id":7804,"date":"2013-05-16T21:58:39","date_gmt":"2013-05-16T19:58:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=7804"},"modified":"2013-05-16T22:02:02","modified_gmt":"2013-05-16T20:02:02","slug":"marche-nuove-riflessioni-per-un-buon-governo-del-territorio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2013\/05\/marche-nuove-riflessioni-per-un-buon-governo-del-territorio\/","title":{"rendered":"Marche: nuove riflessioni per un buon governo del territorio"},"content":{"rendered":"<h3><strong><a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/consumo-suolo-10.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-7857\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/consumo-suolo-10.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/consumo-suolo-10.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/consumo-suolo-10-300x135.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a><br \/>\nCambiare l&#8217;approccio odierno rivolto all&#8217;analisi e alla comprensione del territorio \u00e8 molto importante, abbiamo bisogno di ristabilire un nuovo rapporto con la terra e con il paesaggio. In particolar modo, la pianifcazione del territorio deve ripartire con una nuova coscienza e con dei nuovi obiettivi.<br \/>\n<\/strong><\/h3>\n<h3><strong>Cos\u00ec nasce questa nuova proposta di analisi del territorio della Vallesina (regione Marche, provincia di Ancona), ritenendo che possa essere di auspicio per una proficua stagione pianificatoria protesa verso un nuovo modello di Governo di Territorio.<\/strong><strong><em><\/em><\/strong><\/h3>\n<p><strong><\/strong><strong>La situazione in cui versa ad oggi tutto il territorio italiano, nessuna area esclusa, ci dimostra l\u2019utilit\u00e0 di affrontare un \u201cnuovo\u201d discorso pianificatorio che tenda a superare i meri confini amministrativi (soprattutto quelli comunali), ormai angusti e di debole efficacia \u00e8 d\u2019obbligo, non tanto per un semplice discorso di completezza analitica quanto pi\u00f9 per una visione d\u2019insieme funzionale e strategica.<\/strong><\/p>\n<p>In un periodo di forte crisi generale come quello che stiamo vivendo, sapersi reinventare e saperlo fare nella direzione giusta \u00e8 un\u2019azione che non pu\u00f2 pi\u00f9 essere rimandata, anche perch\u00e8 le scelte sin qui fatte si sono dimostrate in parte inutili e in parte troppo frammentate e dispersive.\u00a0Queste da sempre hanno rivestito una visione troppo localistica del recupero urbanistico, tanto delle citt\u00e0 quanto del territorio agricolo, dimostrandosi troppo aggrappate ad una concezione vecchia, superata e per molti aspetti dannosa per gli stessi territori.<\/p>\n<p><strong>E&#8217; fondamentale, per superare questo &#8220;pantano&#8221;, la comprensione dell&#8217;importanza del concetto di paesaggio (ribadita a gran voce sia dalla Costituzione italiana e sia dalla Convenzione europea del paesaggio) e della costruzione di un percorso analitico incentrato sul potenziamento del valore intrinseco del paesaggio all&#8217;interno dei percorsi di pianificazione del territorio.<\/strong><\/p>\n<p>Un paesaggio che non si mostri soltanto come una fotografia statica del territorio, ma che invece sia allo stesso tempo dinamico e strategico, completo e rispettoso dei sistemi costitutivi del processo storico di territorializzazione.\u00a0E\u2019 soltanto in questo modo che, una lettura rivolta alla valorizzazione territoriale e\u00a0 paesaggistica pu\u00f2 entrare a tutti gli effetti in un procedimento di pianificazione strategica.<\/p>\n<h4>Di seguito alcune delle &#8220;tensioni territoriali&#8221; che incidono sul territorio della bassa Vallesina (ma riscontrabili in tutto il Paese), e conseguentemente sulla popolazione locale, adatte a comprendere come un approccio mirato possa far emergere criticit\u00e0 e pregi che mai rispettano i confini amministrativi stabiliti:<\/h4>\n<h2><strong>LE TENDENZE TERRITORIALI NEGATIVE<\/strong><\/h2>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Aree con forti tensioni antropiche<\/span>:<\/strong> cio\u00e8 tutte quelle aree in cui ricadono le grandi infrastrutture e i pi\u00f9 massicci insediamenti recenti, sono zone sottoposte ad una forte pressione urbanistica. Si compongono anche di aree pregiate, ad oggi minacciate dalle future espansioni, come ad esempio i corsi d\u2019acqua con i contigui spazi ripariali, la spiaggia interclusa tra strada ed edificato, gli spazi periurbani ancora classificati come \u201csuolo libero\u201d interclusi tra le grandi infrastrutture e le nuove espansioni urbane e le aree considerate di \u201ccompletamento\u201d tra paese e paese.<\/p>\n<p><strong> <span style=\"text-decoration: underline;\">Scollinamento edilizio dei paesi di crinale<\/span>:<\/strong> in questa categoria ricadono tutte le aree di pendenza appena sotto i versanti collinari, in cui si sono o si stanno verificando le nuove espansioni edilizie. Il paese di crinale cresce, oggi pi\u00f9 di ieri, espandendosi lungo i versanti collinari. Le problematiche di questi interventi sono molteplici: perdita della forma storica del nucleo urbano, aumento del dissesto idrogeologico, degrado paesaggistico, consumo di suolo agricolo e perdita di biodiversit\u00e0 e di materiale organico presente nel terreno.<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\"><br \/>\n<strong>Urbanizzazione recente:<\/strong><\/span> L\u2019espansione recente, viene annoverata tra le tendenze negative soprattutto perch\u00e9 concorre al \u201cconsumo di suolo di libero\u201d e al decadimento del valore paesaggistico dei territori.<br \/>\nL\u2019area che subisce maggiormente questo aspetto \u00e8 proprio la costa. Dalla statale adriatica, ad esempio, il mare \u00e8 infatti poco percepibile e la quinta dei palazzi non permette di godere il panorama, precludendo cos\u00ec un prezioso \u201cbene comune\u201d;<\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Saldatura edilizia lungo strada:<\/span><\/strong> E\u2019 un aspetto controverso, se da un lato la densificazione dell&#8217;urbanizzato riduce la dispersione insediativa, dall\u2019altro, perseguendo questo tipo di espansione, si preclude fortemente la fruibilit\u00e0 del paesaggio, soprattutto lungo le strade di crinale.<\/p>\n<h2><strong>LE CRITICIT\u00c0 AMBIENTALI<\/strong><\/h2>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Le aree industriali-commerciali:<\/span><\/strong> I grandi insediamenti produttivi della bassa Vallesina, ma non solo, si caratterizzano per il forte impatto paesaggistico: molti capannoni di bassa qualit\u00e0 estetica, elevata occupazione di suolo, elevato traffico automobilistico, scarsa presenza di alberature e cospicua superficie impermeabilizzata dall\u2019asfalto (grandi parcheggi, ecc.);<\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Pannelli solari al suolo<\/span>: <\/strong>I parchi solari possono essere interpretati negativamente per due motivi: un aspetto \u00e8 quello dell\u2019occupazione di &#8220;suolo libero&#8221;, un altro aspetto \u00e8 quello del degrado paesaggistico. Solitamente questi siti energetici vengono posizionati sui versanti delle colline, andando cos\u00ec ad incidere drasticamente sulla percezione del tipico paesaggio agricolo;<\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Discariche inattive<\/span>: <\/strong>Anche se inattive, le discariche, devono essere considerate delle forti criticit\u00e0, sia da un punto di vista ecologico che da un punto di vista di \u201cconsumo di suolo\u201d. Sono aree inutilizzate e non \u00e8 raro inoltre, riscontrare\u00a0 il fenomeno della percolazione e\u00a0 quindi del conseguente inquinamento di falda acquifera;<\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Cave:<\/span> <\/strong>Sono delle forti criticit\u00e0 ambientali, e nella Vallesina sono numerose lungo il fiume Esino (ghiaia) e\u00a0 sulla dorsale marchigiana (pietra).<br \/>\nIncidono sul territorio per diversi aspetti: dal punto di vista ecologico, va sottolineato la grande quantit\u00e0 di materiale estratto (rena e ghiaia); sia dal puinto di vista del degrado ambientale che comporta tanto una cava attiva che una inattiva (gli ex propietari una volte esaurita la concessione non sono tenuti a compensare il danno provocato).<br \/>\nDa un punto di vista dell&#8217; inquinamento atmosferico, i camion usati per il trasporto del materiale estratto sono numerosi e la polvere rilasciata \u00e8 notevole. Forte \u00e8 anche l\u2019inquinamento acustico: scavi, lavorazioni, traffico veicolare sono tutti aspetti dello stesso problema che quasi sempre non viene compensato in alcun modo.<br \/>\nDa un punto di vista paesaggistico la cava si presta comunque ad essere un sito di dimensioni considerevoli, visibile da molti punti, anche quando dismessa questa lascia segni indelebili sul territorio.<br \/>\nDa un punto di vista economico le cave se da un lato possono offrire lavoro dall\u2019altro abbassano il valore di appetibilit\u00e0 di tutto i l\u2019intorno;<\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Grandi infrastrutture:<\/span> <\/strong>I grandi corridoi infrastrutturali comportano grandi problematiche e risultano totalmente svincolate dal territorio che le ospitano: le autostrade (in questa caso l&#8217;A14), le statali e in parte le ferrovie, oltre ad occupare copicue porzioni di terreno, incidono fortemente sulla percezione paesaggistica dei luoghi.<br \/>\nIn Italia molte di queste restano eterni cantieri aperti e non fanno altro che mostrarsi come enormi situazioni di disagio condiviso;<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Forti detrattori eco-paesistici e siti dismessi:<\/strong><\/span> Sono i grandi corpi produttivi, o ex produttivi, (la raffineria API di Falconara, la ex Montedison, l&#8217;ex Caserma militare, l&#8217;ex zuccherificio SADAM, l&#8217;Aeroporto di Falconara e l&#8217;Interporto di Jesi)\u00a0 che occupano vaste porzioni di territorio.<br \/>\nGiganteschi mostri industriali ormai inutilizzati o sottoutilizzati. Essi &#8220;partecipano&#8221;, a diverso titolo, a tutti quegli aspetti di degrado territoriale che caratterizzano tante aree italiane: elevato traffico veicolare, forte inquinamento atmosferico, degrado paesaggistico, inquinamento acustico e perdita di valore ambientale per ampie zone circostanti.<br \/>\nLa regione Marche stessa, per questi motivi, ha predisposto un piano di risanamento per l&#8217;area della bassa Vallesina (definita come Area ad elevato rischio di crisi ambientale, AERCA).<\/p>\n<h3><strong>Tutto questo danneggia in particolar modo gli elementi di pregio del territorio:<\/strong><\/h3>\n<ul>\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Il litorale sabbioso ancora libero<\/strong>:<\/span> infatti se \u00e8 vero che il tratto di costa nord-anconetano, ricalca il concetto di \u201csviluppo balneare\u201d della riviera romagnola, \u00e8 anche vero che a differenza di questa, sia per caratteristiche di estensione spaziale ridotta, sia perch\u00e9 meno competitiva dal punto di vista turistico, si presta ad essere un litorale meglio conservato;<\/li>\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>La presenza di aree boscate di pregio tutelate<\/strong>:<\/span> localizzate nella selva di Gallignano e in quella\u00a0 di Castelfidardo;<\/li>\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>L&#8217;ecosistema fluviale<\/strong>:<\/span> il fiume Esino, il fiume Misa e il fiume Musone, si caratterizzano per la presenza di cospicue aree boscate lungo i rispettivi margini, e per la presenza di spiaggette ed insenature di alto valore ecologico e fruitivo;<\/li>\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>La rete idrica minore<\/strong>:<\/span> capillare e valorizzabile in termini di rete ecologica;<\/li>\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Le aree agricole mantenute<\/strong>:<\/span> alcune di elevato pregio paesaggistico, presenti sia nei territori collinari che, pi\u00f9 raramente, in quelli pianeggianti;<\/li>\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Una rete viaria storica estesa<\/strong>:<\/span> con alcuni tratti di forte valore panoramico;<\/li>\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>I nuclei storici<\/strong>:<\/span> molti di elevato valore storico e tutti fruibili e ben mantenuti.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Quindi fondare uno studio sulle dinamiche territoriali e paesaggistiche, agire subito sulle criticit\u00e0 e valorizzare i sistemi di pregio sono le basi per realizzare un nuovo &#8220;sentimento&#8221; territoriale. Trovare la giusta scala d&#8217;intervento, non pi\u00f9 quella comunale ormai troppo limitata, ma neanche quella regionale forse troppo distaccata dai bisogni locali; bens\u00ec una scala intermedia che a differenza di quella provinciale non sia frutto principalmente di scelte politiche (ormai vecchie) ma che sia l&#8217;interazione di nuovi saperi e di nuovi bisogni.<\/p>\n<p><strong>Il valore aggiunto di guardare il territorio con occhi diversi, cercando allo stesso tempo di tutelare e di valorizzare la percezione di un paesaggio riconosciuto e vissuto dalle popolazioni locali.<\/strong><\/p>\n<p><em><strong>Andrea Alcalini<\/strong><\/em><\/p>\n<p>______________________________________<\/p>\n<p><strong>Di seguito il lavoro di ricerca<\/strong> (scarica il file pdf, 6,7 Mb):<strong> <\/strong><br \/>\n<strong><a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Alcalini_Vallesina.pdf\" target=\"_blank\">DINAMICHE &#8211; TRASFORMAZIONI &#8211; SCELTE E CONSUMI DI UN TERRITORIO &#8211; LA VALLESINA<\/a>\u00a0&gt;&gt;<\/strong><\/p>\n<p>______________________________________<\/p>\n<p><strong>Alcuni estratti della ricerca:<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-7906\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/1.jpg\" alt=\"\" width=\"635\" height=\"284\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/1.jpg 635w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/1-300x134.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 635px) 100vw, 635px\" \/><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-7907\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/2.jpg\" alt=\"\" width=\"624\" height=\"256\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/2.jpg 624w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/2-300x123.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 624px) 100vw, 624px\" \/><\/a><a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/1.jpg\"><br \/>\n<\/a><a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-7908\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/3.jpg\" alt=\"\" width=\"438\" height=\"292\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/3.jpg 438w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/3-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 438px) 100vw, 438px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cambiare l&#8217;approccio odierno rivolto all&#8217;analisi e alla comprensione del territorio \u00e8 molto importante, abbiamo bisogno di ristabilire un nuovo rapporto con la terra e con [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":113,"featured_media":7857,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[126,16,41],"tags":[1181,1180,1877,92,1121],"class_list":["post-7804","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-consumo-di-suolo-tematiche","category-marche","category-opinioni","tag-bellezze-culturali","tag-bellezze-naturali","tag-marche","tag-paesaggio","tag-territorio"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7804","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/113"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7804"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7804\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7857"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7804"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7804"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7804"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}