{"id":7865,"date":"2013-05-15T00:24:02","date_gmt":"2013-05-14T22:24:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=7865"},"modified":"2013-05-16T22:41:51","modified_gmt":"2013-05-16T20:41:51","slug":"westinghouse-addio-a-unaltra-area-verde-di-torino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2013\/05\/westinghouse-addio-a-unaltra-area-verde-di-torino\/","title":{"rendered":"Westinghouse: addio a un\u2019altra area verde di Torino"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/20130515-westinghouse.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-7897\" style=\"margin-right: 15px;\" title=\"20130515-westinghouse\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/20130515-westinghouse-287x300.jpg\" alt=\"\" width=\"287\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/20130515-westinghouse-287x300.jpg 287w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/20130515-westinghouse.jpg 670w\" sizes=\"auto, (max-width: 287px) 100vw, 287px\" \/><\/a><\/p>\n<h3><strong>Pubblichiamo una lettera di ProNatura Torino sul progetto di recupero dell&#8217;area della ex-Westinghouse, su cui cittadini e associazioni nutrono parecchi dubbi. <\/strong><\/h3>\n<h4><strong>Prima di \u201cvendere\u201d un pezzo di citt\u00e0 andrebbero valutati molti aspetti, e la sensazione d<\/strong><strong>i fronte ai primi \u201crendering\u201d apparsi sulla stampa cittadina \u00e8 che ancora una volta si stia perdendo l\u2019occasione di progettare una parte della citt\u00e0 pubblica secondo criteri innovativi e ambientalmente sostenibili, affidando invece il tutto a dei \u201cpromotori finanziari\u201d.<\/strong><\/h4>\n<p>__________________________________________________________<\/p>\n<p>Dopo la pubblicazione dell\u2019Avviso Pubblico in data 17 marzo 2013, la Citt\u00e0 di Torino si appresta ad accogliere le proposte progettuali sull\u2019area della ex-Westinghouse (con un edificio industriale tutelato e da recuperare) nell\u2019area di Spina 2 definito da un Programma Integrato gi\u00e0 oggetto di un Accordo di Programma. Le proposte in realt\u00e0 sono gi\u00e0 note, e fanno capo alla Societ\u00e0 REAM SGR SpA, ovvero Real Estate Management &#8211; Societ\u00e0 Gestione Risparmio, costituita da importanti fondazioni bancarie piemontesi, in primis le Fondazioni Cassa di Risparmio di Torino, di Asti, di Alessandria e di Fossano, che sviluppa una strategia di \u201cvalorizzazioni immobiliari\u201d. <strong>L\u2019Avviso Pubblico\u00a0sembra di fatto confezionato ai fini dell\u2019accoglimento delle proposte gi\u00e0 pervenute, e include la possibilit\u00e0 di espandersi su un\u2019area contigua (il giardino Artiglieri da Montagna) originariamente non prevista.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019area in questione, collocata sull\u2019asse della Spina Centrale, costituisce un importante ambito di raccordo tra il centro storico e un quartiere, un tempo operaio e industriale, come Borgo San Paolo, dal quale oggi sono spariti i vecchi insediamenti industriali, con un forte incremento dell\u2019edilizia residenziale. Tutta l\u2019area di Spina 2 \u00e8 oggi oggetto di cospicue trasformazioni, molte delle quali oggetto di forti perplessit\u00e0, in particolare la scelta di costruire due \u201ctorri gemelle\u201d, la prima delle quali gi\u00e0 manifesta il suo micidiale impatto sul paesaggio urbano, su corso Inghilterra nei pressi di Porta Susa.<\/p>\n<p><strong>Qualcuno ricorder\u00e0 come in buona parte dell\u2019area Westinghouse fosse stata ipotizzata la realizzazione della nuova sede della Biblioteca Civica<\/strong>, unitamente ad altre funzioni culturali e multimediali. Aree ed immobili di propriet\u00e0 della Citt\u00e0, meritevoli di un progetto di ampio respiro.<\/p>\n<h3><strong>Ma quel progetto faraonico \u00e8 costato purtroppo alla Citt\u00e0 circa 20 milioni di Euro, con i quali si sarebbe potuto (in alternativa e molto pi\u00f9 concretamente) dare una dignitosa sistemazione a tutto il Sistema Bibliotecario Torinese.<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Nell\u2019Avviso Pubblico viene lasciato un enorme margine di discrezionalit\u00e0<\/strong>, consegnando al proponente un\u2019area che \u00e8 passata da 34.000 a 40.000 mq di SLP, con un incremento non previsto in precedenza, ai fini della realizzazione di un Centro Congressi (ma quanti ne servono davvero alla Citt\u00e0?), attivit\u00e0 ricettive, residenze universitarie e \u2013 per un 25% di tale superficie \u2013 attivit\u00e0 commerciali e pubblici esercizi. La Citt\u00e0 consegner\u00e0 l\u2019area \u201cchiavi in mano\u201d ad un soggetto attuatore (REAM) a cui faranno capo operatori immobiliari e finanziari che dovranno trasformarla con coordinate molto vaghe.<\/p>\n<h3><strong>Nel corso del tempo per\u00f2 stanno emergendo molte criticit\u00e0, attraverso notizie non ufficiali ma che sembrano gi\u00e0 prefigurare il futuro dell\u2019area. <\/strong><\/h3>\n<p>Si pongono cos\u00ec molti dubbi e interrogativi, emersi anche tra gli Assessori e che hanno visto sollevare forti critiche anche da parte della Terza Circoscrizione:<\/p>\n<h3>&#8211; <strong>Perch\u00e9 spunta, non previsto, un edificio a torre alto 90 metri?<\/strong><\/h3>\n<p>E\u2019 solo un\u2019idea peregrina o davvero ci si propone di realizzare un edificio di tal fatta? Si dice che sar\u00e0 una torre-albergo. A chi servir\u00e0? La vendita dei diritti edificatori in capo a RFI per la \u201ctorre gemella\u201d che dovrebbe sorgere a fronte del grattacielo Intesa-San Paolo \u00e8 andata ripetutamente a vuoto. Anche l\u00ec si proponeva di realizzare un grande albergo o comunque attivit\u00e0 ricettive. Cosa fa pensare che nell\u2019ambito del PRIN di Spina 2 dovrebbe aver successo un\u2019operazione similare? E perch\u00e9 mai poi un albergo alto 90 metri, altezza non prevista dalle schede normative del PRIN di Spina 2?<\/p>\n<h3>&#8211; <strong>Perch\u00e9 un nuovo centro commerciale, visto che nel bando di gara si parla di \u201cattivit\u00e0 commerciali al dettaglio\u201d?<\/strong><\/h3>\n<p>Abbiamo un asse come via Di Nanni che dal punto di vista delle attivit\u00e0 commerciali \u00e8 di grande importanza, e termina oltre piazza Sabotino con un mercato rionale risistemato pochi anni or sono. Abbiamo corso Racconigi, definito il mercato lineare pi\u00f9 grande d\u2019Europa, su cui si affaccia anche un mercato coperto. Un centro commerciale non previsto dagli attuali strumenti urbanistici contribuir\u00e0 ad affossare il commercio di vicinato e i mercati rionali in Borgo San Paolo.<\/p>\n<h3><strong>&#8211; E i parcheggi pubblici?<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Che fine ha fatto l\u2019impegno<\/strong> indicato nel Piano Esecutivo Convenzionato del 2009 per il nuovo Centro Direzionale Intesa San Paolo (Ambito 8.18\/3 Spina 2) <strong>di realizzare una quota cospicua del fabbisogno di parcheggi pubblici<\/strong> (8.800 mq. di standard) sotto il sedime di via Nino Bixio? Nel bando tale impegno sottoscritto non viene minimamente citato.<\/p>\n<h3>&#8211; <strong>Perch\u00e9 aver inserito nel bando una vasta area corrispondente all\u2019attuale giardino Artiglieri da Montagna, originariamente non prevista?<\/strong><\/h3>\n<p>Si tratta di un parco urbano in condizioni precarie, cannibalizzato dai cantieri della Metro, dallo spostamento della stazione degli autobus extraurbani, da impianti sportivi concepiti in modo alquanto invasivo. Tale porzione ospita anche alcuni fabbricati della Caserma Lamarmora, che ospitano il Centro d\u2019Incontro della Circoscrizione. Perch\u00e9 inserire tutta quest\u2019area tra via Nino Bixio, via Borsellino, corso Vittorio e corso Ferrucci all\u2019interno del bando, senza alcuna prescrizione, neppure un impegno a riqualificarla e a migliorarla per l\u2019uso pubblico? Dopo aver visto il giardino del Palagiustizia trasformarsi in area di cantiere per il grattacielo di Renzo Piano in attesa di una futura \u201criqualificazione\u201d, vedremo anche il giardino Artiglieri da Montagna diventare un\u2019altra area di cantiere?<\/p>\n<h3>&#8211; <strong>Il tema degli spazi verdi in effetti non \u00e8 assolutamente citato nel bando<\/strong>.<\/h3>\n<p>Come si sa la Terza Circoscrizione \u00e8 tra quelle pi\u00f9 carenti di verde, con una elevata densit\u00e0 abitativa e una dotazione pro capite delle pi\u00f9 basse. La trasformazione delle aree industriali in corso, o di prossimo decollo, non ha previsto nuove dotazioni di verde in piena terra. Il \u201cparco San Paolo\u201d (il PRIN Lancia che ha visto partire le demolizioni) non prevede verde in piena terra, e cos\u00ec pure la trasformazione dell\u2019area Diatto-Snia. Piazza Adriano \u00e8 stata sacrificata da continui interventi viabilistici e da un parcheggio pertinenziale. Il campo sportivo del Cenisia (tra via Cesana e corso Vittorio) \u00e8 un verde solo \u201cnominale\u201d. Le richieste della Circoscrizione di una decina di anni or sono per ampliare il parco Ruffini verso corso Brunelleschi su aree di propriet\u00e0 demaniale, fortemente sostenute dai cittadini secondo promesse risalenti ancora agli anni Ottanta, sono naufragate e affossate con l\u2019ampliamento del CIE e l\u2019abbattimento di tanti alberi di alto fusto. Una delle ultime speranze di vedere un aumento della dotazione di spazi verdi poteva essere proprio il bando per l\u2019area ex-Westinghouse. Ma non \u00e8 stata minimamente presa in considerazione. Qui occorre un richiamo alla recente Legge n. 10 del 14 gennaio 2013, Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani, che all\u2019articolo 4 richiama la necessit\u00e0 di riservare quote rilevanti destinate a verde urbano all\u2019interno degli strumenti urbanistici attuativi.<br \/>\n<strong><\/strong><\/p>\n<p><strong>Molti altri sono gli aspetti che andrebbero valutati, prima di \u201cvendere\u201d un pezzo di citt\u00e0.<\/strong><\/p>\n<h4><strong>Di fronte all\u2019effetto prodotto dai primi \u201crendering\u201d apparsi sulla stampa cittadina \u00e8 venuta crescendo la costernazione, e la sensazione che ancora una volta si stia perdendo l\u2019occasione di progettare una parte della citt\u00e0 pubblica, importante e non certo marginale, secondo criteri e metodologie innovative e ambientalmente sostenibili, in particolare nella progettazione degli spazi pubblici, affidando il tutto a dei \u201cpromotori finanziari\u201d. <\/strong><\/h4>\n<p>Vedremo cos\u00ec buona parte di Spina 2, da Porta Susa a corso Ferrucci, trasformarsi in un nuovo incubo urbano costellato di grattacieli come quello che si sta realizzando a Milano intorno a Porta Garibaldi, nell\u2019orrido progetto denominato \u201cPorta Nuova\u201d?<br \/>\n<strong><\/strong><\/p>\n<h3><strong>Su tutte queste prospettive occorrerebbe ridare la parola ai cittadini e stabilire le coordinate\u00a0prioritarie prima di cedere una vasta area pubblica agli operatori.<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: right;\">Emilio Soave, <em>Vicepresidente e referente per l&#8217;Urbanista di Pro Natura Torino<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblichiamo una lettera di ProNatura Torino sul progetto di recupero dell&#8217;area della ex-Westinghouse, su cui cittadini e associazioni nutrono parecchi dubbi. 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