{"id":7929,"date":"2013-05-21T22:56:36","date_gmt":"2013-05-21T20:56:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=7929"},"modified":"2013-05-21T22:56:36","modified_gmt":"2013-05-21T20:56:36","slug":"dallarcheologia-posticcia-ad-un-impianto-di-trasformazione-di-biomasse-i-beni-comuni-naturali-di-castel-madama-in-pericolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2013\/05\/dallarcheologia-posticcia-ad-un-impianto-di-trasformazione-di-biomasse-i-beni-comuni-naturali-di-castel-madama-in-pericolo\/","title":{"rendered":"Dall\u2019archeologia posticcia ad un impianto di trasformazione di biomasse: i beni comuni naturali di Castel Madama in pericolo"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-7951\" title=\"20130521_castelmadama\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/20130521_castelmadama.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/20130521_castelmadama.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/20130521_castelmadama-300x135.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<h3><strong>Un\u2019area agricola, circa 12 ettari di propriet\u00e0 dell\u2019Universit\u00e0 Agraria in localit\u00e0 Colle Passero, a ridosso di un sito in procinto di diventare monumento naturale, \u00e8 da anni al centro di progetti urbanistici controversi: l\u2019Archeopark (riproduzione di 5 villaggi neolitici, bocciato dalla Regione) e un impianto di trasformazione di biomasse legnose. <\/strong><\/h3>\n<h3><strong>Il tutto in un\u2019area vincolata, ricca di riscontri archeologici e considerata bene culturale.<\/strong><\/h3>\n<p><strong>La storia finta al posto di quella vera. Una sorta di \u201cluna park archeologico\u201d<\/strong> all\u2019ingresso del quale dovrebbe sorgere anche un impianto industriale privato di trasformazione di biomasse legnose spacciato per opera di interesse pubblico. Progetti da realizzare in un\u2019area, in localit\u00e0 \u201cLa Selva\u201d nei pressi di Colle Passero, alle porte di Castel Madama, \u201cdi rilevante interesse naturalistico, paesaggistico e culturale, con limitato grado di antropizzazione, rispondente alle caratteristiche descritte dalla legge regionale 29\/1997 riguardo alle aree da tutelare; uno dei luoghi pi\u00f9 integri dal punto di vista naturalistico del territorio comunale\u201d. Una descrizione offerta, curiosamente, nella delibera di Consiglio Comunale n\u00b05\/2008, dalla stessa amministrazione che intende realizzare quelle opere gravemente impattanti.<\/p>\n<p><strong>Il \u201cparco a tema didattico\u201d, quindi, con attrezzature turistiche, ricreative e di servizio, verrebbe realizzato su appezzamenti agricoli e boscati del demanio civico<\/strong> soggetti, come detto, a molteplici vincoli e caratterizzati da significativi ritrovamenti archeologici, come descritto accuratamente nel libro bianco del Forum Salviamo il Paesaggio Roma e Provincia, a pagina 5. Un progetto denominato \u2018Archeopark\u2019 che prevede \u201cla ricostruzione di cinque villaggi sorti nell\u2019Italia centrale in epoca neolitica\u201d, riferisce Italo Carrarini, portavoce di quella fetta di cittadinanza che si oppone a questi progetti ed egli stesso residente nell\u2019area interessata, \u201cla realizzazione di circa 1.000 mq di tettoie in legno distribuite nell\u2019area del parco per ospitare le attivit\u00e0 didattiche e ricreative con le classi e le famiglie; un laghetto artificiale di circa 1.000 mq per riprodurre l\u2019ambiente palafitticolo; strutture in muratura per ristorante bar di 350 mq con portico di 150 mq e centro visita con reception, biglietteria, infermeria, servizi igienici, bookshop, sala guide e appartamento del custode su due piani per ulteriori 280 mq\u201d.<\/p>\n<p><strong>Per la costruzione dell\u2019archeopark era stato inoltre presentato un Programma Integrato di Intervento, approvato dal Consiglio Comunale di Castel Madama<\/strong> il 10\/03\/2011, che avrebbe dovuto permettere la riqualificazione dell\u2019intera area di Colle Passero e che, invece, si \u00e8 rivelato, oltrech\u00e9 una maschera che nascondeva la volont\u00e0 di realizzare opere di dubbia utilit\u00e0 per la collettivit\u00e0, anche pieno di lacune tecniche: \u201cDi fatto\u201d, aggiunge Carrarini, \u201clo stesso piano non prevedeva standard a servizi in quanto la localit\u00e0 \u00e8 priva di fognature, di illuminazione e di adeguata rete di servizi. Gli unici standard previsti erano: un marciapiede per la fermata degli autobus e un ampio parcheggio ad esclusivo servizio della struttura privata, distante dai primi caseggiati che tra l\u2019altro non necessitano di parcheggi poich\u00e9, trattandosi di insediamenti rurali, sono tutti dotati di parcheggio autonomo\u201d.<\/p>\n<p><strong>Insomma, un gigante urbanistico con piedi legislativi d\u2019argilla i cui limiti palesi non potevano sfuggire alla Regione:<\/strong> \u201cIn seguito a ricorso al TAR dei cittadini notificato alla Regione Lazio\u201d, sottolinea il portavoce dei cittadini assai perplessi sulla realizzazione dell\u2019opera, \u201cla stessa Regione, con provvedimento n. 3942 del 18\/04\/2012 lo ha respinto, evidenziando in particolare l\u2019assenza delle necessarie procedure di VAS, Valutazione Ambientale Strategica, e dall\u2019altro, nel merito, che: \u2018Il Programma in oggetto non prevede interventi di interesse pubblico, sufficienti ad assicurare un\u2019adeguata riqualificazione urbanistica\u2019, non essendo possibile \u2018ravvisare interventi necessari a soddisfare la mancanza di opere di urbanizzazione all\u2019interno del nucleo abitato di Colle Passero sorto a suo tempo attraverso attivit\u00e0 edilizia spontanea\u2019. In conclusione, quindi, la Regione Lazio considerava il suddetto Programma Integrato del tutto \u2018carente di elementi utili a qualificarlo quale strumento urbanistico finalizzato alla riorganizzazione del territorio, in cui siano presenti una pluralit\u00e0 di funzioni, ed in cui sia evidente la valenza dell\u2019interesse pubblico\u2019.<br \/>\nNon contenti della sonora bocciatura l\u2019amministrazione comunale di Castel Madama, \u201cal fine di contrarre i tempi di attuazione dell\u2019intervento e della relativa variante urbanistica\u201d, prosegue Carrarini, \u201ccon deliberazione di Consiglio Comunale n. 5 del 19\/02\/2013, ha introdotto il procedimento S.U.A.P. , Sportello Unico Attivit\u00e0 Produttive, uno strumento di semplificazione amministrativa che utilizza a sua volta altri strumenti di semplificazione, come accordi tra amministrazioni e privati, silenzi-assensi, conferenze di servizi, allo scopo di snellire i rapporti tra Pubblica Amministrazione e utenza. Con la stessa delibera \u00e8 stata contestualmente approvata una relazione di riesame delle effettive dotazioni boscate al fine di riperimetrarle, ridurne le estensioni ed ottenere cos\u00ec la piena disponibilit\u00e0 delle superfici e i relativi Nulla Osta\u201d.<\/p>\n<h3><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-7952\" style=\"margin-right: 15px;\" title=\"20130521_castelmadama2\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/20130521_castelmadama2-290x265.jpg\" alt=\"\" width=\"290\" height=\"265\" \/>Tradotto, si piega la legge per cancellare definitivamente la tutela del bosco e altri vincoli su aree di pregio utilizzando impropriamente vari strumenti urbanistici ad uso e consumo di progetti inutili e dannosi, sotto le mentite spoglie di interventi di riqualificazione urbanistica, che nulla hanno a che vedere con la pubblica utilit\u00e0 ma perseguono interessi di altro genere. Tra l\u2019altro Castel Madama dispone di ben 79 ettari di aree adibite ad attivit\u00e0 produttive non considerate per tale intervento.<\/strong><\/h3>\n<p><strong> Le proposte alternative non mancano di certo, una in particolare, di semplice buon senso, prima ancora che all\u2019insegna della legalit\u00e0.<\/strong> \u201cIn questi luoghi, tra tante vere testimonianze del passato in abbandono, la proposta di costruirne di false sembra surreale\u201d, scriveva sul Corriere della Sera il 30\/09\/2012 il prof. Giuseppe Strappa, ordinario di progettazione architettonica e urbana e scrittore. \u201cGli acquedotti e le ville romane sono tra le immagini di maggiore attrazione nella divulgazione globale dell\u2019antico. Non potrebbe il loro restauro essere la nuova risorsa economica dell\u2019area? Un grande parco archeologico vero, unico ed irripetibile, con percorsi tematici, strutture museali, ricettive, di accoglienza, che creino nuovi posti di lavoro e forniscano un\u2019alternativa al turismo della Capitale, quello rapido che in tre giorni riempie i visitatori di troppe immagini per la memoria e le strade di un fiume di torpedoni\u201d.<\/p>\n<p><strong>Un turismo rispettoso dei tesori che l\u2019Italia pu\u00f2 orgogliosamente presentare al mondo. A patto che questi sopravvivano all\u2019ignoranza e alla violenza perpetrata spesso per perseguire l\u2019interesse illegittimo di pochi.<\/strong><\/p>\n<p><em><strong>Marco Bombagi<\/strong><\/em><br \/>\n<em>Salviamo il Paesaggio Coordinamento di Roma e Provincia<\/em><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.roma.it\" target=\"_blank\">www.salviamoilpaesaggio.roma.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un\u2019area agricola, circa 12 ettari di propriet\u00e0 dell\u2019Universit\u00e0 Agraria in localit\u00e0 Colle Passero, a ridosso di un sito in procinto di diventare monumento naturale, \u00e8 [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":123,"featured_media":7952,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[381,13,42],"tags":[],"class_list":["post-7929","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-beni-culturali","category-lazio","category-parchi-e-aree-protette"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7929","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/123"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7929"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7929\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7952"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7929"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7929"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7929"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}