{"id":8080,"date":"2013-06-26T00:00:51","date_gmt":"2013-06-25T22:00:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=8080"},"modified":"2013-07-19T00:19:46","modified_gmt":"2013-07-18T22:19:46","slug":"litalia-non-e-un-piu-un-paese-per-agricoltori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2013\/06\/litalia-non-e-un-piu-un-paese-per-agricoltori\/","title":{"rendered":"L\u2019Italia non \u00e8 un pi\u00f9 un Paese per agricoltori"},"content":{"rendered":"<h3><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-8176\" title=\"Contadini di Pietro Morando (da wikipedia.it)\" alt=\"Contadini di Pietro Morando (da wikipedia.it)\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/20130625_Contadini_di_Pietro_Morando.jpg\" width=\"640\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/20130625_Contadini_di_Pietro_Morando.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/20130625_Contadini_di_Pietro_Morando-300x135.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/h3>\n<h3><strong>Cemento, burocrazia e costi alle stelle allontanano i giovani dalla terra. Mentre aumenta la nostra dipendenza alimentare da Cina ed Est Europa<\/strong><\/h3>\n<p>Nel mainstream mediatico sono molti i casi raccontati di operai lasciati in cassa integrazione, lavoratori licenziati da aziende in crisi, di suicidi fra imprenditori ma c\u2019\u00e8 un aspetto di questo impasse economico che viene poco trattato: <strong>la strage silenziosa delle aziende agricole di cui non si hanno stime numeriche affidabili<\/strong>. Nonostante Confagricoltura sostenga che l\u2019occupazione nel comparto agricolo sia aumentata del 6,2%, la produttivit\u00e0 delle imprese \u00e8 troppo bassa rispetto ai nostro concorrenti europei. L\u2019abbandono dei campi, la cementificazione dei suoli fertili rimasti, la mancanza di cambio generazionale, le difficolt\u00e0 di accesso da parte dei giovani e di avvio di nuove imprese sono solo alcuni dei freni che l\u2019agricoltura italiana sopporta.<\/p>\n<h2><strong>La moria delle imprese agricole<\/strong><\/h2>\n<h3><strong>Alcuni dati dimostrano come l\u2019Italia sia un paese sempre meno agricolo.<\/strong><\/h3>\n<p><strong><\/strong>Secondo le ricerche di Paola Migliorini, agronoma e docente dell\u2019Universit\u00e0 di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (Cn) siamo passati da avere 4 milioni di aziende agricole negli anni \u201860 a 1,5 milioni nel 2012. Un fenomeno che si \u00e8 intensificato negli ultimi decenni: dal 1990 al 2000 si sono perse oltre 400mila aziende e nel decennio successivo 775mila.<\/p>\n<p><strong>\u00abSono numeri esorbitanti\u00bb spiega Migliorini \u00abche passano nel pi\u00f9 assoluto silenzio: se la stessa perdita si fosse verificata nel settore dell\u2019automobile se ne sarebbe parlato continuamente su tutti i media\u00bb.<\/strong> \u00abDobbiamo tenere presente \u2013 continua Migliorini \u2013 che le aziende agricole gestiscono il 40% delle terre in Europa bench\u00e9 gli agricoltori rappresentino solo il 3% del comparto lavorativo. Attraverso questo dato si capisce come dagli agricoltori dipendano molte cose tra cui il mantenimento del paesaggio e del territorio oltre che la sostenibilit\u00e0 alimentare\u00bb.<\/p>\n<h2><strong>Altro che made in Italy<\/strong><\/h2>\n<p>Sostenibilit\u00e0 che fa rima con sovranit\u00e0 alimentare, cio\u00e8 il controllo delle proprie risorse. <strong>Pare incredibile che un Paese come il nostro, che fa del cibo il proprio prodotto di punta, debba dipendere dall\u2019Est Europa per il grano o importare ingenti quantit\u00e0 di pomodori dalla Cina<\/strong> (come pi\u00f9 volte denunciato da Legambiente).<\/p>\n<h3><strong>Eppure fare l\u2019agricoltore in Italia non \u00e8 facile. E nemmeno sostenuto dalle istituzioni.<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Secondo Migliorini lo sviluppo agricolo italiano \u00e8 frenato in primis dal sistema burocratico, troppo pressante nei confronti degli imprenditori, e dall\u2019accesso al credito.<\/strong> \u00abInoltre fare il contadino non \u00e8 in generale un lavoro molto retributivo\u00bb riprende la docente \u00abe in pi\u00f9 ci sono tutta una serie di barriere economiche, dal costo altissimo della terra ai costi iniziali di avviamento che possono essere s\u00ec coperti fino al 50% grazie ai fondi europei per lo sviluppo rurale ma che comunque devono poi essere restituiti aumentando il rischio di stritolamento da parte delle banche. Un sistema che soffoca la creazione di risposte innovative sul mercato\u00bb.<\/p>\n<p><strong>In questo frangente pu\u00f2 essere utile uno sguardo all\u2019estero:<\/strong> \u00abAd esempio le scuole agricole in Francia sono collegate direttamente al mondo del lavoro. Noi invece abbiamo dismesso il sistema scolastico in campo agricolo. Tutto ci\u00f2 \u00e8 stato accompagnato dalla mancanza di innovazione: mentre in Francia \u00e8 possibile richiedere un\u2019autorizzazione o un documento per via telefonica o via internet, in Italia facciamo ancora le code agli sportelli e produciamo tonnellate di carta.<\/p>\n<p><strong>Un\u2019arretratezza che si riflette sull\u2019intero modello: mentre all\u2019estero \u00e8 conveniente lavorare nell\u2019agricoltura rurale, da noi si \u00e8 imposto un modello agricolo \u201cdi rapina\u201d per il quale spendo il meno possibile e faccio un prodotto a basso costo.<\/strong> Ma tutto ci\u00f2 sciupa il territorio, non crea valore all\u2019interno dell\u2019azienda e schiaccia i prezzi verso il basso\u00bb. \u00abA seconda del modello economico perseguito dal settore agricolo\u00bb conclude Migliorini \u00abpossiamo creare o distruggere territorio, a seconda che si scelga la biodiversit\u00e0 o la monocoltura\u00bb.<\/p>\n<h2><strong>Il cemento prende terreno<\/strong><\/h2>\n<h3><strong>E intanto che i terreni non vengono coltivati, si cementifica.<\/strong><\/h3>\n<p><strong>I dati del Consiglio dei Ministri parlano di 100 ettari agricoli consumati al giorno<\/strong>, o dell\u2019Ispra, secondo cui gli ettari sono invece 70. Paolo Pileri, docente di Ingegneria del territorio presso il Politecnico di Milano, in Italia si consuma terreno agricolo a ritmi impressionanti: dagli 8 ai 10 mq al secondo. Per questo ha deciso di misura, con un team di ricercatori, la perdita della corrispettiva capacit\u00e0 alimentare dei suoli agricoli. Partendo dal presupposto che l\u201980% delle superfici agricole cementificate sono perse per sempre e contando che <strong>per scavare 50 cm di terreno occorre il tempo (brevissimo) di una bennata di ruspa mentre per rigenerarne 10 cm occorrono 2000 anni<\/strong>, gli studi di Pileri si sono soffermati sulla capacit\u00e0 di provvista alimentare persa consumando terreno fertile nelle regioni italiane del Nord.<\/p>\n<p>Se un ettaro \u00e8 in grado di fornire cibo per 6 abitanti in un anno, la Lombardia, che ha consumato 218mila ettari negli ultimi trent\u2019anni, ha rinunciato a provvedere alla fornitura di cibo tramite risorse locali per 1.313.022 abitanti (il Veneto per 910mila). <strong>Ci\u00f2 significa che la Lombardia ha dovuto soddisfare la sua domanda alimentare rifornendosi fuori dai propri confini dando meno occupazione, in termini agricoli, ai cittadini lombardi.<\/strong><\/p>\n<h2><strong>Acqua e CO2 fuori controllo<\/strong><\/h2>\n<h3><strong>Non solo: perch\u00e9 il consumo di suolo agricolo si porta dietro anche altri costi ambientali tra cui la gestione dell\u2019acqua e la compensazione della CO2.<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Secondo i numeri di Pileri, se un ettaro di terreno agricolo \u00e8 in grado di assorbire \u2013 e poi rilasciare gradualmente \u2013 3700 tonnellate di acqua, cementificare significa ritrovarsi anche a dover spendere in reti per drenare l\u2019acqua in eccesso.<\/strong> Cos\u00ec \u00e8 stato calcolato che la Regione Lombardia dovr\u00e0 gestire fino a 16 miliardi di litri d\u2019acqua in pi\u00f9 all\u2019anno.<\/p>\n<p><strong>Cos\u00ec la CO2: \u00abil primo strato sottilissimo del terreno \u00e8 capace di contenere tre volte la quantit\u00e0 di carbonio presente in atmosfera\u00bb<\/strong> spiega Pileri. \u00abSe dovessimo applicare lo stesso meccanismo di Kyoto al consumo di suolo, cio\u00e8 pagare per compensare le emissioni di CO2, ogni anno in Lombardia bisognerebbe spendere quasi 8 milioni di euro\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><strong>di Maurizio Bongioanni<\/strong><br \/>\nda <a href=\"http:\/\/www.lanotiziagiornale.it\" target=\"_blank\">www.lanotiziagiornale.it<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cemento, burocrazia e costi alle stelle allontanano i giovani dalla terra. 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