{"id":8088,"date":"2013-07-26T07:44:57","date_gmt":"2013-07-26T05:44:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=8088"},"modified":"2013-08-28T00:23:41","modified_gmt":"2013-08-27T22:23:41","slug":"il-declino-dellarchitettura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2013\/07\/il-declino-dellarchitettura\/","title":{"rendered":"Il declino dell\u2019Architettura"},"content":{"rendered":"<h3><a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/408956_624611934222798_1343944624_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-8097\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/408956_624611934222798_1343944624_n.jpg\" width=\"520\" height=\"286\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/408956_624611934222798_1343944624_n.jpg 520w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/408956_624611934222798_1343944624_n-300x164.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 520px) 100vw, 520px\" \/><\/a><br \/>\n&#8220;Dopo aver attraversato tante vite (&#8230;), ed essere stato spiato dagli abitanti di tante stanze, le ragioni dell&#8217;architetto si erano andate affievolendo per poi sparire del tutto. Se fosse davvero entrato nella fucina degli architetti avrebbe disegnato, progettato, pianificato, ma non avrebbe avuto a che fare con questa realt\u00e0, bens\u00ec con qualcosa di lontano, astratto e contrario alla dimensione quotidiana dell&#8217;abitare.&#8221; (Franco La Cecla, <em>Contro l&#8217;architettura<\/em>, 2008, Bollati Boringhieri. )<\/h3>\n<h4><em><strong>Un <a title=\"Il declino dell'architettura\" href=\"http:\/\/www.rinascita.eu\/index.php?action=news&amp;id=21374\">articolo<\/a> di Roberto Ugo Nucci (Rinascita), sulla banalizzazione dell&#8217;architettura e sul suo progressivo distacco dall&#8217;identit\u00e0 dei luoghi dove essa preme.<\/strong><\/em><\/h4>\n<p style=\"padding-left: 60px;\">Nel Rinascimento la formazione degli architetti avveniva con un attento studio critico dei capolavori del passato e nel diciottesimo secolo l\u2019Accademia di Francia dettava le regole del buon costruire con una formale investitura culturale. Oggi lo studio dell\u2019 \u201cantichit\u00e0\u201d, come usava chiamarla Norman Shaw, \u00e8 del tutto superficiale e inconcludente, un semplice richiamo al passato senza alcuna mediazione storica e culturale che avvalori una presenza di continuit\u00e0 con la tradizione.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\">Come afferma Reginald Blomfield, docente e storico dell\u2019architettura degli anni \u201930, \u201csembra che la grande architettura non fosse mai esistita prima del \u2018900, il modello di un municipio ora \u00e8 un edificio lungo, basso, con una torre alta e magra ad una estremit\u00e0 e quello di una casa una scatola con dei buchi\u201d. Una prefigurazione di quanto poi accadr\u00e0 sistematicamente in uno scenario urbano monotono e deprimente, senza un\u2019identit\u00e0 formale, anzi immiserito in una geometria elementare e ripetitiva.<br \/>\n<strong>La mancanza di una visione culturale attinta dalla storia, come diceva Blomfield, ha lasciato campo libero ad una architettura funzionale e utilitaristica, che ignora il significato del simbolo e che si inaridisce in edifici di culto con spazi privi di senso del sacro e di valore comunitario.<\/strong><br \/>\n<strong>L\u2019architettura post illuminista si \u00e8 piegata al dominio della tecnica e si \u00e8 ridotta ad un\u2019architettura banalizzata dalla tecnologia, mutando i fondamenti e i contorni del sapere in meri supporti di inconsistente e arida ricerca formale.<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\">Nietzsche in una sua conferenza sull\u2019avvenire delle nostre scuole stigmatizzava lo stato di disagio culturale chiedendosi: \u201cChi vi condurr\u00e0 alla patria della cultura, se le vostre guide sono cieche e si spacciano per gente che vede? Chi di voi perverr\u00e0 al vero sentimento della sacra gravit\u00e0 dell\u2019arte, se venite viziati sistematicamente a balbettare soli laddove vi si dovrebbe guidare, a meditare e a filosofare soli sull\u2019opera d\u2019arte, laddove vi si dovrebbe costringere ad ascoltare grandi pensatori e tutto ci\u00f2 con il risultato che rimarrete eternamente lontani dall\u2019opera d\u2019arte? Cos\u00ec resterete servitori dell\u2019oggi\u201d.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\"><strong>Il modernismo, come rarefatta ideologia del progresso, affonda le sue radici nell\u2019intellettualismo frutto di un culto esclusivo della ragione: De Chirico ammoniva \u201cche alcuni vogliono sembrare intelligenti senza alcuna predisposizione a capire, ma semplicemente desiderosi di seguire ogni tendenza \u201c <\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\">L\u2019intellettualismo ha travolto il significato delle parole, ha creato un linguaggio di maniera, ha introdotto nuovi modi di rapportarsi con la realt\u00e0 del commercio e del prevalente interesse economico, ha prodotto mestieranti della cultura affettati e sine nobilitate. I critici d\u2019arte, moderne figure di operatori economici, hanno inventato un linguaggio confuso ed ermetico hanno \u201cvisto\u201d in certe opere quello che non vi era da vedere, esaltando cose straordinarie laddove non esisteva che il nulla. Il critico, come il mercante d\u2019arte, si sono resi complici di operazioni di mercato abilmente orchestrate a danno di un pubblico ora incolto e impreparato, quindi facilmente suggestionabile. Una volta l\u2019arte era per veri conoscitori e materia di riflessione di poeti e scrittori come Sainte-Beuve, Baudelaire e Apollinaire, che in alcuni loro scritti parlavano d\u2019arte con lo spirito e la sensibilit\u00e0 della loro cultura.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\">Nella pittura come nell\u2019architettura modernismo e intellettualismo hanno percorso strade parallele. In Cezanne, che per un certo periodo della sua vita fu un mediocre pittore ottocentesco, la svolta interpretativa si determin\u00f2 con la cubificazione delle forme in un modo spoglio, sfaccettato e geometrico.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\">C\u2019\u00e8 chi aveva capito che la novit\u00e0 e la vera bruttezza avrebbero potuto sostituire con buon successo la falsa bellezza di quei tempi e l\u2019intellettuale cos\u00ec avrebbe avuto buon gioco a manifestare il suo intellettualismo con rinnovata abilit\u00e0 incantatrice. Non diversamente, appunto, si impose il modernismo nell\u2019architettura del secolo XX con opere di ispirazione ingegneresca che la storiografia ufficiale celebr\u00f2 come l\u2019avvento di una nuova era. Si celebrano i nuovi materiali e le nuove tecnologie come espressione di nuove conquiste formali sino a riconoscere nella Tour Eiffel il simbolo-monumento della nuova epoca.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\">Come afferma Blomfield il predominio del modernismo nell\u2019architettura, \u201c\u00e8 una questione pi\u00f9 seria delle sue incursioni nella pittura, scultura, musica e letteratura; essa presenta il suo fronte sfacciato nelle nostre strade e nella nostra campagna ed \u00e8 troppo grande e troppo costosa perch\u00e9 la si possa distruggere completamente\u201d.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\"><strong>Con l\u2019imporsi dell\u2019internazionalismo in architettura, contro ogni forma di autonoma ricerca progettuale legata al contesto del luogo, si afferma il concetto di standardizzazione, parallela al processo di industrializzazione dei materiali, con effetti invasivi nel territorio di anonimi contenitori pi\u00f9 simili a scatole d\u2019imballaggio che a opere degne di una minima qualit\u00e0 formale. Come contrappunto al grigiore ed alla melanconica monotonia di anonimi parallelepipedi residenziali si realizzano strutture di insolente e volgare fattura in omaggio al potere consumistico e commerciale.<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\"><strong>Le nuove \u201ccattedrali\u201d del consumo si contendono dimensioni sempre pi\u00f9 grandi, da super a ipermercati sino a cittadelle del divertimento e dello svago, diventandolo il polo di attrazione di masse di individui destinate al pi\u00f9 delirante spreco del tempo della storia.<br \/>\n<\/strong><br \/>\nIl modernismo come una piovra assale il territorio e lo stravolge, mentre i centri storici restano nel museo della storia, consegnati al turismo cosiddetto culturale come simulacri di un passato inerte e impossibilitato a dialogare con il mondo contemporaneo.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\">Il fondamentalismo ideologico della nuova architettura impone le sue regole, mutuate dalla diffusa globalizzazione dei mercati e dal prevalere di un urbanistica dettata da lobbies di potere sempre pi\u00f9 aggressive.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\"><strong>A questo proposito significativo \u00e8 l\u2019amaro commento di Giorgio Locchi sui turisti in visita alla Tour Eiffel. Diceva Locchi che il loro esclusivo interesse era quello di sapere \u201cquanto fosse alta e quanto pesasse\u201d. Se questa \u00e8 cultura democratica, non possiamo che rassegnarci.<\/strong><\/p>\n<h4><\/h4>\n<h4><strong>Alcuni articoli sul non-ruolo delle <em>archistar:<\/em><\/strong><\/h4>\n<p><strong><a title=\"Insolera, urbanista tra le archistar \" href=\"http:\/\/archivio.eddyburg.it\/article\/articleview\/19402\/0\/151\/\">Italo Insolera: &#8220;Edilizia e archistar governano l\u00b4italia&#8221;<br \/>\nInsolera, urbanista tra le archistar <\/a><\/strong><br \/>\n<strong> <a title=\"Archistar? No grazie! \" href=\"http:\/\/archivio.eddyburg.it\/article\/articleview\/11257\/0\/325\/\">Archistar? No grazie! <\/a><\/strong><br \/>\n<strong> <a title=\"Doppio brodo Archistar? \" href=\"http:\/\/archivio.eddyburg.it\/article\/articleview\/15737\/0\/150\/\">Doppio brodo Archistar? <\/a><\/strong><br \/>\n<strong> <a title=\"Musei. Archistar addio: l' \u00abeffetto Bilbao\u00bb \u00e8 pi\u00f9 mediatico che economico \" href=\"http:\/\/archivio.eddyburg.it\/article\/articleview\/19285\/0\/92\/\">Musei. Archistar addio: l&#8217; \u00abeffetto Bilbao\u00bb \u00e8 pi\u00f9 mediatico che economico<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Dopo aver attraversato tante vite (&#8230;), ed essere stato spiato dagli abitanti di tante stanze, le ragioni dell&#8217;architetto si erano andate affievolendo per poi sparire [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":113,"featured_media":8309,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[41],"tags":[1263,1264],"class_list":["post-8088","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-opinioni","tag-architettura","tag-roberto-ugo-nucci"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8088","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/113"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8088"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8088\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/8309"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8088"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8088"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8088"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}