{"id":8166,"date":"2013-06-27T22:26:07","date_gmt":"2013-06-27T20:26:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=8166"},"modified":"2013-06-27T22:26:42","modified_gmt":"2013-06-27T20:26:42","slug":"bisceglie-una-storia-di-bellezza-liberta-e-giustizia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2013\/06\/bisceglie-una-storia-di-bellezza-liberta-e-giustizia\/","title":{"rendered":"Bisceglie: una storia di Bellezza, Libert\u00e0 e Giustizia"},"content":{"rendered":"<h3><strong>Il 17 aprile scorso la Corte d\u2019appello di Bari ha pronunciato una sentenza importante per la nostra Citt\u00e0. Una sentenza con cui i Giudici hanno assicurato piena tutela a due diritti fondamentali garantiti dalla nostra Costituzione: il diritto alla bellezza (art. 9) ed il diritto alla libert\u00e0 di pensiero (art. 21).<\/strong><\/h3>\n<figure id=\"attachment_8185\" aria-describedby=\"caption-attachment-8185\" style=\"width: 221px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/20130627_locandina_bisceglie.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-8185\" style=\"margin-right: 15px;\" title=\"Una delle locandine oggetto di contestazione\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/20130627_locandina_bisceglie-221x300.jpg\" alt=\"Una delle locandine oggetto di contestazione\" width=\"221\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/20130627_locandina_bisceglie-221x300.jpg 221w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/20130627_locandina_bisceglie.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 221px) 100vw, 221px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-8185\" class=\"wp-caption-text\">Una delle locandine oggetto di contestazione<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong><span style=\"font-size: 13px;\">La controversia che i Giudici hanno dovuto dirimere ebbe inizio ormai molti anni fa.\u00a0<\/span><\/strong>Tra gennaio e febbraio del 1998 <strong>Angelo Ruggieri, fondatore dell\u2019associazione e della casa editrice \u201cSapere 2000\u201d<\/strong>, fece affiggere per le strade di Bisceglie due manifesti in cui denunciava quanto stava accadendo a pochi centimetri da casa sua.<\/p>\n<p><strong>La societ\u00e0 \u201cEdil futura\u201d stava erigendo un fabbricato in aderenza ad una finestra di \u201cPalazzo Posa\u201d, edificio del XVII secolo<\/strong>, dichiarato di interesse architettonico e storico dal Ministero per i Beni culturali e ambientali. Il particolare di uno dei manifesti pubblicati nel 1998 \u201cPalazzo Posa\u201d apparteneva ad Angelo ed alla sua famiglia. Quando Angelo mi mostr\u00f2 quello che stava accadendo accanto alla sua propriet\u00e0, rimasi (appena ventenne e novello studente di giurisprudenza) incredulo.\u00a0Aprendo la finestra della stanza che Angelo aveva adibito a sede dell\u2019associazione, si entrava in contatto (non pi\u00f9 con la luce e con l\u2019aria, ma) con i mattoni forati del fabbricato adiacente. La finestra di Angelo era stata, completamente e letteralmente, murata. Ed io non riuscivo a spiegarmi come fosse possibile che \u201cla legge\u201d lasciasse che quel singolare accadimento si compisse.<\/p>\n<p><strong>Le norme della legge sono tante, ed occorre molto tempo per imparare a conoscerle bene. Guardando la finestra murata di Angelo, pensavo che lui avesse subito un sopruso<\/strong>.<strong> L\u2019impresa costruttrice, invece<\/strong>, leggendo dal suo, particolare, punto di vista l\u2019art. 2043 del codice civile (\u201cQualunque fatto doloso o colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno\u201d), <strong>riteneva di essere stata danneggiata da Angelo. E cos\u00ec gli intent\u00f2 causa.<\/strong> Assumeva di essere stata diffamata e danneggiata da quei manifesti e pretendeva un<strong> risarcimento di 3 miliardi di lire.<\/strong> Devo soffermare un momento l\u2019attenzione su questo passaggio della sentenza della Corte d\u2019appello che riassume lo svolgimento del processo: no, non ho contato male gli zeri, sono proprio 3 miliardi.<\/p>\n<p><strong>Il Tribunale di Trani, con una sentenza del 2008, accoglieva la domanda di \u201cEdil futura\u201d s.r.l. e condannava l\u2019associazione \u201cSapere 2000\u201d e Ruggieri Angelo, in solido tra loro, \u201ca titolo di risarcimento del danno, al pagamento della somma di \u20ac. 40.000<\/strong>\u00a0(\u2026) oltre agli interessi da gennaio 1998 al soddisfo, nella misura del 2,5% all\u2019anno, nonch\u00e9 alla rifusione delle spese processuali\u201d.<\/p>\n<p><strong>Lo scorso 17 aprile, all\u2019esito di una causa durata 15 anni (tra primo e secondo grado)<\/strong>, la Corte d\u2019appello di Bari, nelle persone del Presidente Luigi Di Lalla e dei Consiglieri Vincenzo Giovanni Sannicandro e Matteo Antonio Sansone (relatore ed estensore della sentenza), <strong>ha riformato la decisione di primo grado, ed ha reso un omaggio alla bellezza, alla libert\u00e0 ed alla giustizia.<\/strong><\/p>\n<h3><strong>I manifesti firmati da Angelo Ruggieri e dall\u2019associazione \u201cSapere 2000\u201d, tra l\u2019altro, denunciavano quello \u201cscempio urbanistico\u201d, raffiguravano l&#8217;immagine del fabbricato che stava realizzando la societ\u00e0 \u201cEdil futura\u201d in aderenza a \u201cPalazzo Posa\u201d ed invitavano tutti i cittadini a costruire una Bisceglie vivibile e dal volto umano. Attraverso quei manifesti Angelo aveva esercitato il suo diritto fondamentale, garantito dall\u2019art. 21 della Costituzione, di \u201cmanifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione\u201d.<\/strong><\/h3>\n<p><strong><span style=\"font-size: 13px;\">La giurisprudenza consolidata, anche della Corte di cassazione, ha chiarito da tempo che il diritto\u00a0<\/span>di manifestare liberamente il proprio pensiero prevale<\/strong> (in un bilanciamento tra interessi di rango costituzionale) sull\u2019altrui diritto alla reputazione, purch\u00e9 sia esercitato nel rispetto di tre limiti: 1) verit\u00e0; 2) continenza; 3) interesse pubblico alla diffusione della notizia.<\/p>\n<p><strong>1. Verit\u00e0<\/strong>. La Corte d\u2019appello ha affermato che, in base alla consulenza tecnica redatta nel corso del procedimento penale (in cui Gentile Benedetto, in qualit\u00e0 di legale rappresentante della societ\u00e0 costruttrice, era stato imputato ed assolto), la concessione edilizia rilasciata il 7 marzo 1990 era illegittima per violazione delle distanze dai confini interni e laterali, e per il superamento dei valori massimi di superficie e di volume prescritti dalla legge. Pertanto \u2013 scrive la Corte \u2013 \u201cl&#8217;affermazione secondo la quale la realizzazione di tale fabbricato era avvenuta in forza di abusi commessi dai competenti organi amministrativi non era veritiera\u201d.<\/p>\n<p><strong>2. Continenza<\/strong>. Secondo il Tribunale i manifesti di Angelo non avevano rispettato il limite della continenza, \u201cgiacch\u00e9 per ottenere lo scopo di sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica su irregolarit\u00e0 amministrative (\u2026), era stato utilizzato uno strumento che era andato ben al di l\u00e0 dello scopo dichiarato\u201d. La Corte d\u2019appello ha ribaltato tale affermazione, ritenendo che il limite della continenza, intesa come correttezza formale della critica, fosse stato rispettato. Sostiene la Corte barese che \u201cqualora la narrazione di determinati fatti sia esposta insieme alle opinioni dell&#8217;autore dello scritto, in modo da costituire nel contempo esercizio di cronaca e di critica, la valutazione della continenza\u201d richiede un bilanciamento dell&#8217;interesse individuale alla reputazione con quello alla libera manifestazione del pensiero, e che tale bilanciamento sia ravvisabile nella pertinenza della critica di cui si tratta all&#8217;interesse pubblico.<\/p>\n<p><strong>3. Interesse pubblico.<\/strong> Trattandosi del diritto alla libera manifestazione del proprio pensiero, sotto forma sia di diritto di cronaca, sia di diritto di critica, il requisito del\u2019interesse pubblico assume un rilievo fondamentale.<\/p>\n<p><strong>Su questo punto le parole dei Giudici rivestono un valore sociale (oltre che giuridico) tale da meritare di essere integralmente trascritte e portate pubblicamente a conoscenza della Comunit\u00e0 biscegliese:<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\">\u201c<em>Occorre infatti considerare che il fabbricato sito in via Imbriani in Bisceglie, denominato &#8220;edificio-via Imbriani, gi\u00e0 Palazzo Posa&#8221;, con decreto dell&#8217;11 aprile 1990 del Ministro per i Beni Culturali e Ambientali, \u00e8 stato dichiarato di interesse particolarmente importante ai sensi della legge 1 giugno 1939 numero 1089 e quindi sottoposto a tutte le disposizioni di tutela contenute nella legge stessa. (\u2026) Dalla relazione allegata al suddetto decreto ministeriale si rileva che l&#8217;edificio (\u2026) costituisce un rilevante esempio architettonico, per il contesto urbano e territoriale al quale appartiene, di antico palazzo suburbano o &#8220;villa&#8221; di committenza e di tono signorile. Il palazzo, riconducibile al 17\u00ba secolo, presenta caratteristiche tali da renderlo meritevole di essere assoggettato al vincolo di tutela di cui alla legge numero 1089\/1939, come bene di interesse architettonico e storico. A seguito del decreto ministeriale citato, l&#8217;edificio di propriet\u00e0 del Ruggieri, per le sue caratteristiche storiche ed architettoniche, ha acquisito rilevanza per la collettivit\u00e0 di Bisceglie, come immobile facente parte del patrimonio culturale e storico dell&#8217;intera cittadinanza<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><strong>Dunque, Angelo Ruggieri aveva il diritto di pubblicare quei manifesti, anche perch\u00e9 \u201cle vicende che hanno interessato il suddetto edificio hanno assunto una portata di interesse pubblico e non ristretto alla controversia del tutto privatistica\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>Secondo la Corte, la fotografia effigiata sui quei manifesti (che si riproduce a corredo del presente articolo) era \u201cemblematica di una situazione di degrado urbanistico ed edilizio\u201d, e \u201criguardava un fatto rilevante per la pubblica opinione perch\u00e9 lesivo di un bene appartenente al patrimonio culturale ed alla storia della comunit\u00e0 locale\u201d.<\/p>\n<p><strong>La Giustizia civile italiana, certo con molta lentezza<\/strong> (ma questo, ahim\u00e8, \u00e8 un problema generale, non ascrivibile, con ogni probabilit\u00e0, ai Giudici della Corte d\u2019appello), \u00e8 arrivata a ristabilire la ragione, ed a riconoscere adeguata garanzia al diritto di un Uomo alla libert\u00e0 di esprimere il proprio pensiero, ed al diritto di una Comunit\u00e0 di tutelare \u201cil paesaggio ed il patrimonio storico e artistico\u201d (cos\u00ec si esprime l\u2019art. 9, comma 2, della Costituzione italiana).<\/p>\n<p><strong>Il diritto alla bellezza. Alla bellezza del paesaggio, inteso come territorio espressivo di identit\u00e0, il cui carattere deriva dall\u2019azione di fattori naturali ed umani, e dalle loro interrelazioni.<\/strong> Alla bellezza dei beni di interesse storico e culturale che costituiscono un patrimonio appartenente non soltanto ai rispettivi proprietari, ma anche all\u2019intera Comunit\u00e0 locale, della quale conservano la storia e la cultura.<\/p>\n<p><strong>Bisceglie ha gi\u00e0 subito troppe offese alla bellezza, ed altre rischia di subirne.<\/strong> \u201cPalazzo Posa\u201d, \u201cPalazzo Fiori\u201d, \u201cVilla Cal\u00f2\u201d, le \u201cCamere di Cocola\u201d, il palazzo ottocentesco di via Camere del Capitolo, (et c.) sono (o, purtroppo, erano) esempi di bellezza e di cultura, da proteggere contro ogni intervento edilizio \u201ccertamente di non pregevole architettura\u201d (per usare ancora le parole della Corte d\u2019appello).<\/p>\n<p><strong>Il 18 luglio 2010 Angelo Ruggieri ci ha lasciato. Non ha avuto il tempo di leggere la sentenza che gli avrebbe reso ragione.<\/strong> La sentenza \u00e8 stata emessa nei confronti di Rosalba D\u2019Addato, sua moglie, di Giulia, sua figlia, e dell\u2019associazione \u201cSapere 2000\u201d; ma mi piace pensare che sia stata resa in favore di tutti i cittadini biscegliesi. Affinch\u00e9 teniamo bene presente che i diritti fondamentali, alla bellezza ed alla libert\u00e0, trovano tutela; che esiste giustizia. Affinch\u00e9, seguendo l\u2019esempio di Angelo, ci impegniamo per tutelare la nostra cultura ed i nostri diritti.<\/p>\n<p><strong>La vicenda giudiziaria di \u201cPalazzo Posa\u201d non \u00e8 ancora conclusa. Esiste un\u2019altra sentenza, definitiva, della Corte di cassazione che dispone la demolizione dell\u2019edificio costruito in violazione della legge.<\/strong> Non so se l\u2019ordine di demolizione sar\u00e0 effettivamente eseguito (non ho una conoscenza sufficientemente approfondita delle valutazioni tecniche, economiche e di opportunit\u00e0 che devono essere compiute prima di procedere alla demolizione). So, per\u00f2, che la sentenza della Corte d\u2019appello di Bari rappresenta una buona notizia per Bisceglie. So che l\u2019impegno di Angelo continua a vivere in Rosalba e nelle persone che gli hanno voluto bene.<\/p>\n<h3><strong>Nel film \u201cI cento passi\u201d a Peppino Impastato vengono attribuite queste parole: \u201cNon ci vuole niente a distruggere la bellezza. E allora, invece della lotta politica, la coscienza di classe, tutte le manifestazioni e \u2018ste fissarie \u2026 bisognerebbe ricordare alla gente che cos\u2019\u00e8 la bellezza, aiutarla a riconoscerla, a difenderla. La bellezza. \u00c8 importante la bellezza: da quella scende gi\u00f9 tutto il resto\u201d.<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Non so se Peppino Impastato abbia davvero pronunciato queste parole, ma le condivido una per una.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><strong>Enzo Sciascia <\/strong>(magistrato)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 17 aprile scorso la Corte d\u2019appello di Bari ha pronunciato una sentenza importante per la nostra Citt\u00e0. 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