{"id":8306,"date":"2013-08-01T23:23:49","date_gmt":"2013-08-01T21:23:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=8306"},"modified":"2013-08-28T00:23:05","modified_gmt":"2013-08-27T22:23:05","slug":"sulla-laguna-di-grado-incombe-progetto-turistico-da-400mila-metri-cubi-di-cemento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2013\/08\/sulla-laguna-di-grado-incombe-progetto-turistico-da-400mila-metri-cubi-di-cemento\/","title":{"rendered":"Sulla laguna di Grado incombe un progetto turistico che riverserebbe sull\u2019isola 400mila metri cubi di cemento."},"content":{"rendered":"<div dir=\"ltr\">\n<div dir=\"ltr\">\n<div dir=\"ltr\">\n<div>\n<p>\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-8315\" alt=\"20130801_grado\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/20130801_grado.jpg\" width=\"640\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/20130801_grado.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/20130801_grado-300x135.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p><strong>A ridosso della laguna di Grado, uno dei poli turistici del Friuli Venezia Giulia inserito in un contesto ambientale unico, rischia di stendersi una colata di cemento.<\/strong><\/p>\n<h3><strong>Il progetto \u201cVivere in laguna\u201d del gruppo dell\u2019imprenditore friulano Maurizio Zamparini prevede l\u2019occupazione di quasi 500mila metri quadri di suolo e l\u2019edificazione di quasi 400mila metri cubi tra appartamenti, negozi, infrastrutture.<\/strong><\/h3>\n<p>Gli abitanti insediabili, se consideriamo la sommatoria di altri interventi gi\u00e0 partiti o in fase di avvio, sono circa 9mila, quanti i residenti della cittadina balneare in inverno. A monte di un progetto che la societ\u00e0 promotrice ipotizzava di avviare nel 2014 c\u2019\u00e8 una vicenda fatta di molte ombre dal punto di vista autorizzativo e ambientale, come Legambiente Friuli Venezia Giulia e il circolo Green Gang del Basso Isontino hanno denunciato pi\u00f9 volte, insieme alla lista civica Liber@.<\/p>\n<h2><strong>Piani vecchi<\/strong><\/h2>\n<p>\u00abSe osserviamo ci\u00f2 che \u00e8 successo dal lontano 1985 a oggi \u2013 afferma Michele Tonzar, presidente del circolo Green Gang \u2013 la prima cosa che colpisce \u00e8 che la situazione \u00e8 talmente ingarbugliata, piena di forzature dal punto di vista autorizzativo, piena di denunce, ricorsi, condanne e raccomandazioni che ci si chiede come nessun amministratore abbia pensato di starne alla larga o quanto meno di mettere le mani avanti, facendo un minimo di chiarezza\u00bb. In parole povere, secondo Legambiente, si sarebbe dovuto mettere in salvaguardia il Piano regolatore, aggiornandolo alle nuove esigenze e al nuovo sentire della comunit\u00e0 per la quale un\u2019area di espansione di 500mila metri quadri, frutto di scelte pianificatorie vecchie di trent\u2019anni, \u00e8 davvero esagerata. \u00ab<strong>Invece, a pochissimi giorni dalle elezioni, a fine marzo 2011, il commissario straordinario del Comune ha approvato una variante al Piano regolatore<\/strong> con cui di fatto sono stati definiti i nuovi parametri urbanistici cui deve conformarsi il futuro Piano particolareggiato attuativo \u2013 spiega ancora Tonzar \u2013 <strong>Una variante definita \u201cnon sostanziale\u201d, grazie alla malaugurata interpretazione della Direttiva europea 42\/2001, che prevede che per interventi di modesta entit\u00e0 si possa evitare di attivare la procedura di Valutazione ambientale strategica<\/strong>\u00bb. Una forzatura, considerata l\u2019enorme dimensione e la vicinanza con aree protette di interesse comunitario, come la laguna di Grado e Marano e Valle Cavanata e il banco Mula di Muggia.<\/p>\n<p><strong>Per questo Legambiente Friuli Venezia Giulia ha presentato una denuncia alla Commissione europea nei confronti del Comune di Grado e della Regione per inadempimenti del diritto comunitario.<\/strong> \u00abNon esistono \u201cdiritti edificatori\u201d, n\u00e9 \u201cvocazioni edificatorie\u201d di suoli non ancora edificati \u2013 prosegue Michele Tonzar \u2013 Lo stabilisce una recente sentenza del Consiglio di Stato, che si aggiungere a molte altre\u00bb. Ma i guai per Zamparini non sono finiti: lo scorso novembre il figlio, Andrea Maurizio, legale rappresentante della ditta Monte Mare, proprietaria dell\u2019area interessata dal progetto, \u00e8 stato condannato a un anno e quattro mesi di reclusione: \u00e8 ritenuto responsabile di aver contravvenuto alle norme ambientali eseguendo lavori in area paesaggistica senza autorizzazioni. Il giudice ha inoltre ordinato il ripristino dello stato dei luoghi, dove, in assenza delle necessarie autorizzazioni, sono stati smaltiti almeno 200mila metri cubi di materiale di sterro proveniente dall\u2019area in cui a Muggia, vicino Trieste, \u00e8 sorto un centro commerciale.<\/p>\n<h2><strong>Suolo sotto assedio<\/strong><\/h2>\n<p>\u00abVorremmo capire se questo materiale \u00e8 inquinato o meno \u2013 commenta Dario Raugna, capogruppo consigliare al Comune della lista Liber@ \u2013 visto che al Servizio Via della Regione pare siano arrivati esiti non corretti dei campionamenti effettuati dall\u2019Arpa. Tant\u2019\u00e8 che, a seguito di un sequestro di documenti nella sede dell\u2019Arpa, sono state trovate due relazioni che arrivano a conclusioni opposte, una delle quali indica la presenza di idrocarburi nelle terre depositate in Valle Cavarera\u00bb. \u00c8 un esempio delle forzature di cui \u00e8 costellata la vicenda. Tra le altre non \u00e8 neanche certa la fornitura idrica del complesso \u201cvivere in Laguna\u201d, e<strong> il depuratore di Grado \u00e8 sottoposto a una procedura di infrazione comunitaria a causa della non conformit\u00e0 nella depurazione degli scarichi fognari<\/strong>. La speranza \u00e8 che la nuova amministrazione regionale guidata da Debora Serracchiani effettui una riflessione su Zamparini city. \u00ab<strong>Valle Cavarera rappresenta forse l\u2019ultima porzione di suolo disponibile a Grado<\/strong> \u2013 afferma Alessio Gratton di Sel, presidente della Commissione Attivit\u00e0 produttive del consiglio regionale \u2013 pertanto ritengo necessaria una valutazione sul suo utilizzo coinvolgendo la comunit\u00e0. Che fine farebbero le attivit\u00e0 del centro storico se vien spostato il polo d\u2019attrazione? <strong>Va invece riqualificato quanto esiste<\/strong> \u2013 aggiunge Gratton \u2013 anche perch\u00e9 a Grado esistono circa 2mila appartamenti invenduti \u00bb. Gli ultimi sviluppi della vicenda danno Zamparini in ritirata. \u00abStaremo a vedere \u2013 commenta Tonzar \u2013 Non vorremmo fosse solo una manovra di pressing nei confronti di chi deve decidere. Questa \u00e8 un\u2019area ricchissima dal punto di vista ambientale, e merita un turismo diverso, che intervenga a migliorare le strutture esistenti e crei maggiore integrazione con la comunit\u00e0 di Grado, valorizzando il patrimonio naturalistico che circonda l\u2019Isola del sole\u00bb.<\/p>\n<p><i><i><strong>Articolo di Laura Blasich<\/strong><br \/>\nscritto per La Nuova Ecologia (luglio-agosto 2013)<\/i><\/i><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 A ridosso della laguna di Grado, uno dei poli turistici del Friuli Venezia Giulia inserito in un contesto ambientale unico, rischia di stendersi una [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":112,"featured_media":8315,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[126,12],"tags":[],"class_list":["post-8306","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-consumo-di-suolo-tematiche","category-friuli_venezia_giulia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8306","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/112"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8306"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8306\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/8315"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8306"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8306"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8306"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}