{"id":8390,"date":"2013-10-08T22:32:22","date_gmt":"2013-10-08T20:32:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=8390"},"modified":"2013-10-08T22:40:01","modified_gmt":"2013-10-08T20:40:01","slug":"souvenir-ditalie-e-il-lato-oscuro-del-belpaese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2013\/10\/souvenir-ditalie-e-il-lato-oscuro-del-belpaese\/","title":{"rendered":"\u201cSouvenir d\u2019Italie\u201d e il lato oscuro del Belpaese"},"content":{"rendered":"<h3><strong>Dialogo con Angelo Antolino, fotogiornalista, che con <a href=\"http:\/\/www.angeloantolino.com\/albums\/souvenir-ditalie\/\" target=\"_blank\">il suo sito web<\/a> da anni denuncia l\u2019Italia degli scempi e del cemento. \u201cHo maturato la volont\u00e0 di realizzare un reportage per mostrare il vero volto dell\u2019Italia di oggi\u201d, ci dice, \u201cben lontana dalla cartolina del Belpaese fortemente radicata nell\u2019immaginario collettivo. Perch\u00e9 \u00e8 proprio adagiandosi su questa immagine che vengono perpetrati i maggiori crimini ai danni del paesaggio\u201d.<\/strong><\/h3>\n<figure id=\"attachment_8570\" aria-describedby=\"caption-attachment-8570\" style=\"width: 600px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-8570\" alt=\"Tor Pagnotta 2, Roma sud. \u201cL\u2019espansione di Roma, senza alcuna pianificazione urbanistica, continua senza sosta dal secondo dopoguerra\u201d, si legge nel sito di Angelo Antolino. \u201cLa speculazione immobiliare sta divorando l\u2019Agro Romano, territorio destinato all\u2019agricoltura e alla pastorizia sin dai tempi di Roma Antica. In questa immagine nuovi quartieri costruiti dall\u2019Immobil Dream di Roberto Carlino e dal Gruppo Caltagirone\u201c. Foto \u00a9 Angelo Antolino\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/20131009_agro-romano.jpg\" width=\"600\" height=\"344\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/20131009_agro-romano.jpg 600w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/20131009_agro-romano-300x172.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-8570\" class=\"wp-caption-text\">Tor Pagnotta 2, Roma sud. \u201cL\u2019espansione di Roma, senza alcuna pianificazione urbanistica, continua senza sosta dal secondo dopoguerra\u201d, si legge nel sito di Angelo Antolino. \u201cLa speculazione immobiliare sta divorando l\u2019Agro Romano, territorio destinato all\u2019agricoltura e alla pastorizia sin dai tempi di Roma Antica. In questa immagine nuovi quartieri costruiti dall\u2019Immobil Dream di Roberto Carlino e dal Gruppo Caltagirone\u201c.<br \/>Foto \u00a9 Angelo Antolino<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.angeloantolino.com\/albums\/souvenir-ditalie\/\" target=\"_blank\">Un viaggio d\u2019immagini <\/a>attraverso ci\u00f2 che di peggio l\u2019Italia offre a se stessa e al mondo. Un\u2019overdose di verit\u00e0 lontana dagli scorci da cartolina che ancora, a stento, sopravvivono nel mare di cemento che \u00e8 diventata negli anni l\u2019Italia.<\/strong> Un grido costituito dagli scatti di una macchina fotografica, quella di Angelo Antolino, laureato in storia dell\u2019arte e fotogiornalista, innamorato come tanti di un\u2019Italia che sta morendo, quella della natura che si fa cultura e dei paesaggi amati dagli artisti di ogni epoca, uccisa dall\u2019ignoranza e dalla speculazione.<\/p>\n<p><strong>Per salvare l\u2019Italia migliore, o quel che ne rimane, \u00e8 necessario per\u00f2 dare corpo a quella peggiore e oscura, darle un volto e saperla guardare.<\/strong> Come un malato, che prima d\u2019ogni cura, deve prendere coscienza del proprio male, per sconfiggerlo.<\/p>\n<p>\u201cStudiare Storia dell\u2019Arte\u201d, dice Antolino, \u201csignifica viaggiare per andare a vedere le opere dal vivo e capire il contesto in cui sono nate. E <strong>ad ogni viaggio in ogni regione d\u2019Italia mi rendevo conto della spaventosa distanza che c\u2019era tra le opere e il paesaggio circostante.<\/strong> Non solo la campagna veneta o quella senese dipinta da Bellini e Lorenzetti era sparita sotto il cemento, ma era venuta meno anche la cultura in cui queste opere erano nate. Parlo di quella cultura fondata sul principio, tramandato per secoli, per cui il paesaggio \u00e8 l\u2019habitat nel quale si vive e da cui la vita discende, attraverso l\u2019agricoltura e la pastorizia, e che pertanto \u00e8 un bene comune da salvaguardare e tutelare\u201d.<\/p>\n<p><strong>\u201cInoltre\u201d, prosegue, \u201ccon questo reportage ho cercato di inquadrare il problema della cementificazione in una prospettiva nazionale,<\/strong> poich\u00e9 fino ad oggi le battaglie in difesa del Paesaggio \u2013 eccezion fatta per la Val di Susa \u2013 sono rimaste confinate nei singoli ambiti locali. Mentre, ad esempio, la costruzione di un albergo sulle colline ricoperte di ulivi a Portovenere, o la realizzazione di un centro commerciale su suolo agricolo in Campania, \u00e8 un problema che riguarda l\u2019intero Paese\u201d.<\/p>\n<p><strong>Sono molteplici i luoghi comuni da sfatare per far s\u00ec che il paziente prenda coscienza della malattia:<\/strong> dalla bellezza dei territori italiani, intesa come una sorta di credito infinito ed inesauribile di cui godrebbe la penisola quasi per volont\u00e0 divina, fino all\u2019idea che la cementificazione sia un fenomeno legato esclusivamente al boom economico.<\/p>\n<h3><strong>\u201cCome in stato di ipnosi\u201d, aggiunge il fotografo, \u201ccontinuiamo a ripetere il mantra l\u2019Italia \u00e8 il Paese pi\u00f9 bello del Mondo e contemporaneamente, con sistematicit\u00e0, lo distruggiamo. A partire dal secondo dopo guerra, con raccapricciante metodo, si \u00e8 deciso per un suicidio collettivo, e nell\u2019arco di 60 anni si \u00e8 riusciti a distruggere un paesaggio modificato costantemente per migliaia di anni ma che era rimasto sempre identico a se stesso nella sua magnificenza\u201d.<\/strong><\/h3>\n<p><strong>\u201cUn altro dei miti da sfatare\u201d, sottolinea, \u201c\u00e8 quello legato alla cementificazione come fenomeno tipico del boom economico:<\/strong> in realt\u00e0 i dati dimostrano che dal \u201995 a oggi \u00e8 sparito sotto il cemento l\u2019equivalente di Umbria e Veneto messe insieme, un processo ancora pi\u00f9 aggressivo di quello avvenuto tra gli anni \u201950 e \u201960. Il cortocircuito che oggi impedisce la difesa del territorio o lo derubrica a problema di serie b rispetto a temi come lavoro, salute, sicurezza, \u00e8 determinato anche dal fatto che il concetto stesso di paesaggio viene troppo spesso confuso con quello di panorama. <strong>Salvaguardare il paesaggio come grande risorsa strategica significa porre le basi per un reale progresso sociale ed economico di questo Paese<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>Sensibilizzare l\u2019opinione pubblica sul tema del consumo di suolo e del rispetto dell\u2019ambiente come primo passo per convincere il malato a prendere le medicine. P<strong>er iniziare un dialogo con le persone tuttavia, \u00e8 fondamentale prendere contatto con i territori.<\/strong> \u201cLa mia collaborazione con Salviamo Il Paesaggio, Italia Nostra, Wwf e tanti altri comitati locali\u201d, dice ancora Antolino, \u201cnasce dalla necessit\u00e0 di mettermi in ascolto con i singoli territori. Prima di recarmi in una determinata area, mi mettevo in contatto con le sedi locali delle associazioni raccogliendo segnalazioni relative ai casi pi\u00f9 eclatanti di scempio del paesaggio. Gli attivisti di Salviamo il Paesaggio con cui ho collaborato, si sono rivelati tra i pi\u00f9 competenti e disponibili durante il mio Grand Tour. Ho anche ricevuto molte offerte di ospitalit\u00e0, ne cito una a titolo di ringraziamento, come ad esempio il favoloso agriturismo Il Cignale di Rita Rossi di Salviamo il Paesaggio di Penne (PE)\u201d.<\/p>\n<h3><strong>Fare squadra, quindi, con tutte le realt\u00e0 quotidianamente impegnate per difendere quell\u2019Italia migliore che ancora sopravvive al degrado. L\u2019unico modo per raggiungere un obiettivo comune. <\/strong><\/h3>\n<p>\u201c<strong>Fare questo reportage mi \u00e8 costato un\u2019enorme fatica<\/strong>\u201d, conclude il fotogiornalista, \u201csoprattutto perch\u00e9 nei due mesi e mezzo di viaggio ad ogni chilometro percorso mi rendevo sempre pi\u00f9 conto che le aree di paesaggio non stuprate dal cemento sono davvero esigue, e al termine di ogni giornata alla fatica fisica si aggiungeva un senso di sconforto. <strong>Tuttavia questo reportage mi ha dato la possibilit\u00e0 di conoscere, ad ogni tappa, alcune delle tantissime persone che tramite associazioni e comitati combattono, da anni e nel silenzio, una guerra quotidiana per la salvezza dell\u2019Italia.<\/strong> Senza quelle donne e quegli uomini che gratuitamente mi hanno dedicato il loro tempo, non avrei potuto realizzare questo reportage\u201d.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 proprio di quel genere di donne e uomini che l\u2019Italia migliore ha disperato bisogno per non soccombere alla demoralizzazione, prima ancora che alla devastazione fisica del proprio territorio. Su col morale, non \u00e8 ancora detto.<\/p>\n<p><em><strong>Marco Bombagi<\/strong><\/em><br \/>\n<em>Salviamo il Paesaggio Roma e provincia<\/em><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.roma.it\" target=\"_blank\"><em> www.salviamoilpaesaggio.roma.it<\/em><\/a><\/p>\n<p>______________________________<\/p>\n<h2><a href=\"http:\/\/www.angeloantolino.com\/albums\/souvenir-ditalie\/\" target=\"_blank\"><strong>Guarda le foto sul sito di Angelo Antolino &gt;<\/strong><\/a><\/h2>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dialogo con Angelo Antolino, fotogiornalista, che con il suo sito web da anni denuncia l\u2019Italia degli scempi e del cemento. \u201cHo maturato la volont\u00e0 di [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":123,"featured_media":8570,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[789,381,126,30,39,1351,36],"tags":[],"class_list":["post-8390","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-artisti","category-beni-culturali","category-consumo-di-suolo-tematiche","category-edilizia-1","category-grandiopere","category-paesaggio-tematiche","category-strade-e-ferrovie"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8390","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/123"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8390"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8390\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/8570"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8390"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8390"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8390"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}